Tuesday, 12th December 2017

Potenza 5 Francavilla 0

Posted on 05. nov, 2017 by in Argomenti, Città di Potenza, Società e costume, Sport

Potenza 5 Francavilla 0

Dopo tanti anni, come molti, sono tornato allo stadio. Bella giornata, anche se sul Viviani il sole scompare presto. Le emozioni sono diverse, che vuoi, con gli anni si mitigano passioni e ardori.Unico fremito iniziale è per la curva, rumorosa, festosa, compatta. Per il resto un gran pubblico, ma posato, riservato, come sempre, del resto, anche se, tanti anni fa, qualche tifoso appassionato lo si trovava anche in tribuna, dove, sempre raramente, si faceva anche a botte.

Il Potenza è forte, non c’è partita. Il Francavilla è ordinato, il dieci elegante e preciso, chissà come si chiamerà, ma si sente che al primo affondo sarà gol per il Potenza.

E così avviene, e poi ancora per altre quattro volte.

I gol sono stati tutti belli, costruiti, spettacolari, ma sembrava un’amichevole, forse è così quando si vincono i campionati: due o tre partite chiave e il resto allenamenti.

Ma non sarà facile, comunque, stare sempre concentrati e vincerle tutte, o quasi. Si vede che c’è un signor allenatore, anche se tante appassionate sgridate sembrano inutili, ma che ne capisco io, di calcio.

Al di là dello spettacolo, bello per i cinque gol, le emozioni, alla fine, le ragala sempre la curva: non ha smesso mai di cantare, tifare, sostenere, per il resto, ripeto, come al cinema, anzi come al teatro, con l’applauso finale, tutti in piedi, peccato non si possa chiedere il bis.

La squadra festeggia con tutti i settori dello stadio, ma la festa più appassionata è con la curva, come è giusto.

Era ora, comunque, che noi si fosse primi, non ti cambia la vita, ma ti inorgoglisce un po’. Una maniera per sentirsi potentini, una volta tanto.

Se si può trarre un auspicio dallo sport, beh, è un gran bell’auspicio.

Speriamo solo che le vittorie in fila non diano assuefazione, anche se la fame atavica dovrebbe compensare anche un campionato senza sussulti, con solo vittorie, nientepopodimenochè come la amata-odiata Juve.

Tornerò allo stadio? Non lo so. Può darsi, anche se mi sembra di rubare lo spettacolo a quelli che non ne hanno mai fatto a meno e che anche nei periodi di magra stavano al Viviani. Magari con il loro permesso, forse.

La saga di Dario e Rocco. Quando lo stadio Viviani rischió di rimpicciolirsi.

Posted on 27. mag, 2017 by in Amenità, Calcio, Città di Potenza, Sport

La saga di Dario e Rocco. Quando lo stadio Viviani rischió di rimpicciolirsi.

A causa di una gara d’appalto pirimpola, lo stadio Viviani a un certo punto rischiava di diventare più piccolo. I tifosi erano in rivolta:

 

-Dario, i tifosi vogliono parlare con te per la questione del Viviani.

-Rocco, parlaci tu che sei pure tifoso di calcio.

-Dario, vogliono il sindaco.

-E che devo dirgli?

-Come abbiamo deciso, che il campo sarà come è sempre stato e che il comune stanzierà altri 40 mila euro per l’esatta superficie.

-E chi ce li dà altri 40 mila euro?

-Usciranno, Dario, usciranno.

-Ohibò, dovrò essere convincente. Aspetta faccio le prove, anzi dammi prima qualche espressione tipica di voi tifosi di calcio.

-Che ne so, Dario, fuorigioco, Zona Cesarini, contrasto, gol, il sette della porta …

-Questo mi piace, sette della porta.

-La palla è rotonda, arbitro pupo nero, tutta la curva deve saltare, rimonta, doppietta …

-Ah, come nella caccia.

-Corner, cartellino rosso …

-OK basta, ne so a sufficienza. Falli entrare.

(Entrano una quindicina di tifosi del Potenza, sguardo agguerrito, ma movenze impacciate dall’ambiente che intimidisce).

-Buongiorno e benvenuti nella casa comunale. State comodi, ecco non ho tutte le sedie, ma potete mettervi qui, in zona Cesarini, ecco. No, anche lei venga più avanti non mi occupi il sette della porta, potrebbe entrare la mia segretaria e urtarla. Allora, e certo ho appreso con estremo sgomento la notizia che si rischiava di avere uno stadio più piccolo. Ci saremmo trovati in fuorigioco, come dicono gli esperti. Ma ho allertato gli uffici e, con non pochi sacrifici, io oggi posso affermare che Potenza avrà il suo stadio della stessa grandezza di prima.

-Bravo! -Grazie!

-Che volete, durante la gara c’è stato un errore di valutazione, ma la palla è rotonda, nonevèro, e io ho fatto vedere, per ora da lontano, il cartellino rosso a più di qualcuno. Poi, col qui presente Rocco, approfittando di un corner abbiamo fatto il nostro gol.

(I tifosi bisbigliano fra di loro “ma che cappero dice questo qua”)

E ora mi unisco a voi in un coro da stadio, dai, Rocco intonane uno dei tuoi.

-Lo vedi il colore del sole

Tutti i tifosi: E’ rosso”

-Lo vedi il colore del cielo

Tutti i tifosi: E’ blu

-Il rossoblu è il colore più bello che c’è, il rossoblu è dentro di me

All together: perché è del Potenza, ooohhh, Potenza, ooohhh.

-Rocco, mi piace fare il tifoso. Perché non ho cominciato prima. Ma chi aveva accorciato lo stadio? Dimmelo che gli faccio un contrasto.

Zeman, la favola continua.

Posted on 19. feb, 2017 by in Argomenti, Racconti, Sport

Zeman, la favola continua.

Zeman.

Pensavo di non vederlo più in panchina e invece eccolo là a settant’anni.

Finora il Pescara ne ha perse tante, ma da stasera non ne perderà più una, a perdere sarà Zeman. Un grande personaggio è così, assorbe per tutti.

Zeman è ideologia, forse utopia, è coraggio, spavalderia e umiltà. Zeman è il prototipo dello sportivo, insegna a vincere, a stravincere e a perdere.

