Saturday, 15th May 2021

L’evoluzione

Posted on 13. mag, 2021 by in Argomenti

L’evoluzione

Quanto ci siamo evoluti in tutti questi secoli?

Quanto siamo più civili oggi, in confronto all’epoca degli schiavi, delle torture, del nazismo, ecc.?

Credo davvero poco. Siamo ancora oggi, messi alle strette, capaci di fregare l’amico, uccidere qualcuno, truffarne un altro, essere crudeli verso gli animali, i consimili, addirittura i familiari, oppure distruggere un pianeta, inquinare un bosco, appestare una città, ucciderci per una partita di calcio, e, il caso peggiore ma anche il più diffuso, far del male, fino a uccidere, per soldi.

Abbiamo fatto le leggi, un mucchio di leggi, abbiamo creato le forze di polizia, i giudici, perché il vivere in comune fosse rispettato; cionondimeno violiamo le leggi e siamo più incivili che civili.

La malavita organizzata vive e regna alla luce del sole.

Certo, esistono i buoni, ma ci sono sempre stati e quanto prevalgano sui cattivi, ce lo dice una semplice pagina di giornale.

Un grado di civiltà (apparente) fa capolino solo a pancia piena: quando una società è ricca, tutti si sorridono di più e trovano la maniera di usare anche modi e toni garbati. Ma quando il bisogno fa capolino e comincia a creare ansie e paure, scatta il “mors tua vita mea”, nelle diverse coniugazioni, livelli, modalità.

Esce l’animale, l’istinto di sopravvivenza, che rimane la cosa più egoista e cattiva che esista.

Sì, una minoranza di buoni, alla fine, la trovi sempre. Ma è appunto una minoranza, di vessati, sacrificati, melanconici soggetti destinati a non influire, santi, eroi.

La prova del nove sta tutta lì: prendi un essere umano, portalo alla fame, quindi il contrario della pancia piena di cui si diceva prima, umilialo, e vediamo quanto nobilmente saprà comportarsi, quanto altruismo residuerà, quanta generosità. Forse uno su mille rimarrà nobilmente altruista, ma esagero. Vediamo chi rispetterà una fila, chi cederà il posto o pagherà perché mangi un altro.

No, non ci siamo evoluti, solo arricchiti. Di nobile non abbiamo niente, o c’è qualcuno che ancora crede di essere più in alto della scimmia nella scala evolutiva? Se c’è ha di sicuro la pancia piena e recita un ruolo che non gli appartiene, non gli è mai appartenuto e mai gli apparterrà, è uno squallido attore nel teatro più maleodorante.

 

Quanto siamo imbecilli

Posted on 13. mag, 2021 by in Argomenti

Quanto siamo imbecilli

Bene, cosa resta dei 5 stelle? Molto, ma destinato a durare poco. Resta una maggioranza parlamentare, di cui non sanno cosa fare; resta un manipolo di ministri e sottosegretari, tutti col giocattolo in mano e con l’unico ordine di non disturbare chi lavora per tutti; resta qualche sindaco e qualche anonimo consigliere regionale, e sia chiaro, anonimo proprio nelle regioni in cui è stato eletto. Il resto è squallida paccottiglia: le liti, i soldi, Grillo che si riscopre una famiglia, tracce di arroganza, ricordi di gioventù, quando tutti uniti si inneggiava alla rivoluzione grillina.

È durato più di un uragano, ma con minori effetti, come un Gesù che alla seconda parabola scopre e gusta vino e sigaro, insomma rumore ed effetti da petardo.

Peccato. Ci aveva creduto un terzo degli italiani, e con un terzo degli italiani la DC governò 50 anni, e un altro quarto li guardava con simpatia. E sì, perchè la politica stava toccando il fondo. Ora stanno provando a toccarlo loro, taroccando le loro stesse regole e litigando come ragazzi che si disputano il tiro del rigore.

Insomma anche questa è passata e siamo finiti nelle mani del tecnico di turno. A proposito di geni calati dall’alto: fanno il dovuto e vengono acclamati, ci fanno torcere e diciamo grazie.

Ma quanto siamo imbecilli.

La perversa giustizia umana

Posted on 11. mag, 2021 by in Argomenti

La perversa giustizia umana

Ha senso la giustizia umana?

Non so se esiste quella divina, ma almeno in questa terra no di sicuro, nell’al di là, e chi può saperlo. Ma la giustizia terrena, affidata a uomini, fallaci per natura, talvolta, per fortuna in via eccezionale, più inclini al malaffare degli stessi criminali che giudicano, sembra o un imbroglio o la somma delle ingiustizie.

La privazione della libertà dovrebbe avere fini rieducativi, ma un obiettivo di questo genere se non accompagnato dalla coscienza del criminale, è una chimera.

Peraltro una sana coscienza può in un attimo quello che dieci anni di prigione potrebbero in ipotesi fare.

Il Vangelo ci insegna il perdono, ma la giustizia terrena non ne vuol sentir parlare, anzi, è vero il contrario, quando la sete di vendetta, travestita da sete di giustizia, tracima ogni limite per approdare a un giustizialismo che premia le ipotesi più che i verdetti finali.

Oltretutto, parlare di prigione, processi, che alcuni pretendono esemplari, per vederli concludere con l’applicazione delle pene massime, rieducazione, reinserimento, è operazione goffa in un paese che si è arrestato alla logica delle raccomandazioni, delle filiere del consenso, e che è inerme di fronte alla malavita organizzata.

E’ difficile per l’Italia provare a rialzare la testa della dignitosa cittadinanza, se la magistratura mostra crepe spaventose, se la ricerca della raccomandazione ha soppiantato quella del lavoro meritato, se le tasse sono tanto ingiustamente alte quanto non pagate, in un coacervo di illegalità diffuse capillarmente nel tessuto sociale. Un tessuto sociale ipocrita che mostra la solidarietà solo per apparire e mai concretamente.

Quindi, ripeto, ha senso la giustizia umana?

No, non ha senso. E’ solo una messinscena dove a pagare sono melanconiche figure secondarie.

Siamo però a una svolta.

L’Italia noiosa, paranoica, ipocrita e perbenista o sprofonda o si risolleva. Ma si risolleva solo se cambia radicalmente, se fa autocritica, se accetta i suoi difetti e si dichiara disponibile a barattarli per niente.

Meglio nessun processo che un processo ingiusto, per esempio. E un processo che mi tiene inchiodato in uno studio legale per anni, non è un processo giusto, come prova a richiedere, balbettando, la nostra Costituzione.

La vera norma che viene rispettata, non è quella scritta nei codici, ma quella che si riconosce come giusta e viene accettata e rispettata con atteggiamento spontaneo, perché metabolizzata, voluta, cercata da un’intera comunità.

