Wednesday, 22nd November 2017

Santa Messa e campagna elettorale

Posted on 03. nov, 2017 by in Argomenti, Città di Potenza, Politica nazionale, Regione Basilicata

Santa Messa e campagna elettorale

La campagna elettorale entra in chiesa. A mergine della Santa Messa i candidati preferiti dal parroco possono fare il loro bel comizio ai fedeli, appena comunicati, quindi confessati, pronti, puliti, aperti a recepire le istruzioni elettorali.

È accaduto a Palermo, ma il vezzo potrebbe espandersi a macchia d’olio. Si arriverà a una distribuzione delle parrocchie secondo quote proporzionali, secondo il manuale Cencelli, o soltanto secondo l’orientamento politico del Parroco o del Vescovo? Chissà. Attoniti aspettiamo gli sviluppi.

Ma che a inaugurare il nuovo metodo sia stato il PD, la dice lunga sulle propaggini che questo partito mantiene nella società.

Roba che presto ce li troveremo al catechismo o alla riunione condominiale. Dicono sia la nuova frontiera della fede o della politica. Vedremo.

Che roba di loro, però.

Autonomisti della Lucania a rapporto!, editoriale del Roma di Basilicata

Posted on 09. ott, 2017 by in Commenti, Regione Basilicata

Autonomisti della Lucania a rapporto!, editoriale del Roma di Basilicata

Magari potremmo invocare l’autonomia anche noi lucani. Che ci manca? Abbiamo tutto, finanche una barriera naturale anti-invasione realizzata attraverso la non edificazione di strade e ferrovie. Col petrolio potremmo dare sfogo a una atavico complesso di povertà sfrenandoci nell’acquisto di ville a Maratea, appartamentino per partorire idee letterarie a Castelmezzano, suv e abiti su misura e gioielli alle signore.

Poi potremmo sbizzarrirci con stipendi tripli rispetto al resto del mondo, orario di lavoro ridotto e sussidio ai pensatori che non possono certo perder tempo con un lavoro normale.

In fondo siamo una popolazione piccola, facile farla star bene, basta evitare di regalare il petrolio a chi ce lo paga con malattie e sporcizia, far pagare le tasse a chi ha stabilimenti qui da noi e pochi altri accorgimenti.

Strano che a nessuno sia venuto seriamente in testa.

Un bel movimento autonomista, quello dei due mari, delle due province, delle quattro strade e dei quattro comitatini.

Il problema sarebbe quello di rendere consapevoli i lucani, al fine di una loro adesione convinta, che non paga star dietro al politico di turno, che poi questi turni non finiscono mai, estendendosi, per qualcuno, anche agli eredi, e che il futuro è solo nelle loro mani.

Non corriamo il rischio, come Barcellona o la Gran Bretagna, della fuga delle banche, chè già se ne vanno ora, assieme a uffici e direzioni regionali. Non corriamo il rischio di una uscita dal contesto europeo, chè già non ne facciamo parte. Insomma rischi zero e poi vi assicuro che ricchi come arabi, saremmo corteggiati da lobbies e finanzieri, evasori e imprenditori. E sì, perchè potremmo abbattere il carico fiscale, avere ospedali all’avanguardia e offrire tutela sanitaria a 5 stelle a tutti. Diventeremmo una meta ambita dove trascorrere la vecchiaia per ricchi pensionati, offrendo tartufo, aglianico e sciccherie del genere, con tanto di belleze naturali e simpatica accoglienza.

Già. Noi potremmo farlo.

Il problema è, però, che ci sentiamo lucani così come ci sentiamo italiani, cioè solo allo stadio; che, in dondo, rispettiamo la nostra terra come rispettiamo un cane randagio con la rogna; che ci scegliamo i nostri rappresentanti in maniera acritica, indotta e utilitaristica (un voto per una raccomandazione); che abbiamo come meta del nostro sguardo la punta del nostro naso o al più quella del naso della famiglia; che, un pò saccenti e presuntuosi, affrontiamo la vita e le responsabilità con superficiale pressappochismo. Insomma un senso di appartenenza alla nostra terra vero e proprio manca.

Ma forse è un bene, dai. Vuol dire che é fuori del nostro DNA, uno spinto spirito autonomistico, che ci sentiamo italiani, stiamo in fondo bene e che che cavolo ce ne frega a noi.

E quindi mentre il mondo è in subbuglio noi ci approntiamo ad accogliere candidature politiche che sanno di vecchio, con programmi stantii, copiati e ricopiati da non realizzare mai, i partiti si agitano per una candidatura lasciando spazio a quello che viene chiamato pragmatismo che è il primo nemico della politica, fatta di idee, progetti e visioni fantastiche, tutto il contrario cioè del pragmatismo che, sia chiaro, significa solo farsi li cazzi propri. Seraficamente disgraziati, per gradire.

Il controllo permanente di De Filippo e la Val d’Agri, editoriale del Roma di Basilicata

Posted on 25. set, 2017 by in Regione Basilicata

Il controllo permanente di De Filippo e la Val d’Agri, editoriale del Roma di Basilicata

Il web è inclemente, ha la memoria di cento elefanti e mette a dura prova soprattutto l’operato di amministratori e politici nel tempo.

Ecco, per esempio, cosa ha conservato, intatto, il web, a proposito di salute, politica e estrazioni petrolifere.

Nel 1998 veniva sottoscritto un protocollo d’intesa fra Eni e Regione Basilicata. Fra le altre cose prevedeva la realizzazione di un Osservatorio Ambientale che raccogliesse dati sul rapporto fra salute e attività estrattiva, uno strumento per operare nel rispetto delle regole minime attraverso la conoscenza dei possibili effetti sulla salute di elementi eventualmente inquinanti.

Bene. Previdenti e responsabili.

Dopo ponderata riflessione, approfondimenti culturali, scientifici, sociologici, durati quasi tredici anni, un periodo di tempo, cioè, tale da poter avere le idee ben chiare, la macchina da guerra della politica lucana fra squilli di tromba e rullo di tamburi, annunciò la nascita dell’Osservatorio Ambientale con sede nella Val d’Agri, più precisamente a Marsico Nuovo.

Nell’occasione non mancarono i nastri tricolori, che un De Filippo in splendida forma ci onorò di tagliare, telecamere, testate giornalistiche e gli immancabili proclami.

Il Dirigente Generale della Regione Viggiano parlò di raccolta di dati, loro messa a sistema e loro, udite udite, certificazione. L’assessore all’ambiente  Mancusi parlò di data storica per la Basilicata e il governatore De Filippo, poi assurto al governo, sempre ramo salute, parlò dell’Osservatorio come punto di forza per un “controllo permanente” dei dati sulla salute. Bene. Tutto a posto. Previdenti e responsabili.

Dando una occhiata al sito dell’Osservatorio, però, si può legge che la “sezione operativa” non è mai stata istituita e molte sezioni del sito sono rimaste in perenne aggiornamento.

Dell’Osservatorio facevano parte di diritto, sindaci, presidenti e governatore.

Di che stare tranquilli, insomma, ci pensa la politica e l’amministrazione a coprirci le spalle.

Poi, accade che, in questi giorni, a prescindere dai funerei presagi di molti e degli SOS di tanti altri, si scopre che l’attività estrattiva fa male alla salute, oh!, se fa male.

Sono passati 19 anni dal protocollo d’intesa Eni-Regione e sei dall’istituzione del “controllo permanente” di De Filippo, cioè dalla data storica del già assessore Mancusi.

Non so quanto sia costato l’Osservatorio, ma certo è che, senza incidere più di tanto, pare si sia trasformato in fondazione nel 2015, con soci la Regione Basilicata e il Comune di Viggiano e forse con obiettivi un tantino diversi da quelli originari.

L’utilità della Fondazione è sotto gli occhi di tutti. Pare che molto di recente si siano sprecati nel sottoscrivere ulteriori protocolli d’intesa con tizio e con caio, hanno creato il comitato scientifico, ma non hanno ancora emesso un solo dato o giudizio, pare.

Nel frattempo si muore in Basilicata. Ma questo è un dato assolutamente secondario, quasi irrilevante, a oggi, anche per la Procura della Repubblica, per la quale evidentemente, dopo anni di estrazione, è davvero impossibile capire se e quanto si inquini in Basilicata con le estrazioni.

Ora si grida all’immediata chiusura o quantomeno alle misure minime di sicurezza. Certo! Ma ho un’idea! Perché non si fa un bell’Osservatorio, quale controllo permanente, messa a sistema di dati, loro certificazione con una bella inaugurazione nastrotricoloremunita, telecamere proclami e sorrisi d’occasione? Così si morirà pure, ma almeno abbiamo fatto tutto il possibile. Un Osservatorio a quinquennio sono sicuro sia la prova indiscutibile che davvero di più non si poteva fare.

