Tuesday, 18th June 2019

Incrociamo le dita.

Posted on 30. ago, 2012 by in Amenità

Incrociamo le dita.

Dicono che l’inferno sia più o meno così:

caldo tropicale, umidità accentuata. Si circola mezzo nudi, e si può fare tutto: dal bere smodatamente, all’allungare le mani su chi ci piace, dal mangiare senza limiti, al ruttare pubblicamente, dal fare le ore piccole a ingiuriare chi vogliamo, dal rubare al truffare. Insomma, a occhio e croce, una cuccagna.

Unico problema le conseguenze di una vita sregolata: gastriti, coliti, bruciori, malattie varie, infiammazioni, insomma niente di più di quello che ci mortifica in vita. Con un’unica certezza in più: la cuccagna non finirà mai. Le fiamme dell’inferno ardono per l’eternità. Wow!

Dicono che il Paradiso sia più o meno così:

sveglia all’alba, preghiera di gruppo; messa alle otto, dieta misurata, niente alcoolici, niente fumo o droghe di ogni tipo, niente alcool, in Tv niente scene sexy, niente varietà tette al vento, niente biliardi, flipper o slot di qualsiasi tipo, niente minigonne, niente commessi fusti col torace nudo, sesso bandito, ma tante processioni, messe solenni e cantate, lettura del Vangelo quotidiana, rosario alla controra, vietato il turpiloquio, e tutti coperti anche se fa caldo.

Insomma una eterna agonia, una gran noia, una barba che più barba non si può. E questo per l’eternità.

Dicono che in Purgatorio le anime temano di dover andare in Paradiso e sono in sciopero perenne.

Le Autorità hanno mandato le Forze Angeliche dell’Ordine che stanno malmenando le anime, e pare che abbiano diramato un dispaccio di guerra che minaccia di abbonare il purgatorio e spedire tutti immediatamente in Paradiso se non stanno buoni e se non vanno ogni giorno al catechismo.

La situazione bolle e il futuro è incerto.

Sulla terra, dove è arrivata qualche soffiata sul mondo delle anime, dilaga la corruzione, il malaffare, la delinquenza, ma anche le vittime paiono sorridere: così si garantiranno l’inferno. E in inferno chi si è visto si è visto. Gente che non è riuscita a soddisfare i suoi bassi istinti per i più svariati motivi, dall’educazione, alla chiesa cattolica, da un carattere chiuso, a una sfortuna esasperata, punta tutto su un futuro all’inferno.

Pare che a un rapinatore una vittima abbia sussurrato di recente all’orecchio “e vai mio bel maschione”, e a un politico che prendeva mazzette, un signore abbia detto “posso aggiungere un centone per il caffè?”

Insomma sulla terra è baldoria piena.

Il problema è se arriva il giudizio universale con amnistia incorporata, del tipo tutti in Paradiso perché il Papa ha digerito e fatto il ruttino. Ma le sciagure non possono essere previste, né, di conseguenza, evitate.

Incrociamo le dita.

La coda di paglia

Posted on 28. ago, 2012 by in Attualità, Città di Potenza

La coda di paglia

Girando per via Pretoria, ieri l’altro, ho notato che la strada è pulitissima. E’ sporcata solo da cicche di sigarette.

Quei fumatori che gettano le cicche di sigaretta per strada meriterebbero che lo si facesse anche a casa loro.

E’ davvero difficile far entrare nella testa di molti che quello che è pubblico è proprio.

Questa estate ho pedalato molto in Austria e Slovenia. Pensate, soprattutto in Austria, al ciclista è riconosciuto il diritto di girare per le strade liberamente, senza sentirsi di peso agli automobilisti. Anzi, quando arriva una bici le auto si fermano facilitandone il transito. E poi ci sono le piste ciclabili, e le rastrelliere per parcheggiare. Pensa te.

A Potenza tale considerazione non l’hanno i ciclisti, ma neanche i pedoni. Il padrone della strada è l’autoveicolo. Questo ha un pass speciale per poter anche parcheggiare nelle zone destinate ai pedoni, tipo marciapiedi, quando esistono. Spesso i potentini sono come le lumache o le tartarughe: hanno il corpo inglobato nella carcassa della macchina, che non abbandonano mai, neanche per il fatidico caffè a due passi. Ovvio che dettino legge, gli automobilisti.

A loro è concesso tutto, anche bloccare il traffico perché, dovendo, per esempio, andare in farmacia, è bene sostare davanti all’ingresso della stessa, senza cercare un parcheggio che non blocchi il traffico.

Quindi fumatori e automobilisti sono i primi nemici della nostra città.

Pedoni e ciclisti le prime vittime della maleducazione.

Quando ero un ragazzo, o comunque un giovanotto, andavo in bici e facevo jogging. All’epoca non erano attività molto diffuse e, quindi, spessissimo gli automobilisti, superandomi, mi rivolgevano espressioni che volevano essere sarcastiche del tipo “vai che sei primo”, “guagliò che si vince?” e sciccherie dello stesso genere. Ora è più difficile che qualcuno si esprima, anche perché in quasi ogni famiglia c’è qualcuno che corre, ma ogni tanto qualcosa me la sento dire. Oggi, per esempio, una ragazzina vedendomi passare in bici mi ha cantato, con evidente ironia “ma dove vai bellezza in bicicletta”. Il salto di qualità è evidente; il livello provinciale lo stesso. Fa niente.

Dice: ma a Putenza gn’ so i salit, ddo cazz vai con ‘a bicicletta”. Perbacco quasi che le mie salite le faccia con le loro gambe.

Un altro, un giorno, additandomi da lontano mi ha detto “ma tu bari!”, “e perché?” ho ingenuamente chiesto, “usi la bici assistita”, “scusa tu, ma quand’è che ti ho detto che ero più bravo di Moser?”.

Comunque valga il vero,  e detto in fede: se usi la bici assistita con l’aiuto minimo, lo sforzo è pari all’uso di una buona bicicletta da corsa. Giuro. Infatti l’aiuto, minimo, compensa solo il maggior peso.