Il popolo è il legislatore di se stesso, il vero legislatore. E il legislatore eletto non dovrebbe fare altro che trascrivere il sentimento di un popolo.

No! Non ha senso la giustizia umana.

Il popolo dei cagnolini da salotto

Posted on 05. mag, 2021 by in Argomenti

Il popolo dei cagnolini da salotto

La politica è inutile? Mi spiego meglio. Se la politica non ha un’idea di fondo, un obiettivo a lunga scadenza, cioè un immaginario paradiso da costruire, valori da proteggere, insomma ideali, è solo di intralcio. In altri termini senza ideali, al presente e alle sue urgenze meglio che ci pensi una persona competente, onesta e autorevole, come Draghi, si potrebbe esemplificare, e sempre che Draghi sia davvero il super eroe che dipingono.

La prova è sotto gli occhi di tutti, e mai come in questo periodo, le menate di Salvini o di Meloni, da un lato, di Letta o del 5 stelle di turno, dall’altro, sanno di cicaleccio stonato.

Il quadretto é più o meno questo: Draghi e qualche ministro che lavorano, e gli altri che sfilano in tv come fosse una passerella dove esibire lo slogan ultimo coniato.

Gli stonati refrain da un lato e la silenziosa laboriosità dall’altro.

E dico laboriosità, non altro, non sapendo ancora bene chi sia il vero datore di lavoro di questo governo.

Politica inutile, democrazia annullata, quindi, diciamo una nuova e riveduta versione di regime totalitario, dove è previsto un consenso bulgaro, la non discutibilità delle decisioni e un’opinione positiva indotta dell’attività di un governo senza un colore, un ideale, una politica, che deve suonare gradito agli ex idealisti di destra, sinistra, centro e mezze misure.

Funzionale e agghiacciante, come, proprio come nelle dittature.

Ne usciremo guariti e irregimentati, ma senza che la cosa allarmi, dolcemente, come conviene con un animale domestico, amato, obbediente e per niente smanioso di alcun protagonismo, tipo una bella cosa.

Augh!

In fedez, Gigio Gigi

Posted on 03. mag, 2021 by in Argomenti

In fedez, Gigio Gigi

Fedez denuncia pressioni da parte della Rai per fermare il suo discorso (!) contro l’omofobia.

Io mi dico: se la Rai fa pressioni su Fedez (!!!!) cos’altro di veramente serio può aver a oggi combinato?

Però se non arriva Fedez, della Rai non si parla. O meglio della censura della Rai.

Ma è giusto che mi chieda cosa abbia mai fatto io per essere costretto ad ammirare le imprese di Fedez.

Cioè, chi è Fedez?

Possibile che un milionario, che parla come un giovane di oggi, cioè male, possa meritare le prime pagine?

Quanto valgono le prime pagine dei giornali?

E quanto vale la Rai, per essere ridotta in questo stato?

Le classifiche di una volta sono state capovolte, irrimediabilmente. O forse sono state sempre taroccate.

Comunque, Fedez ha bisogno di studiare, così, se ha davvero talento, possa trovare i mezzi per meritare davvero il successo che ha, cominciando col parlare un buon italiano.

Poi, dei discorsi sull’omofobia, lasciamo che trovino l’ambiente giusto per essere affrontati.

In fedez

Gigio Gigi

Ode per un vaccino

Posted on 09. apr, 2021 by in Argomenti

Ode per un vaccino
Dopo diverse sollecitazioni ho deciso di prenotarmi per il vaccino, in quanto iscritto, di diritto, alle fasce più deboli (non si direbbe ma è così; io per primo coniai, per me medesimo, l’espressione “non sono mai stato così bene come da quando sono malato). A margine la soddisfazione per una cosa che funziona (noi italiani rimaniamo sempre stupefatti davanti a quello che altrove è normalità), mi è sembrato davvero troppo poter scegliere finanche la data e la fascia oraria.
Ho, vigliaccamente, optato per l’ultimo giorno disponibile, all’ultima fascia oraria, nella convinzione che tardare al massimo l’assunzione del vaccino mi preservasse di più dai rischi e nella speranza che un paio di settimane in più possano dare più certezze di quelle poche esistenti.
L’ho fatto controvoglia: un po’ per la paura degli aghi che mi squinterna fin da piccino, un po’ perché da quando ho deciso per me non ho mai fatto per esempio un vaccino influenzale, quindi diciamo per principio o coerenza o cocciutaggine, un po’ infine perché non ho fiducia nelle qualità salvifiche del vaccino.
Ma l’ho fatto perché, dicono, va fatto e punto. Come un militare che esegue un ordine senza concedersi una spiegazione.
Sono infatti affascinato dalla vita militare, dove l’obbedienza cieca pulisce le coscienze e libera la mente, prevedendo che altri pensino e si flagellino la coscienza per te, facendo assurgere appunto l’obbedienza a principio regolatore, una delega del proprio raziocinio ad altri; ma sono anche affascinato dall’anarchia più totale, dove non esiste regola che non debba essere violata proprio in quanto regola.
La via di mezzo mi fa semplicemente schifo.
Quindi amo Zeman e aborro Allegri, per dire.
Sogno una giornata schematizzata al punto da immaginare anche i minuti da dedicare a una cosa secondo un elenco prestabilito (anima militare) ma non riesco a rispettare neanche il primo impegno (anima anarchica).
E così via.
Quindi ho prenotato il vaccino da buon soldato della Repubblica Italiana (tutti in piedi) ma facile che diserti l’appuntamento. Oppure accadrà che ci andrò a fare il vaccino rispettando quella tabella di marcia militaresca che tanto vorrei mi organizzasse tutta la vita, per una volta, finalmente.
Chissà.
Capace anche che nel frattempo, in questo mese, scoprano che al posto del vaccino vale uguale un tappone in bici di 150 km e allora festeggerò con i pantaloni che mettono in evidenza il pacco e proteggono il didietro, la vecchia maglietta della KAS e il sorriso dei giorni epici perché mai mi è accaduto di dover fare quello che mi piace fare.
Bene non mi resta che ringraziare chi mi ha letto nella consapevolezza che quando si scrive, è vero che si soddisfa una esigenza interiore, ma il gradimento altrui rimane la più grande gratificazione.

Draghi e Letta come Cip e Ciop.

Posted on 12. mar, 2021 by in Argomenti

Draghi e Letta come Cip e Ciop.

Il PD è alla ricerca di una nuova fisionomia. Più elegante, raffinata e snob di quelle messe in mostra da Renzi e Zingaretti, che erano fisionomie quantomeno bislacche, stando ai nuovi canoni imposti dal draghismo.

Infatti i due hanno tanti punti in comune, dal comportamento, sobrio, raffinato e discreto, al modo di porgere, dalla conclamata caratteristica intellettuale a una altrettanto conclamata o presunta competenza.

