Wednesday, 18th October 2017

Dario, Rocco e “chiamo la moglie”? Dal Roma di Basilicata

Posted on 20. set, 2017 by in Amenità, Città di Potenza

Dario, Rocco e “chiamo la moglie”? Dal Roma di Basilicata

-Rocco, sono stanco, sai?

-Non ti va di fare oltre il Sindaco?

-Ma no, cosa hai capito. Sono stanco di questo borbottio continuo sulla mia appartenenza alla destra. Insomma cosa devo fare per dimostrare la mia totale, assoluta e immarcescibile apartiticità?

-Per esempio evitare di esporti in convegni, presentazioni e roba varia, quando hanno una evidente targa di destra o come suol dirsi di centro destra.

-Non devo?

-Evita. Anche se questo PD e questo Articolo vattelappesca non danno fastidio.

-Ecco. Quindi posso guardare serenamente e liberamente al mio futuro politico?

-Sì, come no, ma l’importante è rimanere credibili. Insomma governiamo col PD e Articolo vattelappesca e ci dichiariamo di destra, partecipando ai convegni. Qualcuno potrebbe marciarci e anche brillantemente.

-E’ tutta invidia, Rocco.

-Può essere.

-Quindi …. Che schiattassero. Anche perché, detto fra di noi, nessuno ha la statura, morale e politica, per combatterci seriamente. Ecco, l’ho detto!

-Noi siamo i gatti ……

-E loro tutti i topi. Hihihi. Dai Rocco, scateniamoci in un frenetico shake.

-Ci hai preso gusto col ballo, eh?

-Guarda …. Puff … pant …. Guarda questa giravolta …. Op  ……. (Spatabang, fragore di sedie che cadono).

-Uh, che caduta, Dario, …(rumore di risa soffocate), ti sei fatto male? Chiamo la moglie?

-Cretino!

Tornano le grandi interviste di Fred Mulligam, Gigio Gigi, autore della Saga di Dario e Rocco, si confessa.

Posted on 09. set, 2017 by in Città di Potenza

Tornano le grandi interviste di Fred Mulligam, Gigio Gigi, autore della Saga di Dario e Rocco, si confessa.

-Illustre Gigio Gigi, come nasce l’idea di una saga di Dario e Rocco?

-Caro Fred, non saprei dire precisamente. Credo che l’idea abbia preso corpo poco alla volta nella mia mente senza che me ne accorgessi. Una bella mattina mi sono visto scorrere nella mente una immagine, forse il sunto metabolizzato dalla mia coscienza di mille scene già viste. E la fantasia ha cominciato a lavorare.

-Se dovesse immaginare uno scrittore al quale si è ispirato, chi indicherebbe?

-Plauto, sicuramente, ma poi non posso fare a meno di ricordare Borges, Kant, Walt Disney e Shulz.

-Ci sono altri personaggi in cantiere?

-Mi affascina l’aplomb di Sergio Potenza, la verve di Lucia Sileo, l’adattabilità di Giuseppe Giuzio, e il sarcasmo di Luigi Petrone, che immagino affacciato alla balaustra di un ipotetico teatro, sede dei consigli comunali, come gli anziani del Muppet Show, a dirigere i lavori.

-Qualche volta ha fatto riferimento all’assessora Celi.

-Vero, ma non l’ho resa mai protagonista diretta. Rende di più evocata da altri personaggi. Ma non so se nascerà una nuova saga.

-Crede che comunque la saga ha un’influenza sulla politica cittadina?

-Mi basterebbe che incidesse sulle digestioni quotidiane di qualcuno, che strappasse qualche sorriso o qualche promessa di vendetta, sarei molto soddisfatto.

-Quanche editore le ha fatto proposta di pubblicazione?

-Certo, come no, la “Libri e Agopuntura” di Cersosimo, le “edizioni Menegatto” di Butrio, e la “Publitutten” di Arnoldstein.

-Perbacco, anche in Austria leggono la saga?

-Per la verità all’estero ne vanno pazzi. Pensi che in Buthan lo usano per le pratiche di preghiera Zen.

-Grazie Gigio Gigi.

-Grazie a te Fred, sempre sul pezzo, complimenti.

-Si fa quel che si può.

Paline urbane

Posted on 09. set, 2017 by in Città di Potenza

Paline urbane

Le paline urbane sono dei pali con dei grandi cartelli posti alle fermate degli autobus.

Sui cartelli non c’è scritto niente.

L’utente non ha piacere di leggervi le informazioni sulle corse, trova più intrigante l’ultimo Camilleri o l’ultima su Dario e Rocco.

In tal senso è stata promossa una petizione popolare che, presto, porterà all’attenzione del Sindaco di Comune di Potenza la richiesta esplicita.

Il costo dell’operazione è zero assoluto. Abbiamo infatti acquisito la disponibilità alla cessione gratuita da parte di Camilleri e di Gigio Gigi, che rinunceranno a qualsiasi diritto.

I trasporti potentini potrebbero svoltare. Mai più lunghe attese a guardare il nulla o il ritardo del 6bis, no, solo trame di gialli del commissario Montalbano o esilaranti strisce sui mitici Dario e Rocco.

Vedremo come si schiererà il Consiglio Comunale, ma qualche voce sta trapelando: sì a Camilleri, no a Dario e Rocco, a meno che non venga scritta una striscia anche sugli altri protagonisti della vita politica cittadina.

Abbiamo girato la richiesta a Gigio Gigi il quale ha chiesto una pausa per decidere.

Aspettiamo fiduciosi.

La grande ipocrisia, editoriale del Roma Basilicata

Posted on 08. set, 2017 by in Città di Potenza

La grande ipocrisia, editoriale del Roma Basilicata

La grande ipocrisia.

Uno stupro è uno stupro, a prescindere dal colore della pelle dell’aggressore. Certo, ovvio, talmente ovvio che è stupido dirlo, salvo, però, manifestare per la violenza sulle donne quando a stuprare è un italiano, con conseguente presa di distanza dalle manifestazioni degli altri quando a farlo è un nero, quasi fosse meno grave.

Quasi fosse, il non manifestare, una giustificazione diqualcos’altro. Per esempio della utopica teoria dell’accoglienza senza limiti che di fronte ai più vigliacchi reati traballa, mostra i suoi evidenti limiti.

Ma la grande ipocrisia sta anche altrove. Nei comunicati di solidarietà conditi coi distinguo, quasi che da sola, la solidarietà, sia solo di destra e quindi alla larga. Ma poi, quanti ci guadagnano con l’immigrazione senza controlli? Quanti, famelicamente, mettono su affari, locazioni, fitti, cooperative, guadagnando sulle miserie dei migranti, tanto paga Pantalone? Negli atti di Roma mafia capitale v’è cenno al business dei migranti, pari se non superiore a tanti altri loschi affari.

La grande ipocrisia.

Certo, vanno salvate le vite dei migranti quando attraversano il mare su fatiscenti barche di delinquenti consolidati. Salvo poi dimenticarceli in un albergo, o ai margini delle città, in pieno bosco, su un’autostrada, ovunque purchè lontani da chi può permettersi di non vederseli davanti, che semmai proclama solidarietà e accoglienza ufficialmente dalla mattina alla sera.