I suoi detrattori sono scomparsi, sommersi dalla melma del malaffare. Lui è ancora lì, in serie A. Pronto a sposare l’impossibile; un uomo che non ha paura dei miracoli, perché non ha paura di provarci, mettendoci, come usa dire, la faccia.

Zeman ama il calcio, ma la sua passione non traspare. Non si saprà mai se a un gol dopo una triangolazione spettacolare gioisca o meno. Lui rimane impassibile. Solo una volta l’ho visto con gli occhi umidi e fu alla promozione del Pescara, poi mai più.

Tifare Zeman significa credere, osare, vivere l’impossibile. E’ immaginare un mondo trasparente, pulito, felice, nella vittoria siccome nella sconfitta.

Zeman significa offrire il petto all’avversario o renderlo insignificante senza umiliarlo. Zeman è giocare bene per vincere, ma mettendo in conto di perdere. Tradotto nella vita significa mettercela tutta per fare bene e non appassionarsi a un esito per forza vincente, ma con la certezza che mettendocela davvero tutta è possibile vincere, laddove vincere non significa affermare, marchiare, impossessarsi, ma soltanto aver fatto bene quello per il quale si viene pagati e anche se non si viene pagati.

Zeman non è mai stato contestato e qualcosa significherà.

Oggi ricomincia l’avventura. Perderà? Vincerà?

Non è importante. Giuro, non lo è.

Fred ci racconta la prima batosta della Roma.

Posted on 17. set, 2012 by in Sport

Fred ci racconta la prima batosta della Roma.

L: Fred ti vedo abbacchiato.

F: Sì, lo sono. Una vita da zemaniano non mi aiuta ancora a vivere con distacco le bizzarrie di alcune partite. Eppure ne ho viste tante.

L: dai, racconta, e sfogati.

F: Ma cosa voglio dirti, la Roma ieri è partita col piede giusto e il Bologna appariva come una barchetta a remi nella tempesta oceanica. Un divario impressionante. E due meritati gol.

Nel secondo tempo, invece, si è capito subito che le gambe erano altre, e le teste pure. Distratti, sufficienti, stanchi, confusi.

Esperienza dolorosa.

Allora la domanda è: quale è la Roma vera?

La Roma vera è quella del primo tempo, perché non è casuale giocare in quella maniera. E allora io dico che i motivi sono i seguenti, e so di non sbagliare:

1)   allenarsi per due settimane in maniera diversa (parlo dei nazionali) comporta un calo di tensione fisica.

2)   La Roma sta crescendo. I meccanismi e la mentalità si apprendono col tempo. La serie A poi non perdona, e un Gilardino due gol te li fa tranquillamente.

3)   La perfezione arriverà a febbraio. Fino ad allora arriveranno altre sorprese, qualche filotto negativo, ma tante belle vittorie.

Se si riuscirà a limitare il distacco la Roma vince il campionato perché dovrebbe vincere le ultime sei o sette partite.

L’anno prossimo andrà meglio.

Si tenga conto comunque che ieri hanno giocato un paio di diciottenni, un paio di ventenni, e altri tre sotto i ventiquattro anni. La prospettiva, quindi, è rosea.

Zeman verrà preso di mira, ovvio, ma ci è abituato.

C’è un esercito di stupidi che alle vittorie di Zeman lo osanna, e alla prima sconfitta tira fuori le solite critiche.

Zeman è questo: spettacolo nello spettacolo. Zeman è bellezza e pazzia. E stimarlo aiuta a digerire e considerare la nobiltà delle sconfitte, esercizio che non fa mai male, e di cui in Italia c’è molto bisogno.

Il Bologna è una squadra come tante, nulla più.

Nella Roma qualche ritocco sarà necessario.

L: E per il resto?

F: Grande Lazio, mi piace il suo allenatore. Ottima Juve, è davvero forte e bella da vedere. Buona la Fiorentina, gioca un calcio piacevole. Il resto è ordinario, purtroppo.

L: La prossima?

F: Si vince a Cagliari. Giuro!

http://www.youtube.com/watch?v=dHjFdhQjYj0

E fu Zeman. Fred ci racconta Inter vs Roma

Posted on 03. set, 2012 by in Calcio, Sport

E fu Zeman. Fred ci racconta Inter vs Roma

L: E allora Fred, raccontaci la partita.

F: I primi venti minuti sono stati illuminanti, e hanno mostrato cosa può fare e dove può arrivare la Roma di Zeman. Padroni del campo, facilità di fraseggio, idee chiare, forza, coraggio, agonismo, personalità. Poi il buio per tutto il primo tempo. Ma all’Inter è stata necessaria un’autorete per pareggiare.

Nel secondo tempo una prima fase altalenante, disordinata, con parità di valori; poi l’azione del secondo gol, un’azione zemaniana, arricchita dal talento di due fuoriclasse, Totti e Osvaldo, tre tocchi e palla in rete con campo divorato in pochi secondi, ed è stata solo Roma.

E poi lo spettacolo di Totti che pressa il portiere all’ottantesimo, o Osvaldo che copre come un terzino. Il greco non è un accentratore come Verratti, ma in questa Roma deve essere così, anche il centrale è uno degli undici, e poi sembra che in questa Roma tutti sappiano fare il “regista”, ognuno nella sua fetta di campo.

Fisicamente non c’è paragone fra le due squadre.

L: Dopo la prima giornata temevi un fiasco colossale?

F: No. Ci ho creduto. La squadra era comunque sorridente. E plaudo alle scelte di Zeman. Marquino era sembrato un brocco col Catania, e invece …. Il greco titolare l’avevo sognato e pronosticato (conosco Zeman), De Rossi decentrato idem.

L: Singoli e reparti.

F: la coppia centrale è seria. Balzaretti e Taddei sono splendidi. Piris alterna buoni inizi e finali avventati. Florenzi, Destro e Osvaldo sono forze della natura. Totti è immenso.

La difesa deve giocare più alta e più vicina al centrocampo. Il portiere ha parato bene. E’ uscito di porta solo una volta e mi è sembrato un po’ spaesato, fuori area. Ma la strada è quella giusta. E poi, tutti gol su azione e uno più bello dell’altro. E non è un particolare di poco conto. Anzi.