Sono personaggi che non hanno dovuto scalare l’Everest per affermarsi, stavano già alla ribalta da sempre.

Nessuno li ricorda al momento della crescita: erano già cresciuti, fin dal loro primo giorno.

Ma devono avere anche tanto altro in comune, deve esserci un fattore di comune appartenenza a un mondo frequentato da pochi, ma tutti importanti.

Letta, già paracadutato sulla scena politica qualche anno fa, non ha retto per un rigurgito socialmente proletario di quella parte della politica alla strenua ricerca del salvatore della patria.

Ora può tornare perché Draghi gli copre le spalle, anzi lo sospinge, o soltanto gli ha riaperto la strada.

Draghi, Letta e altri, fanno parte di quel mondo del quale non si può che dire bene e del quale si sospetta il peggio; di quel mondo del quale il solo appartenervi qualifica; di quel mondo nel quale una zucca può diventare un diamante attraverso l’ovvietà, perché non è il singolo che viene giudicato, ma il gruppo a imporsi come potente, importante, cionondimeno all’apparenza elegante, raffinato e pure sensibile.

Un’aristocrazia potente che non ha aperto le porte neanche a un miliardario come Berlusconi e che oggi, con la trovata del governo di responsabilità, fagocita Salvini, già trasformato da bestia feroce a pecorella del gregge ed emargina Meloni, con l’obiettivo di sgonfiare entrambi.

Questi, già mutilati da un complesso di inferiorità sociale latente, smessi i panni della loro truce baldanza, ora non sanno che fare, col risultato che il loro è diventato un balbettio sempre meno ascoltato e sempre meno sostanzioso.

A destra, ovvero fuori dell’aristocrazia, la vita potrebbe essere meno dura di quello che sembra, a fronte del monopolio culturale e morale, supposto, della sinistra e della sua aristocrazia, solo si seminasse culturalmente. Invece gli intellettuali vengono emarginati senza diventare mai aristocrazia, facendo così un doppio danno: alla destra e ai suoi intellettuali.

Draghi e Letta parlano la stessa lingua e ora dominano la scena.

E’ un bene o un male?

Diciamo che è il risultato della mediocrità politica, della insufficienza dell’offerta politica e della immaturità di un popolo che con la democrazia ancora non ha confidenza.

E allora passa le chiavi, dopo un inutile tentativo, ai potenti, agli aristocratici, che c’hanno una laura (vera) e sanno come si fa, e magari ci lasciano spiluccare qualche briciola. Punto. Due punti. Punto esclamativo.

Zona rossa elastica, diciamo modulabile, personalizzabile, tiè.

Posted on 09. mar, 2021 by in Argomenti

Zona rossa, non uscite di casa, non assembratevi, mascherina, distanziamento, lavatevi le mani, uno alla volta in ascensore, ehi che ci fa lei per strada?!, ecc.

Poi tu avvocato vai in tribunale e fai udienza, con altri avvocati, davanti al magistrato, con testimoni, parti e personale vario, aspetti il tuo turno in un corridoio ben frequentato e, semplicemente, ti senti preso in giro.

Se protesti, facile che vieni denunciato disciplinarmente, del tipo “come hai osato!”.

Poi vedi che le udienze in molti le tengono in forma scritta, altri in teleconferenza (vedi Tribunale dei Minori o Tribunale del Lavoro di Torino, per quello che ne so io), ma pare che presso il Tribunale di Potenza qualche giudice, soprattutto se onorario, non abbia gli strumenti per adeguarsi alla zona rossa.

Quindi?

Cuorniciello, grattatina periodica e che dio me la mandi buona.

Ma allora, se devo correre rischi per lavoro, buondio, caro ministro Cartabia, perché non farmeli correre anche per una pizza che, perbacco, me la sogno di notte?

Mistero della fede!

Non discuto la gravità del momento, ci credo; non discuto i provvedimenti emergenziali, li subisco serenamente, anche se mi sembra di dovermi difendere da un rapinatore armato di mitra e bomba a mano, soltanto scappando e rinchiudendomi a casa, con doppia mandata, come se bastasse.

Non discuto nulla, ma a essere preso in giro fa male.

Insomma è lecito assembrarsi solo agli avvocati, nei tribunali e alle sardine. E se c’è qualche altra categoria è la benvenuta nel gruppo dei disgraziati.

Ma la giustizia deve andare avanti. Strano che coi tempi medi dei processi cotanta sensibilità sia emersa proprio in questo periodo.

Quindi riassumendo io avvocato mi trovo di fronte a questo scenario:

udienza penale in trattazione scritta da casa

udienza penale in presenza

udienza civile in videoconferenza, a trattazione scritta e in presenza con attesa in corridoio

cioè tutto e il suo contrario, il catalogo è completo, non manca niente; di conseguenza se sono stato cautelato nell’udienza in videoconferenza, mi rigioco tutto con l’udienza successiva perché il giudice non ha la “consolle”. Un senso? No, grazie. Una regola per tutte le situazioni uguali? No, siamo allergici.

Ora, ditemi un po’, dopo aver fatto un’udienza in allegra e assembrata compagnia perché quella successiva la devo fare con le note di trattazione scritta, e viceversa?

Rimistero della fede.

In Tribunale a Potenza pare sia stato chiuso il bar per un contagio nel personale. Cioè teoricamente si potrebbero essere infettate dieci venti cento persone, per dire. Risultato? Chiusura immediata? Come no! Tutto come prima.

Ripeto mi ammocco tutto, ma essere preso in giro mi risulta un po’ difficile.

Ma come disse quello, meglio che mi taccio, altrimenti finisco un’altra volta in commissione disciplina, reo di essere ancora in possesso di un po’ di dignità.

Cosa?

Dignità.

Prego?

Niente, come non detto.

Sono Dadone, Fabiana Dadone.

Posted on 09. mar, 2021 by in Argomenti

Sono Dadone, Fabiana Dadone.
La posa da cowboy del ministro Dadone costringe a una riflessione sul concetto di rispetto delle Istituzioni. Riflessione che potrebbe, a catena, coinvolgere tutte le manifestazioni istituzionali. Per esempio il processo. Indi chiedo alla Dadone, che è ministro e che ha dimostrato di credere in una evoluzione del concetto di rispetto delle Istituzioni, se la prossima causa posso celebrarla, invece che con la toga, che rimane fredda d’inverno e calda d’estate, con la maglietta del Potenza. Quella da trasferta, beninteso, perchè quella casalinga potrei indossarla quando ricevo clienti allo studio.
Un orientamento più western potrebbe anche suggerire un iconico pollice verso del giudice, in caso di condanna, o pollice all’in su, in caso di assoluzione, evitando la prosopopea della lettura della sentenza col pomposo “in nome del popolo italiano ecc.”
Chicca finale potrebbe essere il selfie fra parti, avvocati e magistrati, alla fine o all’inizio della causa, da postare su Instagram.
Insomma il ministro Dadone ha aperto un portone.
Istituzioni allo sbando? Non scherziamo, il ministro ci sta mostrando il futuro.
E che futuro!