Centro democratico a chi???? Editoriale del Roma di Basilicata

Posted on 22. set, 2017 by in Politica nazionale, Regione Basilicata

Centro democratico a chi???? Editoriale del Roma di Basilicata

Centro democratico, quella formazione politica imponente, importante, nota al paese per le sue idee politiche nuove e coraggiose, fantasmagoriche, notoriamente sistemata nell’ambito del centro sinistra, fra Pisapia e una poltrona, Renzi e un assessorato, non ci sta. Lo ha detto a chiare lettere a Benedetto, l’assessore regionale lucano che dalle fila di quel partito ha scalato le vette regionali per poi sedere alla corte di Quagliariello, capo di un’altra imponente formazione politica che, sebbene costituita da chi alfanizzava nel centro sinistra, dopo aver discettato dai banchi del centro destra, ivi è tornata per conquistare il governo del paese, delle regioni, delle contrade e dei rioni.

Non ci sta, e lo ha anche detto a Pittella, al quale ha rivolto la impertinente domanda se continui a presiedere una giunta di centro sinistra o non più, vista, appunto, la presenza di Benedetto che nei fine settimana ha frequentazioni impossibili.

Il buon Pittella, che al Comune di Potenza appoggia addirittura un sindaco di destra, come da sua stessa dichiarazione, proveniente da destra ed eletto dalla destra, ha sorriso alla domanda come solo chi ha fatto il militare a Cuneo poteva.

Destra, sinistra, ma siamo ancora a questo punto? Deve aver pensato il governatore della regione più ricca d’Italia e nel contempo la più povera e inquinata, secondo un machiavellico disegno divino che ci sta mettendo alla prova della pazienza, della sopportazione e del sacrificio.

Deve aver riso di gusto, Pittella, poi deve aver rabbonito l’inquieto Benedetto con un paterno buffetto invitandolo a pensare al bene della Basilicata. Cosa che l’assessore ambidestro deve aver confuso col suo bene personale se fosse vero, come sembra, che stia già preparandosi un futuro da ancor più prima donna per conto del miglior offerente.

Del resto Alfano, ottimo maestro, ci ha insegnato che si può governare da una parte con tizio e da un’altra con caio, senza che un tanto scalfisca l’integerrima strategia politica del suo partito e dei suoi uomini. Quindi perchè Tabacci non la smette di cianciare e non si prende quello che arriva dai suoi uomini di punta, quando questi dimostrano una ubiquità di idee che li rende divini, immanenti, persistenti, icone della modernità, e perché no, anche simpatici e affascinanti?

Ma pare che Benedetto non ci sia rimasto bene,  “Cosa vogliono questi qui”? “Hanno dimenticato che mi sono “scocchiato”? Insomma pare abbia rinnegato l’appartenenza al Centro Democratico, sfoggiando una libertà politica e una insofferenza ai legami che lo rende quasi eroico.

Chissà se a destra, e dintorni, lo accoglierebbero a braccia aperte, come un Higuain qualsiasi proveniente dalle fila del più acerrimo avversario.

Dice, ma ancora ti meravigli?

Mannaggione, sì, mi continuo a meravigliare, ingenuo che non sono altro, ma con questa confusione di ruoli, partiti, posizioni politiche, con questa parte di mezzo della politica con un piede a destra e uno a sinistra, anche contemporaneamente, non riesco a capire la vera, unica, questa sì, immanente, regola della vita politica, ben sintetizzata da chi ha ironizzato sulla mitica figura del senatore Razzi nella frase “fatti li cazzi tua”.

Posto preso, editoriale del Roma di Basilicata

Posted on 21. set, 2017 by in Regione Basilicata

Posto preso, editoriale del Roma di Basilicata

Chi lo ha detto che il cervello dei politici in carriera non si affatica più di tanto? Di sicuro qualche balordo. Questa malsana idea che il politico si giri i pollici dalla mattina alla sera, senza preoccupazioni o ansie, è una conclamata e infondata balla.

Vero è invece che il cervello del politico non conosce pause, sempre in attività, frenetica quanto ottimizzata a risultati concreti e utili, soprattutto per lui.

Ma se, cocciuto come un mulo, qualcuno volesse una prova, eccola qua.

In regione Basilicata in discussione, pare addirittura urgente, la modifica allo Statuto che prevede la possibilità, per i consiglieri regionali nominati assessori, di poter tornare a fare il consigliere ove mai avesse un anticipato termine l’incarico assessorile.

Semplicemente geniale, ma soprattutto molto attuale. Viviamo, infatti, tempi frenetici, nei quali cambiare assessori è il vezzo più vistoso dei governatori, che, evidentemente, non hanno idee durature, e che, facilmente si “scocchiano” con i prediletti di ieri, oppure, avendo stretto nuove alleanze politiche, anche se correntizie, scelgono di gratificarle, le alleanze, con incarichi concreti, a discapito di chi c’era prima.

Il consigliere sa, insomma, che niente è certo, men che meno un assessorato, a prescindere se sei una eccellenza –quale assessore non lo è al momento della nomina- se hai operato bene, male, mediocremente o abulicamente, illuminando la scena o facendo mettere le mani nei capelli. L’incertezza del quadro politico –così usa dire nelle stanze della politica moderna- cioè, le guerre fra correnti, detto in italiano, la mancanza di progetti, obiettivi e ideali, hanno creato un quadro altamente e perennemente sismico. Quindi giusto tutelarsi con una bella legge ritagliata su misura per i consiglieri di oggi, ma anche di domani. Fare l’assessore è bello, perbacco, ma correre il rischio che Pittella si fidanzi, politicamente, con Lacorazza e abbandoni in lacrime Pace, oggi, e domani semmai il contrario, e che quindi la bella poltrona abbandoni il tuo culo precocemente, no, è semplicemente intollerabile.

Insomma, se uno ha fatto tanto per arrivare in consiglio deve rimanerci fino alla fine, a costo di fare una legge, appunto, che elimini storture ed evidenti ingiustizie.

L’altra favola, quella della lentezza della burocrazia e della pigrizia dei legislatori, pure è destinata a rimanere tale. Il disegno di legge di cui sopra ha toccato la velocità di un Freccia Rossa sulla tratta Roma-Firenze, a dispetto delle altre nobili bozze di legge che, invece, corrono sul Potenza-Melfi in una giornata di sciopero dei treni.

Dice “Ma grazie, è una legge che si sono fatta su misura per i cavoli loro”. Balle! I politici hanno dimostrato attitudine, reattività, sprint e lucidità. Basta questo per dedurne l’assoluta capacità a legiferare in genere. Sono cavalli di razza, perdindirindina, e la legge del “posto preso” di futura pubblicazione ne costituisce la prova provata, direbbe un avvocato dal vocabolario problematico.

Quando avranno la certezza di non perdere il posto, anche se per una gita da assessore con coppola e autista, saranno ovviamente in grado di portare la Basilicata in capo al mondo. Ma che dico! In capo alla stratosfera. Ma che dico! In capo alla galassia.

E da lassù sarà per noi tutti divertente guardare il resto dell’Italia brancolare fra insipienze e incertezze, mentre noi, felici, forti di consiglieri sereni e capaci, rideremo di gusto, come sulla ruota panoramica, quella alta alta, con tanto di zucchero filato e trombetta arrotolata.

 

Buona scuola a tutti, editoriale del Roma di Basilicata

Posted on 13. set, 2017 by in Regione Basilicata

Buona scuola a tutti, editoriale del Roma di Basilicata

Comincia la scuola e piovono i messaggi istituzionali di auguri.

Non ho niente contro i messaggi istituzionali, sebbene i social li abbiano moltiplicati e, purtroppo, banalizzati, purchè costituiscano un punto di riferimento, aprano una finestra sui problemi, siano l’occasione per affrontare tematiche problematiche, dimostrando di avere capacità e forza per risolverle.

Coi social, insomma, sembra doveroso fare il proprio annuncio dall’alto del proprio incarico.

Ed è così che anche il governatore della Basilicata ha lanciato il suo augurio, in verità sintetico, ma farcito di tutte le banalità in corso di legge, per l’inizio dell’anno scolastico, su Facebook.

Non mancano le parole chiave della politica by social 2.0, come la parola sfida, ripetuta due volte, la parola futuro, anch’essa al primo posto con due citazioni, la classica promessa di sostegno, tanto non costa un euro e non si traduce in niente, con la ostentata certezza, ovvio, che il sistema sarà all’avanguardia.

