Saturday, 14th December 2019

Dal trionfo alle comiche passando per Pittella

Posted on 30. giu, 2017 by in Argomenti

http://www.regione.basilicata.it/giunta/site/giunta/detail.jsp?sec=100133&otype=1012&id=3029748&value=regione

il comizio

Posted on 30. giu, 2017 by in Città di Potenza

-Rocco, come sono andato?

-Dario, una meraviglia. Ho registrato tutto. Sai, parli proprio bene.

-Grazie, Rocco. Siamo in crescita. Aumenta la consapevolezza, la sicurezza nei mezzi, la conoscenza, la profondità. Sai, anche Marcello mi ha detto di farmi trovare pronto per futuri e più importanti appuntamenti.

-Sarebbe la normale conseguenza di un periodo nel quale hai dimostrato statura, peso, spessore.

-Sì, Rocco. Siamo cresciuti. Anche tu, sai, e l’ho detto a tutti.

-Ti ho sentito, grazie Dario. Tu sei il mio idolo.

-Rocco mi sto emozionando, sento di avere le lacrime agli occhi.

-Dario io sto già piangendo.

Spopolamento, editoriale del Roma Cronache Lucane

Posted on 29. giu, 2017 by in Politica nazionale, Regione Basilicata

La politica dovrebbe interrogarsi sui grandi temi. Oltre a badare al contingente dovrebbe avere un occhio sempre puntato sul futuro, prefissarsi obiettivi, avere prospettiva, insomma lavorare per il domani oltre che per l’oggi.

E’ difficile capire se un tanto avvenga nella nostra terra, anzi è presumibile che non avvenga dando uno sguardo alla amministrazione del “vediamo cosa accade oggi” che contraddistingue il fare dei nostri tempi: toh, c’è uno sversamento inquinante, perbacco, mettiamo riparo; ma guarda, la Basentanacade a pezzi, che si provveda” e roba del genere.

I grandi temi o problemi, però, esistono e affondano le loro radici nella notte dei tempi, ma è difficile rinvenire da una legge, un disegno di legge, un dibattito pubblico o una chiacchierata al bar fra politici, che ne sia stato mai affrontato seriamente uno.

Per esempio un grande tema è lo spopolamento della Basilicata, ovvero, restringendo il campo dell’obiettivo, lo spopolamento del centro storico di Potenza.

Da sempre è esistito un problema di emigrazione senza che, però, questo significasse desertificazione. Io, come tantissimi altri, ho per esempio studiato fuori regione, ma poi sono rientrato. Per decenni, nonostante la continua emorragia di lucani, i nostri paesi erano popolati, ora non più, perché oltre alla costante della mancanza di lavoro, si è aggiunto il blocco delle nascite.

Una volta sui giornali locali si leggevano anche notizie del tipo (e sarebbe il caso di ripristinare la prassi) di quanti decessi e quante nascite ci fossero state il giorno prima.

Io da piccolo ero incuriosito da queste notizie e ricordo che difficilmente i decessi superavano le nascite. Ora non credo sia più così.

Ebbene questo è un problema enorme ma, pur aiutandosi con cornetti acustici alla bisogna, è difficile che la politica ne parli o addirittura pensi a studiare il fenomeno. Fenomeno che può avere delle ricadute poderose su tutto il sistema, sulla società, sull’economia, sulla ragione di esistere di una regione, di una città, di un paese.

Forse qualcosa in materia Pittella se la lasciò sfuggire, quando azzardò l’ipotesi che una forte migrazione avrebbe garantito anche il ricambio generazionale, che è come dire “visto che non produciamo più pane, importiamolo, magari gratis”. Ragionando in termini matematici il discorso non fa una grinza, ma il problema non viene neanche affrontato in questa maniera, soltanto bypassato, perché il guaio è quello che non si procrea più in maniera tale da mantenere lo stesso livello di popolazione.

Senza essere drammatici, il futuro è una Italia senza italiani, una Basilicata senza lucani.

Nel mondo animale, quando una specie rischia l’estinzione, la si protegge. I lucani certo non sono una specie, ma sicuramente hanno una forte identità e meritano di rimanere al mondo, anche se emigranti, anche se sparpagliati per l’Italia, l’Europa o il mondo intero.

Ecco, proviamo a proteggerci e, se non ci pensa chi è deputata a questo, e cioè la politica, pensiamoci noi, studiamo il fenomeno, e proviamo a farci una idea della Basilicata fra trent’anni, quando il petrolio sarà stato estratto tutto, gli sversamenti terminati, l’acqua pure e per via Pretoria non ci sarà neanche il confortante fischio-pernacchia di Pompa Maria.

 

Ostaggi di un partito, editoriale del Roma Cronache Lucane

Posted on 28. giu, 2017 by in Città di Potenza

Ostaggi di un partito, editoriale del Roma Cronache Lucane

Un quadro, preciso, anche nei contorni e nei dettagli, della situazione politica al Comune di Potenza viene gentilmente offerto dal Consiglio Comunale incapace di eleggere il suo Presidente.

Per Statuto l’Ufficio di Presidenza dura due anni e mezzo, poi va votato nuovamente, ed è quello che da un discreto numero di settimane fa il Consiglio, non riuscendo però nell’impresa, apparentemente titanica, di darsi un Presidente. In prima battuta è necessario il voto di tre quarti dell’assemblea, poi bastano i due terzi, cioè basta che ventidue votanti siano d’accordo su una persona, in soldoni il centro sinistra potrebbe votarsi chi vuole, ma non ci riesce per problemi tutti interni allo schieramento.

Cioè, sono d’accordo a supportare un sindaco sedicente di destra, ma in effetti solo proveniente da una candidatura di destra, sedicente apartitico, anzi partitofobo, sono disponibili a supportare due assessori provenienti nientepopodimenoche da Fratelli d’Italia, si sono spartiti gli altri assessorati, certo ne vorrebbero altri o vorrebbero avvicendarsi fra di loro, o chissà cosa cappero vorrebbero, ma è certo che sostengono la giunta, il Presidente invece proprio non riescono a eleggerlo, tale è la contrapposizione interna, le ambizioni, l’avidità di poltrone che si trascinano in uno squallido palleggio senza tempo.

Non valgono né meriti, né autorevolezza, ovviamente, l’esperienza è un valore neanche di contorno, la competenza un dettaglio trascurabile, ai fini della scelta. Quello che conta è il braccio di ferro fra le componenti del PD e di quelli che furono PD fino a ieri l’altro.