Le Olimpiadi dei cialtroni

Posted on 08. mar, 2021 by in Argomenti

Della politica, fino a qualche decennio fa, si riteneva fosse un campo arduo da calpestare, insomma, non per tutti, presupponendo necessario un bagaglio di idee, saperi e contenuti non patrimonio dei più; col tempo è diventata, però, una terra di nessuno con accesso assolutamente libero a chiunque.

Non giudico la evoluzione/involuzione, è accaduta e questo basta.

Certo è che la platea dei politici, o aspiranti tali, si è talmente allargata da fagocitare anche quel genere diverso, anche se affine, che è la burocrazia, soprattutto per le posizioni apicali. Un tanto temo sia avvenuto perché è ormai unanimemente riconosciuto che la politica è un’attività senza regole che non richiede a nessuno di avere qualcosa da dire.

Perché non è ormai revocabile in dubbio, come scriverebbe il relatore di una sentenza di Cassazione, che la politica manca di controlli. Manca di giudizi con i connotati di una sentenza, sanzione inclusa. Tutti i politici possono tutto: possono affermare senza riscontri, rilasciare dichiarazioni tanto apodittiche quanto fantasiosamente errate, autocertificare autocelebrazioni, commettere errori marchiani e confidare in quell’oblio in genere, col web, negato a tutti. I confini dell’ammissibile sono stati superati per non dire cancellati del tutto.

Gli esempi sono quotidiani, basta sentirli parlare, anzi, cioncionare in TV o altrove; innumerevoli sono le gaffe (o gaffes alla francese), i tuffi carpiati, gli errori, anche grossolani, grammaticali, striminzito il vocabolario, abbondante l’uso di luoghi comuni e di espressioni linguistiche abusate, insomma il catalogo della più mediocre mediocrità. Ebbene tutto senza che esista un giudizio periodico o finale che sancisca se l’attività politica sia meritevole o meno di una conferma, ovvero se non meriti una inappellabile bocciatura.

Quindi può accadere che nella vita io paghi anche solo per una leggerezza e, invece, non paghi per una inammissibile cialtroneria, se accaduta in ambito politico. Talchè uno può cambiare dieci partiti spacciandomi ogni volta un’idea diversa, tradire i suoi stessi principi, violentarmi con un condizionale inappropriato, casomai beccarsi una tangente e sistemare i suoi compari, sbagliare a legiferare, sbagliare un provvedimento, portare un’azienda pubblico al fallimento, senza dover smettere di far male e magari con la audace convinzione di essere indispensabile.

Allora era meglio quando la politica la facevano in pochi, perché il fatto che possano farla tutti comprende, nel pacchetto, la legittima spesa della propria ignoranza, con svarioni inclusi, quasi che la democrazia ratifichi tutto questo obbrobrio secondo poi chissà quali principi.

No! La democrazia sarebbe altro. Ma il condizionale è d’obbligo, perché quello che dovrebbe essere è una categoria che a noi non piace. Certo, poi, alla fine, ti arriva Draghi e tutti si calano le mutande, improvvisamente consci della loro piccolezza; ma poco danno. Tanto li fanno comunque ministri, sottosegretari, consiglieri, commissari, presidenti, segretari, addetti alla comunicazione, portaborse, uscieri, commessi, con prebenda e stipendio inclusi.

Il miracolo italiano continua. Ma non va in onda su Netflix o Sky, perché va in onda ogni minuto, a canali unificati e in mondovisione.

Bacioni, estensibili.

 

Gli eroi del dolce far nulla

Posted on 04. mar, 2021 by in Argomenti

Gli eroi del dolce far nulla
Il mito di Paperino, essere pigro, sfortunato quanto affascinante, non ha più nulla di attuale.
La sfortuna è bandita, non esiste, c’è sempre un responsabile che è il nostro avversario, o vicino o collega, se non il sistema; la pigrizia, anche, non usa più, chi oserebbe postare la propria apatica sonnolenza, al posto delle proprie superattività?
Meglio inventarsi cuoco o poeta che dichiarare la propria immobilità sul divano, di cui si ha vergogna, pur rimanendo la pratica più diffusa.
Un Omer Simpson o un Paperino, maestri del dolce far nulla, eroi impagabili degli scorsi decenni, sono destinati alla soffitta.
L’indifferenza raffinata disneiana alla politica o la generica diffidenza di Omer per il sistema, che lo costringe a lavorare, odiato solo per questo, sono facce della vita appartenenti al tempo che fu.
Finanche in tempi di covid, nei quali potremmo lasciar accomodare ufficialmente la non volontà di niente, tipica degli eroi nominati, siamo incapaci di riabilitare una esistenza senza pretese, con orizzonti limitati e proprio per  questo sconfinati.
Sarà quella connotazione di fallimento perenne, meravigliosa nei suddetti personaggi, affascinanti proprio perchè fallimentari, che oggi  ce li allontana. Oggi che viviamo un reale e totale fallimento, non vogliamo di fatto riconoscerlo, continuando ad annaspare fra i nostri inutili saperi e le nostre approssimative conoscenze.
Cioè, oggi che siamo realmente un pò tutti Paperino, e forse proprio per questo, non lo vogliamo più come nostro eroe.
Oggi si deve apparire, anche più volte al giorno, sui social, e vogliamo mostrare una faccia che sia in ogni caso vincente.
Che cuglia.

Andare a cagare

Posted on 26. feb, 2021 by in Argomenti

La facilità con la quale i sottosegretari passano da un ministero all’altro testimonia di quanto il principio sia solo sistemare i propri scudieri, non fa niente dove. Questa politica è ignobile. Dice: doveva andare alla difesa ma viene infilato alle infrastrutture (esempio). Quindi se io partito ne avessi uno buono per l’ambiente, lo tengo al caldo perché prima devo sistemare tizio che non hanno accettato alla salute, dove è andato caio che non ha trovato posto all’agricoltura, posto occupato dal nipote del compariello del boss (esatto boss) del partito di maggioranza (altro esempio). Ma andate a cagare.
La catena però non dovrebbe finire qua. Perchè esistono i segretari dei sottosegretari, fino ad arrivare a chi gli cura (al ministro, al sottosegretario e giù a scendere) la chat con i genitori della classe del figlio (per dire).
Ribadisco: a cagare. Anche se so benissimo che a cagare ci vado io, giorno per giorno.
Questa politica è un insulto alla natura. Questa voleva che a guidare l’umanità fossero i più bravi, non i più bravi a farsi i fatti propri. Comunque ci mancherebbe, va bene così e saluti alla signora (attenzione allarme sessismo) e, in attesa che Speranza ordini gli scafandri per poter mangiare la pizza con gli amici (andrà di moda la pizzeria “al chiaro di luna”) mi è gradito, nonevèro, andare a cagare.