Dimenticarceli e consentire loro di vegetare, abituandosi all’obolo statale e a quello elemosinato davanti a un supermercato e quindi con una predisposizione, direi a questo punto fisiologica, a delinquere, cioè a prendersi quello che non hanno, che gli viene negato da una condizione da deportato, dalla mancanza di una occupazione, di un interesse e di una responsabilità e dall’attrattiva della delinquenza organizzata.

La grande ipocrisia.

Ci sono politici, dalle nostre parti che teorizzano una integrazione della nostra popolazione coi migranti, salvo negare loro qualsiasi forma di interazione nel tessuto sociale, eccezion fatta per l’elemosina.

La grande ipocrisia.

Quella dei nuovi schiavi, destinati, a sorteggio, a lavori che il Comune forse pagherà a quattro soldi, senza restituire dignità e autonomia.

Ma chi siamo davvero noi italiani? Siamo quelli che danno un euro o una sua parte al mendicante per levarselo di torno o siamo quelli che donano quello che serve a se stessi per aiutare un altro in difficoltà?

Chi siamo? Quelli che di fronte a uno stupro da parte di un nero fanno spallucce? Quelli che hanno il monopolio della protesta?

Voglio sperare che non siamo questi. Voglio sperare che prevalga una volta tanto la ragione, non gli interessi di chi specula sui migranti lucrandoci sopra, che vinca il diritto, che questo venga una volta tanto applicato, senza che la burocrazia lo svilisca.

Voglio sperare che accogliere diventi una parola seria, che si traduca in accoglienza vera, non una tana del lupo per pecorelle disgraziate e non una prateria per lupi selvaggi; che una accoglienza vera sia offerta per chi ne ha davvero bisogno e per i motivi che la legge prevede; che i reati vengano puniti e le nostre strade rese vivibili. Voglio che chiunque abita la nostra terra possa camminare sereno a qualunque ora del giorno e della notte. Voglio che noi non si sia costretti a difenderci da soli, e mi riferisco ai reati di violenza, ma anche ai reati dei colletti bianchi, alle truffe come alla corruzione, dagli assassini come dai violentatori, dai ladri come dai corrotti.

E’ troppo chiedere tutto questo? Io pensavo che fosse il minimo sindacale che uno Stato dovesse offrire. Ora ci accorgiamo, invece, che non c’è uno Stato o che, se c’è, non c’è solo per me, io, cioè, non ne faccio parte, devo vedermela da solo, come un nemico, neanche come un migrante. E semmai mi chiamano pure razzista.

 

E’ tornata la schiavitù

Posted on 07. set, 2017 by in Città di Potenza

E’ tornata la schiavitù

Oggi abbiamo saputo del dolore che ha pervaso la comunità di sinistra per il tentativo di stupro che ha svegliato la città di Potenza, ieri. Certo la loro solidarietà non è servita allo stato puro, ci mancherebbe, ma condizionata da distinguo e precisazioni tanto inutili quanto buffe. Anche il Sindaco si è unito al coro recitando i mantra della sinistra più ipocrita, quella che intende accogliere e schiavizzare a quattro soldi per tappare le falle di una amministrazione alle corde. Ora esce il lavoro per i migranti. Ma tranquilli, questi nostri baldi amministratori non regalano niente. Pagheranno davvero poco. E’ tornato la schiavitù. E se qualcuno fa una marachella, diamine, va sì punita, ma non esageriamo, suvvia.

Ammassati in tanti in una stanza, abbandonati a se stessi, ora saranno messi ai lavori forzati.

La folla di sinistra griderà al miracolo dell’integrazione, senza guardare ai salari che saranno corrisposti e senza chiedersi se ci sono disoccupati meritevoli di almeno uguale attenzione.

La storia è una ruota, ma non panoramica. Lo spettacolo è sempre lugubre.

A te sì e a te no, comando io. Editoriale del Roma Cronache Lucane

Posted on 07. set, 2017 by in Città di Potenza

A te sì e a te no, comando io. Editoriale del Roma Cronache Lucane

Parafrasando altre testate, potremmo affermare che questo giornale è l’unico a  non ricevere pubblicità istituzionale da parte del Comune di Potenza.

Noi lo sapevamo, ma pochi credevano che fosse davvero così. Ci ha pensato allora il Sindaco, in un comunicato ufficiale, a chiarire una volta per tutte che quando ha bisogno di pubblicare qualche avviso pubblico, o cos’altro, lo fa attraverso tutte le testate locali tranne questa.

Beninteso le pubblicazioni a pagamento. Perché, per esempio, il comunicato che provava a chiarire vicende legate all’Acta e che, per inciso, dichiarava appunto la preferenza indifferenziata per tutte le testate tranne il Roma Cronache Lucane, gratuito, è stato mandato anche al RCL.

Il comportamento dell’amministrazione comunale è opinabile, quantomeno, perché di fatto può creare un gap rispetto alle altre testate non tanto economico, quanto di effetto sul mercato: chiunque potrebbe per esempio non comprare un giorno questo giornale perché sugli altri c’è un avviso pubblico del Comune di Potenza.

Ma, a ben vedere, potrebbe anche contenere un messaggio subliminale del tipo “badate alle critiche che muovete a questa amministrazione”, con deflagranti possibili effetti sulla libertà di stampa, di critica e di opinione.

Ecco perché una amministrazione pubblica avrebbe il dovere di non discriminare nessuno, men che meno le testate giornalistiche, ovvero di non discriminare quella che potrebbe essere definita come la testata meno gradita.

Perché evidentemente è la meno gradita.

Ma qui cominciano gli effetti positivi della discriminazione operata.

Se si ritiene che una testata muova troppe critiche e per questo motivo viene esclusa dall’elenco dei giornali sui quali pubblicare a pagamento, vuol dire che quelle critiche colgono nel segno. Vuol dire che chi scrive sul Roma Cronache Lucane non ha debiti da pagare ed è effettivamente e sinceramente libero e che, quindi, una amministrazione stupidamente combatte.

Per la verità può voler dire anche, a mò di monito, “fai sempre in tempo a cambiare rotta” o tante altre cose messe assieme, miscelate e servite fredde.

Può, infine poter dire altro, ma rimane nella testa del Sindaco o di chi per o con lui.

Fatto sta che la discriminazione non depone a favore dell’amministrazione comunale che quale bandiera della propria gestione sventola da sempre l’imparzialità e la trasparenza.

Da voci raccolte pare che il Comune di Potenza provveda all’acquisto giornaliero di tutte le testate tranne che questa. Può essere, da verificare. Questo può voler significare, però, che il sindaco con il RCL, alla potentina, si sia proprio “scocchiato”, ma val la pena ricordare che l’ing. De Luca è libero di “scocchiarsi” con chi crede, il Sindaco De Luca un po’ meno, altrimenti si trascina dietro tutto il Comune che, fino a prova del contrario, non è cosa sua e nel caso in cui stesse personalizzando una particolare situazione, non dovrebbe, come detto, farla da sindaco.