Dice: ma tu tieni il motorino, è facile allora!”

Chiariamolo. L’aiuto elettrico interviene solo se si pedala, altrimenti si interrompe, e sopra una velocità di 25 KM/H non v’è più aiuto. Quindi se si vede sfrecciare una bici assistita a 26 KM/H, lo sforzo è tutto del ciclista che, fra l’altro, deve spostare una bici di almeno 22 Kg, contro la decina di una bici da corsa.

Dice: “ma tutte ste cose le dici perché allora tieni la coda di paglia!”

Ebbene sì. E’ così. Ho la coda di paglia, mannaggia i pescetti. Uffa.

E ora in bici che il tempo è ancora bello.

Fred Mulligan e i suoi vini: Il Rubesco di Pallotta

Posted on 27. ago, 2012 by in Enologia, Vini e dintorni

Fred Mulligan e i suoi vini: Il Rubesco di Pallotta

Il Rubesco di Pallotta è un vino rosso particolare.

Al primo sorso per un attimo non è gradevole, ma, tempo qualche secondo, si espande in bocca la quintessenza del piacere. L’effetto è persistente, ma alla fine lascia un retrogusto da intenditori, solo da intenditori.

Il colore è un rosso da tramonto messicano con venature bionde, il suo profumo è un misto di coraggio e nostalgia, ma, è bene precisarlo, è difficile abbinarlo.

Un buon bevitore può anche scegliere di gustarne un paio di calici alla controra, a patto di stare seduto comodamente, e magari con qualcosa di bello da guardare. Aiuta la meditazione, e quindi, meglio da soli. Non è un vino da compagnie che si riuniscono per parlare. Per queste attività conviviali continuerò a consigliare la birra, o il prosecco.

Dicevo gli abbinamenti.

Non ci crederete ma con un pane fatto in casa, di quelli, cioè, che sono buoni anche per dieci giorni, e con una stozza di salsiccia magra di Cancellara o di Tramutola, il Rubesco di Pallotta sa esprimersi molto bene.

Oppure con un piatto di pasta con le alici, del tipo di quelli che preparano in Cilento, per capirci, va anche molto bene.

Splendido, poi, con gli gnumriedd, e con la frittata di patate.

Il rapporto qualità/prezzo è bizzarro, dipende, cioè, dall’indice di gradimento personale, cosa che può variare di tanto. Comunque una bottiglia di una buona annata non supera i trentasei euro.

Un’ultima annotazione.

E’ facile da trovare in tutte le enoteche e i supermercati, o salumerie buone, della provincia di Gorizia, anche se il vino, come saprete, si produce al confine fra il Lazio e la Toscana, perché venne importato a Gorizia tanti anni fa da un oste tanto eccentrico quanto autorevole. Per il resto lo trovate solo nella zona di produzione o su richiesta.

E’ un vino che ama viaggiare, quindi potete anche ordinarlo per internet sul sito www.gnegnegnè.machebelvinocheè.com o scrivendo direttamente alla mail “gnegnegnè.machebelvinocheè@sarchiaponevinicolasrl.it.

E …. buona bevuta.

Fred Mulligan ci racconta la partita Roma / Catania: esordio mediocre, ma che gol!

Posted on 27. ago, 2012 by in Città di Potenza, Sport

Fred Mulligan ci racconta la partita Roma / Catania: esordio mediocre, ma che gol!

L: Fred allora l’hai vista la partita?

F: Certo. Me la sono goduta. Temevo una sconfitta, alla fine, ma quel gioiello di Lopez ha fugato le nubi.

L: Giudizio complessivo?

F: Brutto primo tempo. Credo sia dipeso da una sorta di emozione e/o voglia di strafare. Il Catania è squadra esperta e che gioca a memoria, a prescindere da chi l’allena, e nel primo tempo ha chiaramente dettato la danza.

Poi nel secondo tempo un’altra Roma, trascinante, funambolica, fino al pareggio di Osvaldo. Poi poteva finire anche 5 a 1 se il Catania non avesse approfittato dell’unica azione imbastita in mezz’ora. A questo punto la Roma si è sentita frustrata, ma ci ha pensato Lopez. Ecco, questa Roma può fare miracoli, ma il terrore di beccare gol, o di fallire, va tenuto fuori della testa.

L: Sui singoli?

F: Quei due gol fanno capire che nulla è precluso a questa Roma. Due gol meravigliosi, spettacolari, frutto di gioco e di classe. Bene la coppia centrale difensiva, anche se devono ancora rodarsi bene. Benissimo Balzaretti e a tratti Piris, che, però, non ha piedi vellutati. Malino De Rossi come centrale (non sarebbe il caso di spostarlo a mezz’ala?). Male Lamela. Gli altri sufficienti. Ma c’è potenziale per cento gol, uno più bello dell’altro.

L: Il portiere?

F: Stek ha il terrore di uscire fuori dei pali, come usava fare benissimo Anania a Pescara. E questo è un grande limite. Da ovviare, altrimenti si rischia di dover giocare venti metri indietro, cosa che una squadra di Zeman non può permettersi.

L: L’arbitro?

F: Pessimo. Un gol in chiaro fuorigioco. Una ammonizione per trattenuta risparmiata a Marchese. Un altro gol in fuorigioco dubbio. Dispiace anche che i commentatori non se ne siano accorti, o che abbiano minimizzato.

L: Il futuro?

F: può essere ottimo. Ma innanzitutto i due centrali difensivi devono intensificare l’elastico. Va risolto il problema del centrale di centrocampo: o De Rossi evita di portar palla o di lanciare lungo, o lo facesse un altro. Con Destro e Bojan andrà molto meglio. Formulo un’ipotesi: e se Destro e Osvaldo giocassero con Bojan o Lopez, con Totti pronto a entrare nel secondo tempo?

L: Dacci la formazione di domenica prossima.