Non vi cito i commenti che, in verità, tracimano talvolta la buona educazione, ma sui social accade di tutto, inutile mostrare sorpresa. Ma quel che colpisce è l’assoluta, totale evanescenza del messaggio.

La scuola costituisce la colonna vertebrale delle conoscenze di un individuo. E’ vero che non si finisce mai di imparare, ma la scuola ci avvicina allo studio che poi ci accompagnerà nel resto della vita. La scuola in Italia è in evidente crisi: coi diplomi non ci fai niente e spesso corrispondono a un livello di preparazione approssimativo. Gli insegnanti sono maltrattati, economicamente e non, e non garantiscono più da anni una attitudine e una predisposizione all’insegnamento di livello. Gli edifici sono fatiscenti e mancano delle strutture minime; fra l’altro il futuro, citato dal governatore, non è tinto di rosa, anzi. A ogni terremoto viene giù una scuola e talvolta gli intonaci vengono via per caduta libera.

Ma soprattutto con il diploma e poi la laurea non è garantito il lavoro. Ecco, forse la sfida più grande è questa, per i nostri giovani, ed è una sfida autentica, contro il sistema, che non sarà mai all’avanguardia, o almeno non nei prossimi trent’anni, contro la classe politica, che dimostra quotidianamente una cronica incapacità anche a disfare i nodi al fazzoletto delle promesse, contro un intero paese che sollecita la fuga verso stati più civili e sicuramente una sfida senza l’aiuto dello Stato.

In un quadro del genere il messaggio di augurio del governatore al primo giorno di scuola, appare per quello che è: un tentativo di dimostrazione di sensibilità, presenza e attenzione mal riuscito, con tutte le caratteristiche dell’atto ritenuto dovuto e mal sopportato perché è evidente che la sua scrittura non ha impegnato più di qualche minuto.

Caro Governatore, un messaggio istituzionale è una cosa seria, non è un post di Facebook; può anche essere pubblicato su Facebook, ma non può avere le caratteristiche di un augurio di compleanno o di Buona Pasqua. Insomma un messaggio, oltre o al posto delle solite banalità sulle sfide della vita e del sostegno regionale, aria fritta, deve ergersi al di sopra del comune linguaggio da social, altrimenti rimarrà, soprattutto negli studenti, l’idea che anche il loro studio può avere la dimensione di un Tweet, la profondità di un post con tanto di superficiale approssimazione e superficialissima preparazione. Insomma un messaggio istituzionale o è originale e denso di contenuti o è meglio non farlo, o crea dibattito e pone domande o è una inutile ma ufficiale dimostrazione di poca sensibilità, appunto, istituzionale, oltre che di scarsezza di mezzi.

Questi social hanno rivoluzionato la nostra vita, e l’hanno semplificata, tanto semplificata da istituzionalizzare anche l’ovvio e renderlo anche eccellenza. Ahinoi!

 

L’ignaro governatore, editoriale del Roma Basilicata

Posted on 11. set, 2017 by in Regione Basilicata

L’ignaro governatore, editoriale del Roma Basilicata

Tutti sapevano tranne lui, che, quindi, anima pura, autorizzava la riapertura del centro nonostante titolati esperti avessero relazionato sul pericolo conclamato per la salute dei valligiani dell’attività estrattiva.

Immagino che ora gli strali dell’ignaro governatore si abbattano su chi, pur sapendo, non glielo disse, considerandolo, evidentemente, o poco interessato o totalmente indifferente o talmente sensibile da non volervo gettare nello sconforto più assoluto.

In generale una giustificazione del tipo “non ne sapevo niente”, da parte di un governatore con cotanta personalità, dovrebbe far scompisciare dalle risate non fosse estremamente grave. Perché delle due l’una: se dice la bugia è un irresponsabile pericoloso, se dice la verità è inadatto al ruolo che occupa anzi non è proprio cosa sua.

Sconfortanti entrambe le soluzioni. Ce ne sarà una terza, chissà, che coinvolge il prezzemolino fantasma formaggino, ma la lasciamo come ipotesi da Corriere dei Piccoli.

Fatto sta che l’attività estrattiva fa male. Non bastassero gli sversamenti, per gradire, per colpa di un vigliacco forellino, ci si mette pure il fumo. Beh, che non guarisse la bronchite sembrava palese, ma che facesse pure male, molto male, ora è addirittura ufficiale.Va da se che se era encomiabile il finanziamento di una costosissima indagine da parte dei comuni interessati, non è da eroi averla taciuta invece di sbandierarla, ostentarla e gridarla, prima della riapertura del Centro.

Ora la Regione spenderà un’altra cospicua somma per verificare direttamente, per garantirci che la nostra salute vale di più di una royalty.

Sarà. Ma è bene ricordare come la Regione Basilicata sia passata dalla fiducia cieca nei controlli che Eni faceva su se stessa alle relazioni medico-sanitarie da lasciare nel cassetto per non rovinare l’estate a Eni, residenti, malati e ipotetici malati, eroica.

Magari i sindaci che erano sicuramente a conoscenza della relazione non hanno creduto ai professori che avevano incaricato, avranno avuto le loro nobili ragioni per non destare quell’allarme che oggi viene fuori, insomma qualcosa li avrà spinti a tacere e rinviare.

Magari ce lo dicessero non sarebbe cosa azzardata ma, suggerisco, doverosa.

Quanto al governatore, che, devo immaginare, quando faceva tardi a scuola accusava la sveglia che non suonava, si inventasse una scusa più plausibile oppure facesse i nomi di chi gli ha taciuto la notizia. Del resto visto che la relazione è di giugno e il centro è stato riaperto a luglio, forse, chi sapeva doveva avere qualche premura speciale. Perché non l’ha avuta?

A questa domanda sarebbe il caso di dare una risposta. Qualche volontario? No?

Mannaggione.

Certo è che si sta scherzando con la salute dei residenti. Io lo trovo gravissimo. Ma evidentemente esagero io, visto l’andazzo. Anche la Procura pare che farà una indagine espiodemiologica. E saranno tre. Chissà, forse una decisione la prenderanno dopo che sarà stata estratta l’ultima goccia di petrolio. Sì, dai, dopo, chè ora ci servono i soldi. Se poi con questi soldi ci finanziamo una indagine che non utilizziamo, almeno tempestivamente, beh, diamine, abbiamo quantomeno fatto girare l’economia. E se ci è costata qualche vita e la salute di qualcuno, pazienza, se pensiamo che c’è gente che si autodistrugge fumando, che senso ha impedire che ad avvelenarci sia un fumo ch produce danaro, fa niente se a noi non tocca niente?

 

Lauria, caput mundi, editoriale del Roma Cronache Lucane

Posted on 01. set, 2017 by in Argomenti, Città di Potenza, Regione Basilicata

Lauria, caput mundi, editoriale del Roma Cronache Lucane

Ma cosa sono le ZES?

Andiamo con ordine. A fine giugno del corrente anno, nonevèro, lo stato italiano partorisce un decreto legge per, udite udite, favorire la crescita economica del mezzogiorno.

Un polpettone di legge che regolamenta di tutto, dai rifiuti ai Patti per lo sviluppo, dalle Zes appunto all’Ilva, dall’imprenditoria giovanile alla semplificazione amministrativa.

Il decreto diventa legge solo ai primi di agosto.

Sono previsti decreti attuativi che disciplineranno le modalità di istituzione delle Zes e tutta la normativa diciamo di sostanza, come la durata delle Zes, l’accesso ai benefici ecc. ecc.

Le Zes comporteranno benefici di vario tipo, per esempio fiscale, a quelle aziende già operanti all’interno della Zes o che nasceranno dopo, purchè sia garantita una attività duratura nel tempo e varie altre quisquilie.

Le Zes possono essere formate da più territori, anche non contigui, e devono includere un’area portuale di quel tipo che in Basilicata non esiste.

La Zes, che verrà battezzata dallo Stato su proposta della Regione, vedrà un comitato di gestione dedicato alla sua amministrazione presieduto dal Presidente dell’Autorità portuale di riferimento.

Insomma qualcosa che sta per nascere, ma che allo stato rimane definita solo per grandi linee.

Ma la Basilicata, pur priva di porti, è già pronta. Neanche il tempo della conversione in legge, senza un decreto attuativo, senza norme specifiche che regolamentano iter e quant’altro, e la Basilicata si dimostra prima della classe avendo già individuato le sue belle aree Zes.

La Giunta, infatti, già il 4 agosto aveva le idee chiare: Ferrandina col porto di Taranto per riferimento e la località Galdo di Lauria con riferimento il porto di Salerno o Napoli. Un record o quasi.

Roba da strabuzzare gli occhi per cotanta tempestiva operosità.