Speranziani, pittelliani e santarsierani, pare che queste siano le componenti in perenne conflitto, e mi scuserete se ne ho tralasciata qualcuna, incapace, come sono, di memorizzare la parcellizzazione di quella che fu una forza politica seria e ora è un variopinto arcipelago di ricercatori di coppole.

Nessuno che fa un passo indietro di fronte, chessò, ai capelli bianchi di un Petrone che ha onorato l’impegno con eleganza fino a ora ma che paga oggi, anche lui, un attaccamento fuori misura (fossi in lui mi sarei fatto da parte da solo gettando l’osso per vedere divertito la rissa conseguente). L’ambizione fa brutti scherzi e probabilmente tutti o quasi si sentono degni di svolgere le funzioni presidenziali ma soprattutto le formazioni in campo sono disposte anche a portare avanti, quella che è una autentica figuraccia, fino alle estreme conseguenze.

Ecco, le estreme conseguenze, che non sono di poco conto. Infatti da quando provano a eleggere il Presidente non si risponde alle interrogazioni, per esempio, e l’attività consiliare si è diradata; suvvia, direbbe qualcuno, non è che chissà cosa ci perdiamo, ma, diamine, non si può bloccare l’attività consiliare per beghe interne a una sola componente politica, potrebbe pensare una persona dabbene. Ma è evidente che nessuno rimane sfiorato dalla magra e sconsolante figura da accattoni della politica posta in essere dal centro sinistra che, impavido, continua a inanellare sconfitte elettorali, ma, a ben vedere, una ragione c’è sempre. Beati loro che continuano a vivere sull’isola dei presunti famosi, orgogliosi, mai sazi e mai domi, tanto Potenza, che oggi ha realizzato il miracolo di rendere immobili le scale mobili (8 rampe su 13 ferme e decorate con ragnatele), non se li fila neanche più. Il capoluogo, fino a nuova convocazione per voto, può anche andare in malora, fanno eco dalla parte della politica.

Insomma, tutto a posto.

Scale immobili.

Posted on 27. giu, 2017 by in Città di Potenza

Scale immobili.

Oggi ferme 8 rampe su 13. Su alcune rampe sono presenti ragnatele, segno evidente della loro immobilità e della indifferenza di chi potrebbe almeno, non lucidarle, ma solo spolverarle.

Un’opera così importante che funziona come un trabiccolo d’epoca che si ingolfa e parte solo a spinta.

Di che esserne orgoglioni, non c’è che dire.

Ma siamo in buone mani. Gli amici e gli amici degli amici sono stati tutti sistemati, ora si respira una nuova aria, pfui.

 

Chi non vorrebbe un Renzi, editoriale del Roma Cronache Lucane

Posted on 27. giu, 2017 by in Argomenti, Politica nazionale

Chi non vorrebbe un Renzi, editoriale del Roma Cronache Lucane

Chi non vorrebbe un Renzi. I suoi lo hanno acclamato, segno evidente che vedono in lui il leader giusto, sì, qualcuno se ne è andato, ma ancora fa poco testo e poi non propone niente di concreto, come da slogan stanchi sebbene recitati con grinta.

Ma un Renzi è una figura ben accetta anche dalle altre forze politiche. Pensate Berlusconi, Brunetta munito, ormai ridotto ad allattare agnellini che si ritrova sulla scena con tanto di autorevolezza. Chi non vorrebbe un Renzi. Vi ricordate il referendum? In quell’occasione a essere riportato sulla scena fu addirittura D’Alema, il quale ancora oggi ringrazia sentitamente.

Chi non vorrebbe un Renzi. Le Banche del Veneto, quello spicchio d’Italia icona di efficienza e produttività, sono sempre in vita grazie a lui e alla sua squadra di europeisti obbedienti.

Quando annunciò il suo ritiro dalla politica, nel caso in cui avesse fallito al referendum, in parecchi fecero apertamente gli scongiuri, avendo ben chiaro che un Renzi non lo trovi facilmente. Inizialmente lo si paragonava a Berlusconi, ma era un errore significativo. Berlusconi vinse tante battaglie elettorali, non ha mai inanellato sconfitte clamorose su sconfitte. Un trend negativo, il Berlu, se lo è riservato solo per le vicende giudiziarie, che, alla fine, hanno avuto il sopravvento escludendolo dalla scena della politica attiva.

Chi non vorrebbe un Renzi. Ha stravolto la sinistra, per la verità già avviata verso un annacquamento generale di principi e valori e verso una lista di priorità evanescente, sempre più diretta verso lobby miscroscopiche ma potenti ignorando la massa degli italiani. Ha compiuto il miracolo di sprovincializzare la Toscana portando però una ventata di provincialismo nello Stato. Ci ha messo nel calderone generale tutti i suoi, finanche il padre, umiliando la cosa pubblica a indagini che lo hanno sempre sfiorato, negli affetti come nelle strette amicizie, ma mai intaccato.

Ha trasformato piccoli politici locali in altezzosi tiranni, fedeli solo a lui, ma ugualmente tronfi e già sazi.

Chi non vorrebbe un Renzi.

Beh!, forse qualcuno c’è.

Per esempio gli italiani che non votano più, che vedono salvare banche gestite da imbroglioni e non la loro casa pignorata o il lavoro che hanno perso, o pagata la rata che è saltata. E non sono pochi.

Ma in fondo chissenefrega degli italiani. L’affluenza al voto diminuisce? Tanto piacere, fregatevi, tanto un eletto ci sarà sempre.

No, Renzi non mollerà neanche stavolta. Prima un insuccesso significava un passo indietro. Oggi non più. Oggi è sempre colpa di qualcun altro.

A destra sono entusiasti, Renzi è uno spot perenne a votare a destra, anche perché Grillo è rimasto vittima di litigi interni, dell’uso disinvolto del condizionale e del codice penale da parte di più di qualcuno. Solo l’onestà di certo non bastava per governare, figuriamoci se pure quella comincia a traballare.

Insomma un’autostrada per Berlusconi, Salvini e Meloni? Può essere, solo ho l’impressione che da quelle parti in autostrada vogliano andarci con la bicicletta.

 

Politicamente scorretto.

Posted on 26. giu, 2017 by in Amenità, Città di Potenza

Politicamente scorretto.

-Rocco, prepara il palco, convoca le truppe, avvisa i cittadini, devo tenere un comizio, urge!

-Bravo, e di cosa parlerai?

-Rocco, voglio affondare il coltello, voglio parlare del sistema degli amici e degli amici degli amici.

