Monday, 10th December 2018

SPQR, atto secondo: la ritirata generale.

Posted on 30. set, 2010 by in Amenità, Commenti, Politica nazionale

SPQR, atto secondo: la ritirata generale.

L’ultima stronzata di Bossi ha trovato il giusto epilogo. Ma riassumiamo per chi avesse perso qualche puntata:

-       Bossi traduce SPQR in “sono porci questi romani”;

-       Alemanno inorridisce, si indigna, e riferisce a Papà;

-       Papà Silvio va da Bossi e gli dice “vedi che Alemanno rompe, chiedi scusa, o fa qualcosa”;

-       Il PD presenta, addirittura, udite udite, una mozione di sfiducia nei confronti del ministro Bossi;

-       Bossi frena e dice “ma non si può più scherzare? E che diamine, ma siete proprio permalosi?, non volevo offendere nessuno, perbacco”;

-       Risultato finale, Alemanno tace, e il PD ritira la mozione di sfiducia.

Insomma era tutto uno scherzo. Certo, fesso chi ha pensato diversamente. Scherzo di cattivo gusto, ma scherzo. Domanda: ma un ministro può scherzare tanto facilmente e con tanta faciloneria? Per il PD evidentemente sì. Come per tutti gli altri.

Il voto di fiducia poteva diventare un banco nuovo di prova per la maggioranza. E allora la paura ha fatto novanta, e, come per incanto Bossi ha poco dignitosamente confessato la sua rozza anima da bar, e il PD si è preoccupato di fare marcia indietro, già pentito di aver osato tanto.

In Basilicata manca l’opposizione, a Roma pure.

Io credo che all’estero per una esternazione tanto volgare quanto gratuita si sarebbero dimessi. Bossi no. Anche perché deve festeggiare un suo assessore comunale beccato con le mani in pasta. Una bella mazzetta per il duro e puro di San Michele sul Tagliamento.

In Tv una del posto ha commentato, ma quale nord e sud, tutto il mondo è paese. Saggia. Ma non ditelo al duro e puro per eccellenza. Lui non ci crede ancora, e pensa alla solita mela marcia.

Oh!, ma nel giardino della politica una mela sana nasce ancora o no?

Non solo Ibra

Posted on 30. set, 2010 by in Commenti, Politica nazionale

Non solo Ibra

Fini: mai più con il PDL! Quindi, fiducia concessa, ma tutti pronti per il voto, previa adozione di qualche provvedimentino al volo, secondo le reciproche esigenze.

Bossi vuole il federalismo, Berlusconi non vuole finire in galera, e Fini, forse, solo l’ammaina bandiera per le vicende Montecarlo. Forse.

O forse c’è anche altro nell’accordo.

Di certo mai accordo fu preso fra persone sì distanti fra di loro.

Ma era necessario, evidentemente. E non per l’Italia, pensa te.

Il teatrino, di cui parlano Bossi e Berlusconi, lo fanno per prima loro.

Insomma ieri è stata una pagliacciata, per chi, e non sono pochi, amano la sostanza, la responsabilità, la serietà e la trasparenza.

Gli attori del teatrino continuano a pavoneggiarsi fra mille interviste, “daremo la fiducia, ovvio”, cinguetta Ronchi; “i numeri ci sono”, filosofeggia qualcun altro; “fatemi fare”, spernacchia Berlusconi.

La via di fuga, però, c’è: Champions martedì e mercoledì, campionato sabato e domenica, Eurolega al giovedì. Rimangono scoperti il lunedì e il venerdì, giusto per vedere due film d’autore. E vedrete che bella dormita.

Tarallucci e vino per tutti

Posted on 29. set, 2010 by in Politica nazionale

Tarallucci e vino per tutti

Tarallucci e vino?

Presumibile.

Dopo tanto chiasso, fango, dopo le risse in Tv, sui giornali, sui palchi, dopo tutta questa battaglia, ci fanno sapere che le armi erano a salve.

Giocavano a guardia e ladri, o ai cow boy, con le pistole giocattolo.

Hanno fatto dividere l’Italia, e forse, oggi, si ricompatteranno. Non per amore ritrovato, ma per convenienza, reciproca.

Chissà se la tregua comprenderà anche la campagna di stampa sull’appartamento di Montecarlo.

Ma Fini farà il partito, e poi si vedrà. Balle. Cazzate. Con questa legge elettorale non si può crescere seriamente, stando il PD nella cacca, e questa maggioranza non cambierà la legge elettorale. Insomma hanno fatto capire che sarebbe cambiato tutto per non cambiare un cappero.

Trovo la situazione stomachevole.

A meno che stasera non succede il fattaccio, che, però è da escludere, viste le dichiarazioni di ieri sera.

Sto per prendere una decisione. La prossima volta voto per il mio giornalaio. “Ma non si candida”, “ e chissenefrega!”

Guardare e non usare

Posted on 28. set, 2010 by in Città di Potenza

Guardare e non usare

L’unità di misura del provincialismo è il grado di confidenza che esiste fra i cittadini e i bagni pubblici. Più piccola è la città, meno sono frequenti le visite ai bagni dei bar, e a quelli pubblici; più facile fare un salto “a casa”, che irrompere in un bar chiedendo dove sia la toilette.

A Potenza, poi, i bagni pubblici sono una rarità. Non usa, insomma, a Potenza, offrire un servizio che, nel resto del mondo, invece, viene ritenuto primario. Provinciali per vocazione, potrebbe pensarsi.

Ma tant’è. Oppure, fino a qua, passi pure. Ma a Potenza in materia si vuole strafare. L’atteggiamento diventa supponente e l’impressione è quella di un guanto di sfida gettato in faccia alla città.

Infatti se vi dovesse capitare di percorrere il fastoso “ponte attrezzato”, e dovesse cogliervi alla sprovvista un bisognino urgente, cosa che può presumibilmente capitare, data la lunghezza e gli spifferi, potreste trovarvi a vivere una avventura speciale.

Innanzitutto i bagni sono pulitissimi. E questa è una notizia, bella, ma comunque una notizia. Un bagno pubblico pulito, in Italia, è come un bel quadro: raro e da rimanere incantati a guardarlo.

A guardarlo, appunto. I bagni del ponte attrezzato, per l’appunto, puoi solo guardarli, e non usarli, perché, per esempio, manca la carta igienica.

Ma un utente coraggioso potrebbe fare spallucce, e arrangiarsi, o con una scrollatina in più, o con una copia del corriere dello sport debitamente ammorbidita.