La Campania e la Puglia non risultano consultate, anche se vien da pensare che dovendo presiedere attraverso le loro Autorità portuali i comitati di amministrazione, forse qualcosa avrebbero da dire. Così come non è chiaro se uno stesso porto possa servire più Zes, nel qual caso immagino che la Campania possa preferire una Zes campana, appunto, ma queste sono cose secondarie, diamine.

Il criterio di scelta bisogna immaginare sia stato ideato esclusivamente dalla Giunta o da Pittella, viste le lamentele in giro e la evidente rapidità dell’azione.

Le zone identificate devono avere fra di loro un nesso economico funzionale, che immagino si estenda al porto di riferimento.

Ebbene quale nesso economico funzionale colleghi Lauria a Salerno è difficile da intuire ma tant’è.

Qualcuno comincia a lamentarsi seriamente, perché la creazione delle Zes dovrebbe inserirsi in un piano strategico di sviluppo ragionato, condiviso, concordato, tiè, approvato da qualcuno. Ma non c’era tempo, diamine. I decreti attuativi dovrebbero essere scritti entro i primi di ottobre, quindi meglio sbrigarsi, conviene essere i primi a proporsi, come alle biglietterie dei concerti, dove si arriva anche il giorno prima.

Tito o altri comuni potranno aspettare che altre zone possano svilupparsi meglio e prima, soprattutto con i benefici fiscali e amministrativi che saranno previsti.

Lauria è un noto polo industriale lucano, nonevèro, lo sappiamo, forse il più grande, hihi, con marcata vocazione produttiva, come ha riferito la Giunta (sic!) e il governatore è di Lauria, oltre a essere lo Ze(u)s di Basilicata. A marzo potrebbe essere destinato ad altri incarichi. Meglio darsi da fare. Del resto mettere le mani avanti non costa niente, diamine.

Una lettura maliziosa? Come no, ma se studiassimo a fondo l’articolo quinto, quello del chi tiene in mano ha vinto, tanto maliziosa non sembrerebbe. Ma aspettiamo le motivazioni della scelta che, come per una sentenza, forse arriveranno dopo la decisione estiva. Fra i sindaci lucani si è sentita solo la voce del Sindaco di Tito per protestare per la mancanza di strategie condivise o per l’esclusione. Gli altri hanno taciuto. Ad agosto hanno altro da pensare. Vero De Luca?

 

 

 

 

 

BasilicUnesco, editoriale del Roma Cronache Lucane

Posted on 31. ago, 2017 by in Argomenti, Regione Basilicata

BasilicUnesco, editoriale del Roma Cronache Lucane

Ben cinque siti lucani candidati a patrimonio dell’Unesco, come dire che si sono scatenati. Dopo decenni di torpore gli amministratori lucani hanno scoperto la Basilicata. Era ora?

O forse basta il “non è mai troppo tardi” dei primi anni della TV in bianco e nero?

Certo è che a oggi la Basilicata conta solo la città di Matera coi suoi Sassi nel patrimonio Unesco, proporne ben cinque tutti assieme è una bella sfida, ma avere la capitale della cultura evidentemente ha fatto aumentare la consapevolezza delle proprie bellezze.

Certo ci sono volute commissioni speciali, studi regolarmente finanziati, approfondimenti, ricerche e sacrifici, roba che ha stremato più di qualcuno, sebbene, forse, sarebbero bastati i Comuni interessati a pensarci. Ma a noi italiani la burocrazia piace, eccome se piace, senza ci sentiremmo come nudi con la sola foglia di fico a nascondere le vergogne, come si diceva un tempo.

I siti individuati, e cioè le Rabatane di Tricarico, Tursi e Pietrapertosa, il paesaggio di Maratea e i calanchi di Montalbano Jonico sono tutti meritevoli di candidatura, anche se probabilmente ce ne erano altri altrettanto meritevoli. Ma visto lo sforzo politico-burocratico-amministrativo sì massiccio, in effetti, a conti fatti, si poteva candidare l’intera Basilicata, vieppiù se si considerino le fatiscenti infrastrutture, tanto desuete quanto ancorate temporalmente a un passato neanche tanto recente che ne fanno un territorio unico anche perché inaccessibile.

Come se la tortuosità e la problematicità dei percorsi per raggiungere le nostre bellezze ne acuisse i pregi, rendendole vere e proprie scoperte, un po’ come quando si scala una vetta e finalmente ci si arriva.

L’impegno regionale profuso nel proporre le candidature non è pareggiato dalla cura per il mantenimento di cotanti struggenti bellezze, però. Non oso pensare a quanto venga stanziato annualmente specificamente per questo fine. Ma tant’è, le nostre bellezze rimangono tali.

Come un bell’uomo cui difficoltà, tempo e dolori non riescono a cancellare i tratti della sua bellezza, anzi che semmai aumentano.

Ma, dicevo, tenuto conto che fra i requisiti per ambire a diventare patrimonio dell’Unesco c’è anche l’essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa, ebbene tutta la Basilicata potrebbe ambire alla candidatura.

Prendiamo i nostri treni o le nostre corriere, raccontiamo lo stato delle nostre strade, la più moderna quasi cinquantenaria, o poco di meno, pubblicizziamo la rigorosa bassa velocità dei nostri trasporti pubblici, ebbene tutto questo racconta di una Italia che non c’è più, dell’Italia della ripresa del dopo guerra. Il fallimento di buona parte delle esperienze industriali, racconta poi, di un territorio riottoso alla modernità, oltre che di un feroce attaccamento all’agricoltura. Certo, c’è Eni con le sue estrazioni, c’è la ex Fiat, che raccontano di invasioni che ci hanno portato qualche mollica di benessere e una montagna di problemi, ma è bene sottolineare come le new entry non abbiano modificato la struttura originaria della viabilità, per esempio, né abbiano condizionato l’agire strategico e visionario dei nostri politici che rimane incollato all’opportunità della raccolta del consenso senza andare oltre. Beh, non proprio, in effetti, perché la nostra classe politica si è attrezzata per le candidature, come vedevamo, riuscendoci anche bene; basti pensare anche ai capodanni Rai, per dire.

Quindi avanti così. Lucani, contadini eterni, e ora anche candidati di professione.

 

 

Risparmiamo su pane e pasta ma non sull’amaro! Editoriale del Roma Cronache Lucane

Posted on 23. ago, 2017 by in Città di Potenza, Regione Basilicata

Risparmiamo su pane e pasta ma non sull’amaro! Editoriale del Roma Cronache Lucane

Perché noi si abbia una idea completa di come si tutelano ambiente e sicurezza, è sufficiente dare ascolto alle lamentele che provengono in questi giorni dalla Polizia Penitenziaria e dai Vigili del Fuoco di Potenza.

Entrambi i corpi parrebbero allo stremo, a sentire le loro voci sindacali, e non è difficile crederci.

L’emergenza incendi, infatti, pare abbia palesato una organizzazione buona per un agosto al polo, dove è difficile accendere anche soltanto un falò, non altrove, giammai lì dove temperature, delinquenti e alberi si sono dati un mortale appuntamento. Il famoso buon padre di famiglia,  accumulata tanta esperienza e dopo aver fatto il militare a Cuneo, avrebbe previsto ferie diversificate o programmato rientri immediati, per sopperire agli immaginabili straordinari, dalle nostre parti pare né l’uno, né l’altro, in un festival dell’approssimazione di rara perfezione.

Il controcanto, come dicevo, arriva dalla Polizia Penitenziaria, che lamenta turni gravosi e fuori regola, orari impossibili e altre variegate doglianze, tutte, per la verità, meritevoli di attenzione.

Sapevamo già che ciclicamente, Polizia e Carabinieri, lamentano budget sempre minori, oltre a vere e proprie carenze di mezzi e personale, il tutto condito con stipendi, pare, mediocri.

Di che stare allegri, dai. Lo Stato si è fatto seriamente carico di tutelarci e lo fa alla grande, riuscendo a spendere sempre meno, magicamente.

Il costo delle opere pubbliche, si sa, in Italia è il più alto d’Europa, e non perché si usa l’oro al posto dell’acciaio e i bulloni sono abbelliti con brillanti, macché, solo perché v’è il sovrapprezzo della corruzione, della cattiva burocrazia e della inefficienza. Su queste voci, il nostro previdente e sapiente Stato, aveva pensato di porre rimedio, almeno parzialmente, unificando gli acquisti attraverso la Consip. Sappiamo bene in quale stato vegeta l’ente e come sia attenzionato dalla magistratura, per poter concludere che accentrando gli acquisti si sia accentrata anche la corruzione. In fondo perché far guadagnare tante persone illecitamente regione per regione, ente per ente, meglio che a raggranellare il gruzzoletto siano in pochi, ben sistemati a Roma.