Eh no! Sti cazzi no!!!!

Posted on 25. feb, 2021 by in Argomenti

Considerata la spartizione matematica dei posti di sottosegretario, la assolutamente non necessaria conclamata competenza, la logica solita del “ci metto i miei”, sembra proprio che la “cura Draghi”, non abbia sortito effetto alcuno.

Ammesso che esista una “cura Draghi”.

Non è rinvenibile, infatti, a oggi, un metodo diverso da quelli soliti e i nominati devono rimangiarsi in fretta, o cancellare dai social, o giurare che “non sono stato io”, mille e uno post nei quali discettavano in malo modo di quelli che oggi sono i loro amati compagni di banco.

Griderei all’inverosimile, non ci trovassimo nel paese dove una mazzetta vale più di un pensiero politico, buono o cattivo che sia.

Quindi, è ufficiale, la svolta Draghi non c’è stata.

Vedremo domani.

Cioè, mi spiego meglio, tutto è come con Conte, primo o secondo, il cui sacrificio è servito solo ad aumentare la platea dei responsabili del fallimento di domani; del tipo mal comune mezzo gaudio, oppure, non vorrai che domani se la prendessero solo con me.

Ma che la razza umana sia ormai a disagio e si trovi in una posizione allarmante di stallo, lo certifica un anno e passa di covid 19, regista imperturbabile e indisturbato, autentico mattatore, supereroe invincibile, sadico il giusto, crudele quanto basta, minaccioso, subdolo, abile alchimista delle insufficienze umane. Il compito glielo facilita la classe dirigente mondiale, tutta o quasi, che lo combatte scappando e rinchiudendosi a casa, con risultati, a oggi, davvero risibili.

Non ci sarà la genialata di un cambio di passo, come amano dire i politici in tv, o i giornalisti sulla carta stampata o i blogger, o quelli che con l’italiano giocano a risparmio, che potrebbe comportare una ripresa della vita vissuta, abbandonando quella guardata, che, quantomeno, ci potrebbe portare a un vincente braccio di ferro col contagio, ovvero alla sconfitta definitiva del genere umano, evitandoci però l’agonia, che, dolcemente, ci distrugge nella salute, nella mente e nelle tasche.

Quindi, dicevo, razza umana allo sbando, bersaglio di un contagio dalle mille risorse e dalla incerta natura (vendetta divina o ribellione della natura?). La prova sta nel fatto che gli animali non ne sono colpiti. E questa potrebbe essere una facile morale, che io sposo sfacciatamente e sfido tutti alla prova del nove.

Proviamo a fare un fioretto generale: evitiamo la corruzione per un mese e vediamo se i contagi diminuiscono.

-AH!, no! Sti cazzi non ci devono stare. Adesso arriva un bastimento carico carico di vaccini e fanculo al contagio.

Beh, se lo dite voi….

Spopolamento e chiusura delle scuole in Basilicata

Posted on 24. feb, 2021 by in Argomenti

E’ notizia di questi giorni, anche se la circostanza doveva essere già nota da tempo a chi di dovere, che la scuola Torraca rischia di non poter iniziare l’anno scolastico prossimo con una prima classe. Che, tradotto, significa futura scomparsa definitiva della scuola.

E’ l’istituto scolastico storico del centro di Potenza.

Sebbene il “caso” sia stato reso noto soltanto da poco è evidente che il “male” affonda le radici in un passato non tanto recente e si ricollega allo spopolamento della Basilicata, di Potenza e del suo centro storico.

Chi volesse andare alla ricerca delle politiche portate avanti dalle varie amministrazioni negli ultimi decenni contro lo spopolamento si accorgerebbe che il nulla ha fatto man bassa.

Ma è inutile cercare colpe nel passato, piuttosto sarebbe il caso di rimboccarsi finalmente le maniche e affrontare il problema.

Il fatto che non si facciano più figli è una tragedia, perché significa rifiuto della vita, ovvero una visione egoistica della stessa, ma , purtroppo, il problema si interseca con quello di una crescente povertà, con la difficoltà di trovare lavoro, con la endemica deficienza di strutture e politiche di sostegno al lavoro e alla famiglia.

Se poi ci aggiungiamo che dei pochi figli che nascono molti sono costretti a trovar fortuna altrove, il quadro è tragicamente completo.

La politica, di fronte a questa vera e propria montagna di problemi, non può rimanere inerte, come incapace di affrontarli, facendo finta che esistano altre urgenze, perché questa è l’urgenza delle urgenze.

E deve finalmente chiedersi quale vocazione debba avere la Basilicata. Finora zeppa di apparenti contraddizioni, che vanno dal turismo alla cultura, dall’agricoltura di eccellenza alle estrazioni petrolifere, dalla grande industria alla gastronomia, deve capire dove indirizzarsi ponendo lo sguardo non al domani o al dopodomani, ma ai prossimi decenni.

Deve chiedersi se sia possibile coniugare tutte queste naturali predisposizioni e se sì in quale maniera, ovvero cosa eliminare e non coltivare più.

Ogni sforzo della politica deve poi essere indirizzato a quell’obiettivo, una volta determinato, perché solo in questo modo anche il problema della natalità troverebbe sbocco, perché questo è l’ultimo anello della catena.

I lucani non hanno più fiducia, sono spaventati, il futuro è incerto, ancor di più quello dei loro figli e noi ancora si combatte per poter arrivare a Roma in minor tempo di un sardo o un siciliano o un friulano.

Tante potenzialità frustrate da un inconcepibile immobilismo, che finisce per essere figlio di una totale inconsapevolezza dei veri problemi.

Ma c’è un filo conduttore che parte da Matera e finisce all’università, che si incrocia con un altro filo conduttore che dalla Val d’Agri conduce a Melfi, come c’è un collegamento fra Maratea, il Pollino e la costa ionica, passando dai laghi di Monticchio e le montagne di Castelmezzano, come c’è un filo fra Senise e Sarconi e tanti altri ancora. Tutti questi fili di collegamento sono il segno di un’abbondanza naturale e umana che solo un cieco può continuare a non far emergere in senso positivo.

La Basilicata può. Ora deve, anche.

Buona Destra

Luciano Petrullo

La politica? Un mondo a parte.