Mancano, però, anche le chiavi alle porte. E qui lo stesso utente coraggioso potrebbe dire “ma quante storie”.  Ci vogliono disinibiti, perbacco. E se, senza chiavi alla porta,  non vi viene lo stimolo, per l’ansia che qualcun altro possa irrompere nel bel mezzo dell’operazione, qualunque essa sia, arrangiatevi, vuol dire che siete proprio provinciali.

A questo punto, il coraggioso e disinibito utente potrebbe aver bisogno di lavarsi le mani. Ebbene, lo splendido contenitore di sapone liquido è totalmente vuoto.

Un bagno senza carta igienica, chiavi e sapone, allora, non può che essere stato realizzato solo per essere ammirato, appunto come un’opera d’arte.

E semmai fotografato, come una splendida scultura che rappresenti il senso della vita o l’effetto catartico dello svuotamento delle viscere, metaforicamente inteso.

Qualcuno dice che un giorno ci sarà la fila di giapponesi a scattare foto ricordo, e il più spiritoso si farà riprendere anche seduto sulla tazza, sorridente e con i pantaloni a mezza gamba. Chissà.

Per ora basti sapere che, come in ogni piccola provincia, certe cose si devono fare solo a casa, sennò ti vedono e, poi, cosa devono pensare?

SPQR

Posted on 27. set, 2010 by in Commenti

SPQR

Il turpiloquio di Bossi di nuovo alla ribalta. Non dice nulla di nuovo sui romani, ma la costante è che è un rozzo dal facile turpiloquio. Dicono che la Lega sia la novità italiana e il nuovo autentico, vero, partito. Pensa te!

Alemanno si è arrabbiato e ha detto che lo riferirà a papà.

Papà dirà “ci penso io”. Bossi dirà a papà, col il suo forbito linguaggio “non rompere le palle”, ma papà dirà a Alemanno “tutto a posto”.

Alemanno dirà ai romani “tutto a posto”.

Bossì dirà che non si era capito bene quello che voleva dire, infatti lui voleva solo dire “Sono porci questi romani”.

Alemanno dirà “Ah!, non avevo capito”.

E l’incidente sarà prontamente riparato.

E tutti vivranno felici e contenti.

Il casco integrale è più sicuro

Posted on 27. set, 2010 by in Amenità, Commenti

Il casco integrale è più sicuro

Dada umpa. Dada umpa.

Zemanlandia è tornata. Miglior attacco di tutti i campionati d’Italia, e pure peggiore difesa, ma fin quando si vince, vuoi mettere?

Ora Zeman è secondo, e non è detto che vincerà il campionato, perchè ha una squadra molto giovane, ma chissenefrega. E’ lo spettacolo che finalmente è tornato.

Ma aspettate che ve ne racconto una del Tomasi: titolo “Safety”, testo “Il casco integrale è più sicuro, e poi la crusca fa bene ai capelli”.

Piaciuta?

Fini sfida l’Italia: non avete creduto a Scajola, ma a me dovete credere, perbacco. Ma l’Italia a Fini gli crederebbe pure, e alla Tulliani che proprio non crede.

Così va il mondo.

A tirare è sempre più un capello di donna che “na’ zoca di ferro”.

Il made in Italy, comunque, fa fortuna. E ministri di tutto il mondo sono a convegno per capire perchè il popolo italiano sopporta il peggio  del peggio e all’estero non puoi fare uno starnuto che ti fanno dimettere; il tema è: ingenui o idioti gli italiani? Sottotitolo: italianizziamoci, più libertà di delinquere, leggi ad hoc, e putipù per tutti. Ma c’è chi storce il muso sui relatori, perchè sono tutti italiani e così tutti ci fanno la figura di ignoranti.

Massì, madai.

Dada umpa, dada umpa.

Che tristezza, che schifezza

Posted on 26. set, 2010 by in Argomenti, Commenti, Politica nazionale

Che tristezza, che schifezza

Insomma si vota di nuovo? Sembra probabile, ma non servirà a niente.

Stiamo vivendo il dramma dei drammi. I personaggi della politica sono quelli che sono: un premier che, da imputato, prossimo a una condanna, garantista convinto, ordina il fuoco sul suo avversario intrerno, Fini, reo solo di averlo contraddetto su temi politici. Avesse detto che Berlusconi è un grande statusta che non sbaglia una mossa, i due pit bull del regime, Feltri e Belpietro, con contorno di spaesati veri giornalisti, Facci e Veneziani, non si sarebbero scatenati. Questi due feroci molossi, senza comando, non smetteranno, ma chi li guida dovrebbe capire che buttando cacca su Fini, la butta anche su se stesso.

Fini sta affogando. Come Scaloja non sapeva chi e perchè gli avesse regalato un immobile, lui non sa se il cognatino è proprietario o meno dell’immobile. Oggettivamente comico. Aveva posto temi politici rimarchevoli e coraggiosi, illudendo mezza Italia, ma non si era allacciato le scarpe, ed è inciampato ai primi passi da leader.

A sinistra si agonizza. Le flebo non bastano più, e sono scomparsi dalla scena politica.

La crisi incombe, e le riforme sono annunciate e mai fatte come da buona tradizione democristiana.

I nostri politici sanno solo vivacchiare, non governare. Sanno lucrare e non programmare.

Larussa e Gasparri hanno assunto le sembianze dei condor. Fini è prossimo cadavere politico, e loro si aggirano per azzannarne le spoglie. Mercenari al servizio di chi gli garantisce potere e fama. Giullari di corte, nulla di più. Come le altre squallide figure di governo, donne incluse; personaggi che non hanno mai inciso e che non hanno un pensiero proprio.

Di Pietro che non grida, o, se grida, nessuno gli crede più, ed era ora, compravendite di parlamentari esposti in vetrina con prezzi da saldo, e via discorrendo.

E, quindi, se si vota, cosa cambia?

Risparmiateci l’ennesima campagna elettorale, nella quale si grideranno annunci elettorali pietosi, si alterneranno faccioni vecchi e polverosi, e si speculerà sulla buona fece degli italiani. E sì perchè una parte di italiani è in buona fede. L’altra si sta preparando a non sbagliare mossa. Merda secca, trita e ritrita, insomma, e niente di più.

Personalmente non ce la faccio più a sentire e vedere Berlusconi, a sperare che Bersani dica una cosa sensata, a illudermi che, prima o poi, arriverà una stagione della responsabilità e della serietà, Fini comincia a farmi pena, e sul resto , concedetemelo, ci caco sopra.