Ma tant’è, ci mancherebbe. Il danno è irrilevante, per il giornale, per il sindaco De Luca non so. I suoi sembrano sistemi che, a mente lucida, forse, sarebbe il primo a stigmatizzare, ma evidentemente l’enfasi della fascia tricolore fa entrare in dimensioni divine quanto alla sensazione del potere che può esercitarsi e sul come esercitarlo, quindi c’è poco da fare.

La libertà non ha prezzo, comunque, men che meno quello della pubblicazione di un avviso.

Complimenti, a ogni modo, per la faccia tosta mostrata nell’invio della richiesta di pubblicazione del comunicato che ha trovato, ovviamente, comunque, spazio sul giornale.

Ha vinto, come sempre, l’informazione, perché da queste parti, non dipende da quale fonte arrivi.

Cara signora …..

Posted on 06. set, 2017 by in Argomenti, Città di Potenza

Cara signora …..

Cioè, non è che non me ne frega niente della povera signora che ha rischiato uno stupro, diavolo, ci mancherebbe solo questo; gli è che, però, diamine, se a manifestare e dare solidarietà sono i fascisti, razzisti, beh, no, io non ci sto.

Perché poi ditemi, quando un mese fa uno della provincia, uno bianco, tentò di stuprare una a via Crispi, beh, dove erano?

Ah, nessuno un mese fa ha cercato di stuprare una donna a via Crispi, vabbè e che c’entra. E poi ditemi un pò, quando fecero scoppiare la bomba sull’Italicus, eh, dov’erano i novelli manifestanti?

Ora sono bravi, tosti, coraggiosi, solo perché il malvivente è nero. facile, vero?

Ve la ricordate la pubblicità di carosello “tutti ce l’hanno con me perché sono piccolo e nero. Non è giusto, però”. Ecco, facile prendersela coi neri. Che poi, poverini, mica hanno tutti i torti: vorrei vedere te chiuso in una stanza di albergo a rimuginare. E dai, che vita è questa.

Comunque, cara signora, mi dispiace, davvero. Ma la prossima volta sceglilo bianco se vuoi vederci in piazza. Altrimenti tieniti i fascisti.

 

Potenza, dimissioni e rotatorie, editoriale del Roma Cronache Lucane

Posted on 02. set, 2017 by in Argomenti, Città di Potenza

Potenza, dimissioni e rotatorie, editoriale del Roma Cronache Lucane

Nei confronti della persona del Sindaco di Potenza, le richieste di dimissioni sono periodiche, ma, ormai, non scuotono niente e nessuno. Sembra che dire “dimissioni!” sia più che altro un intercalare, un vezzo, un tic.

Alle parole, in politica, è stato tolto il significato. Le parole, cioè, non corrispondono allo stato di fatto che descrivono. Aria fritta, niente di più.

Ho letto, per esempio, di dimissioni reclamate per non aver realizzato una rotonda. Va da sé che se l’opera era oggetto di una promessa politica, beh, ne contiamo di diecimila all’anno di non realizzate, quindi perché scomporsi. Se, invece, corrispondeva a uno specifico impegno, è un po’ più grave, ma poco di più; anche per gli impegni non mantenuti nessuno ci ha lasciato le penne, da Garibaldi in poi.

Rimane la sensazione, sgradevole, però, che la politica cittadina, siccome quella regionale, si svolgano non nella vita reale ma esclusivamente all’interno di un acquario, un mondo a parte, fatto di comunicati stampa, anche sul nulla, di autocertificazioni di passione, competenza e abnegazione, o amore per la città, un’opera teatrale, insomma, ripetuta da sempre e sempre con gli stessi risvolti e finali.

Le diverse funzioni, quella di governare e quella di opporsi, si svolgono all’interno di binari prestabiliti, clichè fissi, stereotipi banali, sfuggendo alla loro effettiva dimensione, e cioè quella di fare cose per tutti e quella di opporsi con tanto di specifica applicazione sui problemi, sugli atti e le leggi, con tanto di valutazioni di merito.

Ad amministrare, alla fin fine, si ha l’impressione siano i dirigenti che, dall’alto della loro esperienza dirigono anche l’attività politica, alla solita maniera, però, cioè in modo asintomatico, inespressivo, mediocre.

Non un sussulto che scuota la potentinità, che indichi una strada da perseguire tutti con orgoglio per arrivare a una meta precisata, che sia il frutto di una visione politica e che non si fermi all’arco della settimana.

Andrebbe per esempio ripreso il tema di Potenza città metropolitana, inteso nel senso di un comprensorio che discuta come unico protagonista dei destini futuri. Assurdo che comuni come Potenza, Vaglio, Tito, Pignola, per esempio, non collaborino per studiare il futuro di un territorio che li vede fianco a fianco, giorno per giorno. Assurdo che comuni come quelli indicati, o anche altri, non si mettano assieme per sfruttare opportunità, per esempio, come quelle offerte dalle Zes.

Anche la nuova normativa sulla sicurezza nelle città andrebbe affrontata, innanzitutto affrontata finalmente, invece tutto tace, ma andrebbe valutata la possibilità di studiarla di concerto, laddove possibile. Assurdo continuare a pensare a Potenza e alle realtà limitrofe come entità autonome l’una dall’altra. Potenza dipende dai comuni limitrofi e questi da Potenza in maniera importante. Ormai un’opera pubblica va progettata con riferimenti più ampi, perché l’opera pubblica di Potenza può e deve interessare e servire anche Tito e viceversa.

Sono degli esempi, se ne potrebbero fare altri mille. Ma nella nostra politica si pensa ad altro, per esempio a cosa ognuno farà da grande, o il prossimo anno o alle prossime elezioni, cercando di garantirsi un pugno di voti, semmai anche chiedendo le dimissioni del Sindaco perché ha scoreggiato. Il salto di qualità, garantito a ogni elezione, puntualmente non arriva. I giovani si dimostrano vecchi e i vecchi provano a fare i giovani. Ma sempre un acquario rimane.

Dario, Rocco e le Zes, dal Roma Cronache Lucane

Posted on 02. set, 2017 by in Amenità, Città di Potenza

Dario, Rocco e le Zes, dal Roma Cronache Lucane

-Rocco, cosa sono le Zes?

-Non so, Dario, vuoi che mi informi?

-Magari.

(Rocco smanetta sul cellulare)

-Pronto, sono l’assessore al ramo, per favore ditemi un po’, cosa sono le Zes? Non lo sapete? Ebbene informatevi!

In assessorato non ne sanno niente. Proviamo in regione?

-Sì, ma non dare l’idea che non lo sappiamo, mi raccomando.

-Fai fare a me.

(Rocco smanetta di nuovo sul cellulare e si chiude le narici con le dita per cambiare voce)

-Pronto? Sono l’assessore del Comune di Pescopagano. Abbiamo saputo delle Zes, potrebbe dirmi a chi si fa la domanda e se ci sono dei moduli prestampati?