L: Prospettive.

F: In genere, Zeman la terza la stecca. Ma stavolta è diverso. Una preparazione più lunga, le difficoltà della prima giornata, oltre alla mancanza di partite ufficiali, tipo Coppa Italia, fanno sì che col Bologna sarà goleada.

Sai, è la prima volta che Zeman ha una panchina che vale gli undici titolari. Ci divertiremo quest’anno.

Ancora non è il primo attacco, ma vedrete domenica prossima alle diciotto se non sarà già la Roma ad aver segnato più di tutti.

Vincere in casa dell’Inter è sempre un’impresa. Vincere con due gol di scarto è da Zeman.

Vai Zdenek.

Fred Mulligan ci racconta la partita Roma / Catania: esordio mediocre, ma che gol!

Posted on 27. ago, 2012 by in Città di Potenza, Sport

Fred Mulligan ci racconta la partita Roma / Catania: esordio mediocre, ma che gol!

L: Fred allora l’hai vista la partita?

F: Certo. Me la sono goduta. Temevo una sconfitta, alla fine, ma quel gioiello di Lopez ha fugato le nubi.

L: Giudizio complessivo?

F: Brutto primo tempo. Credo sia dipeso da una sorta di emozione e/o voglia di strafare. Il Catania è squadra esperta e che gioca a memoria, a prescindere da chi l’allena, e nel primo tempo ha chiaramente dettato la danza.

Poi nel secondo tempo un’altra Roma, trascinante, funambolica, fino al pareggio di Osvaldo. Poi poteva finire anche 5 a 1 se il Catania non avesse approfittato dell’unica azione imbastita in mezz’ora. A questo punto la Roma si è sentita frustrata, ma ci ha pensato Lopez. Ecco, questa Roma può fare miracoli, ma il terrore di beccare gol, o di fallire, va tenuto fuori della testa.

L: Sui singoli?

F: Quei due gol fanno capire che nulla è precluso a questa Roma. Due gol meravigliosi, spettacolari, frutto di gioco e di classe. Bene la coppia centrale difensiva, anche se devono ancora rodarsi bene. Benissimo Balzaretti e a tratti Piris, che, però, non ha piedi vellutati. Malino De Rossi come centrale (non sarebbe il caso di spostarlo a mezz’ala?). Male Lamela. Gli altri sufficienti. Ma c’è potenziale per cento gol, uno più bello dell’altro.

L: Il portiere?

F: Stek ha il terrore di uscire fuori dei pali, come usava fare benissimo Anania a Pescara. E questo è un grande limite. Da ovviare, altrimenti si rischia di dover giocare venti metri indietro, cosa che una squadra di Zeman non può permettersi.

L: L’arbitro?

F: Pessimo. Un gol in chiaro fuorigioco. Una ammonizione per trattenuta risparmiata a Marchese. Un altro gol in fuorigioco dubbio. Dispiace anche che i commentatori non se ne siano accorti, o che abbiano minimizzato.

L: Il futuro?

F: può essere ottimo. Ma innanzitutto i due centrali difensivi devono intensificare l’elastico. Va risolto il problema del centrale di centrocampo: o De Rossi evita di portar palla o di lanciare lungo, o lo facesse un altro. Con Destro e Bojan andrà molto meglio. Formulo un’ipotesi: e se Destro e Osvaldo giocassero con Bojan o Lopez, con Totti pronto a entrare nel secondo tempo?

L: Dacci la formazione di domenica prossima.

F: Ci provo, salvo imprevisti. Stek, Taddei, Burdisso, Castan, Balzaretti, Bradley, De Rossi, Pjanic, Lopez, Osvaldo, Destro.

Sbaglierò ma per De Rossi e qualcun altro sono previste novità tattiche.

L: Grazie Fred.

F: Grazie a te, e non perdetevi il post sul “Rubesco di Pallotta”, un rosso che vi raccomando.

Un anno atteso molto sta per cominciare.

Posted on 26. ago, 2012 by in Attualità, Sport

Un anno atteso molto sta per cominciare.

Stasera comincia l’avventura.

L’ideale sarebbe cominciarla bene e finirla meglio.

Serve a tutti che vada così.

L’Italia ha bisogno di una scossa. Contro la volgarità, la supponenza, la presunzione, la maleducazione e l’arroganza.

In un paese dove, oltre a non rispettare le sentenze dei giudici, non si rispettano neanche le decisioni sportive, dove chi denuncia il malaffare trova lavoro solo all’estero, e dove la società con più tifosi non trova di meglio che affrontare la Champions con il suo allenatore sfiorato dall’illecito sportivo e accomodato in tribuna, perché squalificato per motivi che disonorano lo sport, ebbene in un paese del genere occorre che i valori siano risistemati.

E l’esempio non può che arrivare dallo sport, o meglio ancora, dal calcio.

La Roma ha sfidato tutti prendendo, anzi riprendendo Zeman. Questi vuole stupire in serie A come ha fatto l’anno scorso in serie B, col gioco, coi gol e con le vittorie.

I tifosi romanisti stravedono per lui, l’unico capace di far passare in second’ordine i direttori sportivi, la società, i giocatori, che rimangono interpreti, attori, rappresentanti del credo zemaniano. I giocatori, che altrove sono le star indiscusse, in diritto di dire e fare quello che vogliono, con Zeman diventano pedine disciplinate, attori illuminati, esecutori materiali dello spettacolo che più piace agli italiani, e che, nel loro caso, vedono una originale, insostituibile regia.

Zeman ama attaccare, non ha paura di prendere gol a grappoli, anzi li prevede, sa prima quando si corre il rischio di una goleada, e sa anche quando non c’è storia per gli avversari.

La perfezione delle sue squadre si umanizza nella sconfitta, anche ripetuta, che, brutale, interrompe il cammino, per il resto trionfale, delle sue squadre.

Con Zeman anche i tifosi accettano sportivamente le sconfitte.

Zeman è stato deferito più volte, e sempre per aver detto la verità, o la sua opinione.

Non succede con tutti, no. Ad altri viene concesso di spargere fango senza vergogna, a destra e a manca, senza che dire verità, ma soltanto autocertificando la propria bravura, o innocenza.