F: Ci provo, salvo imprevisti. Stek, Taddei, Burdisso, Castan, Balzaretti, Bradley, De Rossi, Pjanic, Lopez, Osvaldo, Destro.

Sbaglierò ma per De Rossi e qualcun altro sono previste novità tattiche.

L: Grazie Fred.

F: Grazie a te, e non perdetevi il post sul “Rubesco di Pallotta”, un rosso che vi raccomando.

Un anno atteso molto sta per cominciare.

Posted on 26. ago, 2012 by in Attualità, Sport

Un anno atteso molto sta per cominciare.

Stasera comincia l’avventura.

L’ideale sarebbe cominciarla bene e finirla meglio.

Serve a tutti che vada così.

L’Italia ha bisogno di una scossa. Contro la volgarità, la supponenza, la presunzione, la maleducazione e l’arroganza.

In un paese dove, oltre a non rispettare le sentenze dei giudici, non si rispettano neanche le decisioni sportive, dove chi denuncia il malaffare trova lavoro solo all’estero, e dove la società con più tifosi non trova di meglio che affrontare la Champions con il suo allenatore sfiorato dall’illecito sportivo e accomodato in tribuna, perché squalificato per motivi che disonorano lo sport, ebbene in un paese del genere occorre che i valori siano risistemati.

E l’esempio non può che arrivare dallo sport, o meglio ancora, dal calcio.

La Roma ha sfidato tutti prendendo, anzi riprendendo Zeman. Questi vuole stupire in serie A come ha fatto l’anno scorso in serie B, col gioco, coi gol e con le vittorie.

I tifosi romanisti stravedono per lui, l’unico capace di far passare in second’ordine i direttori sportivi, la società, i giocatori, che rimangono interpreti, attori, rappresentanti del credo zemaniano. I giocatori, che altrove sono le star indiscusse, in diritto di dire e fare quello che vogliono, con Zeman diventano pedine disciplinate, attori illuminati, esecutori materiali dello spettacolo che più piace agli italiani, e che, nel loro caso, vedono una originale, insostituibile regia.

Zeman ama attaccare, non ha paura di prendere gol a grappoli, anzi li prevede, sa prima quando si corre il rischio di una goleada, e sa anche quando non c’è storia per gli avversari.

La perfezione delle sue squadre si umanizza nella sconfitta, anche ripetuta, che, brutale, interrompe il cammino, per il resto trionfale, delle sue squadre.

Con Zeman anche i tifosi accettano sportivamente le sconfitte.

Zeman è stato deferito più volte, e sempre per aver detto la verità, o la sua opinione.

Non succede con tutti, no. Ad altri viene concesso di spargere fango senza vergogna, a destra e a manca, senza che dire verità, ma soltanto autocertificando la propria bravura, o innocenza.

Con Zeman la musica che si sente è un’altra.

Coraggio e sacrificio, applicazione e fantasia, lealtà e buonumore.

Con Zeman ci si commuove, e si cresce.

Io credo che la Roma vincerà lo scudetto, così come, l’anno scorso, ero convinto che il Pescara avrebbe vinto il campionato, sebbene contro ogni pronostico sensato.

Ho aspettato quest’anno, con fede, per quasi trent’anni, e cioè da quando il Licata cominciò a vincere, segnando molto e giocando in maniera spettacolare.

Credo che l’abbia aspettato anche Zeman, questo momento.

Ma quest’anno sarà scudetto, e non solo perché la società ha ben operato, ma perché l’Italia ha bisogno che ritorni il merito in maniera indiscutibile, non adombrato da niente.

Zeman regalami cento gol e trenta vittorie. Le altre otto partite perdiamole, anche con tre o quattro gol di scarto.

E’ quello che ti aspetti anche tu, vero?

Cari Grillo e Di Pietro il futuro è vostro, ma tranquilli, fanno tutto loro.

Posted on 24. ago, 2012 by in Commenti

Cari Grillo e Di Pietro il futuro è vostro, ma tranquilli, fanno tutto loro.

Larghe intese.

Sembra un concetto facile, seppur applicato alla politica.

Ma se applicato alla politica italiana ha un doppio significato.

Ve ne è uno ufficiale, mutuato dalla considerazione generale che di quel concetto si ha nel mondo. E c’è il significato recondito, collegato alla più tradizionale italianità.

Tutti brigano per un Monti bis. Il problema sono le elezioni che mai, nei secoli, sono state tanto invise ai più. E allora, per fare un Monti bis stanno disegnando una legge elettorale che più circostanziata non si può.

Stanno modellando una legge elettorale che accontenti i partiti che appoggiano Monti, e che consenta di rieleggere Monti a capo di una coalizione tipo quella che già lo appoggia oggi.

Evidente che, tale porcata, un domani andrà rifatta, perché un tale progetto sfugge ai canoni generali di risposta alle esigenze di una democrazia evoluta, rispondendo solo ai canoni dettati dalla cogente necessità.

Uno schifo, insomma, nella più classica tradizione italiana.

Uno schifo che si tradurrà in una elezione dei pupilli dei capi partito e capi corrente, i quali si coalizzeranno dopo, non prima, -per non essere spernacchiati dall’elettorato, pur sempre prono, ma con un minimo di dignità, e sempre più tendente al verde grillo-, e per rieleggere il boia Monti.

E questo è il significato recondito di larghe intese.

Insomma, se si era abdicato alla politica per pura necessità, ora si abdica per pura sopravvivenza.

A un esame clinico risulterebbe quanto segue:

politica: tracce

convenienza: 120                            min 5, max 25

paraculaggine 652                          min 5, max 78

resistenza alla vergogna 251         min 5, max 19.

Tanto per capirci.