(Dario sottovoce –sei bravissimo!)

-Ah no? Non ci sono moduli? Ma li preparerete, insomma il termine quando scade? Già tutto deciso? Ma, diamine, (Rocco nell’agitazione si libera il naso) potevate avvisare…… Come? ….. mi ha riconosciuto? Ma no, scherzavo, sì sono l’assessore al ramo …. Piaciuto lo scherzo? ….. Uh, ha riattaccato.

-Scemo! E siamo al punto di prima. Che figura.

-Dario rimedia tu. Chiama a Marcello.

(Dario smanetta a sua volta sul cellulare.)

-Caro Marcello, tutto a posto? E che mi dici di queste Zes? Ah, già tutto fatto? Lauria e Ferrandina? Ma a Potenza niente? Niente. Va bene così, certo, ci mancherebbe. Agli ordini, Marcello, per dire, eh eh. E tanti saluti alla signora.

Rocco, niente Zes per noi, ma il guaio è che ancora non sappiamo cosa sono. Ci tocca studiare. Dai prendi l’ultimo volume della Treccani.

-Subito, Dario.

 

Lauria, caput mundi, editoriale del Roma Cronache Lucane

Posted on 01. set, 2017 by in Argomenti, Città di Potenza, Regione Basilicata

Lauria, caput mundi, editoriale del Roma Cronache Lucane

Ma cosa sono le ZES?

Andiamo con ordine. A fine giugno del corrente anno, nonevèro, lo stato italiano partorisce un decreto legge per, udite udite, favorire la crescita economica del mezzogiorno.

Un polpettone di legge che regolamenta di tutto, dai rifiuti ai Patti per lo sviluppo, dalle Zes appunto all’Ilva, dall’imprenditoria giovanile alla semplificazione amministrativa.

Il decreto diventa legge solo ai primi di agosto.

Sono previsti decreti attuativi che disciplineranno le modalità di istituzione delle Zes e tutta la normativa diciamo di sostanza, come la durata delle Zes, l’accesso ai benefici ecc. ecc.

Le Zes comporteranno benefici di vario tipo, per esempio fiscale, a quelle aziende già operanti all’interno della Zes o che nasceranno dopo, purchè sia garantita una attività duratura nel tempo e varie altre quisquilie.

Le Zes possono essere formate da più territori, anche non contigui, e devono includere un’area portuale di quel tipo che in Basilicata non esiste.

La Zes, che verrà battezzata dallo Stato su proposta della Regione, vedrà un comitato di gestione dedicato alla sua amministrazione presieduto dal Presidente dell’Autorità portuale di riferimento.

Insomma qualcosa che sta per nascere, ma che allo stato rimane definita solo per grandi linee.

Ma la Basilicata, pur priva di porti, è già pronta. Neanche il tempo della conversione in legge, senza un decreto attuativo, senza norme specifiche che regolamentano iter e quant’altro, e la Basilicata si dimostra prima della classe avendo già individuato le sue belle aree Zes.

La Giunta, infatti, già il 4 agosto aveva le idee chiare: Ferrandina col porto di Taranto per riferimento e la località Galdo di Lauria con riferimento il porto di Salerno o Napoli. Un record o quasi.

Roba da strabuzzare gli occhi per cotanta tempestiva operosità.

La Campania e la Puglia non risultano consultate, anche se vien da pensare che dovendo presiedere attraverso le loro Autorità portuali i comitati di amministrazione, forse qualcosa avrebbero da dire. Così come non è chiaro se uno stesso porto possa servire più Zes, nel qual caso immagino che la Campania possa preferire una Zes campana, appunto, ma queste sono cose secondarie, diamine.

Il criterio di scelta bisogna immaginare sia stato ideato esclusivamente dalla Giunta o da Pittella, viste le lamentele in giro e la evidente rapidità dell’azione.

Le zone identificate devono avere fra di loro un nesso economico funzionale, che immagino si estenda al porto di riferimento.

Ebbene quale nesso economico funzionale colleghi Lauria a Salerno è difficile da intuire ma tant’è.

Qualcuno comincia a lamentarsi seriamente, perché la creazione delle Zes dovrebbe inserirsi in un piano strategico di sviluppo ragionato, condiviso, concordato, tiè, approvato da qualcuno. Ma non c’era tempo, diamine. I decreti attuativi dovrebbero essere scritti entro i primi di ottobre, quindi meglio sbrigarsi, conviene essere i primi a proporsi, come alle biglietterie dei concerti, dove si arriva anche il giorno prima.

Tito o altri comuni potranno aspettare che altre zone possano svilupparsi meglio e prima, soprattutto con i benefici fiscali e amministrativi che saranno previsti.

Lauria è un noto polo industriale lucano, nonevèro, lo sappiamo, forse il più grande, hihi, con marcata vocazione produttiva, come ha riferito la Giunta (sic!) e il governatore è di Lauria, oltre a essere lo Ze(u)s di Basilicata. A marzo potrebbe essere destinato ad altri incarichi. Meglio darsi da fare. Del resto mettere le mani avanti non costa niente, diamine.

Una lettura maliziosa? Come no, ma se studiassimo a fondo l’articolo quinto, quello del chi tiene in mano ha vinto, tanto maliziosa non sembrerebbe. Ma aspettiamo le motivazioni della scelta che, come per una sentenza, forse arriveranno dopo la decisione estiva. Fra i sindaci lucani si è sentita solo la voce del Sindaco di Tito per protestare per la mancanza di strategie condivise o per l’esclusione. Gli altri hanno taciuto. Ad agosto hanno altro da pensare. Vero De Luca?

 

 

 

 

 

Dal Roma Cronache Lucane, la saga di Dario e Rocco, il campionato di calcio

Posted on 28. ago, 2017 by in Amenità, Città di Matera, Città di Potenza

Dal Roma Cronache Lucane, la saga di Dario e Rocco, il campionato di calcio

-Rocco, mi hanno detto che è cominciato il campionato di calcio.

-Sì, è cominciato, e già c’è un big macth: Inter-Roma.

-Ah, l’Inter è la tua squadra.

-Sì, nerazzurro fino alla morte.

-Per mille bicchieri di rum.

-E tu Dario per chi tifi?

-Ma per gli undici leoni!

-Vabbè, pure io, dico di squadre di serie A.

-Perché gli undici leoni non giocano in A?

-Seeee, buonanotte.

-Ah no? Pensavo che quest’anno finalmente battevamo la Juve, sai, mi dicono che siamo forti.

-Dario devi sceglierti una squadra di serie A.

-Va bene, scelgo ….. vediamo ….. mumble …… mumble …… il Matera, dai, rimaniamo pur sempre lucani.

-Ssssssshhhhhhhh, non ti far sentire, ma sei impazzito. E poi il Matera non gioca in serie A, figurati.

(Rocco comincia a canticchiare “chi non salta materano è”, ma entra, inaspettato il consigliere Alessandro)

-Chi tifa per il Matera?

(Rocco e Dario si guardano senza parlare, Alessandro alza la voce)

-CHI TIFA PER IL MATERA?