-No, Dario e basta, devi cambiare argomento.

-Ohibò, mi ero preparato una scaletta formidabile, va bene, retromarcia, non preparare il palco, non convocare le truppe non avvisare i cittadini, tutto rinviato. Piuttosto chiamiamo Marcello, vediamo come l’ha presa la disfatta elettorale.

-Sì, dai, hihi, facciamoci due risate.

(Dario compone un numero)

-Pronto parlo col Governatore dei Governatori? Come va? Le elezioni tutto bene? ….. Sì, …… certo, scusa, non volevo …., certo ….. sì …… mai più ….. giuro, mai più.

-Rocco, mamma come si è incazzato, hihi.

Eccellenze, editoriale del Roma Cronache Lucane

Posted on 26. giu, 2017 by in Attualità, Commenti, Politica nazionale

Eccellenze, editoriale del Roma Cronache Lucane

Ogni disavventura del M5S, meglio se giudiziaria, viene accolta dall’universo mondo politico con malcelata soddisfazione. È la logica conseguenza di una stagione trascorsa a giudicare gli altri dall’alto, forte, inizialmente, di una cristallina trasparenza, poi pian pianino trasformatasi in un andazzo comune agli altri. Certo, il numero di amministratori coinvolti in inchieste, in altre parti della politica è proporzionalmente più imponente, ma uno che ha gridato “onestà onestà” è normale faccia più specie. E rabbia, perché davvero sembrava fosse di un’altra pasta.

Poi possiamo perdere delle ore a discettare su reato e reato, mazzetta e falso, abuso e turbativa, ma purtroppo fanno tutti parte della famiglia del codice penale e non è assolutamente detto che un falso valga meno di una corruzione, per un amministratore.

E poi i discorsi sulla doppia morale, quella per se e quella per gli altri, i codici di autoregolamentazione, applicati, non applicati o applicati alla bisogna, francamente hanno stancato, soprattutto se tradotti nei talk show del “chi sono io e chi sei tu”  o negli editoriali del tal o talaltro giornale.

Purtroppo bisogna dare ragione a Davigo, l’Italiano eccelle nel violare la legge, per il resto è un popolo qualsiasi, con le debite eccezioni e con le conseguenti regole confermate.

Però come non sorridere dei giornali che sparlano della Raggi e nascondono la notizia della turbativa d’asta di Sala oppure del M5S che per il falso elettorale in Sicilia ha mostrato il cartellino rosso e per il falso della Raggi discetta sulle virgole.

Il M5S sembrava l’ancora di salvataggio, quantomeno da un punto di vista etico, aveva illuso molti, ma non c’e niente da fare, sarà disonestà congenita, sarà dabbenaggine, sarà opera dell’instancabile fantasma formaggino, certo è che in Italia un amministratore integro e completamente trasparente è raro come la neve a Roma, e meno male che ultimamente qualche spruzzatina bianca nella capitale pure si vede.

Ai sostenitori dell’innocente fino a sentenza definitiva” mi sento di dire che hanno ragione da vendere, ma è un concetto da penalisti, ovvero un problema di certificato penale, non è una questione politica. Piuttosto costoro brigassero per processi veloci e non per l’arresto del corso della prescrizione che consentirebbe a fior di furfanti di amministrare in attesa di una sentenza e non mi sembra il caso.

In definitiva in Italia è sempre in atto il festival dell’ipocrisia e della sceneggiata; questa non è vero che a Napoli trovi il teatro umano migliore, perché c’è Firenze, c’è Roma e c’è Milano, per citare qualche altra città, che non sono da meno, anzi. Ma è dalle Alpi in giù che queste doti attecchiscono meglio, sarà il sole o l’alimentazione, chissà. Un modello sociale, fra l’altro, da sempre ammirato e anche copiato, se è vero, come dicono, che viene commercializzato con buoni risultati all’estero. I successi dello schema mafioso fuori del belpaese, infatti, sono rinomati e indiscutibili.

Facciamocene una ragione e coltiviamo solo quello ce sappiamo fare e cioè vino, Ferrari, moda e mafiosi, oltre a un substrato di illegalità di base che dalla raccomandazione arriva al voto di scambio, e chi ci ferma più?

 

L’effetto amministrative Dario, Rocco e la destra.

Posted on 26. giu, 2017 by in Amenità, Città di Potenza

L’effetto amministrative Dario, Rocco e la destra.

-Caro Rocco, cambia la linea, si torna perentoriamente a destra; a quel paese Pittella e compagnia bella, chiamami Gianni.

-Dario, aspetta un attimo, pensiamoci bene, potrebbe avere un effetto negativo. Agiamo sottotraccia, per favore.

-Dici? ma noi siamo di destra!

-na vota! Mò mica si capisce.

-DI DESTRA, caro Rocco, l’ho sempre affermato con convinta metabolizzazione.

-E la Celi assessore?

-Chi è la Celi?

-E Potenza?

-Chi è Potenza?

-Dario, respiriamo prima di fare qualcosa, dai, come facciamo sempre, aria dentro …….., aria fuori ………, aria dentro ……….., aria fuori ……..

-hai ragione Rocco, aspettiamo gli sviluppi, ma sia chiaro, noi siamo di DESTRA!

Il palo.

Posted on 24. giu, 2017 by in Amenità, Città di Potenza

Dato ormai per scontato che il Sindaco scelse, forse, solo gli assessori di estrazione credere obbedire e combattere, consapevole della lunga traversata che lo avrebbe portato dall’altra sponda, e non parlo di sesso, sebbene l’Arcigay abbia aspettato lui per il felice esordio in terra lucana, rimane altresì scontato che gli altri assessori gli sono stati indicati, senza che lui esercitasse alcun filtro, esprimesse gradimento, operasse un sommesso suggerimento.

Scartato che soffra della sindrome zemaniana che si sintetizza nel laconico “datemi 11 giocatori qualsiasi che io faccio comunque gol”, sebbene sia possibile anche che ritenga possibile governare anche coi caproni, tanto basta lui, non rimane che l’ipotesi del “palo della banda dell’Ortica” per spiegare cosa sia successo, stia accadendo e accadrà fino alla fine del suo mandato.

Il palo della banda dell’Ortica, raccontato da Enzo Jannacci, era un mezzo orbo messo lì a fare proprio quello che non avrebbe potuto fare al meglio. E così mentre il novello censore manda tutti alla sbarra, cioè in Procura, che sia dei Conti o della Repubblica, per la nefasta pregressa amministrazione, secondo il suo racconto, nel frattempo la banda dell’Ortica non legge le Pec, becca sanzioni che smascherano affidamenti illegittimi (una gara vinta senza polizza fidejussoria non è regalo di poco conto), prova a ridurre il manto erboso del Viviani e chissà cos’altro.