Le considerazioni che hanno spinto i nostri prodi a tanta scempiaggine sono, nell’ordine:

Berlusconi: bisogna governare le sconfitte; ergo meglio esserci seppur in condominio, che star fuori, qualcosa pur mi toccherà;

Bersani: non saprei da dove cominciare, qua mica è il luna park. Tanto finisco primo e Monti fa le esecuzioni capitali; poi arrivo io e mi becco la torta;

Casini: alla fine ammetteranno che sono stato io a voler davvero Monti e il risanamento. Sono il più saggio. Il più bello. Il più figo. E alla fine mi porteranno in trionfo, e sarò il Presidente della Repubblica. Una vita senza una goccia di sudore, senza sapere cosa è la fatica. Vai che sei forte!

La speranza è che l’Italia si dimostri meno prona del solito e che sia pronta a mandare a cagare definitivamente i giostranti. Tanto, peggio di così è impossibile. Tanto vale azzardare (!) con facce nuove, giovani e fresche.

Forza Roma.

Nel frattempo la Juventus si trucca di ridicolo. Sbeffeggia i giudici sportici come il peggior Berlusconi coi PM di Milano e autorizza qualsiasi violenza. Conte va dal patteggiamento, rigettato, al vittimismo, e la Bongiorno inaugura la stagione delle (sue) cause perse.

A proposito, bello il Monti di agosto che spara sui PM e sull’abuso delle intercettazioni, sembra anche lui Berlusconi, che, è bene dirlo, ha fatto davvero scuola.

Agosto volge al termine e l’estate pure, e l’Italia è più brutta che mai. Che barba, che noia, che noia, che barba.

Forza Roma, forza Zeman.

E Walt Disney disegnò l’Italia a fumetti

Posted on 08. ago, 2012 by in Amenità

E Walt Disney disegnò l’Italia a fumetti

Monti ha imparato a sparane a destra e a manca.

Gli piace il suo ruolo, ci sta benissimo dentro. Gira il mondo e discetta di tutto.

A Berlusconi lo ha preso a schiaffi, tranne, poi, chiedergli scusa.

Che dire. Forse aveva ragione, ma non c’è la prova. E del resto è facile osservare che anche con lui lo spread va all’impazzata.

Il Pil che cala mostruosamente non è un bel fiore all’occhiello per il nostro Gilberto.

Gilberto era il nipote di Pippo, un giovanotto saccente, primo della classe, antipatico quanto buffo.

Mario Monza è il nostro Gilberto. In una Italia targata Walt Disney, non ci sarebbero dubbi. Berlusconi potrebbe essere Gastone Paperone, sempre vincente, seppur a botte di fortuna, un po’ imbroglione un po’ sbruffone. Di Pietro è Dinamite Bla, non c’è dubbio di sorta.

E Paperino?

Il simpatico, ma sfortunato, se non proprio disgraziato, Paperino chi lo interpreta?

Nessuno, perbacco. Nessun politico è simpatico come Paperino. E nessuno così disgraziato. Loro sono privilegiati, cialtroni e privilegiati. Paperino è un personaggio nobile nella sua sventura.

Ho problemi anche a trovare un personaggio femminile per la Santanchè. E quindi nell’immaginaria Italia a fumetti la escludiamo, che è meglio.

La Banda Bassotti? I vari Lusi, e compagnia cantante; ma dietro la maschera potrebbe nascondersi chiunque dei nostri prodi (con la p minuscola).

Le olimpiadi volgono al termine e io mi gioco le mie, personalissime, olimpiadi. Domani provo gli 85 Km. Ventuno di media, percorso altalenante con piccoli strappi.

E, nell’attesa che il Sindaco di Potenza risponda a una mia mail, mi è gradita l’occasione per salutarvi tutti con immutata stima.

Un Presidente

Posted on 05. ago, 2012 by in Città di Potenza, Sport

Un Presidente

Un Presidente

Ma che tipo è questo?

Posted on 03. ago, 2012 by in Amenità

Ma che tipo è questo?

La domanda che più frequentemente mi sento fare, quando si parla di burocrazia, o comunque di rapporti con la pubblica amministrazione è “Tu come stai messo?”.

La frase apparentemente innocua è, invece, ricca e pregna di contenuti.

In pratica vuol significare “Tu che rapporti hai con chi decide la questione? Sono buoni? E se buoni, quanto buoni”?

La seconda domanda tipo riguarda in genere il responsabile amministrativo della questione e suona pressappoco così “Che tipo è”? Questa frase si traduce con un semplice “Ma questo tipo mangia”?

Che pressappoco significa “ Si può ammorbidire”?

La particolarità è che queste due domande tipo sono rivolte a chicchessia anche se c’è da inoltrare una pratica normale, cioè che non abbisogna di spintarelle o particolare favoritismo. Si fa e basta. Non si sa mai. A maggior ragione se è una pratica che deve, e dico deve, arrivare alla fine, positivamente, ovvio.

Se questo è il lessico comunemente usato, figurarsi il contesto, nel quale viviamo, quale possa mai essere.

Spesso mi sento chiedere “Ma il Giudice che tipo è”?

E’ infatti anche diffusissimo il sospetto, in chiunque, che la vicenda, la causa, la pratica, possano prendere una strada dissestata perchè semmai gli altri hanno un aggancio e noi no.

L’aggancio, appunto, è un accessorio indispensabile, nella giungla italiana, figuriamoci se lucana o meglio ancora potentina. Più ne hai, più sei forte, dio mestri, direbbe il Neri.

I politici, poi, amano far penzolare perennemente esche per provocare gli agganci, non foss’altro che per darsi un minimo di importanza.

Il tipico “ci penso io”, infatti, è una frase che il politico alle prime leve e ai livelli più bassi impara subito, e la propina sempre e a tutti, anche se proprio non può vedersela “lui”.

Al limite cercherà un aggancio intermedio, che cercherà un aggancio intermedio più alto e via discorrendo, fino ad arrivare a chi davvero può, semprechè la filiera non si sia spezzata prima.

Sto fatto degli agganci a scalare, poi, fa sì che non ci si possa arrabbiare con nessuno, perché prima o poi potrebbe servire; e allora si impara presto anche il difficile mestiere di mandar tutto giù e non esplodere mai, neanche di fronte alla nefandezza più sfacciata.