“Andate a lavorare”, dovremmo gridare a tutti gli attori della eterna sceneggiata italiana, non comprare più il biglietto e passare ai fatti: uno sciopero bianco che sancisca l’ufficiale distacco fra gli italiani e i suoi politici. Non votare, non comprare le sigarette, non pagare le tasse, i biglietti del tram, non comprare i quotidiani, e rifiutare ogni rapporto con la politica, finchè non cambia. E invece, stasera tutti a vedere cosa è successo, se Berlusconi ha petato in faccia a Fini o se quest’ultimo ama ancora la Tulliani, e se questo amore deve costare tanto a chi ci aveva davvero creduto in una destra semplicemente seria.

Gli orchestrali suonano ancora, stancamente, per qualche coppia che balla  nonostante sia notte fonda. Qualcuno ha la valigia pronta, di noccioline non ne venderà più. C’è stanchezza, e nessuna voglia del giorno che verrà dopo l’ennesima, stupida e noiosa festa.

Curriculum vitae

Posted on 25. set, 2010 by in Amenità

Curriculum vitae

Avendo dovuto presentare il mio “curriculum vitae” alla neonata “Accademia delli cruschi”, ho pensato bene di pubblicarlo anche sul mio blog.

Nato nel 1956, sotto il segno dello scorpione, conobbe subito la gloria. Belloccio, simpatico e socievole, crebbe nella convinzione, sicuramente e subdolamente indotta, che il motivo del suo fascino dipendesse da un’ alimentazione che prevedeva sistematicamente la pasta e fagioli.

Visse una infanzia e una adolescenza serene, con la fortuna di essere terzo figlio maschio, e per tale motivo, non bisognevole di particolari attenzioni. Fin da subito libero, nel vero senso della parola, formò il suo carattere su una base di una poderosa anarchia.

Ma l’ascendente Vergine già tesseva la sua tela, e, quindi, a una sconfinata anarchia, capace di impedirgli una qualsivoglia assunzione di abitudini, si affiancò una teorica necessità di ferrea autoregolamentazione.

Alternò, quindi, fin da giovane, per esempio, stagioni di lirismo etilico, a stagioni di diete drastiche, con il magico risultato di cambiare troppo spesso fisionomia e peso.

Ma l’evidente e scomodo contrasto non gli levò il buon umore che, invece, cominciò a diradarsi con la fine degli studi e l’inizio dell’attività lavorativa. Da allora, e ne sono passati di anni, alterna stati di allegria a stati di accigliata preoccupazione.

La verità è che il suo nemico mortale è la noia, ragion per cui cambia spesso interessi, metodi comportamentali, metodologie di lavoro,  stati d’animo, tipo di letture, sport da praticare, squadre per cui tifare.

Tale apparente dinamismo spirituale, magia delle magie, non lo priva, nonèvero, di un sottofondo, costante e insinuante, di pigrizia cosmica. E la fritatta è fatta.

Questo cocktail ha sortito effetti apparentemente nefasti: gastrite a sedici anni, diabete a cinquanta, pressione sanguigna sempre tonica, e qualche altro lieve, per così dire, difettuccio, che per decenza è meglio sottacere.

Ma il nostro non si scoraggia, anzi.

Da quando è ufficialmente malato, infatti, i contrasti caratteriali si sono attutiti, la regolarità comincia a fare capolino, senza esagerazione, beninteso, e, ora, è possibile anche parlargli bene della prima repubblica senza che dia di stomaco.

Sportivo nato, ma dilettante nei cromosomi, nel senso che coltiva solo l’ambizione di partecipare, mai di vincere, ha, nel suo palmares, un terzultimo posto nel campionato italiano ciclisti avvocati di una manciata di anni fa, e un eurogol in una storica partita fra gli avvocati di Potenza e una delegazione di Brienza sotto un furibondo acquazzone. Nell’occasione centrò il sette della porta avversaria con un tiraccio da quaranta metri. Che roba!

Per il resto esercita la professione di avvocato, studia buddhismo, ed è impegnato politicamente con saggia moderazione, quasi si trattasse dello zucchero nella sua alimentazione. Ha una moglie e un figlio che non perdono occasione per criticarlo, ma questo lo gratifica, perché sa che, in fondo in fondo, gli vogliono tanto bene e criticandolo gli restituiscono, scientemente, autorevolezza.

“Ehi, ma questo doveva essere un curriculum vitae, non un’ autobiografia!”.

“Perbacco, chiedo scusa. Allora ricomincio. Nato nel 1956, sotto il segno dello scorpione…..

Fuori onda: “Non te lo puoi portare da nessuna parte, fa fare sempre brutte figure”, “ e lo dici a me, che me lo sono pure sposato?”.

Il muppet show

Posted on 23. set, 2010 by in Commenti

Il muppet show

In Italia succede che un impiegato del Comune, o di un ente pubblico qualsiasi, con uno stipendio normale, normalissimo, insomma unanimemente ritenuto uno stipendio che non consente agevolmente di arrivare a fine mese, possegga un costosissimo suv, col quale circoli anche in città, anche per andare a prendere un caffè.

E nessuno che si chiede come faccia. Perché contemporaneamente, casomai, ha casa al mare, e casa in campagna, e quindi è una persona rispettabile, perché possidente.

E’ un bel paese, l’Italia.

In Italia, si può affermare con buone possibilità di azzeccarci, che i governi che si sono succeduti dalla seconda guerra mondiale in poi, non abbiano mai davvero governato, ma si siano limitati a vivacchiare. Mai una seria programmazione, mai un serio rispetto delle regole, e sempre costantemente, un condono edilizio, un’amnistia e un indulto, un condono fiscale per monetizzare, vergognosamente, la profonda e diffusa illegalità, e una mazzetta per arrotondare.

E’ un bel paese, l’Italia.

In Italia il lavoro più diffuso è quello della puttana. Ma non si offenda nessuno. Lo dico nel senso che quasi tutti gli italiani hanno bisogno di un protettore, di una stella polare che stia in politica, che ti consenta di ottenere quello di cui hai pacificamente diritto, o quello che non ti toccherebbe mai. Da noi, la raccomandazione, o l’aiuto del politico, è necessario anche per comprare l’acqua minerale. E dire che, oggi come oggi, l’interessamento del politico incomincia a essere ultroneo, per dirla col collega dei colleghi, perché di politici che ti servono davvero, ce ne sono rimasti pochissimi, tutti gli altri millantano un potere che neanche vedono col binocolo.