(Rocco e Dario all’unisono indicandosi reciprocamente col dito indice)

-Lui!

-Bene! Chiederò le dimissioni immediate!

(Rocco e Dario rimangono soli)

-Ok, da oggi lezioni, caro Dario. Ripetimi la formazione dell’attacco raffica.

-Sì, dunque …. Ducati, Vaini ….. Facchetti …

-Sbagliato, ripeti daccapo.

-Allora, Sarti, Vaini Merkuza …

-Sbagliato, ripeti.

-Buffon, Guarnieri, Picchi ….

-Ripeti.

-Uffa, voglio Furia.

-Ho detto ripeti!!!!

Risparmiamo su pane e pasta ma non sull’amaro! Editoriale del Roma Cronache Lucane

Posted on 23. ago, 2017 by in Città di Potenza, Regione Basilicata

Risparmiamo su pane e pasta ma non sull’amaro! Editoriale del Roma Cronache Lucane

Perché noi si abbia una idea completa di come si tutelano ambiente e sicurezza, è sufficiente dare ascolto alle lamentele che provengono in questi giorni dalla Polizia Penitenziaria e dai Vigili del Fuoco di Potenza.

Entrambi i corpi parrebbero allo stremo, a sentire le loro voci sindacali, e non è difficile crederci.

L’emergenza incendi, infatti, pare abbia palesato una organizzazione buona per un agosto al polo, dove è difficile accendere anche soltanto un falò, non altrove, giammai lì dove temperature, delinquenti e alberi si sono dati un mortale appuntamento. Il famoso buon padre di famiglia,  accumulata tanta esperienza e dopo aver fatto il militare a Cuneo, avrebbe previsto ferie diversificate o programmato rientri immediati, per sopperire agli immaginabili straordinari, dalle nostre parti pare né l’uno, né l’altro, in un festival dell’approssimazione di rara perfezione.

Il controcanto, come dicevo, arriva dalla Polizia Penitenziaria, che lamenta turni gravosi e fuori regola, orari impossibili e altre variegate doglianze, tutte, per la verità, meritevoli di attenzione.

Sapevamo già che ciclicamente, Polizia e Carabinieri, lamentano budget sempre minori, oltre a vere e proprie carenze di mezzi e personale, il tutto condito con stipendi, pare, mediocri.

Di che stare allegri, dai. Lo Stato si è fatto seriamente carico di tutelarci e lo fa alla grande, riuscendo a spendere sempre meno, magicamente.

Il costo delle opere pubbliche, si sa, in Italia è il più alto d’Europa, e non perché si usa l’oro al posto dell’acciaio e i bulloni sono abbelliti con brillanti, macché, solo perché v’è il sovrapprezzo della corruzione, della cattiva burocrazia e della inefficienza. Su queste voci, il nostro previdente e sapiente Stato, aveva pensato di porre rimedio, almeno parzialmente, unificando gli acquisti attraverso la Consip. Sappiamo bene in quale stato vegeta l’ente e come sia attenzionato dalla magistratura, per poter concludere che accentrando gli acquisti si sia accentrata anche la corruzione. In fondo perché far guadagnare tante persone illecitamente regione per regione, ente per ente, meglio che a raggranellare il gruzzoletto siano in pochi, ben sistemati a Roma.

Questo per dire che se si risparmia sulle necessità primarie, non può poi sprecarsi tanto danaro a beneficio di malfattori, senza intervenire seriamente. Cosa, invero, abbastanza semplice anche in Italia, patria dell’imbroglio, dell’imboscamento e della tangente.

Ecco basterebbe inserire una persona onesta in ogni organismo e farla lavorare serenamente. Un onesto si accorge immediatamente delle manovre illecite, ne sente l’odore e non le sopporta. Quindi denuncia. Ora il problema è che finora i pochi onesti in azione sono stati isolati, ghettizzati, depotenziati, dai disonesti o dagli omertosi.

Accade come quando un lavoratore si trova in una squadra di sfaticati, dopo un pò scoppia e comincia a protestare, quindi viene fatto fuori dalla maggioranza.

Dicevo, quindi, basta metterci un onesto e coprirgli le spalle, farà tutto lui, poi basterà raccogliere i frutti.

Ma mi rendo conto che oltre a essere troppo complicato, alla fine non guadagnerebbero più alcun extra i furboni del quartierone, e quindi, ok, tagliatemi i finanziamenti ai vigili del fuoco, alle guardie penitenziarie, alla sanità e a quello che veramente serve, ma non toccatemi gli appalti, quelli mai.

 

La saga di Dario e Rocco, Il ponte e Rumore, dal Roma Cronache Lucane

Posted on 19. ago, 2017 by in Amenità, Città di Potenza

La saga di Dario e Rocco, Il ponte e Rumore, dal Roma Cronache Lucane

-Rocco! Ma non dovevi essere al mare?

-Avevo qualche altra cosa da fare, Dario.

-Si, come andare in TV a pavoneggiarti per il MIO ponte sul Basento.

-Dario, ma quale tuo! E comunque bada che ho detto che in due o tre mesi il ponte è transitabile. Vedi di non farmi fare cattiva figura.

-E che devo fare io?

-Chiama Marcello e raccomanda la pratica.

-Uh! Non è meglio aspettare settembre?

–Meglio non perdere tempo.

-Ma non ho credito sul cellulare.

-Sai Dario, a volte penso che non è per te.

-Cosa Rocco?

-La politica. Dario sai, bisogna sapersi muovere.

-perché io non so farlo? Guarda!

(Dario manda un pezzo di Raffaella Carrà, Rumore, e comincia a ballare)

-Caspita ci sai fare davvero, aspetta (anche Rocco comincia a ballare)  … e io come vado?

-Caspita pure tu sei bravo.

-Che coppia che siamo.

-Magnifica.

Toh! I turisti. Editoriale del Roma Cronache Lucane

Posted on 17. ago, 2017 by in Amenità, Città di Matera, Città di Potenza, Regione Basilicata

Toh! I turisti. Editoriale del Roma Cronache Lucane

Avvistati gruppi di turisti a Potenza. Il fenomeno, fin troppo usuale a Matera, nel capoluogo di regione è raro e, a memoria di potentino, è sempre stato un lusso per pochi eletti poter dare una indicazione a un forestiero.

Ragion per cui i pochi fortunati, quest’anno in felice aumento, postano increduli ma felici le loro emozioni su facebook, dopo aver assaporato l’esperienza di indicare la strada per il Duomo.

A Matera, dicevamo che, invece, il fenomeno della presenza dei turisti ha toccato apici che solo l’isola di Capri finora aveva toccato. Tanto che qualcuno comincia a lamentarsi di una persa intimità; incontrare un materano è diventata cosa difficile e c’è chi pensa a luoghi deputati alla frequentazione esclusiva di residenti, come bar, ristoranti o sale per fumatori.