Prima un tipo del genere era ben interpretato dal democristiano del dopo impero, quello della fase calante, dei primi portaborse diventati capoccia, cioè. Oggi lo interpreta chiunque si affacci alla politica.

La politica come bluff perenne, o come clientelismo perenne, a seconda se funziona o meno la filiera.

In ogni ambiente, poi, c’è la mappa dei potenti da conoscere “assolutamente”, e casomai da invitare a cena, o sulla barca, o in villa, o dove volete voi. I potenti in genere, se davvero potenti in questa maniera losca dianzi descritta, infatti, c’hanno sempre fame e dicono sempre sì.

Uno che non va a cena, da invitato, viene subito additato come uno che non è buono, uno strano, uno da far fuori dal sistema, che, sennò, questo ci rovina tutto, anni e anni di duro lavoro e di dura educazione (in)civica propinata.

Bene. Ora musica!

Viva la Basilicata, regione omertosa il giusto, democratica meno.

Posted on 03. ago, 2012 by in Regione Basilicata

Viva la Basilicata, regione omertosa il giusto, democratica meno.

La tecnica è quella di non rispondere mai.

Lasciar parlare, tanto prima o poi la finiranno.

Solo, semmai, avere l’accortezza di isolare chi predica.

Questa tecnica, se ben applicata, preserva il potere da qualsiasi attacco, e lascia l’idea che si possa dire quello che si vuole.

Basta farci caso: tutti parlano di clientelismo in Basilicata, e i casi probabilmente sono quotidiani, e schifosamente sfacciati. Ma non li denuncia nessuno.

E se qualcuno alza un caso si troverà di fronte il silenzio più rumoroso.

Nessuno a dire “ma non è vero”, basta tacere.

Nessuna polemica, anche contro le dicerie false.

Niente niente poi si alza un vero polverone ed escono fuori cose ben più gravi.

Questa tecnica è stata affinata dal potere democristiano che ha fiaccato gli animi e ammorbidito le opposizioni. E parlo della Basilicata, di altre regioni non ho particolari conoscenze.

Questa tecnica, subdola, accattivante, tende la mano prima di tutto al nemico, cui va messo un osso in bocca; e poiché il nemico esce fuori da classi politiche affamate, l’operazione riesce quasi sempre.

Quando qualcuno parla, bisogna lasciarlo parlare, e circondarlo di indifferenza. Il cerchio attorno al “pazzo” si chiuderà presto, e tutto ritornerà tranquillo.

Guardate anche la cosiddetta opposizione: mai una denuncia ben specifica. Sempre generiche, populistiche, difficilmente da codice penale. E’ come se esistesse un codice interno di reciproca salvaguardia.

Si abbaia un po’, ma non si morde mai.

I giornali, poi, sono il giusto contorno. Hanno assimilato la tecnica a dovere e contribuiscono a calmare le acque o a sollevare i polveroni inutili, che fanno solo scena.

Hanno anche il coraggio di chiamarla democrazia. Ma da oggi il mio cane sarà un asino e il mio gatto un’aquila, tanto per quello che valgono le parole.

E ho detto tutto.

Da Basilicata24 – 20.000 euro per aprire e chiudere lo Stabile

Posted on 02. ago, 2012 by in Città di Potenza

Da Basilicata24 – 20.000 euro per aprire e chiudere lo Stabile

Ventimila euro per aprire e chiudere lo Stabile

Di Pietro non ti faranno del male!

Posted on 01. ago, 2012 by in Argomenti

Di Pietro non ti faranno del male!

Leggo, anche un po’ divertito, delle fratture interne ai Dipietro’s boys. Un De Magistris che flirta con Bersani, un Donadi –che triste- che si incazza per i vituperi quotidiani a Napolitano, e altri che fremono per approdare ad altri lidi.

Ingrati.

Non li avesse raccolti per strada Di Pietro, ora chissà cosa farebbero. Ma ora si impuntano, sono fatti grandi, e il verace Tonino non gli sta più bene. Pensano di poter camminare coi propri piedi.

L’ingratitudine è italiana quanto l’incoerenza. E quanto il rispetto delle regole, che, Napolitano insegna, valgono i giorni dispari dei mesi pari a seconda delle fasi lunari, e col rispetto per i trigoni a venire.

Dalle parti del mio studio c’è gente che parcheggia liberamente nello spazio riservato agli invalidi o comunque in zona vietata e mai che qualche vigile elevi una contravvenzione. Sempre a proposito del rispetto delle regole. A meno che, pur non essendo in possesso di un handicap e della consequenziale autorizzazione, non si intenda per handicap quella irrefrenabile esigenza di non rispettare le regole. Handicap, che, evidentemente, non abbisogna di autorizzazioni scritte: basta la parola.

E, ora, con una torsione a “u”, torno a Di Pietro.

Io sono afflitto da un male incurabile: sono sempre dalla parte dei perdenti, e, se Di Pietro sta diventando tale, capperi, io gli sto vicino.

Con Bossi, per la verità, non mi è riuscito; non mi ha fatto pena neanche per un secondo. Sarà colpa della canottiera estiva. Ma è solo un’eccezione.

Il prode Belisario, però, pare non muova critiche al capo. Anche lui deve molto all’ex magistrato che, da un consiglio regionale, con elezione da listino bloccato, nella regione più scalcagnata d’Italia, lo ha portato alle vette del Senato. Anche se sempre con il listino bloccato.

Insomma dicono che l’IdV stia per scoppiare. Ma io non ci credo. Niente niente Di Pietro s’incazza e comincia a prendere tutti a calci nel sedere.

Che sarebbe, poi, un bel siparietto. Ogni calcio del Tonino di fuoco nel culo di Donadi sarebbe come un colpo di cannone contro uno spaventapasseri.

Mi manca il faccione di Capezzone che ci spiega come il cavaliere sia un dongiovanni d’altri tempi, galante e un po’, solo un po’, porcellino.