Ma lui sta lì a discettare di amici e amici degli amici, mentre gli assessori vanno e vengono secondo dictat esterni, accordi col PD o parte di esso, azzeramenti secondo un cenno pittelliano, con gli assessori di riferimento che rispondono presumibilmente solo al governatore.

La fine del palo fu quella che rimase a baluardo della roccaforte quando ormai non ce n’era più bisogno, quando tutti erano andati via e lui non si era accorto di niente.

Lo troveremo sempre a piazza del Sedile, fascia tricolore munito, intento in parabole moralizzatrici, mentre a palazzo comunale amministreranno altri o più nessuno perché Potenza sarà annessa a Matera, oppure perché Pittella avrà cambiato idea senza dirglielo e avrà fatto votare senza che lui se ne accorgesse?

Il palo della banda dell’Ortica era tutto di un pezzo, mica come quello della Mascherpa, magari andrà proprio così anche a piazza Sedile.

Taca banda!

https://youtu.be/xPeHV_FS8kI

Burocrazia e batterie, editoriale del Roma Cronache Lucane

Posted on 22. giu, 2017 by in Città di Potenza, Regione Basilicata

Burocrazia e batterie, editoriale del Roma Cronache Lucane

Storie di ordinaria burocrazia. Potenza. Vicino a un cassonetto è stata depositata una batteria. Chi lo ha fatto ha il senso civico di un narcotrafficante, è evidente, perché una batteria la si porta all’isola ecologica, ovvero al centro di raccolta, direttamente e non la si abbandona. Ma fintantochè esisteranno incivili il problema si ripeterà all’infinito. Ma andiamo avanti.

Una volta e fino a poco tempo fa a questo punto cosa succedeva?, più o meno che l’operatore ecologico prelevava la batteria e la consegnava all’isola ecologica. Comportamento responsabile, logico e puntuale. Oggi non più. Pare infatti che l’operatore ecologico debba compilare un modulo destinato a segnalare la presenza aliena della batteria a un ufficio particolare che ne curerà il prelievo.

L’ho detta davvero in sintesi ma, da quello che si è capito, funziona più o meno così.

Il risultato è che la batteria rimarrà in loco chissà per quanti altri giorni, fino a quando un’altra persona, e non quella che ci passa ogni giorno, non avrà fatto quello che prima faceva in un batter d’occhio l’operatore ecologico.

Una persona normale, dotata di quel bagaglio intellettivo sufficiente a tirare a campare senza pretese a questo punto potrebbe obiettare che così facendo si è tracciato un arzigogolo per unire due puntini che si guardavano da vicino. Avrebbe ragione da vendere, perbacco. Ma la burocrazia è la burocrazia, signori, quindi avanti in marcia! E via coi moduli, le descrizioni, il deposito del modulo, la difficile e articolata lettura del modulo, immagino la sua trascrizione in qualche registro e la trasmissione a qualcun altro che con la dovuta saggezza amministrativa segnali l’oscura presenza a qualcun altro che prende un appunto, riceve l’ordine e programma il fatidico ritiro. L’opera dell’uomo burocrate è sempre foriera di circumvallazioni del pensiero e tangenziali dell’agire, inintellegibili a persone dotate di intelligenza normale, ma probabilmente illuminanti per la mente del burocrate che di fare le cose semplici non ne ha nessuna intenzione.

Del resto ci mancherebbe pure che qualcosa funzioni secondo la logica nel magma amministrativo italiano. Ho fatto un esempio, ma pensate menti così contorte cosa ti combinano nella vita di tutti i giorni. Autentici creatori di malessere quotidiano, i burocrati funzionano come un ipotetico dissuasore stradale piazzato in autostrada; costituiscono un limite alla velocità del pensiero e dell’azione, un freno a mano perennemente tirato e non disinseribile, con il motore dei cittadini impegnati a sforzarsi di fare un centimetro impiegando la potenza di una Ferrari.

L’Italia, poi, si presta ai malati di burocrazia e sempre per quel discorso della doppia velocità possibile. Nella corsia dei cittadini normali, infatti, succede quel che abbiamo raccontato, solo facendo un esempio, nella corsia degli uomini di successo, invece, tutt’altro, in maniera tale da rendere miracoloso l’intervento del conoscente politico teso a velocizzare un iter altrimenti irto di difficoltà come una caccia al tesoro ideata da Einstein. Con la conseguente santificazione del conoscente politico che ci ha fatto un favore sbloccando la complessa macchina amministrativa.

E il circolo si chiude magicamente con la riconosciuta e indiscutibile autorità del politico di turno oltre alla sua capacità di fare i miracoli. Talchè, come negargli il voto?

In una parola che sia di sintesi possiamo ritenerci semplicemente e perennemente “fottuti”.

Augh!

 

Matera vs Potenza 0 a 0

Posted on 22. giu, 2017 by in Città di Potenza

Matera vs Potenza 0 a 0

Da un certo punto di vista Potenza e Matera, però, si equivalgono. Al di là dei campalinismi e della tradizionale contrapposizione, c’è un campo comune alle due realtà lucane. Alle solite battutacce “noi abbiamo i sassi” e “noi abbiamo la ferrovia” in una cosa le due città sono identiche. Si tratta della politica comunale dove sembra che un destino incrociato abbia portato le due città a storie simili.

De Luca e De Ruggieri, infatti, sono entrambi scesi a patti col PD; eletti da qualche altra parte e con l’appoggio di ben altre forze politiche, pur avendo sconfitto gli avversari targati PD, oggi sono allo sua mercè.

Certo, il capolavoro potentino è condito con le feroci diversità fra le correnti, per esempio i pro dissesto e gli anti dissesto, oltre a consumarsi una quotidiana contraddittorietà fra chi dice che il PD è opposizione e chi strabuzza gli occhi vedendo in giunta fior di assessore piddine. Il quadro è completato con la ufficiale insubordinazione generale del PD potentino a qualsiasi linea comune, come ricordato dal segretario cittadino avv. Enzo Sarli.

Il PD ha diversi padroni o comunque più di qualcuno che si ritiene tale. Nella provincia di Matera il quadro è meno conflittuale, ma a ogni modo, ripeto, le due storie coincidono.