Con Zeman la musica che si sente è un’altra.

Coraggio e sacrificio, applicazione e fantasia, lealtà e buonumore.

Con Zeman ci si commuove, e si cresce.

Io credo che la Roma vincerà lo scudetto, così come, l’anno scorso, ero convinto che il Pescara avrebbe vinto il campionato, sebbene contro ogni pronostico sensato.

Ho aspettato quest’anno, con fede, per quasi trent’anni, e cioè da quando il Licata cominciò a vincere, segnando molto e giocando in maniera spettacolare.

Credo che l’abbia aspettato anche Zeman, questo momento.

Ma quest’anno sarà scudetto, e non solo perché la società ha ben operato, ma perché l’Italia ha bisogno che ritorni il merito in maniera indiscutibile, non adombrato da niente.

Zeman regalami cento gol e trenta vittorie. Le altre otto partite perdiamole, anche con tre o quattro gol di scarto.

E’ quello che ti aspetti anche tu, vero?

Un Presidente

Posted on 05. ago, 2012 by in Città di Potenza, Sport

Un Presidente

Un Presidente

Napoli. Napoli. Napoli.

Posted on 21. feb, 2012 by in Calcio, Società e costume, Sport

Napoli. Napoli. Napoli.

Stasera si giocherà la partita Napoli-Chelsea per gli ottavi della Champions league.

Non è una partita come le altre. E’ di più.

Perché c’è di mezzo Napoli, la napoletanità, il sud-Italia.

Mai una squadra del centro sud italiano ha vinto una Champions. La Roma arrivò alla finale, ma la perse ai rigori a Roma. Solo inter, Milan e Juventus l’hanno vinta.

Nello sport, come nella vita, il sud è sempre alla ricerca di una rivincita, di una occasione per dimostrare che anche al sud, anche a Napoli, si può. Si può far bene, si può vincere, si può essere d’esempio.

E stasera arriva una bella occasione.

Contro gli inglesi, per di più londinesi. I maestri della discrezione, della misura, della compunzione; ma anche gli snob, quelli che guardano tutti dall’alto in basso, quelli che hanno inventato il calcio. Quelli che, hooligans a parte, non hanno bisogno di transenne a dividere il campo da gioco dagli spalti, quelli che allo stadio ci vanno con la famiglia.

E contro il Napoli, a Napoli, dove, invece, io, per esempio, ma come tanti, ho sempre paura possa accadermi qualcosa di spiacevole, e talvolta mi è accaduta. Dove non sai mai quale sia il confine fra solidarietà e imbroglio, fra confidenza e fregatura.

Una vittoria stasera non varrà riscatto, ma porterebbe euforia, felicità, gratificazione.

Quando il Napoli va a Milano e vince, cosa invero non frequente, io sto meglio. Stasera vorrei star meglio, perché vincere a Milano o con il Chelsea, è un piacere dello stesso genere.

E voglio godermi la partita, in tutto e per tutto, e so, che per me, e per tantissimi altri, non sarà solo calcio.

Pescara due Crotone zero

Posted on 10. set, 2011 by in Sport

Pescara due Crotone zero

Ho ammirato il Pescara di Zeman vittorioso per la terza volta in quattro partite. Finora ne ha persa solo una, al 91° e in nove contro undici.

Gioca bene, attacca sempre e, oggi, ha subito un solo tiro in porta dal Crotone.

Corrono come i matti, il più giovane come il più anziano.

Insomma, uno spettacolo.

Zeman si conferma un tecnico sempre all’avanguardia, moderno, e anche gli altri si vanno accorgendo, finalmente, dopo decenni di calcio sparagnino, che se non si attacca e se non si prova a fare buon calcio, non si vince, o comunque non si vince bene.

Il calcio italiano deve ripartire proprio da qui: buon calcio e giovani giocatori. Per far questo ci vogliono buoni tecnici.

A me piace Scienza del Brescia.

Dal Canto, finora, da quando ha esordito in B, salvo l’ultimo spareggio dei play off, non ne ha persa una.

Domani la serie A dei milionari che scioperano pure. E in settimana la Champion. Occhio al Barcellona: quanti ne farà al Milan? Credo, però, che al secondo si fermeranno volutamente.

Buon campionato a tutti.

Calcio e ammenicoli

Posted on 29. ago, 2011 by in Sport

Calcio e ammenicoli

Ho visto Udinese Arsenal e quello che più è stato evidente è stato il baratro, tecnico, tattico e atletico, che divideva le due squadre. L’Udinese ce l’ha messa tutta ma non era proprio cosa.

Poi sento che l’Arsenal in Inghilterra le prende di santa ragione, addirittura otto, dal Manchester United, e, se due più due fa quattro, il calcio italiano sta al calcio inglese come un nano a un pivot.

E non sono solo i soldi che segnano la differenza.

La prima differenza la fanno i vivai. Le prime squadre inglesi sono zeppe di giovani provenienti dai vivai a costo pressocchè zero, mentre le nostre no. La seconda grande differenza la fanno i tecnici. I nostri non esprimono novità da molti anni, mentre in Spagna, Portogallo, Germania e, appunto, Inghilterra, i tecnici sono coraggiosi e innovativi.

Mi vien da pensare che anche nel calcio, qui da noi, giocatori e tecnici seguono le logiche del malaffare e della raccomandazione: ci sono i clan, e lavori solo se ci vai d’accordo.

D’altro canto non si spiegherebbe diversamente uno Zeman che naviga fra B e C, perché messo al bando da Moggi e compagnia.

Finita comunque l’epoca di Sacchi, e fuggito Mourinho, siamo ripiombati nella mediocrità. Testimoniata dalla Nazionale e dalle pessime figure finora registrate nelle coppe europee.

Già fuori Roma, Palermo e Udinese, e le prime due umiliate da squadre slovacca la prima e svizzera la seconda, e neanche di prima fascia.

L’Inter fa i saldi. Vende tutto il possibile, e contesta anche il nuovo allenatore che, è evidente, era l’ultima scelta, non la prima.

A Roma chi tocca Totti muore.