Posted on 19. feb, 2021 by in Argomenti

La politica? Un mondo a parte.
Che poi, in un attimo di pausa dalla frenetica orgia dei talk show, giornali, editoriali e interviste radio, te lo chiedi, diamine. La domanda ti assale impertinente e tu, colto alla sprovvista, una risposta non sai dartela, né osi trovarla altrove, immaginando di essere schedato immantinente come un obsoleto personaggio dai meccanismi mentali arrugginiti.
E allora rodi, ma nello stesso tempo ricostruisci i fatti, prendi appunti, evidenzi in giallo e in verde, estrapoli, riassumi, intravedi una risposta, ma è solo una impressione, perché una risposta forse, semplicemente, non c’è.
L’argomento, in sé struggente, fortemente invalidante, per una mente semplice come la tua è questa frenesia, questa ansia di cambiamento, questo rifugio in altro, questo scappare, ritrovare, abbandonare, confluire. Certo panta rei, perbacco, lo sappiamo, ma che tutto scorra alla velocità, quasi, della luce, non sembra umano.
Ma provo a condividere, dai, faccio outing.
A struggermi è la impossibile comprensione del perché di questo via vai politico. E mi spiego.
Tipo c’era il PD. Con il gioco delle tre carte, in un battibaleno ci ritroviamo il PD, sempre, ma con due altre costole, Italia Viva e Leu. Cioè, Bersani, Speranza, Renzi e rispettive compagnie cantanti, sbattono la porta e vanno via, si rendono autonomi, come un figlio che esca dalla casa dei genitori. Ma non entrano in conflitto fra di loro. Continuano a passare le domeniche assieme, le vacanze, a lavorare in gruppo, a spartire il bottino. Infatti tutti stanno felici con Draghi, tutti sono contro Salvini, tutti sono per il bene del paese, per le riforme, per una regolamentazione della immigrazione light, a favore dell’Europa, pro Arcuri, eccetera eccetera, come raccontano le cronache televisive, parlamentari (ma queste un po’ meno, stante la loro evidente secondaria importanza) e le cronache del mio bar.
Cionondimeno la convivenza, perbacco, non era più possibile. Un divario ideologico tipo baratro si era frapposto fra di loro: ognuno per la sua strada, per mille sigari toscani!
Si lavora assieme ma da separati, si pensa uguale ma ognuno dalla sua sede, si divide il bottino, sempre, ma per partiti prima che per correnti.
E quindi io mi chiedo: ma perché?
Cosa li divide, se poi la strada che percorrono la fanno mano nella mano?
Mistero della fede, di sinistra.
Poi, insonne, ti giri dall’altra parte e sorridi beato, perché non vedi scissioni, o almeno ne trovi di meno significative o solo in minor numero. Però ti salta agli occhi un via vai continuo. Dalla lega a Fratelli d’Italia, da Forza Italia alla Lega, da qui a lì, senza tregua o un attimo di sospensione per un caffè.
Tipo in Basilicata: questo smottamento dalla Lega e da altre forze minori alla Meloni, come una lunga processione che domani, presumo, cambierà direzione, semmai tornerà indietro, secondo un non senso istituzionalizzato.
E cerchi una logica politica, ma non ne riscontri neanche le tracce, perché governano già tutti in regione, coi loro originari partiti. Allora sei costretto a ricercare i segni di una logica di interesse, ma non li trovi, sebbene ti riconosca degli evidenti limiti, quelli cioè nel capire logiche che non ti appartengono.
Ecco logiche che non ti appartengono.
E ti illumini, anche se solo per un attimo. Il segreto è lì. Tu semplicemente non puoi capire perché non sei dotato degli strumenti giusti per decodificare quei comportamenti.
A cascata capisci anche altre cose. Per esempio perché la politica non sia per te. Capisci che, quando si parlano fra loro, i politici, parlano una lingua diversa, perseguono scopi diversi da quelli dichiarati, puntano a obiettivi che tu non conosci neanche.
Ma sei tu a foraggiare quel sistema del quale non fai parte, se non come destinatario passivo delle sue variegate manifestazioni.
Ma non puoi rifiutarti, pur non decidendo di appartenerci, devi assistere e fare pure il tifo per questi indemoniati. Eh sì, perché ognuno di questi indemoniati politici si porta dietro una sua filiera di consenso, grande o piccola che sia, che, come il gregge al pascolo, spera solo di mangiare bene e di poter dormire, prima dello scannamento cui va inesorabilmente incontro.
Ecco, noi andiamo al patibolo, sapendo di andarci, ma con la speranza che un attimo prima che il boia molli la lama, noi si vinca al superenalotto, in maniera da mandare tutti a cagare e spiccare il volo per il paese dove faremo finalmente i signori, finalmente raggiungendo la pace dei cinque sensi, non di altro, perché intellettualmente ci siamo giocati tutto al battesimo.
Sudditi ma con una mente fanciullesca.
Forse il miglior tipo di suddito. Quello che le vere rivoluzioni le fa nei sogni, nei quali è eroe e martire, campione e santo, ma che, nella vita, si accontenta dei surrogati di rivoluzione dei 5 stelle, o di Renzi, o al dito medio di Conte o alle liti fra Lukaku e Ibraimovich. Per dire.
<ul><li><strong>woo_feat_page</strong> - </li><li><strong>woo_inc_feat_page</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_feat_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_uploads</strong> - a:3:{i:0;s:75:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/5-safe_image.png";i:1;s:72:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/4-Luciano.jpg";i:2;s:69:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/3-logo.png";}</li><li><strong>woo_show_featured</strong> - true</li><li><strong>woo_textlogo</strong> - false</li><li><strong>woo_gravatar</strong> - true</li><li><strong>woo_contactme</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_bio</strong> - </li><li><strong>woo_twitter</strong> - </li><li><strong>woo_highlights_tag</strong> - potenza</li><li><strong>woo_highlights_tag_amount</strong> - 6</li><li><strong>woo_featured_tag</strong> - </li><li><strong>woo_featured_tag_amount</strong> - 4</li><li><strong>woo_highlights_show</strong> - true</li><li><strong>woo_also_slider_enable</strong> - true</li><li><strong>woo_slider_heading</strong> - Sul Blog si parla ancora di...</li><li><strong>woo_recent_archives</strong> - #</li><li><strong>woo_excerpt_enable</strong> - false</li><li><strong>woo_contact_page_id</strong> - </li><li><strong>woo_featured_image_dimentions_height</strong> - 371</li><li><strong>woo_featured_sidebar_image_dimentions_height</strong> - 78</li><li><strong>woo_hightlights_image_dimentions_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_video_browser_init</strong> - 5</li><li><strong>woo_slider_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_slider_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_automate_slider</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page</strong> - false</li><li><strong>woo_home_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_page_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_blog_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_also_slider_image_dimentions_height</strong> - 144</li><li><strong>woo_single_post_image_width</strong> - 280</li><li><strong>woo_single_post_image_height</strong> - 380</li><li><strong>woo_archive_page_image_width</strong> - 200</li><li><strong>woo_archive_page_image_height</strong> - 220</li><li><strong>woo_themename</strong> - The Journal</li><li><strong>woo_shortname</strong> - woo</li><li><strong>woo_manual</strong> - http://www.woothemes.com/support/theme-documentation/the-journal/</li><li><strong>woo_alt_stylesheet</strong> - brown_boxed.css</li><li><strong>woo_logo</strong> - http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/5-safe_image.png</li><li><strong>woo_custom_favicon</strong> - </li><li><strong>woo_google_analytics</strong> - <script type=\"text/javascript\">

  var _gaq = _gaq || [];
  _gaq.push([\'_setAccount\', \'UA-703470-4\']);
  _gaq.push([\'_trackPageview\']);