Questo per dire che se si risparmia sulle necessità primarie, non può poi sprecarsi tanto danaro a beneficio di malfattori, senza intervenire seriamente. Cosa, invero, abbastanza semplice anche in Italia, patria dell’imbroglio, dell’imboscamento e della tangente.

Ecco basterebbe inserire una persona onesta in ogni organismo e farla lavorare serenamente. Un onesto si accorge immediatamente delle manovre illecite, ne sente l’odore e non le sopporta. Quindi denuncia. Ora il problema è che finora i pochi onesti in azione sono stati isolati, ghettizzati, depotenziati, dai disonesti o dagli omertosi.

Accade come quando un lavoratore si trova in una squadra di sfaticati, dopo un pò scoppia e comincia a protestare, quindi viene fatto fuori dalla maggioranza.

Dicevo, quindi, basta metterci un onesto e coprirgli le spalle, farà tutto lui, poi basterà raccogliere i frutti.

Ma mi rendo conto che oltre a essere troppo complicato, alla fine non guadagnerebbero più alcun extra i furboni del quartierone, e quindi, ok, tagliatemi i finanziamenti ai vigili del fuoco, alle guardie penitenziarie, alla sanità e a quello che veramente serve, ma non toccatemi gli appalti, quelli mai.

 

Toh! I turisti. Editoriale del Roma Cronache Lucane

Posted on 17. ago, 2017 by in Amenità, Città di Matera, Città di Potenza, Regione Basilicata

Toh! I turisti. Editoriale del Roma Cronache Lucane

Avvistati gruppi di turisti a Potenza. Il fenomeno, fin troppo usuale a Matera, nel capoluogo di regione è raro e, a memoria di potentino, è sempre stato un lusso per pochi eletti poter dare una indicazione a un forestiero.

Ragion per cui i pochi fortunati, quest’anno in felice aumento, postano increduli ma felici le loro emozioni su facebook, dopo aver assaporato l’esperienza di indicare la strada per il Duomo.

A Matera, dicevamo che, invece, il fenomeno della presenza dei turisti ha toccato apici che solo l’isola di Capri finora aveva toccato. Tanto che qualcuno comincia a lamentarsi di una persa intimità; incontrare un materano è diventata cosa difficile e c’è chi pensa a luoghi deputati alla frequentazione esclusiva di residenti, come bar, ristoranti o sale per fumatori.

L’ospitalità che offre il potentino, però, è di gran lunga superiore a quella degli altri centri di interesse turistico. Sarà il bisogno di sentirsi considerati, sarà il piacere dell’altrui curiosità per le nostre cose, da noi sempre maltrattate quasi fossero proprietà di un popolo alieno, a Potenza c’è abbondanza di gentilezza e cortesia, da destinare, evidentemente, solo ai turisti, perché fra di noi vigono sempre modi poco urbani, per qualcuno dovuti al clima, per altri al trauma dello sbarco dei turchi di qualche secolo fa.

Quindi, mentre al turista si dispensano volentieri sorrisi e garbate raccomandazioni, le macchine continuano a sostare in doppia fila se sol si deve gustare un caffè alla controra.

In regione abbiamo esempi, però, di coerente chiusura al forestiero, con modi di fare rudi che finiscono per essere apprezzati come dote di comunità tradizionalmente chiuse, ostili, ma sincere.

Accade sulla costa tirrenica, dove il turismo data qualche anno in più del resto del territorio lucano, ma cionondimeno non ha intenerito i cuori dei locali i quali sdegnosamente accettano i guadagni del turismo senza cedere a svenevolezze.

Dall’incredulità potentina, alla sufficienza materana, per finire alla dichiarata ostilità marateota.

Per il resto abbiamo una costa ionica già più usa al turismo e un interno o totalmente e storicamente impreparato, basti pensare ai laghi di Monticchio o alle piste della Sellata, o più evoluto grazie anche alla notorietà portata da qualche regista che, nel dipingerci più o meno come zotici montanari, ha però fatto intravedere, bontà sua, un animo gentile.

Insomma è una Basilicata che finalmente si propone al mondo non avendo ancora i mezzi necessari e probabilmente competenze e cultura di riferimento.

Per esempio la politica sta a guardare passiva senza neanche prevedere un progetto di coerenza turistica. I punti di interesse non sono collegati fra di loro, mentre invece lo potrebbero essere con piste ciclabili e strade dignitose. Penserei anche a treni regionali, ma sto fantasticando se non farneticando proprio.

Quindi continuiamo a vivere alla giornata, chissà non ci pensi Eni a darci una regolata, invece di depredarci senza obiettivi ritorni. Quanto ai politici, questi sono, immaginarne di migliori, con lo sbarramento intellettivo e caratteriale in atto da decenni nei partiti, in ossequio a una meritocrazia alla rovescia che funziona magnificamente, è pura utopia.

Ma le utopie servono a produrre idee, quindi sognare non solo non guasta, ma inventarsene qualcuna può addirittura far bene.

I love John, editoriale del Roma Cronache Lucane

Posted on 09. ago, 2017 by in Amenità, Politica nazionale, Regione Basilicata, Società e costume

I love John, editoriale del Roma Cronache Lucane

Tenerezza, simpatia, ammirazione? Non è facile capire cosa auspicasse l’ottimo Pittella quando si è fatto immortalare al momento di cominciare una ennesima avventura inglese finalizzata alla conoscenza della lingua che più lo ha reso famoso. Il suo inglese ha fatto ridere, sorridere, ha affascinato per la faccia tosta, qualcuno si è innamorato di quel personaggio che tutti hanno immaginato come novello e ironico messaggero dell’Europa unita.

Poi la doccia fredda. Non era un comico, ma un politico buffo, alle prese con la lingua straniera come solo un italiano alle scuole medie che non ha mai canticchiato neanche i Beatles, avrebbe potuto essere, cinquant’anni fa.

Il giro del mondo del suo video, si dice virale, oggi, non lo ha frenato, però, dal riprovare a offrire una immagine di uomo impegnato che con testardaggine vuole arrivare dove miliardi di persone sono arrivate senza affanni, e cioè al bilinguismo.

Meta che sembra inarrivabile, visti i risultati davvero scadenti, nonostante full immersion, frequentazioni europee e incarichi internazionali, ma che non lo smontano affatto.

La foto, postata su facebook, sembrerebbe di repertorio, viste giacca, camicia e foulard in un presumibile torrido giorno a Salerno, ma deve essere stata scattata invece proprio all’atto della partenza di questi giorni.

La didascalia ci parla della sua volontà di apprendimento di una lingua ostile, della sua abnegazione, del suo spirito di sacrificio, un esempio per tutti, suvvia.

Avrebbe potuto registrare un audio, in inglese, che attestasse anche i miglioramenti in barba a chi ancora sghignazza, ma forse preferisce stordirci tutti al ritorno con una conferenza sulla migrazione direttamente per la BBC o con un commento sul Manchester United in madre lingua.

Il timore è che l’impresa, invero ardua, diciamo da eroe, gli riesca quando sarà troppo tardi, quando sarà fuori del parlamento europeo e attorno avrà solo paesani o lucani, quando, cioè, per non correre il rischio di dimenticare quanto appreso nel corso di una vita, dovrà ricorrere al vecchio sistema dell’amico di penna, londinese o di Manchester, tiè.

A questi si rivolgerà col solito garbo e con lo stile di sempre: my dear friend of pen, how are you? I’m fine. Do you know? Here the pen is on the table and the door is open. …. e carinerie del genere.

Oppure conserverà l’abitudine di intercalare espressioni british al parlare normale, chiamerà pound l’euro, scusandosi immediatamente per lo sbaglio involontario dovuto alle frequentazioni di sempre, e berrà scotch dopo cena.

Eppure io ho un sogno, che Il video famoso e tutto quello che è venuto dopo siano il frutto di una voluta sceneggiata, che Gianni Pittella abbia fatto tutto recitando una parte, che il nostro  abbia voluto dimostrare al mondo che fare il comico è facile, almeno per lui, mentre è fare il politico che non riesce a tutti, soprattutto ai comici di professione.

Fosse davvero così, se, insomma, quel bonario sorriso mentre stroppia l’inglese a reti unificate, fosse il frutto di una colossale presa in giro, ebbene, avrei trovato il mio eroe, finalmente, e mi offrirei di servirlo umilmente.

Ma i sogni non si avverano, purtroppo.

Hallo, John, I love you.