Napoli e Lazio si son date un gran da fare, nel mercato, ma alla prova europea ho paura che topperanno di brutto.

Per il nostro campionato provinciale in prima fila Milan e Juventus, in seconda Napoli e Inter, outsider Fiorentina, Lazio e Roma.

Io ho fatto l’abbonamento Sky al Pescara, e sono convinto che mi divertirò di più che seguendo l’Inter.

Vai Zeman!

Inter, ma che combini?

Posted on 04. dic, 2010 by in Sport

Inter, ma che combini?

Parliamone.

In fondo amare il calcio non può essere “terribilmente out”, e se pure lo fosse, ritengo di potermene brillantemente fottere.

Insomma Benitez sta facendo rimpiangere Mourinho. L’Inter di ieri sera è a dir poco allarmante. La Lazio ha finito per apparire gigantesca di fronte a una ex armata e neo armata Brancaleone.

Ma è solo colpa di Benitez?

A vedere il Real che quest’anno, ultima partita a parte, è di una dimensione lunare rispetto all’anno scorso, si potrebbe pensare che davvero Mourinho, per due anni, all’Inter ha fatto miracoli, e che ora li sta facendo a Madrid.

Certo, il portoghese è bravo, sa chiedere, sa pretendere, dalla società e dai giocatori. Fosse rimasto all’Inter un paio di grossi acquisti Moratti li avrebbe fatti di sicuro.

Benitez, invece, non ha saputo chiedere. Forse gli è sembrato inopportuno.

Ma non si tratta solo di rinforzi non arrivati.

Gli è che l’Inter gioca male, e alcuni campioni di ieri, oggi sembrano quasi brocchi. Pensate a Milito e a Snajder, per esempio.

Benitez, poi, è anche poco telegenico, con quelle guance rosse, e quel garbo inusuale in panchina, e, dopo il devastante Mou, sembra più un amministrativo che un allenatore. Un funzionario, tiè.

Ma arriverà a Natale lo spagnolo?

Il problema è come sostituirlo. C’è poco in giro.

E poi queste scelte si fanno a inizio anno, non in corsa. Ecco forse all’Inter devono pensare bene a non sbagliare di novo il prossimo anno, anche rischiando, semmai. L’esempio di Allegri al Milan può essere significativo.

Ad ogni modo le italiane scompaiono in Europa.

Speriamo che Milan e Roma sappiano cambiare passo in primavera, perché dopo aver vinto la coppa non si può scomparire totalmente.

O no?

Il gioco del calcio, i samurai e Zeman

Posted on 18. ott, 2010 by in Sport

Il gioco del calcio, i samurai e Zeman

Bene, parliamo d’altro.

L’Inter non convince, ma neanche il Milan. Come dopo ogni mondiale, classifica corta e sorprese in agguato. La Lazio gioca bene, e nessuno ci avrebbe scommesso sopra un centesimo, ma sta lì, e si diverte.

La Fiorentina sta dimostrando l’assioma che un allenatore ha bisogno di una grande società, nel senso di una buona società. La Fiorentina, evidentemente, non lo è più da un paio d’anni: non possono fallire prima Prandelli e poi Mihajlovic, e finire ultimi in classifica con Montolivo, Gilardino, Frey e compagnia cantante.

Crisi anche a Genova, sul fronte rossoblu. Non ingrana, manca sempre una lira per farne cento. Guidolin annaspa a Udine, nonostante la fortunosa vittoria di ieri.

Bene, anzi benissimo il Palermo, giovane e spavaldo, roba da non credere. Bravi tutti. E badate bene, lì non è solo Pastore!

La Juve migliora, complimenti. Ma non so dove può arrivare.

Un campionato bello perché senza dominatori. Si segna e si segna bene. Stanno venendo fuori le società organizzate, quelle che non hanno debiti e sanno spendere.

La palma d’oro, comunque, la merita Reja. A sessantacinque anni, e con la Lazio degli ultimi anni, e chi glielo doveva dire?

Noto che si gioca più sulle fasce che negli anni passati. Le preparazioni atletiche si vanno equiparando.

Ma la nota lieta è sempre quella. Serie C, o come la chiamano ora, non so, girone B: c’è una squadra che raccoglie settemila tifosi allo stadio, nel segno di Zeman. Ha il migliore attacco e la peggiore difesa. Ha un’età media bassissima, e solo un paio di giocatori sono di categoria. Gioca e fa spettacolo. Ieri perdeva uno a zero davanti ai suoi tifosi che non hanno smesso di incitarla, e dal 88° al 93° ha fatto due gol e vinto la partita.

Zeman, meriti la A. Ci tornerai col Foggia.

Calcio, ci risiamo. Ci sei mancato? Forse no, ma ora va meglio.

Posted on 28. ago, 2010 by in Sport

Calcio, ci risiamo. Ci sei mancato? Forse no, ma ora va meglio.

Bene, oggi comincia il campionato di calcio.

Passano gli anni ma l’attenzione di tantissimi è sempre viva sul calcio.

E’ però, questo che comincia, un anno con pochissime novità.  Pochi acquisti clamorosi, poche novità da prima pagina; o meglio, qualcuna c’è, ma in uscita: per esempio non ci sarà Mourinho, che, sul trono del Real guarda già dall’alto in basso l’Italia e la sua Inter, che, senza di lui, ha preso una bella batosta con l’Atletico Madrid. Ora ha polvere per sparare su tutti ancora per un bel po’.

Zeman ha detto di lui che ha vinto la Champions con l’anticalcio. Vero. Ma ha vinto. A tratti anche giocando bene. Ma Zeman è un perfezionista del bel gioco e per questo è il mio idolo, e ogni suo parere è verbo.

Tornerà Ibra, ma chissà se è un affare. Di certo torna ridimensionato.

E’ arrivato Benitez, ma ha cominciato male. Bisogna aspettare un po’ per giudicare, ma con una squadra già affiatata e che dovrebbe giocare a memoria ci si aspettava davvero di più. Dicono che la condizione fisica sia precaria, e questo non è bello. Ma staremo a vedere.

Il Milan a un giovane tecnico. Per la verità è un film già visto con Leonardo, e non è finita bene.