L’ospitalità che offre il potentino, però, è di gran lunga superiore a quella degli altri centri di interesse turistico. Sarà il bisogno di sentirsi considerati, sarà il piacere dell’altrui curiosità per le nostre cose, da noi sempre maltrattate quasi fossero proprietà di un popolo alieno, a Potenza c’è abbondanza di gentilezza e cortesia, da destinare, evidentemente, solo ai turisti, perché fra di noi vigono sempre modi poco urbani, per qualcuno dovuti al clima, per altri al trauma dello sbarco dei turchi di qualche secolo fa.

Quindi, mentre al turista si dispensano volentieri sorrisi e garbate raccomandazioni, le macchine continuano a sostare in doppia fila se sol si deve gustare un caffè alla controra.

In regione abbiamo esempi, però, di coerente chiusura al forestiero, con modi di fare rudi che finiscono per essere apprezzati come dote di comunità tradizionalmente chiuse, ostili, ma sincere.

Accade sulla costa tirrenica, dove il turismo data qualche anno in più del resto del territorio lucano, ma cionondimeno non ha intenerito i cuori dei locali i quali sdegnosamente accettano i guadagni del turismo senza cedere a svenevolezze.

Dall’incredulità potentina, alla sufficienza materana, per finire alla dichiarata ostilità marateota.

Per il resto abbiamo una costa ionica già più usa al turismo e un interno o totalmente e storicamente impreparato, basti pensare ai laghi di Monticchio o alle piste della Sellata, o più evoluto grazie anche alla notorietà portata da qualche regista che, nel dipingerci più o meno come zotici montanari, ha però fatto intravedere, bontà sua, un animo gentile.

Insomma è una Basilicata che finalmente si propone al mondo non avendo ancora i mezzi necessari e probabilmente competenze e cultura di riferimento.

Per esempio la politica sta a guardare passiva senza neanche prevedere un progetto di coerenza turistica. I punti di interesse non sono collegati fra di loro, mentre invece lo potrebbero essere con piste ciclabili e strade dignitose. Penserei anche a treni regionali, ma sto fantasticando se non farneticando proprio.

Quindi continuiamo a vivere alla giornata, chissà non ci pensi Eni a darci una regolata, invece di depredarci senza obiettivi ritorni. Quanto ai politici, questi sono, immaginarne di migliori, con lo sbarramento intellettivo e caratteriale in atto da decenni nei partiti, in ossequio a una meritocrazia alla rovescia che funziona magnificamente, è pura utopia.

Ma le utopie servono a produrre idee, quindi sognare non solo non guasta, ma inventarsene qualcuna può addirittura far bene.

Vigili per una notte, editoriale del Roma Cronache Lucane

Posted on 15. ago, 2017 by in Amenità, Città di Potenza

Vigili per una notte, editoriale del Roma Cronache Lucane

Qualcuno la chiama autotutela amministrativa, cioè il porre riparo a un errore che si è commesso, su sollecitazione dell’interessato o motu proprio. Quindi il presupposto è un errore amministrativo. Eliminando l’errore si deve porre grande attenzione alla motivazione, altrimenti si possono spacciare per errori anche soltanto i cambiamenti di umore.

Gli atti di autotutela non sono frequenti, altrimenti avremmo amministrazioni da biliardo o da flipper, cioè da bar e non serie istituzioni contraddistinte da obiettivi pubblici magistralmente perseguiti.

Al Comune di Potenza ci hanno abituato a tutto. In questo agosto va di scena anche l’assunzione lampo, cioè quella che si consuma in poche ore, diciamo quella che finisce dopo il suo annuncio e ben prima di cominciare.

Sarà stato un caso di autotutela, quella di cui sopra.

Certo, può accadere di commettere un errore, diamine, chi non ne commette, ma siamo ancora in attesa di un periodo, anche breve, senza che il comune di Potenza ne faccia uno.

Ma analizziamo l’accaduto col sorriso che compete a un potentino dissestato, dopo che terremotato e appetroliato (da vino o da petrolio poco cambia, dove non arriva il primo c’è posto per il secondo).

Due vigili sono stati assunti come tali, ma prima ancora di consegnargli la divisa sono stati avvisati del fatto che “noi ci eravamo sbagliati, fate finta di niente e godetevi il ferragosto”. Questo il fatto.

L’ordine e il contrordine devono necessariamente avere due responsabili diversi, quindi due centri dell’amministrazione che la pensano diversamente. Il secondo sicuramente più importante del primo se, come accaduto, può porre nel nulla la volontà del primo.

Proviamo a indovinare. Il dirigente assume e il sindaco revoca? Può essere, diciamo almeno fuocherello.

La scusa ufficiale, alias motivazione, della revoca è che non è saggio assumere due vigili prima di aver scelto chi li deve comandare. Quasi che la pianta organica dipenda dalla volontà del capo dei vigili e non dall’organo politico o amministrativo. Poi, se c’è una pianta organica e tanto di autorizzazione ministeriale, necessaria dopo il dissesto, a cosa serve l’illuminato parere del futuro capo della polizia municipale? Domande senza risposta che aprono scenari inquietanti sulla titolarità della autorità amministrativa o che nascondono una confusione amministrativo-politica di non poco conto.

È il nuovo corso, tanto speciale da far quasi rimpiangere quello vecchio, nei confronti del quale avevamo consumato fiato e inchiostro per parlarne male. Nel mio piccolo credo che l’agire amministrativo non debba mai cedere all’impulso, dovendo trovare la sua base necessariamente e sempre nelle norme e in una programmazione che non cambia dal mattino alla sera. Ragion per cui sia il primo provvedimento che il secondo devono risultare quali momenti finali di  procedimenti amministrativi, non di scatti umorali di tizio anziché caio.

Talchè vengono i brividi a immaginare i due procedimenti amministrativi tanto in contrasto da far pensare a veri e propri studi di base diversi, approcci giuridici contrastanti e scelte contrapposte. Possiamo concludere che il Comune di Potenza è una squadra compatta, disciplinata, che riconosce in giunta e sindaco il massimo dell’Autorità. Franti, in Cuore di De Amicis avrebbe riso e di gusto. Ridiamoci su anche noi, non potendo fare altrimenti, con tutta la solidarietà per i due vigili per un giorno, vittime dell’improvvisazione amministrativa del nuovo corso potentino.