 

 

 

 

Giubilo generale per Cifarelli assessore, editoriale del Roma Cronache Lucane

Posted on 03. ago, 2017 by in Regione Basilicata

Giubilo generale per Cifarelli assessore, editoriale del Roma Cronache Lucane

La Regione Basilicata ha un nuovo alfiere, non possiamo, ora, che guardare con maggior fiducia al futuro. Che la scelta sia caduta su un piddino doc, non conta. Che la scelta abbia sistemato le cose in casa PD, almeno provvisoriamente, è assolutamente secondario, perché l’operato di Pittella è stato ispirato dalla convinzione di regalare ai lucani un’altra arma per scardinare il futuro, trasformarlo nel paradiso terrestre e regalarlo ai lucani.

Lo spirito di sacrificio del PD lucano, per quanto inusuale in un partito italiano, perché esageratamente spiccato, oltre ogni umana misura, direi, non è stato sufficiente, però, per determinare anche le sorti della presidenza del consiglio regionale, che, come sta capitando al Comune di Potenza, soffrono di una rara forma di letargia muscolare, dove al sonnecchiare si sovrappone una litigiosità sonnambulare.

Del resto pare fosse scritto che i problemi della nostra terra passassero dalle mani di un Cifarelli assessore anziché capogruppo e Pittella, attento ai dettagli come un pittore alle sfumature di colore di un quadro, non ha fatto mancare alla Lucania il suo nobile e fattivo intervento.

Ora la speranza è che in casa PD possano passare un buon mese di agosto senza azzannarsi ogni giorno, aspettando sotto l’ombrellone quantomeno i primi di settembre, quando, riposti costumi da bagno e museruole, potranno riprendere ad azzuffarsi per una poltrona o, come piace a qualcuno, tipo  me, per una coppola.

La priorità dei problemi di appetito dei politici del centro sinistra rispetto a ogni altro problema della vil plebe, è riconosciuta dai più; tant’è che viene manifestata viva soddisfazione per il nuovo decreto di nomina. L’interessato garantisce attaccamento, professionalità e passione, col che non rimane che ringraziarlo, salvo a riflettere sul fatto che una tale promessa non è detto debba necessariamente giovarci.

Il povero Pace, però, non ce l’ha fatta a coronare un sogno: da destra alla presidenza, lo aveva titolato. Il miraggio della massima poltrona lo aveva distolto anche dai dubbi politici di appartenenza: son di centro destra o di centro sinistra? Un dubbio, direi amletico, che lo assaliva sovente nelle sue laboriose giornate di politico in carriera, ben testimoniate dalla sua pagina facebook. Ci terremo Mollica, anche se ci residuerà –noi non sfuggiamo alle crisi esistenziali- il malcelato sospetto che con Pace non sarebbe cambiato nulla.

Sospetto che accompagna anche l’incarico a Cifarelli: in Basilicata, da anni, l’avvicendarsi di prestigiosi politici non ha aggiunto o levato nulla alle sorti di una regione che va avanti per inerzia nonostante loro.

Diciamocelo francamente: da De Filippo a Pittella, il trapasso è stato indolore, direi asintomatico. E’ cambiato solo parzialmente l’entourage presidenziale, perché diamine, ognuno ha diritto ad avere il suo, e che capperi.

Dalla regione notizie confortanti anche sulla classe dirigente, tutta confermata, nonostante leggi senza soldi (parola di Corte dei Conti), leggi anticostituzionali (parola di Corte Costituzionale, mica di Gambadilegno), e provvedimenti illegittimi (parola di Tar).

Ma ora c’è Cifarelli che garantisce una progressione verso rete con padronanza di palleggio degna del miglior Neymar, quindi, a Pittella non rimarrà che far gol.

Per la cronaca: la porta siamo noi, e i gol li becchiamo sempre noi; del resto si gioca a una porta sola. A noi tocca solo difenderci, ma c’è una certezza: la sconfitta così è assicurata.

 

Quote rosa sì, quote rosa non mi interessa, editoriale del Roma Cronache Lucane

Posted on 02. ago, 2017 by in Città di Potenza, Regione Basilicata

Quote rosa sì, quote rosa non mi interessa, editoriale del Roma Cronache Lucane

Non sono un tifoso delle quote rosa imposte per legge, che sa tanto di difesa di specie protetta, ma in un mondo nel quale il maschio la fa da padrone assoluto se c’è una legge che le impone, beh, sarebbe il caso di rispettarla.

In Italia, poi, poiché l’esistenza di una legge non ne garantisce affatto il rispetto, tutt’altro, esistono anche organismi che vigilano sulla corretta applicazione delle leggi. E si fanno sentire, perbacco.

Comunque a prescindere da casi come quelli delle amanti parlamentari, e poi via via a scendere nella scala degli incarichi ammnistrativo-politici, dei quali l’Italia è piena e che non fanno giustizia di una vera parità di genere, ma che, anzi, fanno dipendere totalmente dal maschio le carriere di donne disposte a tutto pur di sedere su uno scranno politico, rimane il fatto che la legge sulle quote rosa nelle amministrazioni è violata, dalle nostre parti, in maniera massiccia.

Ora, la legge esprime un principio, ma il legislatore è abbastanza bizzarro nell’applicarli, i principi; talchè è possibile che amministrazioni comunali, per esempio, con meno di un tot di abitanti, non abbiano il relativo obbligo. Quasi che nelle comunità meno popolose il rapporto maschio-femmina risulti diverso da quelle più popolose.

Evidentemente se si applicasse con buon senso il principio a prescindere dal numero degli abitanti sarebbe una cosa ovvia e giusta. Ma valli a convincere.

Ed è così che gli strali dei controllori, leggi consigliera regionale di parità, si abbattono vanamente su queste amministrazioni maschiliste seppur legittimamente composte.

Cioè avviene che l’ufficio preposto alla applicazione della legge provi a imporre le quote rosa anche dove non c’è nessun obbligo di legge, quando invece sarebbe sufficiente o opportuno solo un garbato invito.

Ma accade anche che i solerti critici di comunità poco popolose non si avvedano della violazione delle quote rosa nei capoluoghi, per esempio di regione, più specificamente ancora di Potenza, non alzando lo stesso polverone sebbene, in questo caso, la legge consentirebbe anche vere e proprie azioni legali, figuriamoci una bella diffida.

Il mondo è strano, quando si può non lo si fa, quando non si può ci si impunta.

Un organo di controllo che sommi entrambi gli errori, e cioè richiedere le quote rosa dove non è dovuto il rispetto e non richiederle dove sarebbe dovuto, sarebbe un controllore al di sopra della legge, un fantasioso eroe che detta la sua legge e prova a imporla. Tipo, mi viene da pensare, a un controllore che chieda il biglietto di entrata all’avventore esente, perché semmai al di sotto di una certa età, e non lo chieda all’uomo maturo.

Volendo ci può stare, perbacco, se solo immaginassimo un mondo se non alla rovescia, diciamo quantomeno alla “chissà cosa può accadere oggi”, laddove sia codificato il cambio delle regole a seconda di chi le applica, con buona pace di abitudinari e con semi di anarchia governativa. Un mondo da favola dove da cittadino potresti pure trovarti presidente della repubblica o da presidente della repubblica posteggiatore a viale Verrastro, oppure dove fa il parlamentare chi non ha un’arte o un sapere e …. ehi ma questo accade già. Ohibò.

Strano, ma ho come la sensazione che si sia chiuso un cerchio.

La fiera degli orrori, editoriale del Roma Cronache Lucane

Posted on 27. lug, 2017 by in Regione Basilicata

La fiera degli orrori, editoriale del Roma Cronache Lucane

La fiera degli orrori ha sede ufficiale in Basilicata.

Abbiamo una Regione che oltre a legiferare incostituzionalmente, delibera in maniera illegittima. Il Tar e a turno la Corte Costituzionale infieriscono su un ente la cui capacità amministrativo-provvedimentale è ai minimi storici.

Ieri è toccato all’eolico. Pare non abbiano neanche rispettato la loro stessa legge. Ogni commento è inutile, perché la recita del perfetto ignorante lascia a bocca aperta.

-Il Partito Democratico è senza punti di riferimento. Si è dimesso anche il segretario cittadino, e bene ha fatto: oltre a essere indiscutibilmente persona colta e raffinata, ha modi e usa logiche comportamentali non ben conosciute nel mondo del PD. Questo è un ambiente pericoloso, popolato da belve feroci, use a violente contrapposizioni che una volta venivano calmierate dalle figure di vertice, e veicolate verso una unità finale che accontentava tutti,  oggi, assenti, o bypassati se parlanti un linguaggio diverso, i vertici, è rimasto un campo di battaglia dove i morti e i feriti non si contano. Finirà come quel gruppetto di soldati giapponesi che continuavano a stare appostati perché nessuno li aveva avvisati che la guerra era finita. Quando il PD sarà riuscito a perdere ogni competizione, quelli continueranno a battagliare fra di loro. Non fosse tragico sarebbe comico.