La Juve a un tecnico navigato, ma non collaudato per una big. Hanno rischiato entrambe, vediamo se hanno avuto ragione.

Per il resto la curiosità sta nel vedere come se la caverà il Cagliari con l’ennesimo allenatore esordiente e senza rinforzi, il Bari senza la difesa dell’anno scorso, la Lazio con Reja, e il Napoli di De Laurentis.

Io parteggerò per Parma, Udinese e Genoa.

Sarà il solito anno di polemiche e moviole, temo. Ma il fascino non mancherà.

PS: Ibra al Milan pare sia costato 102 milioni in tutto, fra prezzo di acquisto e compenso al giocatore. Forse un po’ troppo in tempi di crisi. Così come la Juve pare abbia speso una cofanata di soldi. Questi non sono messaggi positivi, ma le altre società si sono barcamenate con più prudenza e equilibrio.

Con la tessera del tifoso non ci guadagna un paese libero, e forse non cambierà molto. Ma, forse, era necessaria. Forse.

Forse sarebbe bastato controllare di più in passato. Ma questa è un’altra storia che coinvolge l’Italia delle mille regole, nessuna rispettata. Mai.

Espana, campione del mondo di calcio

Posted on 12. lug, 2010 by in Società e costume, Sport

Espana, campione del mondo di calcio

Non è stata una bella partita, ma le finali difficilmente lo sono. L’Olanda ha giocato in maniera aggressiva, basandosi sulla pressione sugli spagnoli che amano giocare a calcio, e cioè tenere la palla, passarsela, creare spazi e arrivare in porta con il gioco. L’Olanda sembrava “interizzata”, cioè una piccola Inter, plasmata sugli avversari. Un’Olanda scarpona che ben avrebbe potuto finire il primo tempo in dieci e la partita in nove. Fallacci mai visti in una finale, un gioco duro e intimidatorio. Ma la Spagna sa incassare, e se vuole sa anche far male, ma ieri voleva giocare e vincere giocando. Certo non ha giocato al meglio, ma ha giocato meglio.

Dopo il terzo calcione degli orange ho cominciato a sognare un quattro a zero per gli amici spagnoli, ma forse ha fatto male di più il gol alla fine della partita.

L’arbitro non ne ha combinata una buona, e in fondo ha favorito e alimentato il gioco violento dei nordeuropei, anche se qualche decisione ha sicuramente danneggiato anche gli olandesi.

Io credo che anche l’Olanda sappia giocare al calcio, ma hanno preferito, così come usa ora, spezzare anzichè costruire. E il trionfo della Spagna sta lì a dimostrare che, invece, bisogna creare, costruire, essere attivi, per vincere nel calcio.

Avesse vinto l’Olanda, ora staremmo a celebrare il trionfo del tatticismo, invece, vivaddio, dobbiamo celebrare il trionfo del gioco del calcio. E’ la vittoria di chi pensa a giocare e non a spezzare il gioco degli altri.

Che strano. Venti anni fa, o giù di lì, l’Olanda faceva davvero calcio, innovativo e rivoluzionario. Teneva palla, inventava il fuorigioco sistematico, difendeva in undici e attaccava in undici. Ora lo fa la Spagna e l’Olanda si è involuta, secondo quella tendenza che vede nel catenaccio e nel contropiede, seppur modernizzati, il calcio del domani.

Viva la Spagna, paese accogliente, allegro, equilibrato e che ama la vita; un paese latino ma con un tasso di civiltà quasi nordico.

Auguri Spagna.

<ul><li><strong>woo_feat_page</strong> - </li><li><strong>woo_inc_feat_page</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_feat_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_uploads</strong> - a:3:{i:0;s:75:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/5-safe_image.png";i:1;s:72:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/4-Luciano.jpg";i:2;s:69:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/3-logo.png";}</li><li><strong>woo_show_featured</strong> - true</li><li><strong>woo_textlogo</strong> - false</li><li><strong>woo_gravatar</strong> - true</li><li><strong>woo_contactme</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_bio</strong> - </li><li><strong>woo_twitter</strong> - </li><li><strong>woo_highlights_tag</strong> - potenza</li><li><strong>woo_highlights_tag_amount</strong> - 6</li><li><strong>woo_featured_tag</strong> - </li><li><strong>woo_featured_tag_amount</strong> - 4</li><li><strong>woo_highlights_show</strong> - true</li><li><strong>woo_also_slider_enable</strong> - true</li><li><strong>woo_slider_heading</strong> - Sul Blog si parla ancora di...</li><li><strong>woo_recent_archives</strong> - #</li><li><strong>woo_excerpt_enable</strong> - false</li><li><strong>woo_contact_page_id</strong> - </li><li><strong>woo_featured_image_dimentions_height</strong> - 371</li><li><strong>woo_featured_sidebar_image_dimentions_height</strong> - 78</li><li><strong>woo_hightlights_image_dimentions_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_video_browser_init</strong> - 5</li><li><strong>woo_slider_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_slider_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_automate_slider</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page</strong> - false</li><li><strong>woo_home_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_page_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_blog_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_also_slider_image_dimentions_height</strong> - 144</li><li><strong>woo_single_post_image_width</strong> - 280</li><li><strong>woo_single_post_image_height</strong> - 380</li><li><strong>woo_archive_page_image_width</strong> - 200</li><li><strong>woo_archive_page_image_height</strong> - 220</li><li><strong>woo_themename</strong> - The Journal</li><li><strong>woo_shortname</strong> - woo</li><li><strong>woo_manual</strong> - http://www.woothemes.com/support/theme-documentation/the-journal/</li><li><strong>woo_alt_stylesheet</strong> - brown_boxed.css</li><li><strong>woo_logo</strong> - http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/5-safe_image.png</li><li><strong>woo_custom_favicon</strong> - </li><li><strong>woo_google_analytics</strong> - <script type=\"text/javascript\">

  var _gaq = _gaq || [];
  _gaq.push([\'_setAccount\', \'UA-703470-4\']);
  _gaq.push([\'_trackPageview\']);

  (function() {
    var ga = document.createElement(\'script\'); ga.type = \'text/javascript\'; ga.async = true;
    ga.src = (\'https:\' == document.location.protocol ? \'https://ssl\' : \'http://www\') + \'.google-analytics.com/ga.js\';
    var s = document.getElementsByTagName(\'script\')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s);
  })();