Mi mancano i rauchi giudizi di Larussa, e le spocchiose dichiarazioni del velista.

Mi manca lo Zelig della politica, per dirla tutta.

Monti e compagnia cantante non hanno niente di divertente. E poiché male stavamo, e male stiamo, se ci levano pure il divertimento rimane poco.

Ma ci arrangeremo, perbacco se ci arrangeremo.

Augh!

Le avventure di Gigio Gigi

Posted on 01. ago, 2012 by in Racconti

Le avventure di Gigio Gigi

Buongiorno sono Gigio Gigi.

Hem, sì, Gigio Gigi.

G I G I O  G I G I

Non le risulta nessun Gigio Gigi?

Cioè, non sono in elenco?

Quindi è inutile che aspetto?

Dice che sì, ovviamente è inutile a questo punto che aspetto.

Eppure mi sembrava di aver fatto tutto per bene, anzi, guardi, le faccio vedere la ricevuta della prenotazione.

Ecco.

Non è buona?

Ma mi è arrivata dal sito internet direttamente.

Lei non è addetta alla spedizione delle ricevute e quindi cosa ne vuol sapere, perfetto. Ma io ho fatto cento chilometri per venire all’appuntamento.

Le dispiace ma non può farci niente.

E mi scusi, io come faccio per la prossima volta, me lo fissa lei un nuovo appuntamento, stavolta veritiero?

No. Lei non è addetta alle prenotazioni, già me lo diceva prima.

E quindi?

Sul sito, ecco, sul sito. Quello che mi ha imbrogliato già una volta. Bene, perfetto.

E se non funziona di nuovo?

Lei ha altro da fare mi rendo conto, ma io incomincio a perdere le staffe.

Cosa gliene importa, vero, vero, perdinci.

E questa penna? E’ sua? Ah! Guardi la spezzo in due. C R A C . Wow. Che piacevole sensazione.

Inorridisce? E non ha visto il resto.. eh eh.

Devo stare buono? Mi dispiace ma questa lamentela deve rivolgerla all’indirizzo oratifacciovedereio@gnegnegnè.it, eh eh!

Ma che bella scrivania, permette? Gliela rovescio addosso. Patapunfete. Che dolce fragore.

Toh!, le guardie! Giovanotti la signorina mi ha preso per il culo per una mattinata e mi ha fatto fare un viaggio inutile; è vero che una scrivania rovesciata è ancora troppo poco? D’accordo? E allora, su, aiutatemi, rovesciamo anche questo magnifico armadio. Sbranderbolo!

Ma che bravi e che forza avete.

Ma qui c’è una bella fila che vuol partecipare. Su, all together. Ooooooohhhhh issa!

Ooooooh issa.


<ul><li><strong>woo_feat_page</strong> - </li><li><strong>woo_inc_feat_page</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_feat_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_uploads</strong> - a:3:{i:0;s:75:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/5-safe_image.png";i:1;s:72:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/4-Luciano.jpg";i:2;s:69:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/3-logo.png";}</li><li><strong>woo_show_featured</strong> - true</li><li><strong>woo_textlogo</strong> - false</li><li><strong>woo_gravatar</strong> - true</li><li><strong>woo_contactme</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_bio</strong> - </li><li><strong>woo_twitter</strong> - </li><li><strong>woo_highlights_tag</strong> - potenza</li><li><strong>woo_highlights_tag_amount</strong> - 6</li><li><strong>woo_featured_tag</strong> - </li><li><strong>woo_featured_tag_amount</strong> - 4</li><li><strong>woo_highlights_show</strong> - true</li><li><strong>woo_also_slider_enable</strong> - true</li><li><strong>woo_slider_heading</strong> - Sul Blog si parla ancora di...</li><li><strong>woo_recent_archives</strong> - #</li><li><strong>woo_excerpt_enable</strong> - false</li><li><strong>woo_contact_page_id</strong> - </li><li><strong>woo_featured_image_dimentions_height</strong> - 371</li><li><strong>woo_featured_sidebar_image_dimentions_height</strong> - 78</li><li><strong>woo_hightlights_image_dimentions_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_video_browser_init</strong> - 5</li><li><strong>woo_slider_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_slider_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_automate_slider</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page</strong> - false</li><li><strong>woo_home_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_page_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_blog_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_also_slider_image_dimentions_height</strong> - 144</li><li><strong>woo_single_post_image_width</strong> - 280</li><li><strong>woo_single_post_image_height</strong> - 380</li><li><strong>woo_archive_page_image_width</strong> - 200</li><li><strong>woo_archive_page_image_height</strong> - 220</li><li><strong>woo_themename</strong> - The Journal</li><li><strong>woo_shortname</strong> - woo</li><li><strong>woo_manual</strong> - http://www.woothemes.com/support/theme-documentation/the-journal/</li><li><strong>woo_alt_stylesheet</strong> - brown_boxed.css</li><li><strong>woo_logo</strong> - http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/5-safe_image.png</li><li><strong>woo_custom_favicon</strong> - </li><li><strong>woo_google_analytics</strong> - <script type=\"text/javascript\">

  var _gaq = _gaq || [];
  _gaq.push([\'_setAccount\', \'UA-703470-4\']);
  _gaq.push([\'_trackPageview\']);

  (function() {
    var ga = document.createElement(\'script\'); ga.type = \'text/javascript\'; ga.async = true;
    ga.src = (\'https:\' == document.location.protocol ? \'https://ssl\' : \'http://www\') + \'.google-analytics.com/ga.js\';
    var s = document.getElementsByTagName(\'script\')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s);
  })();