Dicevamo in entrambe le città un sindaco proveniente da altre esperienze politiche e con alle spalle altre forze, poco alla volta è stato fagocitato dal partito democratico. Questo ha pensato bene di logorarlo poco alla volta insinuandosi subdolamente fino a ottenere la resa più completa. A Potenza ancora mascherata, anche se goffamente, come la lettera accorata della segreteria cittadina al governatore Pittella sta a dimostrare, ma con un De Luca sempre disponibile a qualsiasi decisione provenga dall’universo pittelliano, anche scavalcando organismi di partito qualificati, a Matera più cristallinamente con un’operazione di chirurgia plastica di poco pregio.

Complimenti, comunque. Al PD che anziché fare l’opposizione e puntare a nuove elezioni ha preferito andare in campagna acquisti sindaci, e a questi ultimi per aver voltato la faccia a chi li aveva scelti in antitesi proprio al partito democratico. Della serie come ti prendo un risultato elettorale e te lo rivolto come un calzino. In campagna elettorale doveva essere la macchina comunale a essere rivoltata come un calzino, ma che vuoi, si cresce, si maturano esperienze e conoscenze e gli obiettivi possono cambiare, soprattutto se l’affezione allo scranno e alla striscia tricolore supera il limite della coerenza politica.

Certo, si dirà che è per il bene della città e nanì e nanera, come no, ma lo sapevamo già ed è inutile ripeterlo.

La democrazia nei comuni, brillantemente costruita con una legge che prevede l’elezione diretta del sindaco, in salsa pittelliana è una democrazia colabrodo che, o ha il PD in maggioranza e all’opposizione in una magica interpretazione del trasformismo alla Brachetti con capacità di passare da una posizione all’altra in un battito di ciglia, o presenta giunte e maggioranze indefinite dove si coalizzano nemici politici che trovano, evidentemente, nel tornaconto di partito, la chiave per imporre governi diversamente politici.

Grazie dello spettacolo, ma alla fine del mandato voglio vedere proprio come tutti proverete a riciclarvi.

Il porto di cervello, editoriale del Roma Cronache Lucane

Posted on 21. giu, 2017 by in Argomenti, Commenti

Il porto di cervello, editoriale del Roma Cronache Lucane

La sensazione, generale, è che la sufficienza sia diventata eccellenza e che la vera eccellenza sia scomparsa dal panorama. Ragion per cui pur vivendo meno che mediocremente, per rimanere ottimisti, a sentir loro, i politici, sembra che siamo circondati da eccellenze.

Il livellamento in basso, poi, non evita che alle persone normali sia destinata la giustizia più severa, la burocrazia più cocciuta e la trafila più difficile, come pane quotidiano e per qualunque obiettivo si volesse perseguire. Su un altro binario, invece, corrono le nostre cosiddette eccellenze, e cioè una magistratura infaticabile e moralizzatrice, che include autentici sfaccendati che per emettere un provvedimento ci mettono una vita e che non pagano mai, il figlio dell’onorevole che fa il professionista e riceve incarichi milionari e l’autista dell’alto funzionario che per una risonanza magnetica deve aspettare solo che si liberi l’apparecchio.

Per dire.

Le due velocità e le due morali di un’Italia che, con la pseudo democrazia in vigore, ha pensato bene di creare una maggioranza di moralmente diversi che ci governano nella maniera più vergognosa da quando l’uomo ha scoperto il rasoio per tagliare la barba.

Il potere che pochi uomini esercitano sulla società, attraverso fedeli filiere di sedicenti eccellenze, forse tali solo per le amicizie, ha dello sbalorditivo in un sistema che dovrebbe essere, invece, di garanzia per tutti di eguaglianza di mezzi e di valore del merito.

Il guazzabuglio che ne esce è il politico potente che non parla l’italiano e il delinquente che conquista spazio solo riciclando danaro illecitamente guadagnato, per esempio. Oppure un legislatore sensibile a pochi interessi e sfacciatamente incapace o volutamente indisponibile al bene comune.

Un sistema, però, che cerca di prevenire tutto: portiamo il casco in moto, mettiamo la cintura in macchina, prendiamo il vaccino, in un sistema preservativo che è prudente e previdente. Poi, però, nello stesso tempo inquiniamo gli invasi semplicemente non controllando come vengono sfruttate le autorizzazioni o violate le leggi a tutela dell’ambiente. Tutto nello stesso paese, dove la coerenza è un baluardo irraggiungibile per definizione e dove chi viola la legge ha una corsi preferenziale rispetto agli scemi che la osservano. Questi passano addirittura per fessi.

Un paese nel quale se un treno non funziona bisogna che lo prenda un parlamentare, semmai per sbaglio, perché diventi un caso, mentre se ci stavano dentro mille passeggeri, la notizia non arriva neanche alla cassetta delle lettere di un giornale.

Ma piuttosto dobbiamo chiederci se in un paese dove sono stati scoperti trucchi anche nei giochi televisivi, non sia in atto una controrivoluzione amorale silenziosa e perdurante da decenni, ovvero non si sia giunti alla più perversa deformazione del potere da consentire a un legislatore di fare leggi ignobili, come il tentativo di modificare la costituzione o la recente riforma del processo penale stanno a testimoniare.

E’ questa una domanda seria e responsabile. Come quella che, non cambiando seriamente il senso di marcia, non si sia diretti tutti a uno sfacelo totale, a una resa dei conti finale, dalla quale potrebbe venir fuori un nuovo far west nel quale chi riesca a farsi giustizia da solo sarà un fortunato. Oppure c’è un’altra maniera e cioè quella di buttare alle ortiche i cervelli ovvero ancora per poterne usare uno, fare una norma che preveda una specifico porto di cervello, sì da contingentarne il numero. Augh!

Il mini eolico selvaggio, editoriale del Roma Cronache Lucane

Posted on 20. giu, 2017 by in Attualità, Città di Potenza, Regione Basilicata

Il mini eolico selvaggio, editoriale del Roma Cronache Lucane

La questione del mini eolico a Potenza, ma non solo, avrebbe del paradossale solo non ci trovassimo in Basilicata e in Italia.

L’aggressione al paesaggio, alla natura, alla salute dei residenti è palese e certificata pure. La solidarietà di tutti i partiti è garantita, ci mancherebbe. Il Sindaco è al fianco dei residenti di Pian del Mattino, ovviamente. Ma chi potrebbe fare qualcosa tace. Cioè la Regione.

La Regione che, poi, è governata da quegli stessi partiti che pure danno solidarietà e si dichiarano vicini ai residenti e che sollecitano una moratoria per le recenti autorizzazioni rilasciate.