</script></li><li><strong>woo_feedburner_url</strong> - </li><li><strong>woo_custom_css</strong> - </li><li><strong>woo_home_top</strong> - About</li><li><strong>woo_home_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_page_ex</strong> - </li><li><strong>woo_popular</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_content</strong> - false</li><li><strong>woo_content_archives</strong> - false</li><li><strong>woo_resize</strong> - true</li><li><strong>woo_auto_img</strong> - true</li><li><strong>woo_home_width</strong> - 197</li><li><strong>woo_home_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_thumb_width</strong> - 75</li><li><strong>woo_thumb_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_cat_nav_1</strong> - false</li><li><strong>woo_ads_rotate</strong> - true</li><li><strong>woo_ad_image_1</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_ad_url_1</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_2</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_ad_url_2</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_3</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_ad_url_3</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_4</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_4</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_5</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_5</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_6</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_6</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_archive_content</strong> - false</li><li><strong>woo_search_content</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_menu</strong> - false</li><li><strong>woo_portfolio_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_port_in_nav</strong> - false</li><li><strong>woo_port_prev_title</strong> - Thumbnails</li><li><strong>woo_port_prev_ins</strong> - Click on images below to load a larger preview.</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_a</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_a</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_a</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_b</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_b</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_b</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_c</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_c</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_c</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_d</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_d</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_d</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_minifeat_height</strong> - 110</li><li><strong>woo_nav_exclude</strong> - </li><li><strong>woo_scroller_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_about_header</strong> - </li><li><strong>woo_about_text</strong> - </li><li><strong>woo_about_button</strong> - </li><li><strong>woo_button_link</strong> - </li><li><strong>woo_about_photo</strong> - </li><li><strong>woo_cat_box_1</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_1_image</strong> - </li><li><strong>woo_blog_navigation</strong> - false</li><li><strong>woo_blog_subnavigation</strong> - false</li><li><strong>woo_blog_permalink</strong> - </li><li><strong>woo_blog_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_featured_posts</strong> - 2</li><li><strong>woo_ad_header</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_header_code</strong> - </li><li><strong>woo_ad_header_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/468x60a.jpg</li><li><strong>woo_ad_header_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_top</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_top_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_top_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/468x60a.jpg</li><li><strong>woo_ad_top_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_content</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_content_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_content_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/728x90a.jpg</li><li><strong>woo_ad_content_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_300_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_300_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/300x250a.jpg</li><li><strong>woo_ad_300_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_blog_cat_id</strong> - </li><li><strong>woo_the_content</strong> - true</li><li><strong>woo_ad_mpu_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_3col_height</strong> - 150</li><li><strong>woo_ad_footer_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_cat_color_1</strong> - </li><li><strong>woo_pf_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_home_normal</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_portfolio_image_width</strong> - </li><li><strong>woo_portfolio_image_height</strong> - </li><li><strong>woo_posts_image_width</strong> - </li><li><strong>woo_posts_image_height</strong> - </li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_1</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_1</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_2</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_2</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_3</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_3</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_4</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_4</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_enable_all_category</strong> - false</li><li><strong>woo_bgr</strong> - darkblue.css</li><li><strong>woo_right_sidebar</strong> - true</li><li><strong>woo_archives</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_layout</strong> - blog.php</li><li><strong>woo_other_entries</strong> - 6</li><li><strong>woo_other_headlines</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_nav_footer</strong> - true</li><li><strong>woo_box_colors</strong> - </li><li><strong>woo_about</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_more1_ID</strong> - </li><li><strong>woo_more1_link</strong> - Click here for more info</li><li><strong>woo_more1_url</strong> - </li><li><strong>woo_more2_ID</strong> - </li><li><strong>woo_more2_link</strong> - Click here for more info</li><li><strong>woo_more2_url</strong> - </li><li><strong>woo_highlight_url</strong> - </li><li><strong>woo_cat_ex</strong> - </li><li><strong>woo_highlight_text</strong> - </li><li><strong>woo_feedburner_id</strong> - Feedburner ID</li><li><strong>woo_home_link</strong> - true</li><li><strong>woo_home_link_text</strong> - Home</li><li><strong>woo_home_link_desc</strong> - </li><li><strong>woo_header_layout</strong> - about.php</li><li><strong>woo_about_bio</strong> - </li><li><strong>woo_about_gravatar</strong> - </li><li><strong>woo_about_readmore</strong> - </li><li><strong>woo_ad_header_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_main</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_footer</strong> - </li><li><strong>woo_featured_layout</strong> - large_no_ad.php</li><li><strong>woo_ad_block_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_block_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-300x250-1.gif</li><li><strong>woo_ad_block_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_related</strong> - true</li><li><strong>woo_image_width</strong> - 430</li><li><strong>woo_image_height</strong> - 170</li><li><strong>woo_feat_alt_width</strong> - 130</li><li><strong>woo_feat_alt_height</strong> - 85</li><li><strong>woo_image_single</strong> - false</li><li><strong>woo_single_width</strong> - 180</li><li><strong>woo_single_height</strong> - 120</li><li><strong>woo_ad_content_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_homepage_image_link</strong> - false</li><li><strong>woo_footer_left</strong> - </li><li><strong>woo_inc_footer_left</strong> - false</li><li><strong>woo_footer_right</strong> - </li><li><strong>woo_inc_footer_right</strong> - false</li><li><strong>woo_minifeat_width</strong> - 218</li><li><strong>woo_pages_ex</strong> - </li><li><strong>woo_breadcrumbs</strong> - false</li><li><strong>woo_features_page</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_featured_tabs</strong> - </li><li><strong>woo_featured_category</strong> - Città di Potenza</li><li><strong>woo_featured_entries</strong> - 