E’ un bel paese, l’Italia.

In Italia la virtù nazionale è la mediocrità. La bravura incomincia a essere un difettuccio, la genialità costituisce una diversità. E in Italia non puoi essere diverso. Devi essere omologato, conforme, banale, e mediamente puttana; anche per giustificare la specie dei protettori, alias politici, che senza puttane non contano niente.

Altra virtù nazionale è l’ipocrisia. In chiesa la domenica, e dal lunedì al sabato, vai col liscio, dai trans alla cocaina, l’italiano medio non si fa mancare niente. Ma alla domenica comunione e funzione religiosa.

L’altro ieri in Corte di Appello una causa ormai agli sgoccioli è stata rinviata di due anni, ma vuoi mettere due anni di fronte a una vita?

Vittorio Emanuele è stato assolto. Non aveva fatto niente di penalmente rilevante. E ora chi lo dice a Woodcock? Insomma è stato tutto un brutto sogno della magistratura inquirente italiana? L’Italia, la patria del diritto. Le cause non finiscono mai, e in galera troppi innocenti, e considerata la diffusissima corruzione, chi ci deve andare in galera, non ci va.

Che paese, l’Italia.

Ma il governo, da anni, vuole riformare la giustizia. Previa immunità per un gruppo di politici.

Il Giornale e Libero stanno crocifiggendo Fini. Bene. Mi piace il giornalismo d’inchiesta. E da domani uguale trattamento anche per i processi del premier.

“Ehi, che c’entra, lì si tratta di magistratura politicizzata”.

Eh, sì, l’Italia è proprio un paese magico.

Lo Zen e l’arte di pulire i gamberi.

Posted on 23. set, 2010 by in Argomenti

Lo Zen e l’arte di pulire i gamberi.

Quando il pensiero non sorge, nessun fenomeno esistente ci può danneggiare.

Questo è un concetto zen, che poggia sul principio che il nostro peggior nemico è la nostra mente. Questa elabora, sviluppa, preannuncia problemi, se li inventa, alimenta ansie di là da venire, o che forse non arriveranno mai. Si inventa nemici, ci fa mettere su il muso, alimenta l’orgoglio, si è inventata la dignità e la coscienza.

E, poi, non è un luogo comune che chi non ha pensieri, e sta dietro troppo alla sua mente, sta meglio?

Solo che tale stadio mentale lo si attribuisce agli idioti o agli irresponsabili. Giusto per dar ragione ancora una volta alla nostra perversa mente.

Ma cambiando discorso non bisognerebbe vivere in aspettativa, sempre, di una qualsiasi retribuzione. Spesso le retribuzioni che cerchiamo sono retribuzioni di sofferenza. E con questo ho detto tutto.

Cosa volevo dire?

Aspetta un pò che ricostruisco…..

Signori, a teatro.

Posted on 21. set, 2010 by in Commenti

Signori, a teatro.

Berlusconi ha ragione. La politica italiana non è altro che un teatrino. E lui è il primo attore.

La qualcosa, ovviamente, gli piace assai. Anche nelle classifiche dei peggiori, purchè primo.

Sì, proprio un teatrino.

Ma è l’Italia che è un  teatro.

Vuoi mettere?

Un ministro della  Vista sul Colosseo ancora non sostituito, sebbene ogni settimana venga fatto un preannuncio di nomina; un ex ministro della Vista sul Colosseo che annuncia di voler alienare l’immobile donatogli e disperdere i contanti ottenuti dall’elicottero sul cielo di Roma; Santoro che si innammora di Fini; Fini che si innammora di Santoro; Grillo che litiga con Di Pietro, dopo una breve e intensa relazione; Di Pietro che litiga con Grillo; un condannato dell’UDC che decide di impegnarsi col futuro collega di condanna; e nello stesso tempo: un lodo Alfano che riformerà la giustizia in senso verticale; il PD che annaspa senza ritegno; Veltroni resuscitato senza andare in Africa;

e scusate se dimentico altri dodicimila esempi e rotti, e scusate se è poco.

Ma di una cosa possiamo essere certi, perbacco, talchè non si dica che in Italia non esistono regole: la nostra classe politica è mediamente e generalmente davvero assai mediocre. E furbastra. E, laicamente, egoista.

Il problema, a questo punto, però, si sposta. Una classe politica sì poco responsabile e mediocre si addice o meno a una popolazione come l’Italia? Non sarà che rispecchia, fedelmente, la media nazionale?

Non sarà che l’italiano, mediamente, è poco serio, poco responsabile, egoista, ecc. ecc.?

E’ preferibile non rispondere a questa domanda.

Rimaniamo col dubbio.

In fondo…. Basta che ci sta il sole….. il mare….. la pizza….. gli spaghetti……. La cotoletta…..E il campionato di calcio, e si può sopportare tutto.

La riforma delle riforme

Posted on 16. set, 2010 by in Amenità

La riforma delle riforme

Varata la riforma, tanto attesa, della politica.

Per la prima volta in Italia, una legge è stata votata dalla unanimità dei parlamentari. Alla fine brindisi e pizzette per tutti. E giochi di società. L’euforia a mille. Gruppi di parlamentari dell’estrema sinistra con colleghi di destra a giocare ai mimi, socialisti e repubblicani a giocare a nascondino, ex dc e ex pci allo schiaffo del soldato. I più sviluppati a ballare con la spazzola.

Proclamato anche un giorno di festa nazionale, scuole chiuse.

Ma quale sarà mai questa legge che ha sconvolto il quadro politico?

Ecco qua:

il politico non dovrà più sudarsi i voti. O meglio lo dovrà fare una volta soltanto. Il parlamento diventa a numero chiuso, chi c’è c’è. Soltanto dopo qualche decesso si riaprono i giochi, ma solo per colmare il vuoto. In commissione, però, già si lavora per una leggina che consenta di allungare la vita dei parlamentari. Basterà sacrificare qualche persona normale per ottenere una decina di anni in più.

Ma è fra le righe della legge che si scoprono le chicche. I parlamentari maschi, infatti, godranno, a prescindere dall’età, di erezioni costanti, esemplari e a comando, mentre le femminucce potranno scegliere, ogni anno, per tette nuove, culi rialzati, o labbrone da trombettiere.

Poi c’è la libertà cosiddetta etica. I parlamentari, cioè, non saranno sottoposti alle solite valutazioni della gente secondo criteri di etica vigente. Potranno, quindi e finalmente, partecipare ufficialmente a festini a base di quello che si vuole, orgette, e, nella vita sarà liberalizzato il furto, anche con scasso, la corruzione, la mazzetta ecc. ecc.