Tutti d’accordo, quindi? Macchè.

Gli uffici regionali tacciono e le imprese che hanno il cosiddetto pezzo di carta intendono farlo valere, avendoci investito danaro.

Siamo già circondati da questi mostri bianchi che non si capisce neanche se siano davvero un affare e per chi.

Un territorio andrebbe gestito, difeso e tutelato. Possiamo dire che in Basilicata questo è stato fatto? Temo di no, a guardare il panorama con le statue bianche e senza dimenticare le estrazioni in Val d’Agri. Arrivare a una regolamentazione a saturazione del mercato, oltre che irridente è anche buffo, ammesso che il regolamento regionale serva davvero a regolamentare. Immagino che, se il regolamento in vigore pone dei limiti, chi sapeva avrà approfittato per ottenere prima ogni tipo di autorizzazione, è evidente, così come è evidente che qualcuno ha reso possibile tutto ciò.

In Regione pensano di stare con la coscienza a posto, devo ritenere, stante il silenzio.

Volevate un regolamento e l’abbiamo fatto, ora basta e finitela di fare sterili polemiche, sembrano dire. Neanche una voce si leva da viale Verrastro, foss’anche una voce che dica che i residenti sono in torto e perché. Vivere sotto una pala eolica non deve essere qualcosa di eccitante, a meno che non si faccia di ogni pala una specie di gigantesco simbolo sacro da riverire quotidianamente. In tal caso fortunati loro che possono inginocchiarsi in ogni momento davanti al santo protettore, accenderci una candela e chiedere e semmai ottenere pure i numeri da giocare al lotto. E dire che qualcuno casomai aveva scelto di vivere nel silenzio della campagna, rotto solo dal rumore del vento o dallo scroscio della pioggia, con l’obiettivo della pace. Il cordone umano a protezione della zona, già abbondantemente violata da venti, dico venti, pale eoliche chissà quanto potrà durare. Poi le pale diverranno cinquantuno. La zona poco alla volta si desertificherà, con danni inimmaginabili alle famiglie, al territorio tutto, all’ambiente e solo allora i nostri amministratori potranno ritenersi soddisfatti dell’opera compiuta in virtù di un’impresa economica che sarà pure fallimentare.

Ci sarà un assessore in regione capace di spendere una parola? Ci sarà qualche esponente del partito che ci sgoverna da una vita capace di mostrare sensibilità inducendo il governatore a dire cosa pensa e se si può fare qualcosa?

Aspetto solo che qualcuno proferisca la fatidica frase “Ma se non avete fatto neppure ricorso”, sarebbe la beffa finale e spero che nessuno lo dica mai. Se ci vuole pure un giudice per affermare il diritto a vivere lontano da un mostro e dal suo rumore, beh!, stiamo messi davvero male, anzi malissimo.

 

 

L’accordo

Posted on 19. giu, 2017 by in Racconti

L’accordo

Capì che era inutile parlare. E del resto quando mai lo era stato? Così sorrise beato e fece di sì con la testa.

Tutti pensarono di averlo convinto e comunque di aver acquisito il suo consenso e sembravano soddisfatti, gratificati della soluzione che il suo cenno di assenso apriva.

Nel rendersi conto di ciò, l’uomo esitò un attimo, quasi tentato di spiegare che il suo non era un consenso ma una rassegnata presa d’atto, ma poi tornò a far ampi cenni di sì con il capo e a sorridere in quella maniera ebete che lo faceva passare sempre per quello che non era.

In un attimo provò insofferenza per la situazione; voleva rimanere solo, senza nessuno davanti, almeno senza nessuno di quei personaggi, vittoriosi, secondo loro, e tronfi per la capacità che avevano mostrato di convincere e persuadere.

Mentre i commenti soddisfatti si sprecavano, lui si rigirò la stilo fra le mani mentre il suo sguardo da ebete diventava freddo, quindi si alzò e li salutò, facendo cenno che avrebbero dovuto accomodarsi fuori. Tutti, sorpresi e un po’ offesi, si guardarono l’un l’altro e affollandosi verso la porta della stanza cominciarono a uscire uno ad uno non senza riuscire a evitare qualche reciproca spinta che li rese oltremodo goffi.

Stavolta sorrise beffardo. L’ultimo a uscire, forse il più importante o il più prudente, ribadì “allora siamo rimasti d’accordo su tutto?”

 

<ul><li><strong>woo_feat_page</strong> - </li><li><strong>woo_inc_feat_page</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_feat_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_uploads</strong> - a:3:{i:0;s:75:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/5-safe_image.png";i:1;s:72:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/4-Luciano.jpg";i:2;s:69:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/3-logo.png";}</li><li><strong>woo_show_featured</strong> - true</li><li><strong>woo_textlogo</strong> - false</li><li><strong>woo_gravatar</strong> - true</li><li><strong>woo_contactme</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_bio</strong> - </li><li><strong>woo_twitter</strong> - </li><li><strong>woo_highlights_tag</strong> - potenza</li><li><strong>woo_highlights_tag_amount</strong> - 6</li><li><strong>woo_featured_tag</strong> - </li><li><strong>woo_featured_tag_amount</strong> - 4</li><li><strong>woo_highlights_show</strong> - true</li><li><strong>woo_also_slider_enable</strong> - true</li><li><strong>woo_slider_heading</strong> - Sul Blog si parla ancora di...</li><li><strong>woo_recent_archives</strong> - #</li><li><strong>woo_excerpt_enable</strong> - false</li><li><strong>woo_contact_page_id</strong> - </li><li><strong>woo_featured_image_dimentions_height</strong> - 371</li><li><strong>woo_featured_sidebar_image_dimentions_height</strong> - 78</li><li><strong>woo_hightlights_image_dimentions_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_video_browser_init</strong> - 5</li><li><strong>woo_slider_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_slider_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_automate_slider</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page</strong> - false</li><li><strong>woo_home_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_page_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_blog_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_also_slider_image_dimentions_height</strong> - 144</li><li><strong>woo_single_post_image_width</strong> - 280</li><li><strong>woo_single_post_image_height</strong> - 380</li><li><strong>woo_archive_page_image_width</strong> - 200</li><li><strong>woo_archive_page_image_height</strong> - 220</li><li><strong>woo_themename</strong> - The Journal</li><li><strong>woo_shortname</strong> - woo</li><li><strong>woo_manual</strong> - http://www.woothemes.com/support/theme-documentation/the-journal/</li><li><strong>woo_alt_stylesheet</strong> - brown_boxed.css</li><li><strong>woo_logo</strong> - http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/5-safe_image.png</li><li><strong>woo_custom_favicon</strong> - </li><li><strong>woo_google_analytics</strong> - <script type=\"text/javascript\">

  var _gaq = _gaq || [];
  _gaq.push([\'_setAccount\', \'UA-703470-4\']);
  _gaq.push([\'_trackPageview\']);