10</li><li><strong>woo_4col_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_flickr_id</strong> - </li><li><strong>woo_flickr_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_asides_category</strong> - Sport</li><li><strong>woo_asides_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_ad_page</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_home_arc</strong> - false</li><li><strong>woo_tabs</strong> - false</li><li><strong>woo_popular_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_comment_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_video_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_content_feat</strong> - true</li><li><strong>woo_home_thumb_width</strong> - 247</li><li><strong>woo_home_thumb_height</strong> - 92</li><li><strong>woo_ad_top_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_250_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_250_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-250x250.gif</li><li><strong>woo_ad_250_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_flickr_url</strong> - Flickr URL</li><li><strong>woo_2col_height</strong> - 200</li><li><strong>woo_1col_height</strong> - 200</li><li><strong>woo_block_image</strong> - http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/themes/livewire/images/300x250.gif</li><li><strong>woo_block_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_port_images</strong> - false</li><li><strong>woo_all_category_title</strong> - Categories</li><li><strong>woo_home_layout</strong> - 3_columns.php</li><li><strong>woo_archive_layout</strong> - 3_columns.php</li><li><strong>woo_show_carousel</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_home</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_mpu_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_mpu_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_mpu_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/300x250a.jpg</li><li><strong>woo_author</strong> - true</li><li><strong>woo_home_one_col</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_image_width</strong> - 540</li><li><strong>woo_feat_image_height</strong> - 195</li><li><strong>woo_thumb_image_width</strong> - 75</li><li><strong>woo_thumb_image_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_single_image_width</strong> - 100</li><li><strong>woo_single_image_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_post_size</strong> - false</li><li><strong>woo_single_thumb</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_footer_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_footer_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-468x60-2.gif</li><li><strong>woo_twitter_enable</strong> - true</li><li><strong>woo_twitter_username</strong> - woothemes</li><li><strong>woo_about_enable</strong> - false</li><li><strong>woo_enable_blog_category</strong> - false</li><li><strong>woo_mid_exclude</strong> - </li><li><strong>woo_email</strong> - </li><li><strong>woo_vidpage</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_video_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_thumb_width</strong> - </li><li><strong>woo_cat_thumb_height</strong> - </li><li><strong>woo_home_title</strong> - Latest from my blog...</li><li><strong>woo_portfolio_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_portfolio_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_portfolio_resizer</strong> - false</li><li><strong>woo_twitter_user</strong> - </li><li><strong>woo_flickr</strong> - </li><li><strong>woo_delicious</strong> - </li><li><strong>woo_digg</strong> - </li><li><strong>woo_facebook</strong> - </li><li><strong>woo_linkedin</strong> - </li><li><strong>woo_lastfm</strong> - </li><li><strong>woo_youtube</strong> - </li><li><strong>woo_stumble</strong> - </li><li><strong>woo_content_home</strong> - false</li><li><strong>woo_content_archive</strong> - false</li><li><strong>woo_ads_inner_content</strong> - true</li><li><strong>woo_blog_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_home_secondary</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_mid_1</strong> - false</li><li><strong>woo_menupages</strong> - </li><li><strong>woo_intro</strong> - </li><li><strong>woo_featpages</strong> - </li><li><strong>woo_ex_featpages</strong> - true</li><li><strong>woo_featheight</strong> - </li><li><strong>woo_addblog</strong> - false</li><li><strong>woo_blogcat</strong> - </li><li><strong>woo_catmenu</strong> - false</li><li><strong>woo_about_button_1</strong> - </li><li><strong>woo_content_left</strong> - false</li><li><strong>woo_content_mid</strong> - false</li><li><strong>woo_image_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_not_mpu</strong> - false</li><li><strong>woothemes_settings</strong> - a:0:{}</li><li><strong>woo_button_link_1</strong> - </li><li><strong>woo_about_button_2</strong> - </li><li><strong>woo_button_link_2</strong> - </li><li><strong>woo_carousel_header</strong> - </li><li><strong>woo_scroller_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_thumbnail_1</strong> - </li><li><strong>woo_featured_1</strong> - </li><li><strong>woo_featured_1_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_2</strong> - </li><li><strong>woo_featured_2</strong> - </li><li><strong>woo_featured_2_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_3</strong> - </li><li><strong>woo_featured_3</strong> - </li><li><strong>woo_featured_3_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_4</strong> - </li><li><strong>woo_featured_4</strong> - </li><li><strong>woo_featured_4_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_show_mostcommented</strong> - false</li><li><strong>woo_logo_left</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_nav</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_list</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_ex_cat_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_list_footer</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_box_footer_1</strong> - false</li><li><strong>woo_image_archives</strong> - false</li><li><strong>woo_archive_width</strong> - 140</li><li><strong>woo_archive_height</strong> - 90</li><li><strong>woo_ad_300</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_300_bot</strong> - false</li><li><strong>woo_exclude_pages</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_cats</strong> - </li><li><strong>woo_steps</strong> - Select Format:</li><li><strong>woo_contact</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_blog</strong> - false</li><li><strong>woo_tabber</strong> - false</li><li><strong>woo_show_mpu</strong> - false</li><li><strong>woo_show_ad</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_below_image</strong> - /images/ad468.jpg</li><li><strong>woo_ad_below_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_code</strong> - </li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-728x90-2.gif</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_alt_colours</strong> - default.css</li><li><strong>woo_aboutlink</strong> - </li><li><strong>woo_side_image</strong> - /styles/clean-light/images/ad-120x240.jpg</li><li><strong>woo_side_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ads</strong> - false</li><li><strong>woo_disclaimer</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_subnav</strong> - </li><li><strong>woo_subnav</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_width</strong> - 280</li><li><strong>woo_feat_height</strong> - 210</li><li><strong>woo_smallthumb_width</strong> - 56</li><li><strong>woo_smallthumb_height</strong> - 42</li><li><strong>woo_homepage</strong> - layout-default.php</li><li><strong>woo_slider</strong> - false</li><li><strong>woo_tabber_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_tabber_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page_left</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page_left</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page_right</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page_right</strong> - false</li><li><strong>woo_mag_featured</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_mag_secondary</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_blog_navigation_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_embed</strong> - false</li><li><strong>woo_home_featured</strong> - true</li><li><strong>woo_home_content</strong> - false</li><li><strong>woo_get_image_width</strong> - 190</li><li><strong>woo_get_image_height</strong> - 142</li><li><strong>woo_ad_200_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_200_image</strong> - </li><li><strong>woo_ad_200_url</strong> - </li></ul>