Evidente lo scatto in avanti della società italiana, affrancata, ed era ora, dai soliti lacciuoli che hanno impedito una effettiva e naturale crescita e uno sviluppo proporzionato al valore espresso dai nostri politici.

Ma la festa è stata interrotta per un minuto di silenzio in favore degli eroi , di quei parlamentari che hanno ingiustamente pagato di persona nei tempi bui, quelli costretti a dimettersi per un appartamentino al Colosseo, o per una mazzettina da quattro soldi. Quei parlamentari che con il proprio personale sacrificio hanno contribuito, con gli anni, a creare i presupposti per la riforma delle riforme.

Ma per ultimo la norma di chiusura: d’ora in avanti i parlamentari, siano maschi o siano femmine, sono per legge belli. La vanità è appagata. Niente più distrazioni per massaggi durante l’orario di lavoro, cerette estemporanee, lifting, e roba del genere.

In extremis evitata la pur proposta possibilità di accoppiamento esclusivamente all’interno della categoria. I parlamentari potranno quindi mischiarsi con la gente normale, e accoppiarsi con chi vogliono. I prescelti non potranno rifiutarsi, ovviamente, pur dovendo, comunque, gratificare i parlamentari dando l’impressione di rimanere incantevolmente turbati dal loro fascino, che, pure, gli viene riconosciuto per legge.

Gli italiani attoniti assistono, e si chiedono: ma non era già così?

Facebook, quasi una fatica.

Posted on 15. set, 2010 by in Argomenti

Facebook, quasi una fatica.

Ora si riprende, dopo la pausa caffè.

Oppure, che noia. O tanto altro.

Su facebook ognuno esprime anche una sensazione passeggera, che, semmai, appena scritta, è già svanita. Ma lì rimane, e gli amici ci scrivono sopra pure “mi piace”.

Strano mondo, facebook. Diventi un amicone anche di chi ritenevi lontano mille miglia da te. E ci scambi opinioni e gli manifesti stima incondizionata; poi ti incontri e torna l’imbarazzo di sempre. Uno stitico ciao, e via. Ma in bacheca ci si sorride, si ammicca, si scambiano pensieri seri.

Lo schermo ci disinibisce. E’ una magia, in fondo.

Ragion per cui i rapporti sono più stretti su FB che nella vita. Quindi meglio mantenerli in maniera virtuale. Che, poi, tanto virtuale neanche è.

Da uno o una non mi farei mai guardare nell’intimità, e poi su FB ti sparo foto in costume ridottissimo, in mutande, in pigiama o anche di più.

Che roba di noi.

Poi c’è la parte seria. Quella delle note. Coi tag. Che tanti gradiscono, tanti altri per niente, e tu non sai se taggare sempre gli stessi se cambiare o cosa cappero fare. Perchè c’è il limite dei tag, e vanno centellinati.

E poi le amicizie. Te la chiedono, e tu la dai. La chiedi, ma c’è il rischio che il sistema ti blocchi, perchè potresti dare fastidio. Ma quale?, se posso rifiutare la richiesta?

La piazza virtuale, dove sganciati i freni, si dice di tutto, si fa di tutto, ci si offende e ci si ama. Oggi. Domani si vedrà.

Ci ho sguazzato in FB per un bel pò. Ora mi sono stancato. Niente niente, stando su FB, con i “mi piace” che non si negano a nessuno arrivo a sentirmi uno scrittore, un opinionista, o chissà cos’altro.

Basta il blog, dove non invado il campo di nessuno, e chi vuole leggere o partecipare, deve farlo spontaneamente, deve digitare un indirizzo, e se si pente deve accusare solo se stesso.

E’ stata, però, una bella esperienza. Ho conosciuto, davvero, tante persone meravigliose.

Che strano mondo, quello di FB.

Che mondo faticoso, quello di FB. Passi ore e ore davanti allo schermo, come se stessi in piazza. Poi si fa notte, e non hai stretto una mano, non hai guardato nessuno negli occhi, e la tua mancanza di coraggio nella vita si è tramutata in coraggio da leoni. Torno per un pò alla rugosità della vita, ai suoi spigoli, quegli spigoli che FB sa smussare tanto bene, quanto subdolamente.

Il Bossi pensiero.

Posted on 14. set, 2010 by in Commenti

Il Bossi pensiero.

Bossi è un uomo che ha le idee chiare, e soprattutto ha capito che chi lo vota non necessita nè di coerenza, nè di logica, ragion per cui li infarcisce, quotidianamente, con dichiarazioni che sono l’una il contrario dell’altra.

Il suo popolo esulta a qualsiasi esternazione, inebetito da cotanta fantasia. Non si pone il problema che il loro condottiero oggi vuole votare e domani no, dopodomani governare, e il giorno dopo sfiduciarsi da solo.

Bossi a me piace. E mi piace il figlio. Perbacco, se mi piacciono. Il padre punta, ormai, da una vita al federalismo; in effetti si potrebbe parlare di un uomo davvero perdente, non avendolo realizzato mai. Ma ora che sta a un passo dal realizzare il tanto agognato federalismo, si starà chiedendo se non sia finita la sua missione. Oppure,  raggiunto faticosamente il primo obiettivo, come si faccia per inventarsene uno altrettanto ipnotizzante i suoi polentoni.

Ha provato a dire che vuole portare i ministri al nord, ma è una cazzata senza fascino. Ci vuole altro.

E allora tanto vale allungare il brodo del federalismo per altri cinque o sei anni.

Scherzi a parte, Bossi mi piace. E’ un rustico, se vogliamo un tantino peggio di Di Pietro, e comunque un sempreverde. Ha il suo fascino. E’ un capo popolo, un arruffone, uno che vuol far pensare a un politico diverso, ma che è come tutti.

“Ma i leghisti amministrano bene i loro territori”, balle, in Italia per trovare un buon amministratore non c’è bisogno di pescare nella Lega, bisogna andare a culo, e un pò dappertutto se ne trovano, pochissimi, ma se ne trovano. E poi un buon amministratore dura poco, perchè viene prima o poi fagocitato  da chi amministra a modo suo, categoria sempre in gran maggioranza.

Il figlio di Bossi pare sia uno zoticone che non ha mai studiato. Poco male, per fare politica ci vuole altro che una buona cultura. Ci vuole faccia tosta, e lui pare ne abbia da vendere. Insomma il ramo Bossi non si discosta dalla media dei politici italiani, ma con un pregio in più: sanno vendersi al meglio. Anche meglio di Berlusconi, non foss’altro che per il fatto che non reclamizzano le loro capacità sessuali.