  (function() {
    var ga = document.createElement(\'script\'); ga.type = \'text/javascript\'; ga.async = true;
    ga.src = (\'https:\' == document.location.protocol ? \'https://ssl\' : \'http://www\') + \'.google-analytics.com/ga.js\';
    var s = document.getElementsByTagName(\'script\')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s);
  })();

</script></li><li><strong>woo_feedburner_url</strong> - </li><li><strong>woo_custom_css</strong> - </li><li><strong>woo_home_top</strong> - About</li><li><strong>woo_home_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_page_ex</strong> - </li><li><strong>woo_popular</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_content</strong> - false</li><li><strong>woo_content_archives</strong> - false</li><li><strong>woo_resize</strong> - true</li><li><strong>woo_auto_img</strong> - true</li><li><strong>woo_home_width</strong> - 197</li><li><strong>woo_home_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_thumb_width</strong> - 75</li><li><strong>woo_thumb_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_cat_nav_1</strong> - false</li><li><strong>woo_ads_rotate</strong> - true</li><li><strong>woo_ad_image_1</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_ad_url_1</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_2</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_ad_url_2</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_3</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_ad_url_3</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_4</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_4</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_5</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_5</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_6</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_6</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_archive_content</strong> - false</li><li><strong>woo_search_content</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_menu</strong> - false</li><li><strong>woo_portfolio_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_port_in_nav</strong> - false</li><li><strong>woo_port_prev_title</strong> - Thumbnails</li><li><strong>woo_port_prev_ins</strong> - Click on images below to load a larger preview.</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_a</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_a</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_a</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_b</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_b</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_b</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_c</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_c</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_c</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_d</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_d</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_d</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_minifeat_height</strong> - 110</li><li><strong>woo_nav_exclude</strong> - </li><li><strong>woo_scroller_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_about_header</strong> - </li><li><strong>woo_about_text</strong> - </li><li><strong>woo_about_button</strong> - </li><li><strong>woo_button_link</strong> - </li><li><strong>woo_about_photo</strong> - </li><li><strong>woo_cat_box_1</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_1_image</strong> - </li><li><strong>woo_blog_navigation</strong> - false</li><li><strong>woo_blog_subnavigation</strong> - false</li><li><strong>woo_blog_permalink</strong> - </li><li><strong>woo_blog_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_featured_posts</strong> - 2</li><li><strong>woo_ad_header</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_header_code</strong> - </li><li><strong>woo_ad_header_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/468x60a.jpg</li><li><strong>woo_ad_header_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_top</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_top_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_top_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/468x60a.jpg</li><li><strong>woo_ad_top_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_content</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_content_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_content_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/728x90a.jpg</li><li><strong>woo_ad_content_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_300_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_300_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/300x250a.jpg</li><li><strong>woo_ad_300_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_blog_cat_id</strong> - </li><li><strong>woo_the_content</strong> - true</li><li><strong>woo_ad_mpu_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_3col_height</strong> - 150</li><li><strong>woo_ad_footer_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_cat_color_1</strong> - </li><li><strong>woo_pf_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_home_normal</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_portfolio_image_width</strong> - </li><li><strong>woo_portfolio_image_height</strong> - </li><li><strong>woo_posts_image_width</strong> - </li><li><strong>woo_posts_image_height</strong> - </li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_1</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_1</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_2</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_2</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_3</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_3</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_4</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_4</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_enable_all_category</strong> - false</li><li><strong>woo_bgr</strong> - darkblue.css</li><li><strong>woo_right_sidebar</strong> - true</li><li><strong>woo_archives</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_layout</strong> - blog.php</li><li><strong>woo_other_entries</strong> - 6</li><li><strong>woo_other_headlines</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_nav_footer</strong> - true</li><li><strong>woo_box_colors</strong> - </li><li><strong>woo_about</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_more1_ID</strong> - </li><li><strong>woo_more1_link</strong> - Click here for more info</li><li><strong>woo_more1_url</strong> - </li><li><strong>woo_more2_ID</strong> - </li><li><strong>woo_more2_link</strong> - Click here for more info</li><li><strong>woo_more2_url</strong> - </li><li><strong>woo_highlight_url</strong> - </li><li><strong>woo_cat_ex</strong> - </li><li><strong>woo_highlight_text</strong> - </li><li><strong>woo_feedburner_id</strong> - Feedburner ID</li><li><strong>woo_home_link</strong> - true</li><li><strong>woo_home_link_text</strong> - Home</li><li><strong>woo_home_link_desc</strong> - </li><li><strong>woo_header_layout</strong> - about.php</li><li><strong>woo_about_bio</strong> - </li><li><strong>woo_about_gravatar</strong> - </li><li><strong>woo_about_readmore</strong> - </li><li><strong>woo_ad_header_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_main</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_footer</strong> - </li><li><strong>woo_featured_layout</strong> - large_no_ad.php</li><li><strong>woo_ad_block_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_block_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-300x250-1.gif</li><li><strong>woo_ad_block_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_related</strong> - true</li><li><strong>woo_image_width</strong> - 430</li><li><strong>woo_image_height</strong> - 170</li><li><strong>woo_feat_alt_width</strong> - 130</li><li><strong>woo_feat_alt_height</strong> - 85</li><li><strong>woo_image_single</strong> - false</li><li><strong>woo_single_width</strong> - 180</li><li><strong>woo_single_height</strong> - 120</li><li><strong>woo_ad_content_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_homepage_image_link</strong> - false</li><li><strong>woo_footer_left</strong> - </li><li><strong>woo_inc_footer_left</strong> - false</li><li><strong>woo_footer_right</strong> - </li><li><strong>woo_inc_footer_right</strong> - false</li><li><strong>woo_minifeat_width</strong> - 218</li><li><strong>woo_pages_ex</strong> - </li><li><strong>woo_breadcrumbs</strong> - false</li><li><strong>woo_features_page</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_featured_tabs</strong> - </li><li><strong>woo_featured_category</strong> - Città