-All’elenco degli orrori non può sfuggire la vicenda petrolifera, nella quale l’ente che dovrebbe farci dormire sonni tranquilli, l’Arpab, lancia ogni mese un SOS per carenza di personale, mezzi e soldi. I controlli sono stati a oggi auto-eseguiti da chi ha sversato, contaminando il territorio, una certa vagonata di greggio e chissà cos’altro. Se mi trovate un altro ente che delega il controllo al controllato per decenni, mi ritiro dalla vita sociale e mi ricovero in un convento (tanto questo tipo di promesse da Veltroni e Renzi in poi, non obbligano più).

Un altro orrore sesquipedale è l’aver consentito a Fiat e relativo indotto, Eni, Total e relativi indotti, di operare in Basilicata senza costruire una strada, che sia una, decente. I morti della strada Potenza-Melfi stanno lì a testimoniarlo, ma nessuno fa una piega. Mostri? Il dubbio che lo siano davvero non è peregrino.

-Per finire, scusandoci per le numerose omissioni, faccio presente che fra tre mesi dovrebbe riaprire il ponte di Montreale, stando alla tempistica ufficiale contrattualizzata. Sarebbe il caso che cominciassero a predisporre le giustificazioni del futuro sicuro ritardo. Il parco fluviale del Basento, invece, doveva essere riaperto nel lontano maggio del 2013, quando i lavori non erano neanche cominciati. Aspettiamo con pazienza i comodi della amministrazione comunale. Ma non si mettano premura, perbacco, non vogliamo disturbare il letargo che i politici si consentono periodicamente per meglio metabolizzare il cambiamento climatico.

Un ultima annotazione. A giorni verrà aperta un’area per bici a Potenza,  piazzale Budapest, curata dalla associazione culturale Radici. Lì c’è una fontana in disuso. I promotori e realizzatori dell’opera ne hanno chiesto la riattivazione e pare che il comune abbia risposto con una richiesta di danaro anche cospicua. Se fosse vero, saremmo all’ennesimo orrore. Se non lo fosse rimarrebbe una fontana che non getta acqua in una zona dove si fa attività sportiva, quindi comunque un ennesimo orrore.

Sentitamente ringraziamo.

 

 

 

 

<ul><li><strong>woo_feat_page</strong> - </li><li><strong>woo_inc_feat_page</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_feat_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_uploads</strong> - a:3:{i:0;s:75:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/5-safe_image.png";i:1;s:72:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/4-Luciano.jpg";i:2;s:69:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/3-logo.png";}</li><li><strong>woo_show_featured</strong> - true</li><li><strong>woo_textlogo</strong> - false</li><li><strong>woo_gravatar</strong> - true</li><li><strong>woo_contactme</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_bio</strong> - </li><li><strong>woo_twitter</strong> - </li><li><strong>woo_highlights_tag</strong> - potenza</li><li><strong>woo_highlights_tag_amount</strong> - 6</li><li><strong>woo_featured_tag</strong> - </li><li><strong>woo_featured_tag_amount</strong> - 4</li><li><strong>woo_highlights_show</strong> - true</li><li><strong>woo_also_slider_enable</strong> - true</li><li><strong>woo_slider_heading</strong> - Sul Blog si parla ancora di...</li><li><strong>woo_recent_archives</strong> - #</li><li><strong>woo_excerpt_enable</strong> - false</li><li><strong>woo_contact_page_id</strong> - </li><li><strong>woo_featured_image_dimentions_height</strong> - 371</li><li><strong>woo_featured_sidebar_image_dimentions_height</strong> - 78</li><li><strong>woo_hightlights_image_dimentions_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_video_browser_init</strong> - 5</li><li><strong>woo_slider_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_slider_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_automate_slider</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page</strong> - false</li><li><strong>woo_home_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_page_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_blog_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_also_slider_image_dimentions_height</strong> - 144</li><li><strong>woo_single_post_image_width</strong> - 280</li><li><strong>woo_single_post_image_height</strong> - 380</li><li><strong>woo_archive_page_image_width</strong> - 200</li><li><strong>woo_archive_page_image_height</strong> - 220</li><li><strong>woo_themename</strong> - The Journal</li><li><strong>woo_shortname</strong> - woo</li><li><strong>woo_manual</strong> - http://www.woothemes.com/support/theme-documentation/the-journal/</li><li><strong>woo_alt_stylesheet</strong> - brown_boxed.css</li><li><strong>woo_logo</strong> - http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/5-safe_image.png</li><li><strong>woo_custom_favicon</strong> - </li><li><strong>woo_google_analytics</strong> - <script type=\"text/javascript\">

  var _gaq = _gaq || [];
  _gaq.push([\'_setAccount\', \'UA-703470-4\']);
  _gaq.push([\'_trackPageview\']);

  (function() {
    var ga = document.createElement(\'script\'); ga.type = \'text/javascript\'; ga.async = true;
    ga.src = (\'https:\' == document.location.protocol ? \'https://ssl\' : \'http://www\') + \'.google-analytics.com/ga.js\';
    var s = document.getElementsByTagName(\'script\')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s);
  })();