Bossi e Berlusconi. Una volta BB significava ben altro. Bossi e Berlusconi governano ormai da tanto tempo. E i risultati non sono brillanti. Anzi.

Anche Bossi ha finito di essere una novità. E’ il solito attore con la solita parte nel palcoscenico della politica italiana.

“Ci fosse una lega pure al sud”, brontola qualcuno. Ma credo sia inimitabile. Per fare una Lega ci vuole un esercito di gente che crede a un uomo soltanto ciecamente, qualunque cosa dica, anche se, come accennato, dice cose l’una il contrario dell’altra. E al sud siamo troppo scettici, troppo poco disciplinati, troppo intimamente anarchici, per stare dietro a un borbottone qualsiasi. Se vogliamo siamo più raffinati, disordinati, presuntuosi, e subdolamente sudditi.

Ma bossi mi piace, sì, mi piace.

Baciamo le mani

Posted on 09. set, 2010 by in Commenti

Baciamo le mani

In quanti paesi del mondo un amministratore rischia la vita?

Evidentemente per trovarne qualcuno è necessario scartabellare fra i paesi del terzo mondo, quelli dove le leggi non sono più di un quadretto, quelli dove il malaffare è di casa, e la vita di un uomo è considerata meno di un euro. Insomma parliamo dell’Italia, e di poche altre squallide realtà.

Ma l’Italia è un caso speciale, perché non fa parte del terzo mondo, anzi sarebbe fra le prime civiltà industriali del mondo.

E poi ha una tradizione di civiltà millenaria. E poi ha Dante, Benigni e la Ferrari. E poi ha la gran moda, ha l’arte, la pasta asciutta e la fantasia a colori.

Eppure.

Eppure essere amministratore, in Italia, è qualcosa di rischioso per la vita.

Una contraddizione vergognosa.

Ma la cosa fa poco scalpore. Qualche giorno fa è stato assassinato il Sindaco di Pollica, nel Cilento, ma dalle parti di Roma nulla ha rotto la routine, fatta di scaramucce, squallide, di affari, molti, di loschi affari, abbastanza, di giochi di potere.

Avranno sì e no alzato le spalle, e ribadito che lo Stato non abbassa la guardia, ma forse nemmeno questo.

Un morto ammazzato è di competenza della giustizia, non della politica. Il caso è archiviato politicamente.

E invece no.

Il caso è solo politico, la parte giudiziaria è, purtroppo, secondaria. La scoperta dell’autore è importante solo per il processo, non restituirà Vassallo alla sua famiglia e alla sua città.

Ma la politica deve fare in modo che non accada più che un amministratore paghi con la vita, o che comunque paghi qualcosa che non va pagato. E per fare questo deve saper amministrare in nome del popolo e per il popolo. In fondo basterebbe solo questo.

In Italia ci vuole più politica. Non in TV, ma fra la gente. I cittadini devono sentirsi uomini politici in ogni loro gesto, accompagnare ogni scelta e ogni comportamento con il senso della responsabilità che solo l’essere uomo politico può dare. Fare politica non significa indossare una coppola e beccare una indennità. Significa senso di appartenenza e amore per il bene comune, che, prima o poi, si traduce in bene del singolo. Il bene del singolo non è mai bene comune, quello comune è sempre e comunque anche bene del singolo. Solo una comunità così matura può partorire, poi, governanti all’altezza.

In Italia siamo, invece, un popolo di mafiosi. Ognuno ha il suo padrino, per revocare una multa, bloccare un debito, far entrare il figlio nella tal scuola, ottenere un esame clinico velocemente, trovare lavoro. Hai voglia a gridare che il paese è sano, e sparute sono le frange malavitose. La malavita è nei nostri cromosomi, e sparuta è invece la schiera di chi non è mafioso. Sono quegli “strani” che fanno le file e pagano le multe, chiedono permesso e immaginano che la cortesia sia un dovere, quelli che non si lamentano se un figlio è bocciato a scuola e non parcheggiano dove capita, e un lavoro cercano solo di meritarselo.

La morte di Vassallo è un caso politico.

Ma non ditelo a Roma, altrimenti disturbiamo i bisticci da cortile della classe politica più seria che il paese abbia mai conosciuto.

<ul><li><strong>woo_feat_page</strong> - </li><li><strong>woo_inc_feat_page</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_feat_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_uploads</strong> - a:3:{i:0;s:75:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/5-safe_image.png";i:1;s:72:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/4-Luciano.jpg";i:2;s:69:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/3-logo.png";}</li><li><strong>woo_show_featured</strong> - true</li><li><strong>woo_textlogo</strong> - false</li><li><strong>woo_gravatar</strong> - true</li><li><strong>woo_contactme</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_bio</strong> - </li><li><strong>woo_twitter</strong> - </li><li><strong>woo_highlights_tag</strong> - potenza</li><li><strong>woo_highlights_tag_amount</strong> - 6</li><li><strong>woo_featured_tag</strong> - </li><li><strong>woo_featured_tag_amount</strong> - 4</li><li><strong>woo_highlights_show</strong> - true</li><li><strong>woo_also_slider_enable</strong> - true</li><li><strong>woo_slider_heading</strong> - Sul Blog si parla ancora di...</li><li><strong>woo_recent_archives</strong> - #</li><li><strong>woo_excerpt_enable</strong> - false</li><li><strong>woo_contact_page_id</strong> - </li><li><strong>woo_featured_image_dimentions_height</strong> - 371</li><li><strong>woo_featured_sidebar_image_dimentions_height</strong> - 78</li><li><strong>woo_hightlights_image_dimentions_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_video_browser_init</strong> - 5</li><li><strong>woo_slider_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_slider_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_automate_slider</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page</strong> - false</li><li><strong>woo_home_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_page_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_blog_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_also_slider_image_dimentions_height</strong> - 144</li><li><strong>woo_single_post_image_width</strong> - 280</li><li><strong>woo_single_post_image_height</strong> - 380</li><li><strong>woo_archive_page_image_width</strong> - 200</li><li><strong>woo_archive_page_image_height</strong> - 220</li><li><strong>woo_themename</strong> - The Journal</li><li><strong>woo_shortname</strong> - woo</li><li><strong>woo_manual</strong> - http://www.woothemes.com/support/theme-documentation/the-journal/</li><li><strong>woo_alt_stylesheet</strong> - brown_boxed.css</li><li><strong>woo_logo</strong> - http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/5-safe_image.png</li><li><strong>woo_custom_favicon</strong> - </li><li><strong>woo_google_analytics</strong> - <script type=\"text/javascript\">

  var _gaq = _gaq || [];
  _gaq.push([\'_setAccount\', \'UA-703470-4\']);
  _gaq.push([\'_trackPageview\']);