</script></li><li><strong>woo_feedburner_url</strong> - </li><li><strong>woo_custom_css</strong> - </li><li><strong>woo_home_top</strong> - About</li><li><strong>woo_home_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_page_ex</strong> - </li><li><strong>woo_popular</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_content</strong> - false</li><li><strong>woo_content_archives</strong> - false</li><li><strong>woo_resize</strong> - true</li><li><strong>woo_auto_img</strong> - true</li><li><strong>woo_home_width</strong> - 197</li><li><strong>woo_home_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_thumb_width</strong> - 75</li><li><strong>woo_thumb_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_cat_nav_1</strong> - false</li><li><strong>woo_ads_rotate</strong> - true</li><li><strong>woo_ad_image_1</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_ad_url_1</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_2</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_ad_url_2</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_3</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_ad_url_3</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_4</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_4</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_5</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_5</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_6</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_6</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_archive_content</strong> - false</li><li><strong>woo_search_content</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_menu</strong> - false</li><li><strong>woo_portfolio_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_port_in_nav</strong> - false</li><li><strong>woo_port_prev_title</strong> - Thumbnails</li><li><strong>woo_port_prev_ins</strong> - Click on images below to load a larger preview.</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_a</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_a</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_a</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_b</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_b</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_b</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_c</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_c</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_c</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_d</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_d</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_d</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_minifeat_height</strong> - 110</li><li><strong>woo_nav_exclude</strong> - </li><li><strong>woo_scroller_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_about_header</strong> - </li><li><strong>woo_about_text</strong> - </li><li><strong>woo_about_button</strong> - </li><li><strong>woo_button_link</strong> - </li><li><strong>woo_about_photo</strong> - </li><li><strong>woo_cat_box_1</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_1_image</strong> - </li><li><strong>woo_blog_navigation</strong> - false</li><li><strong>woo_blog_subnavigation</strong> - false</li><li><strong>woo_blog_permalink</strong> - </li><li><strong>woo_blog_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_featured_posts</strong> - 2</li><li><strong>woo_ad_header</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_header_code</strong> - </li><li><strong>woo_ad_header_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/468x60a.jpg</li><li><strong>woo_ad_header_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_top</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_top_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_top_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/468x60a.jpg</li><li><strong>woo_ad_top_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_content</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_content_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_content_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/728x90a.jpg</li><li><strong>woo_ad_content_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_300_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_300_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/300x250a.jpg</li><li><strong>woo_ad_300_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_blog_cat_id</strong> - </li><li><strong>woo_the_content</strong> - true</li><li><strong>woo_ad_mpu_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_3col_height</strong> - 150</li><li><strong>woo_ad_footer_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_cat_color_1</strong> - </li><li><strong>woo_pf_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_home_normal</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_portfolio_image_width</strong> - </li><li><strong>woo_portfolio_image_height</strong> - </li><li><strong>woo_posts_image_width</strong> - </li><li><strong>woo_posts_image_height</strong> - </li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_1</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_1</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_2</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_2</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_3</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_3</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_4</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_4</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_enable_all_category</strong> - false</li><li><strong>woo_bgr</strong> - darkblue.css</li><li><strong>woo_right_sidebar</strong> - true</li><li><strong>woo_archives</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_layout</strong> - blog.php</li><li><strong>woo_other_entries</strong> - 6</li><li><strong>woo_other_headlines</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_nav_footer</strong> - true</li><li><strong>woo_box_colors</strong> - </li><li><strong>woo_about</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_more1_ID</strong> - </li><li><strong>woo_more1_link</strong> - Click here for more info</li><li><strong>woo_more1_url</strong> - </li><li><strong>woo_more2_ID</strong> - </li><li><strong>woo_more2_link</strong> - Click here for more info</li><li><strong>woo_more2_url</strong> - </li><li><strong>woo_highlight_url</strong> - </li><li><strong>woo_cat_ex</strong> - </li><li><strong>woo_highlight_text</strong> - </li><li><strong>woo_feedburner_id</strong> - Feedburner ID</li><li><strong>woo_home_link</strong> - true</li><li><strong>woo_home_link_text</strong> - Home</li><li><strong>woo_home_link_desc</strong> - </li><li><strong>woo_header_layout</strong> - about.php</li><li><strong>woo_about_bio</strong> - </li><li><strong>woo_about_gravatar</strong> - </li><li><strong>woo_about_readmore</strong> - </li><li><strong>woo_ad_header_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_main</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_footer</strong> - </li><li><strong>woo_featured_layout</strong> - large_no_ad.php</li><li><strong>woo_ad_block_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_block_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-300x250-1.gif</li><li><strong>woo_ad_block_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_related</strong> - true</li><li><strong>woo_image_width</strong> - 430</li><li><strong>woo_image_height</strong> - 170</li><li><strong>woo_feat_alt_width</strong> - 130</li><li><strong>woo_feat_alt_height</strong> - 85</li><li><strong>woo_image_single</strong> - false</li><li><strong>woo_single_width</strong> - 180</li><li><strong>woo_single_height</strong> - 120</li><li><strong>woo_ad_content_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_homepage_image_link</strong> - false</li><li><strong>woo_footer_left</strong> - </li><li><strong>woo_inc_footer_left</strong> - false</li><li><strong>woo_footer_right</strong> - </li><li><strong>woo_inc_footer_right</strong> - false</li><li><strong>woo_minifeat_width</strong> - 218</li><li><strong>woo_pages_ex</strong> - </li><li><strong>woo_breadcrumbs</strong> - false</li><li><strong>woo_features_page</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_featured_tabs</strong> - </li><li><strong>woo_featured_category</strong> - Città di Potenza</li><li><strong>woo_featured_entries</strong> - 