  (function() {
    var ga = document.createElement(\'script\'); ga.type = \'text/javascript\'; ga.async = true;
    ga.src = (\'https:\' == document.location.protocol ? \'https://ssl\' : \'http://www\') + \'.google-analytics.com/ga.js\';
    var s = document.getElementsByTagName(\'script\')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s);
  })();

</script></li><li><strong>woo_feedburner_url</strong> - </li><li><strong>woo_custom_css</strong> - </li><li><strong>woo_home_top</strong> - About</li><li><strong>woo_home_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_page_ex</strong> - </li><li><strong>woo_popular</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_content</strong> - false</li><li><strong>woo_content_archives</strong> - false</li><li><strong>woo_resize</strong> - true</li><li><strong>woo_auto_img</strong> - true</li><li><strong>woo_home_width</strong> - 197</li><li><strong>woo_home_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_thumb_width</strong> - 75</li><li><strong>woo_thumb_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_cat_nav_1</strong> - false</li><li><strong>woo_ads_rotate</strong> - true</li><li><strong>woo_ad_image_1</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_ad_url_1</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_2</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_ad_url_2</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_3</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_ad_url_3</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_4</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_4</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_5</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_5</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_6</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_6</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_archive_content</strong> - false</li><li><strong>woo_search_content</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_menu</strong> - false</li><li><strong>woo_portfolio_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_port_in_nav</strong> - false</li><li><strong>woo_port_prev_title</strong> - Thumbnails</li><li><strong>woo_port_prev_ins</strong> - Click on images below to load a larger preview.</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_a</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_a</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_a</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_b</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_b</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_b</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_c</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_c</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_c</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_d</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_d</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_d</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_minifeat_height</strong> - 110</li><li><strong>woo_nav_exclude</strong> - </li><li><strong>woo_scroller_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_about_header</strong> - </li><li><strong>woo_about_text</strong> - </li><li><strong>woo_about_button</strong> - </li><li><strong>woo_button_link</strong> - </li><li><strong>woo_about_photo</strong> - </li><li><strong>woo_cat_box_1</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_1_image</strong> - </li><li><strong>woo_blog_navigation</strong> - false</li><li><strong>woo_blog_subnavigation</strong> - false</li><li><strong>woo_blog_permalink</strong> - </li><li><strong>woo_blog_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_featured_posts</strong> - 2</li><li><strong>woo_ad_header</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_header_code</strong> - </li><li><strong>woo_ad_header_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/468x60a.jpg</li><li><strong>woo_ad_header_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_top</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_top_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_top_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/468x60a.jpg</li><li><strong>woo_ad_top_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_content</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_content_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_content_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/728x90a.jpg</li><li><strong>woo_ad_content_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_300_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_300_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/300x250a.jpg</li><li><strong>woo_ad_300_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_blog_cat_id</strong> - </li><li><strong>woo_the_content</strong> - true</li><li><strong>woo_ad_mpu_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_3col_height</strong> - 150</li><li><strong>woo_ad_footer_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_cat_color_1</strong> - </li><li><strong>woo_pf_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_home_normal</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_portfolio_image_width</strong> - </li><li><strong>woo_portfolio_image_height</strong> - </li><li><strong>woo_posts_image_width</strong> - </li><li><strong>woo_posts_image_height</strong> - </li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_1</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_1</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_2</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_2</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_3</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_3</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_4</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_4</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_enable_all_category</strong> - false</li><li><strong>woo_bgr</strong> - darkblue.css</li><li><strong>woo_right_sidebar</strong> - true</li><li><strong>woo_archives</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_layout</strong> - blog.php</li><li><strong>woo_other_entries</strong> - 6</li><li><strong>woo_other_headlines</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_nav_footer</strong> - true</li><li><strong>woo_box_colors</strong> - </li><li><strong>woo_about</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_more1_ID</strong> - </li><li><strong>woo_more1_link</strong> - Click here for more info</li><li><strong>woo_more1_url</strong> - </li><li><strong>woo_more2_ID</strong> - </li><li><strong>woo_more2_link</strong> - Click here for more info</li><li><strong>woo_more2_url</strong> - </li><li><strong>woo_highlight_url</strong> - </li><li><strong>woo_cat_ex</strong> - </li><li><strong>woo_highlight_text</strong> - </li><li><strong>woo_feedburner_id</strong> - Feedburner ID</li><li><strong>woo_home_link</strong> - true</li><li><strong>woo_home_link_text</strong> - Home</li><li><strong>woo_home_link_desc</strong> - </li><li><strong>woo_header_layout</strong> - about.php</li><li><strong>woo_about_bio</strong> - </li><li><strong>woo_about_gravatar</strong> - </li><li><strong>woo_about_readmore</strong> - </li><li><strong>woo_ad_header_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_main</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_footer</strong> - </li><li><strong>woo_featured_layout</strong> - large_no_ad.php</li><li><strong>woo_ad_block_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_block_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-300x250-1.gif</li><li><strong>woo_ad_block_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_related</strong> - true</li><li><strong>woo_image_width</strong> - 430</li><li><strong>woo_image_height</strong> - 170</li><li><strong>woo_feat_alt_width</strong> - 130</li><li><strong>woo_feat_alt_height</strong> - 85</li><li><strong>woo_image_single</strong> - false</li><li><strong>woo_single_width</strong> - 180</li><li><strong>woo_single_height</strong> - 120</li><li><strong>woo_ad_content_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_homepage_image_link</strong> - false</li><li><strong>woo_footer_left</strong> - </li><li><strong>woo_inc_footer_left</strong> - false</li><li><strong>woo_footer_right</strong> - </li><li><strong>woo_inc_footer_right</strong> - false</li><li><strong>woo_minifeat_width</strong> - 218</li><li><strong>woo_pages_ex</strong> - </li><li><strong>woo_breadcrumbs</strong> - false</li><li><strong>woo_features_page</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_featured_tabs</strong> - </li><li><strong>woo_featured_category</strong> - Città