  (function() {
    var ga = document.createElement(\'script\'); ga.type = \'text/javascript\'; ga.async = true;
    ga.src = (\'https:\' == document.location.protocol ? \'https://ssl\' : \'http://www\') + \'.google-analytics.com/ga.js\';
    var s = document.getElementsByTagName(\'script\')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s);
  })();

</script></li><li><strong>woo_feedburner_url</strong> - </li><li><strong>woo_custom_css</strong> - </li><li><strong>woo_home_top</strong> - About</li><li><strong>woo_home_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_page_ex</strong> - </li><li><strong>woo_popular</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_content</strong> - false</li><li><strong>woo_content_archives</strong> - false</li><li><strong>woo_resize</strong> - true</li><li><strong>woo_auto_img</strong> - true</li><li><strong>woo_home_width</strong> - 197</li><li><strong>woo_home_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_thumb_width</strong> - 75</li><li><strong>woo_thumb_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_cat_nav_1</strong> - false</li><li><strong>woo_ads_rotate</strong> - true</li><li><strong>woo_ad_image_1</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_ad_url_1</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_2</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_ad_url_2</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_3</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_ad_url_3</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_4</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_4</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_5</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_5</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_6</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_6</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_archive_content</strong> - false</li><li><strong>woo_search_content</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_menu</strong> - false</li><li><strong>woo_portfolio_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_port_in_nav</strong> - false</li><li><strong>woo_port_prev_title</strong> - Thumbnails</li><li><strong>woo_port_prev_ins</strong> - Click on images below to load a larger preview.</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_a</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_a</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_a</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_b</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_b</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_b</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_c</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_c</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_c</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_d</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_d</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_d</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_minifeat_height</strong> - 110</li><li><strong>woo_nav_exclude</strong> - </li><li><strong>woo_scroller_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_about_header</strong> - </li><li><strong>woo_about_text</strong> - </li><li><strong>woo_about_button</strong> - </li><li><strong>woo_button_link</strong> - </li><li><strong>woo_about_photo</strong> - </li><li><strong>woo_cat_box_1</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_1_image</strong> - </li><li><strong>woo_blog_navigation</strong> - false</li><li><strong>woo_blog_subnavigation</strong> - false</li><li><strong>woo_blog_permalink</strong> - </li><li><strong>woo_blog_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_featured_posts</strong> - 2</li><li><strong>woo_ad_header</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_header_code</strong> - </li><li><strong>woo_ad_header_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/468x60a.jpg</li><li><strong>woo_ad_header_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_top</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_top_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_top_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/468x60a.jpg</li><li><strong>woo_ad_top_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_content</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_content_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_content_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/728x90a.jpg</li><li><strong>woo_ad_content_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_300_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_300_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/300x250a.jpg</li><li><strong>woo_ad_300_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_blog_cat_id</strong> - </li><li><strong>woo_the_content</strong> - true</li><li><strong>woo_ad_mpu_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_3col_height</strong> - 150</li><li><strong>woo_ad_footer_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_cat_color_1</strong> - </li><li><strong>woo_pf_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_home_normal</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_portfolio_image_width</strong> - </li><li><strong>woo_portfolio_image_height</strong> - </li><li><strong>woo_posts_image_width</strong> - </li><li><strong>woo_posts_image_height</strong> - </li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_1</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_1</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_2</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_2</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_3</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_3</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_4</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_4</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_enable_all_category</strong> - false</li><li><strong>woo_bgr</strong> - darkblue.css</li><li><strong>woo_right_sidebar</strong> - true</li><li><strong>woo_archives</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_layout</strong> - blog.php</li><li><strong>woo_other_entries</strong> - 6</li><li><strong>woo_other_headlines</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_nav_footer</strong> - true</li><li><strong>woo_box_colors</strong> - </li><li><strong>woo_about</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_more1_ID</strong> - </li><li><strong>woo_more1_link</strong> - Click here for more info</li><li><strong>woo_more1_url</strong> - </li><li><strong>woo_more2_ID</strong> - </li><li><strong>woo_more2_link</strong> - Click here for more info</li><li><strong>woo_more2_url</strong> - </li><li><strong>woo_highlight_url</strong> - </li><li><strong>woo_cat_ex</strong> - </li><li><strong>woo_highlight_text</strong> - </li><li><strong>woo_feedburner_id</strong> - Feedburner ID</li><li><strong>woo_home_link</strong> - true</li><li><strong>woo_home_link_text</strong> - Home</li><li><strong>woo_home_link_desc</strong> - </li><li><strong>woo_header_layout</strong> - about.php</li><li><strong>woo_about_bio</strong> - </li><li><strong>woo_about_gravatar</strong> - </li><li><strong>woo_about_readmore</strong> - </li><li><strong>woo_ad_header_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_main</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_footer</strong> - </li><li><strong>woo_featured_layout</strong> - large_no_ad.php</li><li><strong>woo_ad_block_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_block_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-300x250-1.gif</li><li><strong>woo_ad_block_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_related</strong> - true</li><li><strong>woo_image_width</strong> - 430</li><li><strong>woo_image_height</strong> - 170</li><li><strong>woo_feat_alt_width</strong> - 130</li><li><strong>woo_feat_alt_height</strong> - 85</li><li><strong>woo_image_single</strong> - false</li><li><strong>woo_single_width</strong> - 180</li><li><strong>woo_single_height</strong> - 120</li><li><strong>woo_ad_content_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_homepage_image_link</strong> - false</li><li><strong>woo_footer_left</strong> - </li><li><strong>woo_inc_footer_left</strong> - false</li><li><strong>woo_footer_right</strong> - </li><li><strong>woo_inc_footer_right</strong> - false</li><li><strong>woo_minifeat_width</strong> - 218</li><li><strong>woo_pages_ex</strong> - </li><li><strong>woo_breadcrumbs</strong> - false</li><li><strong>woo_features_page</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_featured_tabs</strong> - </li><li><strong>woo_featured_category</strong> - Città