<ul><li><strong>woo_feat_page</strong> - </li><li><strong>woo_inc_feat_page</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_feat_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_uploads</strong> - a:3:{i:0;s:75:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/5-safe_image.png";i:1;s:72:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/4-Luciano.jpg";i:2;s:69:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/3-logo.png";}</li><li><strong>woo_show_featured</strong> - true</li><li><strong>woo_textlogo</strong> - false</li><li><strong>woo_gravatar</strong> - true</li><li><strong>woo_contactme</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_bio</strong> - </li><li><strong>woo_twitter</strong> - </li><li><strong>woo_highlights_tag</strong> - potenza</li><li><strong>woo_highlights_tag_amount</strong> - 6</li><li><strong>woo_featured_tag</strong> - </li><li><strong>woo_featured_tag_amount</strong> - 4</li><li><strong>woo_highlights_show</strong> - true</li><li><strong>woo_also_slider_enable</strong> - true</li><li><strong>woo_slider_heading</strong> - Sul Blog si parla ancora di...</li><li><strong>woo_recent_archives</strong> - #</li><li><strong>woo_excerpt_enable</strong> - false</li><li><strong>woo_contact_page_id</strong> - </li><li><strong>woo_featured_image_dimentions_height</strong> - 371</li><li><strong>woo_featured_sidebar_image_dimentions_height</strong> - 78</li><li><strong>woo_hightlights_image_dimentions_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_video_browser_init</strong> - 5</li><li><strong>woo_slider_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_slider_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_automate_slider</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page</strong> - false</li><li><strong>woo_home_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_page_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_blog_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_also_slider_image_dimentions_height</strong> - 144</li><li><strong>woo_single_post_image_width</strong> - 280</li><li><strong>woo_single_post_image_height</strong> - 380</li><li><strong>woo_archive_page_image_width</strong> - 200</li><li><strong>woo_archive_page_image_height</strong> - 220</li><li><strong>woo_themename</strong> - The Journal</li><li><strong>woo_shortname</strong> - woo</li><li><strong>woo_manual</strong> - http://www.woothemes.com/support/theme-documentation/the-journal/</li><li><strong>woo_alt_stylesheet</strong> - brown_boxed.css</li><li><strong>woo_logo</strong> - http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/5-safe_image.png</li><li><strong>woo_custom_favicon</strong> - </li><li><strong>woo_google_analytics</strong> - <script type=\"text/javascript\">

  var _gaq = _gaq || [];
  _gaq.push([\'_setAccount\', \'UA-703470-4\']);
  _gaq.push([\'_trackPageview\']);

  (function() {
    var ga = document.createElement(\'script\'); ga.type = \'text/javascript\'; ga.async = true;
    ga.src = (\'https:\' == document.location.protocol ? \'https://ssl\' : \'http://www\') + \'.google-analytics.com/ga.js\';
    var s = document.getElementsByTagName(\'script\')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s);
  })();