</script></li><li><strong>woo_feedburner_url</strong> - </li><li><strong>woo_custom_css</strong> - </li><li><strong>woo_home_top</strong> - About</li><li><strong>woo_home_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_page_ex</strong> - </li><li><strong>woo_popular</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_content</strong> - false</li><li><strong>woo_content_archives</strong> - false</li><li><strong>woo_resize</strong> - true</li><li><strong>woo_auto_img</strong> - true</li><li><strong>woo_home_width</strong> - 197</li><li><strong>woo_home_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_thumb_width</strong> - 75</li><li><strong>woo_thumb_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_cat_nav_1</strong> - false</li><li><strong>woo_ads_rotate</strong> - true</li><li><strong>woo_ad_image_1</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_ad_url_1</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_2</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_ad_url_2</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_3</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_ad_url_3</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_4</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_4</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_5</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_5</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_6</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_6</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_archive_content</strong> - false</li><li><strong>woo_search_content</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_menu</strong> - false</li><li><strong>woo_portfolio_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_port_in_nav</strong> - false</li><li><strong>woo_port_prev_title</strong> - Thumbnails</li><li><strong>woo_port_prev_ins</strong> - Click on images below to load a larger preview.</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_a</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_a</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_a</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_b</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_b</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_b</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_c</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_c</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_c</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_d</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_d</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_d</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_minifeat_height</strong> - 110</li><li><strong>woo_nav_exclude</strong> - </li><li><strong>woo_scroller_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_about_header</strong> - </li><li><strong>woo_about_text</strong> - </li><li><strong>woo_about_button</strong> - </li><li><strong>woo_button_link</strong> - </li><li><strong>woo_about_photo</strong> - </li><li><strong>woo_cat_box_1</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_1_image</strong> - </li><li><strong>woo_blog_navigation</strong> - false</li><li><strong>woo_blog_subnavigation</strong> - false</li><li><strong>woo_blog_permalink</strong> - </li><li><strong>woo_blog_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_featured_posts</strong> - 2</li><li><strong>woo_ad_header</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_header_code</strong> - </li><li><strong>woo_ad_header_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/468x60a.jpg</li><li><strong>woo_ad_header_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_top</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_top_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_top_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/468x60a.jpg</li><li><strong>woo_ad_top_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_content</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_content_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_content_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/728x90a.jpg</li><li><strong>woo_ad_content_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_300_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_300_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/300x250a.jpg</li><li><strong>woo_ad_300_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_blog_cat_id</strong> - </li><li><strong>woo_the_content</strong> - true</li><li><strong>woo_ad_mpu_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_3col_height</strong> - 150</li><li><strong>woo_ad_footer_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_cat_color_1</strong> - </li><li><strong>woo_pf_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_home_normal</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_portfolio_image_width</strong> - </li><li><strong>woo_portfolio_image_height</strong> - </li><li><strong>woo_posts_image_width</strong> - </li><li><strong>woo_posts_image_height</strong> - </li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_1</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_1</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_2</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_2</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_3</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_3</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_4</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_4</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_enable_all_category</strong> - false</li><li><strong>woo_bgr</strong> - darkblue.css</li><li><strong>woo_right_sidebar</strong> - true</li><li><strong>woo_archives</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_layout</strong> - blog.php</li><li><strong>woo_other_entries</strong> - 6</li><li><strong>woo_other_headlines</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_nav_footer</strong> - true</li><li><strong>woo_box_colors</strong> - </li><li><strong>woo_about</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_more1_ID</strong> - </li><li><strong>woo_more1_link</strong> - Click here for more info</li><li><strong>woo_more1_url</strong> - </li><li><strong>woo_more2_ID</strong> - </li><li><strong>woo_more2_link</strong> - Click here for more info</li><li><strong>woo_more2_url</strong> - </li><li><strong>woo_highlight_url</strong> - </li><li><strong>woo_cat_ex</strong> - </li><li><strong>woo_highlight_text</strong> - </li><li><strong>woo_feedburner_id</strong> - Feedburner ID</li><li><strong>woo_home_link</strong> - true</li><li><strong>woo_home_link_text</strong> - Home</li><li><strong>woo_home_link_desc</strong> - </li><li><strong>woo_header_layout</strong> - about.php</li><li><strong>woo_about_bio</strong> - </li><li><strong>woo_about_gravatar</strong> - </li><li><strong>woo_about_readmore</strong> - </li><li><strong>woo_ad_header_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_main</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_footer</strong> - </li><li><strong>woo_featured_layout</strong> - large_no_ad.php</li><li><strong>woo_ad_block_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_block_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-300x250-1.gif</li><li><strong>woo_ad_block_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_related</strong> - true</li><li><strong>woo_image_width</strong> - 430</li><li><strong>woo_image_height</strong> - 170</li><li><strong>woo_feat_alt_width</strong> - 130</li><li><strong>woo_feat_alt_height</strong> - 85</li><li><strong>woo_image_single</strong> - false</li><li><strong>woo_single_width</strong> - 180</li><li><strong>woo_single_height</strong> - 120</li><li><strong>woo_ad_content_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_homepage_image_link</strong> - false</li><li><strong>woo_footer_left</strong> - </li><li><strong>woo_inc_footer_left</strong> - false</li><li><strong>woo_footer_right</strong> - </li><li><strong>woo_inc_footer_right</strong> - false</li><li><strong>woo_minifeat_width</strong> - 218</li><li><strong>woo_pages_ex</strong> - </li><li><strong>woo_breadcrumbs</strong> - false</li><li><strong>woo_features_page</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_featured_tabs</strong> - </li><li><strong>woo_featured_category</strong> - Città di Potenza</li><li><strong>woo_featured_entries</strong> - 10</li><li><strong>woo_4col_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_flickr_id</strong> - </li><li><strong>woo_flickr_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_asides_category</strong> - Sport</li><li><strong>woo_asides_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_ad_page</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_home_arc</strong> - false</li><li><strong>woo_tabs</strong> - false</li><li><strong>woo_popular_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_comment_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_video_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_content_feat</strong> - true</li><li><strong>woo_home_thumb_width</strong> - 247</li><li><strong>woo_home_thumb_height</strong> - 92</li><li><strong>woo_ad_top_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_250_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_250_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-250x250.gif</li><li><strong>woo_ad_250_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_flickr_url</strong> - Flickr URL</li><li><strong>woo_2col_height</strong> - 200</li><li><strong>woo_1col_height</strong> - 200</li><li><strong>woo_block_image</strong> - http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/themes/livewire/images/300x250.gif</li><li><strong>woo_block_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_port_images</strong> - false</li><li><strong>woo_all_category_title</strong> - Categories</li><li><strong>woo_home_layout</strong> - 3_columns.php</li><li><strong>woo_archive_layout</strong> - 3_columns.php</li><li><strong>woo_show_carousel</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_home</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_mpu_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_mpu_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_mpu_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/300x250a.jpg</li><li><strong>woo_author</strong> - true</li><li><strong>woo_home_one_col</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_image_width</strong> - 540</li><li><strong>woo_feat_image_height</strong> - 195</li><li><strong>woo_thumb_image_width</strong> - 75</li><li><strong>woo_thumb_image_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_single_image_width</strong> - 100</li><li><strong>woo_single_image_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_post_size</strong> - false</li><li><strong>woo_single_thumb</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_footer_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_footer_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-468x60-2.gif</li><li><strong>woo_twitter_enable</strong> - true</li><li><strong>woo_twitter_username</strong> - woothemes</li><li><strong>woo_about_enable</strong> - false</li><li><strong>woo_enable_blog_category</strong> - false</li><li><strong>woo_mid_exclude</strong> - </li><li><strong>woo_email</strong> - </li><li><strong>woo_vidpage</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_video_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_thumb_width</strong> - </li><li><strong>woo_cat_thumb_height</strong> - </li><li><strong>woo_home_title</strong> - Latest from my blog...</li><li><strong>woo_portfolio_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_portfolio_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_portfolio_resizer</strong> - false</li><li><strong>woo_twitter_user</strong> - </li><li><strong>woo_flickr</strong> - </li><li><strong>woo_delicious</strong> - </li><li><strong>woo_digg</strong> - </li><li><strong>woo_facebook</strong> - </li><li><strong>woo_linkedin</strong> - </li><li><strong>woo_lastfm</strong> - </li><li><strong>woo_youtube</strong> - </li><li><strong>woo_stumble</strong> - </li><li><strong>woo_content_home</strong> - false</li><li><strong>woo_content_archive</strong> - false</li><li><strong>woo_ads_inner_content</strong> - true</li><li><strong>woo_blog_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_home_secondary</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_mid_1</strong> - false</li><li><strong>woo_menupages</strong> - </li><li><strong>woo_intro</strong> - </li><li><strong>woo_featpages</strong> - </li><li><strong>woo_ex_featpages</strong> - true</li><li><strong>woo_featheight</strong> - </li><li><strong>woo_addblog</strong> - false</li><li><strong>woo_blogcat</strong> - </li><li><strong>woo_catmenu</strong> - false</li><li><strong>woo_about_button_1</strong> - </li><li><strong>woo_content_left</strong> - false</li><li><strong>woo_content_mid</strong> - false</li><li><strong>woo_image_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_not_mpu</strong> - false</li><li><strong>woothemes_settings</strong> - a:0:{}</li><li><strong>woo_button_link_1</strong> - </li><li><strong>woo_about_button_2</strong> - </li><li><strong>woo_button_link_2</strong> - </li><li><strong>woo_carousel_header</strong> - </li><li><strong>woo_scroller_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_thumbnail_1</strong> - </li><li><strong>woo_featured_1</strong> - </li><li><strong>woo_featured_1_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_2</strong> - </li><li><strong>woo_featured_2</strong> - </li><li><strong>woo_featured_2_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_3</strong> - </li><li><strong>woo_featured_3</strong> - </li><li><strong>woo_featured_3_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_4</strong> - </li><li><strong>woo_featured_4</strong> - </li><li><strong>woo_featured_4_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_show_mostcommented</strong> - false</li><li><strong>woo_logo_left</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_nav</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_list</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_ex_cat_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_list_footer</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_box_footer_1</strong> - false</li><li><strong>woo_image_archives</strong> - false</li><li><strong>woo_archive_width</strong> - 140</li><li><strong>woo_archive_height</strong> - 90</li><li><strong>woo_ad_300</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_300_bot</strong> - false</li><li><strong>woo_exclude_pages</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_cats</strong> - </li><li><strong>woo_steps</strong> - Select Format:</li><li><strong>woo_contact</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_blog</strong> - false</li><li><strong>woo_tabber</strong> - false</li><li><strong>woo_show_mpu</strong> - false</li><li><strong>woo_show_ad</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_below_image</strong> - /images/ad468.jpg</li><li><strong>woo_ad_below_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_code</strong> - </li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-728x90-2.gif</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_alt_colours</strong> - default.css</li><li><strong>woo_aboutlink</strong> - </li><li><strong>woo_side_image</strong> - /styles/clean-light/images/ad-120x240.jpg</li><li><strong>woo_side_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ads</strong> - false</li><li><strong>woo_disclaimer</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_subnav</strong> - </li><li><strong>woo_subnav</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_width</strong> - 280</li><li><strong>woo_feat_height</strong> - 210</li><li><strong>woo_smallthumb_width</strong> - 56</li><li><strong>woo_smallthumb_height</strong> - 42</li><li><strong>woo_homepage</strong> - layout-default.php</li><li><strong>woo_slider</strong> - false</li><li><strong>woo_tabber_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_tabber_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page_left</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page_left</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page_right</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page_right</strong> - false</li><li><strong>woo_mag_featured</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_mag_secondary</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_blog_navigation_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_embed</strong> - false</li><li><strong>woo_home_featured</strong> - true</li><li><strong>woo_home_content</strong> - false</li><li><strong>woo_get_image_width</strong> - 190</li><li><strong>woo_get_image_height</strong> - 142</li><li><strong>woo_ad_200_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_200_image</strong> - </li><li><strong>woo_ad_200_url</strong> - </li></ul>