10</li><li><strong>woo_4col_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_flickr_id</strong> - </li><li><strong>woo_flickr_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_asides_category</strong> - Sport</li><li><strong>woo_asides_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_ad_page</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_home_arc</strong> - false</li><li><strong>woo_tabs</strong> - false</li><li><strong>woo_popular_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_comment_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_video_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_content_feat</strong> - true</li><li><strong>woo_home_thumb_width</strong> - 247</li><li><strong>woo_home_thumb_height</strong> - 92</li><li><strong>woo_ad_top_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_250_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_250_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-250x250.gif</li><li><strong>woo_ad_250_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_flickr_url</strong> - Flickr URL</li><li><strong>woo_2col_height</strong> - 200</li><li><strong>woo_1col_height</strong> - 200</li><li><strong>woo_block_image</strong> - http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/themes/livewire/images/300x250.gif</li><li><strong>woo_block_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_port_images</strong> - false</li><li><strong>woo_all_category_title</strong> - Categories</li><li><strong>woo_home_layout</strong> - 3_columns.php</li><li><strong>woo_archive_layout</strong> - 3_columns.php</li><li><strong>woo_show_carousel</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_home</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_mpu_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_mpu_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_mpu_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/300x250a.jpg</li><li><strong>woo_author</strong> - true</li><li><strong>woo_home_one_col</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_image_width</strong> - 540</li><li><strong>woo_feat_image_height</strong> - 195</li><li><strong>woo_thumb_image_width</strong> - 75</li><li><strong>woo_thumb_image_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_single_image_width</strong> - 100</li><li><strong>woo_single_image_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_post_size</strong> - false</li><li><strong>woo_single_thumb</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_footer_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_footer_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-468x60-2.gif</li><li><strong>woo_twitter_enable</strong> - true</li><li><strong>woo_twitter_username</strong> - woothemes</li><li><strong>woo_about_enable</strong> - false</li><li><strong>woo_enable_blog_category</strong> - false</li><li><strong>woo_mid_exclude</strong> - </li><li><strong>woo_email</strong> - </li><li><strong>woo_vidpage</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_video_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_thumb_width</strong> - </li><li><strong>woo_cat_thumb_height</strong> - </li><li><strong>woo_home_title</strong> - Latest from my blog...</li><li><strong>woo_portfolio_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_portfolio_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_portfolio_resizer</strong> - false</li><li><strong>woo_twitter_user</strong> - </li><li><strong>woo_flickr</strong> - </li><li><strong>woo_delicious</strong> - </li><li><strong>woo_digg</strong> - </li><li><strong>woo_facebook</strong> - </li><li><strong>woo_linkedin</strong> - </li><li><strong>woo_lastfm</strong> - </li><li><strong>woo_youtube</strong> - </li><li><strong>woo_stumble</strong> - </li><li><strong>woo_content_home</strong> - false</li><li><strong>woo_content_archive</strong> - false</li><li><strong>woo_ads_inner_content</strong> - true</li><li><strong>woo_blog_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_home_secondary</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_mid_1</strong> - false</li><li><strong>woo_menupages</strong> - </li><li><strong>woo_intro</strong> - </li><li><strong>woo_featpages</strong> - </li><li><strong>woo_ex_featpages</strong> - true</li><li><strong>woo_featheight</strong> - </li><li><strong>woo_addblog</strong> - false</li><li><strong>woo_blogcat</strong> - </li><li><strong>woo_catmenu</strong> - false</li><li><strong>woo_about_button_1</strong> - </li><li><strong>woo_content_left</strong> - false</li><li><strong>woo_content_mid</strong> - false</li><li><strong>woo_image_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_not_mpu</strong> - false</li><li><strong>woothemes_settings</strong> - a:0:{}</li><li><strong>woo_button_link_1</strong> - </li><li><strong>woo_about_button_2</strong> - </li><li><strong>woo_button_link_2</strong> - </li><li><strong>woo_carousel_header</strong> - </li><li><strong>woo_scroller_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_thumbnail_1</strong> - </li><li><strong>woo_featured_1</strong> - </li><li><strong>woo_featured_1_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_2</strong> - </li><li><strong>woo_featured_2</strong> - </li><li><strong>woo_featured_2_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_3</strong> - </li><li><strong>woo_featured_3</strong> - </li><li><strong>woo_featured_3_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_4</strong> - </li><li><strong>woo_featured_4</strong> - </li><li><strong>woo_featured_4_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_show_mostcommented</strong> - false</li><li><strong>woo_logo_left</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_nav</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_list</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_ex_cat_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_list_footer</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_box_footer_1</strong> - false</li><li><strong>woo_image_archives</strong> - false</li><li><strong>woo_archive_width</strong> - 140</li><li><strong>woo_archive_height</strong> - 90</li><li><strong>woo_ad_300</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_300_bot</strong> - false</li><li><strong>woo_exclude_pages</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_cats</strong> - </li><li><strong>woo_steps</strong> - Select Format:</li><li><strong>woo_contact</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_blog</strong> - false</li><li><strong>woo_tabber</strong> - false</li><li><strong>woo_show_mpu</strong> - false</li><li><strong>woo_show_ad</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_below_image</strong> - /images/ad468.jpg</li><li><strong>woo_ad_below_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_code</strong> - </li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-728x90-2.gif</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_alt_colours</strong> - default.css</li><li><strong>woo_aboutlink</strong> - </li><li><strong>woo_side_image</strong> - /styles/clean-light/images/ad-120x240.jpg</li><li><strong>woo_side_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ads</strong> - false</li><li><strong>woo_disclaimer</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_subnav</strong> - </li><li><strong>woo_subnav</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_width</strong> - 280</li><li><strong>woo_feat_height</strong> - 210</li><li><strong>woo_smallthumb_width</strong> - 56</li><li><strong>woo_smallthumb_height</strong> - 42</li><li><strong>woo_homepage</strong> - layout-default.php</li><li><strong>woo_slider</strong> - false</li><li><strong>woo_tabber_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_tabber_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page_left</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page_left</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page_right</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page_right</strong> - false</li><li><strong>woo_mag_featured</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_mag_secondary</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_blog_navigation_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_embed</strong> - false</li><li><strong>woo_home_featured</strong> - true</li><li><strong>woo_home_content</strong> - false</li><li><strong>woo_get_image_width</strong> - 190</li><li><strong>woo_get_image_height</strong> - 142</li><li><strong>woo_ad_200_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_200_image</strong> - </li><li><strong>woo_ad_200_url</strong> - </li></ul>