</script></li><li><strong>woo_feedburner_url</strong> - </li><li><strong>woo_custom_css</strong> - </li><li><strong>woo_home_top</strong> - About</li><li><strong>woo_home_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_page_ex</strong> - </li><li><strong>woo_popular</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_content</strong> - false</li><li><strong>woo_content_archives</strong> - false</li><li><strong>woo_resize</strong> - true</li><li><strong>woo_auto_img</strong> - true</li><li><strong>woo_home_width</strong> - 197</li><li><strong>woo_home_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_thumb_width</strong> - 75</li><li><strong>woo_thumb_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_cat_nav_1</strong> - false</li><li><strong>woo_ads_rotate</strong> - true</li><li><strong>woo_ad_image_1</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_ad_url_1</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_2</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_ad_url_2</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_3</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_ad_url_3</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_4</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_4</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_5</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_5</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_6</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_6</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_archive_content</strong> - false</li><li><strong>woo_search_content</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_menu</strong> - false</li><li><strong>woo_portfolio_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_port_in_nav</strong> - false</li><li><strong>woo_port_prev_title</strong> - Thumbnails</li><li><strong>woo_port_prev_ins</strong> - Click on images below to load a larger preview.</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_a</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_a</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_a</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_b</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_b</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_b</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_c</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_c</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_c</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_d</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_d</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_d</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_minifeat_height</strong> - 110</li><li><strong>woo_nav_exclude</strong> - </li><li><strong>woo_scroller_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_about_header</strong> - </li><li><strong>woo_about_text</strong> - </li><li><strong>woo_about_button</strong> - </li><li><strong>woo_button_link</strong> - </li><li><strong>woo_about_photo</strong> - </li><li><strong>woo_cat_box_1</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_1_image</strong> - </li><li><strong>woo_blog_navigation</strong> - false</li><li><strong>woo_blog_subnavigation</strong> - false</li><li><strong>woo_blog_permalink</strong> - </li><li><strong>woo_blog_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_featured_posts</strong> - 2</li><li><strong>woo_ad_header</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_header_code</strong> - </li><li><strong>woo_ad_header_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/468x60a.jpg</li><li><strong>woo_ad_header_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_top</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_top_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_top_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/468x60a.jpg</li><li><strong>woo_ad_top_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_content</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_content_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_content_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/728x90a.jpg</li><li><strong>woo_ad_content_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_300_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_300_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/300x250a.jpg</li><li><strong>woo_ad_300_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_blog_cat_id</strong> - </li><li><strong>woo_the_content</strong> - true</li><li><strong>woo_ad_mpu_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_3col_height</strong> - 150</li><li><strong>woo_ad_footer_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_cat_color_1</strong> - </li><li><strong>woo_pf_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_home_normal</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_portfolio_image_width</strong> - </li><li><strong>woo_portfolio_image_height</strong> - </li><li><strong>woo_posts_image_width</strong> - </li><li><strong>woo_posts_image_height</strong> - </li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_1</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_1</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_2</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_2</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_3</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_3</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_4</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_4</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_enable_all_category</strong> - false</li><li><strong>woo_bgr</strong> - darkblue.css</li><li><strong>woo_right_sidebar</strong> - true</li><li><strong>woo_archives</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_layout</strong> - blog.php</li><li><strong>woo_other_entries</strong> - 6</li><li><strong>woo_other_headlines</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_nav_footer</strong> - true</li><li><strong>woo_box_colors</strong> - </li><li><strong>woo_about</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_more1_ID</strong> - </li><li><strong>woo_more1_link</strong> - Click here for more info</li><li><strong>woo_more1_url</strong> - </li><li><strong>woo_more2_ID</strong> - </li><li><strong>woo_more2_link</strong> - Click here for more info</li><li><strong>woo_more2_url</strong> - </li><li><strong>woo_highlight_url</strong> - </li><li><strong>woo_cat_ex</strong> - </li><li><strong>woo_highlight_text</strong> - </li><li><strong>woo_feedburner_id</strong> - Feedburner ID</li><li><strong>woo_home_link</strong> - true</li><li><strong>woo_home_link_text</strong> - Home</li><li><strong>woo_home_link_desc</strong> - </li><li><strong>woo_header_layout</strong> - about.php</li><li><strong>woo_about_bio</strong> - </li><li><strong>woo_about_gravatar</strong> - </li><li><strong>woo_about_readmore</strong> - </li><li><strong>woo_ad_header_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_main</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_footer</strong> - </li><li><strong>woo_featured_layout</strong> - large_no_ad.php</li><li><strong>woo_ad_block_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_block_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-300x250-1.gif</li><li><strong>woo_ad_block_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_related</strong> - true</li><li><strong>woo_image_width</strong> - 430</li><li><strong>woo_image_height</strong> - 170</li><li><strong>woo_feat_alt_width</strong> - 130</li><li><strong>woo_feat_alt_height</strong> - 85</li><li><strong>woo_image_single</strong> - false</li><li><strong>woo_single_width</strong> - 180</li><li><strong>woo_single_height</strong> - 120</li><li><strong>woo_ad_content_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_homepage_image_link</strong> - false</li><li><strong>woo_footer_left</strong> - </li><li><strong>woo_inc_footer_left</strong> - false</li><li><strong>woo_footer_right</strong> - </li><li><strong>woo_inc_footer_right</strong> - false</li><li><strong>woo_minifeat_width</strong> - 218</li><li><strong>woo_pages_ex</strong> - </li><li><strong>woo_breadcrumbs</strong> - false</li><li><strong>woo_features_page</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_featured_tabs</strong> - </li><li><strong>woo_featured_category</strong> - Città di Potenza</li><li><strong>woo_featured_entries</strong> - 10</li><li><strong>woo_4col_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_flickr_id</strong> - </li><li><strong>woo_flickr_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_asides_category</strong> - Sport</li><li><strong>woo_asides_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_ad_page</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_home_arc</strong> - false</li><li><strong>woo_tabs</strong> - false</li><li><strong>woo_popular_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_comment_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_video_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_content_feat</strong> - true</li><li><strong>woo_home_thumb_width</strong> - 247</li><li><strong>woo_home_thumb_height</strong> - 92</li><li><strong>woo_ad_top_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_250_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_250_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-250x250.gif</li><li><strong>woo_ad_250_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_flickr_url</strong> - Flickr URL</li><li><strong>woo_2col_height</strong> - 200</li><li><strong>woo_1col_height</strong> - 200</li><li><strong>woo_block_image</strong> - http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/themes/livewire/images/300x250.gif</li><li><strong>woo_block_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_port_images</strong> - false</li><li><strong>woo_all_category_title</strong> - Categories</li><li><strong>woo_home_layout</strong> - 3_columns.php</li><li><strong>woo_archive_layout</strong> - 3_columns.php</li><li><strong>woo_show_carousel</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_home</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_mpu_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_mpu_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_mpu_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/300x250a.jpg</li><li><strong>woo_author</strong> - true</li><li><strong>woo_home_one_col</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_image_width</strong> - 540</li><li><strong>woo_feat_image_height</strong> - 195</li><li><strong>woo_thumb_image_width</strong> - 75</li><li><strong>woo_thumb_image_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_single_image_width</strong> - 100</li><li><strong>woo_single_image_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_post_size</strong> - false</li><li><strong>woo_single_thumb</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_footer_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_footer_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-468x60-2.gif</li><li><strong>woo_twitter_enable</strong> - true</li><li><strong>woo_twitter_username</strong> - woothemes</li><li><strong>woo_about_enable</strong> - false</li><li><strong>woo_enable_blog_category</strong> - false</li><li><strong>woo_mid_exclude</strong> - </li><li><strong>woo_email</strong> - </li><li><strong>woo_vidpage</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_video_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_thumb_width</strong> - </li><li><strong>woo_cat_thumb_height</strong> - </li><li><strong>woo_home_title</strong> - Latest from my blog...</li><li><strong>woo_portfolio_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_portfolio_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_portfolio_resizer</strong> - false</li><li><strong>woo_twitter_user</strong> - </li><li><strong>woo_flickr</strong> - </li><li><strong>woo_delicious</strong> - </li><li><strong>woo_digg</strong> - </li><li><strong>woo_facebook</strong> - </li><li><strong>woo_linkedin</strong> - </li><li><strong>woo_lastfm</strong> - </li><li><strong>woo_youtube</strong> - </li><li><strong>woo_stumble</strong> - </li><li><strong>woo_content_home</strong> - false</li><li><strong>woo_content_archive</strong> - false</li><li><strong>woo_ads_inner_content</strong> - true</li><li><strong>woo_blog_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_home_secondary</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_mid_1</strong> - false</li><li><strong>woo_menupages</strong> - </li><li><strong>woo_intro</strong> - </li><li><strong>woo_featpages</strong> - </li><li><strong>woo_ex_featpages</strong> - true</li><li><strong>woo_featheight</strong> - </li><li><strong>woo_addblog</strong> - false</li><li><strong>woo_blogcat</strong> - </li><li><strong>woo_catmenu</strong> - false</li><li><strong>woo_about_button_1</strong> - </li><li><strong>woo_content_left</strong> - false</li><li><strong>woo_content_mid</strong> - false</li><li><strong>woo_image_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_not_mpu</strong> - false</li><li><strong>woothemes_settings</strong> - a:0:{}</li><li><strong>woo_button_link_1</strong> - </li><li><strong>woo_about_button_2</strong> - </li><li><strong>woo_button_link_2</strong> - </li><li><strong>woo_carousel_header</strong> - </li><li><strong>woo_scroller_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_thumbnail_1</strong> - </li><li><strong>woo_featured_1</strong> - </li><li><strong>woo_featured_1_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_2</strong> - </li><li><strong>woo_featured_2</strong> - </li><li><strong>woo_featured_2_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_3</strong> - </li><li><strong>woo_featured_3</strong> - </li><li><strong>woo_featured_3_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_4</strong> - </li><li><strong>woo_featured_4</strong> - </li><li><strong>woo_featured_4_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_show_mostcommented</strong> - false</li><li><strong>woo_logo_left</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_nav</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_list</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_ex_cat_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_list_footer</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_box_footer_1</strong> - false</li><li><strong>woo_image_archives</strong> - false</li><li><strong>woo_archive_width</strong> - 140</li><li><strong>woo_archive_height</strong> - 90</li><li><strong>woo_ad_300</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_300_bot</strong> - false</li><li><strong>woo_exclude_pages</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_cats</strong> - </li><li><strong>woo_steps</strong> - Select Format:</li><li><strong>woo_contact</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_blog</strong> - false</li><li><strong>woo_tabber</strong> - false</li><li><strong>woo_show_mpu</strong> - false</li><li><strong>woo_show_ad</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_below_image</strong> - /images/ad468.jpg</li><li><strong>woo_ad_below_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_code</strong> - </li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-728x90-2.gif</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_alt_colours</strong> - default.css</li><li><strong>woo_aboutlink</strong> - </li><li><strong>woo_side_image</strong> - /styles/clean-light/images/ad-120x240.jpg</li><li><strong>woo_side_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ads</strong> - false</li><li><strong>woo_disclaimer</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_subnav</strong> - </li><li><strong>woo_subnav</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_width</strong> - 280</li><li><strong>woo_feat_height</strong> - 210</li><li><strong>woo_smallthumb_width</strong> - 56</li><li><strong>woo_smallthumb_height</strong> - 42</li><li><strong>woo_homepage</strong> - layout-default.php</li><li><strong>woo_slider</strong> - false</li><li><strong>woo_tabber_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_tabber_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page_left</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page_left</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page_right</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page_right</strong> - false</li><li><strong>woo_mag_featured</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_mag_secondary</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_blog_navigation_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_embed</strong> - false</li><li><strong>woo_home_featured</strong> - true</li><li><strong>woo_home_content</strong> - false</li><li><strong>woo_get_image_width</strong> - 190</li><li><strong>woo_get_image_height</strong> - 142</li><li><strong>woo_ad_200_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_200_image</strong> - </li><li><strong>woo_ad_200_url</strong> - </li></ul>