di Potenza</li><li><strong>woo_featured_entries</strong> - 10</li><li><strong>woo_4col_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_flickr_id</strong> - </li><li><strong>woo_flickr_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_asides_category</strong> - Sport</li><li><strong>woo_asides_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_ad_page</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_home_arc</strong> - false</li><li><strong>woo_tabs</strong> - false</li><li><strong>woo_popular_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_comment_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_video_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_content_feat</strong> - true</li><li><strong>woo_home_thumb_width</strong> - 247</li><li><strong>woo_home_thumb_height</strong> - 92</li><li><strong>woo_ad_top_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_250_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_250_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-250x250.gif</li><li><strong>woo_ad_250_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_flickr_url</strong> - Flickr URL</li><li><strong>woo_2col_height</strong> - 200</li><li><strong>woo_1col_height</strong> - 200</li><li><strong>woo_block_image</strong> - http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/themes/livewire/images/300x250.gif</li><li><strong>woo_block_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_port_images</strong> - false</li><li><strong>woo_all_category_title</strong> - Categories</li><li><strong>woo_home_layout</strong> - 3_columns.php</li><li><strong>woo_archive_layout</strong> - 3_columns.php</li><li><strong>woo_show_carousel</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_home</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_mpu_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_mpu_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_mpu_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/300x250a.jpg</li><li><strong>woo_author</strong> - true</li><li><strong>woo_home_one_col</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_image_width</strong> - 540</li><li><strong>woo_feat_image_height</strong> - 195</li><li><strong>woo_thumb_image_width</strong> - 75</li><li><strong>woo_thumb_image_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_single_image_width</strong> - 100</li><li><strong>woo_single_image_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_post_size</strong> - false</li><li><strong>woo_single_thumb</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_footer_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_footer_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-468x60-2.gif</li><li><strong>woo_twitter_enable</strong> - true</li><li><strong>woo_twitter_username</strong> - woothemes</li><li><strong>woo_about_enable</strong> - false</li><li><strong>woo_enable_blog_category</strong> - false</li><li><strong>woo_mid_exclude</strong> - </li><li><strong>woo_email</strong> - </li><li><strong>woo_vidpage</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_video_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_thumb_width</strong> - </li><li><strong>woo_cat_thumb_height</strong> - </li><li><strong>woo_home_title</strong> - Latest from my blog...</li><li><strong>woo_portfolio_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_portfolio_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_portfolio_resizer</strong> - false</li><li><strong>woo_twitter_user</strong> - </li><li><strong>woo_flickr</strong> - </li><li><strong>woo_delicious</strong> - </li><li><strong>woo_digg</strong> - </li><li><strong>woo_facebook</strong> - </li><li><strong>woo_linkedin</strong> - </li><li><strong>woo_lastfm</strong> - </li><li><strong>woo_youtube</strong> - </li><li><strong>woo_stumble</strong> - </li><li><strong>woo_content_home</strong> - false</li><li><strong>woo_content_archive</strong> - false</li><li><strong>woo_ads_inner_content</strong> - true</li><li><strong>woo_blog_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_home_secondary</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_mid_1</strong> - false</li><li><strong>woo_menupages</strong> - </li><li><strong>woo_intro</strong> - </li><li><strong>woo_featpages</strong> - </li><li><strong>woo_ex_featpages</strong> - true</li><li><strong>woo_featheight</strong> - </li><li><strong>woo_addblog</strong> - false</li><li><strong>woo_blogcat</strong> - </li><li><strong>woo_catmenu</strong> - false</li><li><strong>woo_about_button_1</strong> - </li><li><strong>woo_content_left</strong> - false</li><li><strong>woo_content_mid</strong> - false</li><li><strong>woo_image_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_not_mpu</strong> - false</li><li><strong>woothemes_settings</strong> - a:0:{}</li><li><strong>woo_button_link_1</strong> - </li><li><strong>woo_about_button_2</strong> - </li><li><strong>woo_button_link_2</strong> - </li><li><strong>woo_carousel_header</strong> - </li><li><strong>woo_scroller_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_thumbnail_1</strong> - </li><li><strong>woo_featured_1</strong> - </li><li><strong>woo_featured_1_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_2</strong> - </li><li><strong>woo_featured_2</strong> - </li><li><strong>woo_featured_2_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_3</strong> - </li><li><strong>woo_featured_3</strong> - </li><li><strong>woo_featured_3_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_4</strong> - </li><li><strong>woo_featured_4</strong> - </li><li><strong>woo_featured_4_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_show_mostcommented</strong> - false</li><li><strong>woo_logo_left</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_nav</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_list</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_ex_cat_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_list_footer</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_box_footer_1</strong> - false</li><li><strong>woo_image_archives</strong> - false</li><li><strong>woo_archive_width</strong> - 140</li><li><strong>woo_archive_height</strong> - 90</li><li><strong>woo_ad_300</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_300_bot</strong> - false</li><li><strong>woo_exclude_pages</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_cats</strong> - </li><li><strong>woo_steps</strong> - Select Format:</li><li><strong>woo_contact</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_blog</strong> - false</li><li><strong>woo_tabber</strong> - false</li><li><strong>woo_show_mpu</strong> - false</li><li><strong>woo_show_ad</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_below_image</strong> - /images/ad468.jpg</li><li><strong>woo_ad_below_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_code</strong> - </li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-728x90-2.gif</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_alt_colours</strong> - default.css</li><li><strong>woo_aboutlink</strong> - </li><li><strong>woo_side_image</strong> - /styles/clean-light/images/ad-120x240.jpg</li><li><strong>woo_side_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ads</strong> - false</li><li><strong>woo_disclaimer</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_subnav</strong> - </li><li><strong>woo_subnav</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_width</strong> - 280</li><li><strong>woo_feat_height</strong> - 210</li><li><strong>woo_smallthumb_width</strong> - 56</li><li><strong>woo_smallthumb_height</strong> - 42</li><li><strong>woo_homepage</strong> - layout-default.php</li><li><strong>woo_slider</strong> - false</li><li><strong>woo_tabber_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_tabber_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page_left</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page_left</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page_right</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page_right</strong> - false</li><li><strong>woo_mag_featured</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_mag_secondary</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_blog_navigation_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_embed</strong> - false</li><li><strong>woo_home_featured</strong> - true</li><li><strong>woo_home_content</strong> - false</li><li><strong>woo_get_image_width</strong> - 190</li><li><strong>woo_get_image_height</strong> - 142</li><li><strong>woo_ad_200_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_200_image</strong> - </li><li><strong>woo_ad_200_url</strong> - </li></ul>