di Potenza</li><li><strong>woo_featured_entries</strong> - 10</li><li><strong>woo_4col_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_flickr_id</strong> - </li><li><strong>woo_flickr_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_asides_category</strong> - Sport</li><li><strong>woo_asides_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_ad_page</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_home_arc</strong> - false</li><li><strong>woo_tabs</strong> - false</li><li><strong>woo_popular_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_comment_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_video_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_content_feat</strong> - true</li><li><strong>woo_home_thumb_width</strong> - 247</li><li><strong>woo_home_thumb_height</strong> - 92</li><li><strong>woo_ad_top_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_250_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_250_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-250x250.gif</li><li><strong>woo_ad_250_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_flickr_url</strong> - Flickr URL</li><li><strong>woo_2col_height</strong> - 200</li><li><strong>woo_1col_height</strong> - 200</li><li><strong>woo_block_image</strong> - http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/themes/livewire/images/300x250.gif</li><li><strong>woo_block_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_port_images</strong> - false</li><li><strong>woo_all_category_title</strong> - Categories</li><li><strong>woo_home_layout</strong> - 3_columns.php</li><li><strong>woo_archive_layout</strong> - 3_columns.php</li><li><strong>woo_show_carousel</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_home</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_mpu_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_mpu_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_mpu_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/300x250a.jpg</li><li><strong>woo_author</strong> - true</li><li><strong>woo_home_one_col</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_image_width</strong> - 540</li><li><strong>woo_feat_image_height</strong> - 195</li><li><strong>woo_thumb_image_width</strong> - 75</li><li><strong>woo_thumb_image_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_single_image_width</strong> - 100</li><li><strong>woo_single_image_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_post_size</strong> - false</li><li><strong>woo_single_thumb</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_footer_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_footer_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-468x60-2.gif</li><li><strong>woo_twitter_enable</strong> - true</li><li><strong>woo_twitter_username</strong> - woothemes</li><li><strong>woo_about_enable</strong> - false</li><li><strong>woo_enable_blog_category</strong> - false</li><li><strong>woo_mid_exclude</strong> - </li><li><strong>woo_email</strong> - </li><li><strong>woo_vidpage</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_video_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_thumb_width</strong> - </li><li><strong>woo_cat_thumb_height</strong> - </li><li><strong>woo_home_title</strong> - Latest from my blog...</li><li><strong>woo_portfolio_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_portfolio_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_portfolio_resizer</strong> - false</li><li><strong>woo_twitter_user</strong> - </li><li><strong>woo_flickr</strong> - </li><li><strong>woo_delicious</strong> - </li><li><strong>woo_digg</strong> - </li><li><strong>woo_facebook</strong> - </li><li><strong>woo_linkedin</strong> - </li><li><strong>woo_lastfm</strong> - </li><li><strong>woo_youtube</strong> - </li><li><strong>woo_stumble</strong> - </li><li><strong>woo_content_home</strong> - false</li><li><strong>woo_content_archive</strong> - false</li><li><strong>woo_ads_inner_content</strong> - true</li><li><strong>woo_blog_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_home_secondary</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_mid_1</strong> - false</li><li><strong>woo_menupages</strong> - </li><li><strong>woo_intro</strong> - </li><li><strong>woo_featpages</strong> - </li><li><strong>woo_ex_featpages</strong> - true</li><li><strong>woo_featheight</strong> - </li><li><strong>woo_addblog</strong> - false</li><li><strong>woo_blogcat</strong> - </li><li><strong>woo_catmenu</strong> - false</li><li><strong>woo_about_button_1</strong> - </li><li><strong>woo_content_left</strong> - false</li><li><strong>woo_content_mid</strong> - false</li><li><strong>woo_image_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_not_mpu</strong> - false</li><li><strong>woothemes_settings</strong> - a:0:{}</li><li><strong>woo_button_link_1</strong> - </li><li><strong>woo_about_button_2</strong> - </li><li><strong>woo_button_link_2</strong> - </li><li><strong>woo_carousel_header</strong> - </li><li><strong>woo_scroller_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_thumbnail_1</strong> - </li><li><strong>woo_featured_1</strong> - </li><li><strong>woo_featured_1_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_2</strong> - </li><li><strong>woo_featured_2</strong> - </li><li><strong>woo_featured_2_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_3</strong> - </li><li><strong>woo_featured_3</strong> - </li><li><strong>woo_featured_3_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_4</strong> - </li><li><strong>woo_featured_4</strong> - </li><li><strong>woo_featured_4_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_show_mostcommented</strong> - false</li><li><strong>woo_logo_left</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_nav</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_list</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_ex_cat_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_list_footer</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_box_footer_1</strong> - false</li><li><strong>woo_image_archives</strong> - false</li><li><strong>woo_archive_width</strong> - 140</li><li><strong>woo_archive_height</strong> - 90</li><li><strong>woo_ad_300</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_300_bot</strong> - false</li><li><strong>woo_exclude_pages</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_cats</strong> - </li><li><strong>woo_steps</strong> - Select Format:</li><li><strong>woo_contact</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_blog</strong> - false</li><li><strong>woo_tabber</strong> - false</li><li><strong>woo_show_mpu</strong> - false</li><li><strong>woo_show_ad</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_below_image</strong> - /images/ad468.jpg</li><li><strong>woo_ad_below_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_code</strong> - </li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-728x90-2.gif</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_alt_colours</strong> - default.css</li><li><strong>woo_aboutlink</strong> - </li><li><strong>woo_side_image</strong> - /styles/clean-light/images/ad-120x240.jpg</li><li><strong>woo_side_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ads</strong> - false</li><li><strong>woo_disclaimer</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_subnav</strong> - </li><li><strong>woo_subnav</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_width</strong> - 280</li><li><strong>woo_feat_height</strong> - 210</li><li><strong>woo_smallthumb_width</strong> - 56</li><li><strong>woo_smallthumb_height</strong> - 42</li><li><strong>woo_homepage</strong> - layout-default.php</li><li><strong>woo_slider</strong> - false</li><li><strong>woo_tabber_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_tabber_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page_left</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page_left</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page_right</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page_right</strong> - false</li><li><strong>woo_mag_featured</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_mag_secondary</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_blog_navigation_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_embed</strong> - false</li><li><strong>woo_home_featured</strong> - true</li><li><strong>woo_home_content</strong> - false</li><li><strong>woo_get_image_width</strong> - 190</li><li><strong>woo_get_image_height</strong> - 142</li><li><strong>woo_ad_200_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_200_image</strong> - </li><li><strong>woo_ad_200_url</strong> - </li></ul>