di Potenza</li><li><strong>woo_featured_entries</strong> - 10</li><li><strong>woo_4col_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_flickr_id</strong> - </li><li><strong>woo_flickr_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_asides_category</strong> - Sport</li><li><strong>woo_asides_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_ad_page</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_home_arc</strong> - false</li><li><strong>woo_tabs</strong> - false</li><li><strong>woo_popular_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_comment_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_video_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_content_feat</strong> - true</li><li><strong>woo_home_thumb_width</strong> - 247</li><li><strong>woo_home_thumb_height</strong> - 92</li><li><strong>woo_ad_top_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_250_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_250_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-250x250.gif</li><li><strong>woo_ad_250_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_flickr_url</strong> - Flickr URL</li><li><strong>woo_2col_height</strong> - 200</li><li><strong>woo_1col_height</strong> - 200</li><li><strong>woo_block_image</strong> - http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/themes/livewire/images/300x250.gif</li><li><strong>woo_block_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_port_images</strong> - false</li><li><strong>woo_all_category_title</strong> - Categories</li><li><strong>woo_home_layout</strong> - 3_columns.php</li><li><strong>woo_archive_layout</strong> - 3_columns.php</li><li><strong>woo_show_carousel</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_home</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_mpu_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_mpu_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_mpu_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/300x250a.jpg</li><li><strong>woo_author</strong> - true</li><li><strong>woo_home_one_col</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_image_width</strong> - 540</li><li><strong>woo_feat_image_height</strong> - 195</li><li><strong>woo_thumb_image_width</strong> - 75</li><li><strong>woo_thumb_image_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_single_image_width</strong> - 100</li><li><strong>woo_single_image_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_post_size</strong> - false</li><li><strong>woo_single_thumb</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_footer_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_footer_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-468x60-2.gif</li><li><strong>woo_twitter_enable</strong> - true</li><li><strong>woo_twitter_username</strong> - woothemes</li><li><strong>woo_about_enable</strong> - false</li><li><strong>woo_enable_blog_category</strong> - false</li><li><strong>woo_mid_exclude</strong> - </li><li><strong>woo_email</strong> - </li><li><strong>woo_vidpage</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_video_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_thumb_width</strong> - </li><li><strong>woo_cat_thumb_height</strong> - </li><li><strong>woo_home_title</strong> - Latest from my blog...</li><li><strong>woo_portfolio_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_portfolio_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_portfolio_resizer</strong> - false</li><li><strong>woo_twitter_user</strong> - </li><li><strong>woo_flickr</strong> - </li><li><strong>woo_delicious</strong> - </li><li><strong>woo_digg</strong> - </li><li><strong>woo_facebook</strong> - </li><li><strong>woo_linkedin</strong> - </li><li><strong>woo_lastfm</strong> - </li><li><strong>woo_youtube</strong> - </li><li><strong>woo_stumble</strong> - </li><li><strong>woo_content_home</strong> - false</li><li><strong>woo_content_archive</strong> - false</li><li><strong>woo_ads_inner_content</strong> - true</li><li><strong>woo_blog_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_home_secondary</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_mid_1</strong> - false</li><li><strong>woo_menupages</strong> - </li><li><strong>woo_intro</strong> - </li><li><strong>woo_featpages</strong> - </li><li><strong>woo_ex_featpages</strong> - true</li><li><strong>woo_featheight</strong> - </li><li><strong>woo_addblog</strong> - false</li><li><strong>woo_blogcat</strong> - </li><li><strong>woo_catmenu</strong> - false</li><li><strong>woo_about_button_1</strong> - </li><li><strong>woo_content_left</strong> - false</li><li><strong>woo_content_mid</strong> - false</li><li><strong>woo_image_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_not_mpu</strong> - false</li><li><strong>woothemes_settings</strong> - a:0:{}</li><li><strong>woo_button_link_1</strong> - </li><li><strong>woo_about_button_2</strong> - </li><li><strong>woo_button_link_2</strong> - </li><li><strong>woo_carousel_header</strong> - </li><li><strong>woo_scroller_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_thumbnail_1</strong> - </li><li><strong>woo_featured_1</strong> - </li><li><strong>woo_featured_1_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_2</strong> - </li><li><strong>woo_featured_2</strong> - </li><li><strong>woo_featured_2_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_3</strong> - </li><li><strong>woo_featured_3</strong> - </li><li><strong>woo_featured_3_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_4</strong> - </li><li><strong>woo_featured_4</strong> - </li><li><strong>woo_featured_4_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_show_mostcommented</strong> - false</li><li><strong>woo_logo_left</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_nav</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_list</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_ex_cat_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_list_footer</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_box_footer_1</strong> - false</li><li><strong>woo_image_archives</strong> - false</li><li><strong>woo_archive_width</strong> - 140</li><li><strong>woo_archive_height</strong> - 90</li><li><strong>woo_ad_300</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_300_bot</strong> - false</li><li><strong>woo_exclude_pages</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_cats</strong> - </li><li><strong>woo_steps</strong> - Select Format:</li><li><strong>woo_contact</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_blog</strong> - false</li><li><strong>woo_tabber</strong> - false</li><li><strong>woo_show_mpu</strong> - false</li><li><strong>woo_show_ad</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_below_image</strong> - /images/ad468.jpg</li><li><strong>woo_ad_below_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_code</strong> - </li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-728x90-2.gif</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_alt_colours</strong> - default.css</li><li><strong>woo_aboutlink</strong> - </li><li><strong>woo_side_image</strong> - /styles/clean-light/images/ad-120x240.jpg</li><li><strong>woo_side_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ads</strong> - false</li><li><strong>woo_disclaimer</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_subnav</strong> - </li><li><strong>woo_subnav</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_width</strong> - 280</li><li><strong>woo_feat_height</strong> - 210</li><li><strong>woo_smallthumb_width</strong> - 56</li><li><strong>woo_smallthumb_height</strong> - 42</li><li><strong>woo_homepage</strong> - layout-default.php</li><li><strong>woo_slider</strong> - false</li><li><strong>woo_tabber_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_tabber_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page_left</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page_left</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page_right</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page_right</strong> - false</li><li><strong>woo_mag_featured</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_mag_secondary</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_blog_navigation_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_embed</strong> - false</li><li><strong>woo_home_featured</strong> - true</li><li><strong>woo_home_content</strong> - false</li><li><strong>woo_get_image_width</strong> - 190</li><li><strong>woo_get_image_height</strong> - 142</li><li><strong>woo_ad_200_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_200_image</strong> - </li><li><strong>woo_ad_200_url</strong> - </li></ul>