Sunday, 22nd July 2018

Nolė e Saverio

Posted on 07. ago, 2017 by in Città di Potenza, Provincia di Potenza, Racconti

Nolė e Saverio

Il commissario Nolè aveva deciso: avrebbe avuto un compagno di vita, un cane.

Scelse un bull terrier.

Lo prenotò per tempo presso un canile di Napoli, e quando ricevette la tanto attesa telefonata, non vide l’ora di mettersi in viaggio.

Lo fece il sabato successivo, partenza alle sette di mattina per essere al canile attorno alle dieci.

Nolè, in auto, non superava mai i 130 Km orari, ma, per compensare il comportamento di rispetto della legge quanto ai limiti di velocità, non indossava mai la cintura di sicurezza.

Quando se lo trovò davanti fu vero amore: il cane era tutto bianco con un occhio nero. Bruttino, invero, ma per Nolè era una meraviglia.

Aveva meno di tre mesi, e, ricevute le istruzioni per i primi tempi, salutò e scappò via.

Il cane aveva già un nome, ma Nolè decise subito di cambiarglielo, e lo chiamò Saverio.

Lo sistemò sul sedile del passeggero e si mise in viaggio, ma non superò i novanta per timore che il cucciolo cadesse dal sedile.

Dopo dieci soste e tre ore e mezzo di viaggio arrivò a casa.

Non gli aveva ancora messo il guinzaglio.

Saverio guardava il commissario con amore, dolcemente ricambiato.

Dopo una domenica passata a leggere riviste sui cani, e a giocare con Saverio, arrivò tristemente il lunedì.

Nolè di buon’ora si avviò per la questura con Saverio al fianco.

In ufficio lo sistemò in una bella cuccia al suo fianco, ma Saverio capì subito che avrebbe goduto di tutta la libertà che voleva.

Quando si rese necessario uscire d’ufficio, Nolè chiamò Rosaria, l’appuntato più giovane, e la pregò di dare un’occhiata a Saverio.

Doveva incontrarsi con un informatore per una fornitura di droga che sarebbe arrivata in città nella serata. Si incontrarono a Montereale, su una panchina vicino al monumento ai caduti.

Conosciuto ogni particolare dell’operazione, l’informatore si allontanò rapidamente dalla panchina. Nolè, invece, rimase seduto a fumare. Ebbe così modo di vedere tutta la scena.

Mentre l’informatore era all’altezza del belvedere, a una cinquantina di metri dalla panchina, venne avvicinato da due giovanotti che lo affiancarono. Dopo due passi l’informatore si accasciò al suolo. Nolè non badò all’informatore ma tagliò per il Dancing, per incrociare i due malviventi sulla strada che costeggiava la piscina comunale. Il più basso aveva ancora il coltello grondante il sangue dell’informatore in mano e, trovatosi Nolè davanti, glielo mostrò minaccioso. Ma Nolè con un calcio alla mano glielo fece volare via, pronto a difendersi dall’attacco dell’altro aggressore. Questi si fermò di colpo e sfilò dalla tasca interna del giaccone una pistola che puntò immediatamente contro Nolè.

Il commissario si fermò, alzò le mani, e disse “Ok, avete vinto”. Il pistolero era indeciso sul da farsi, mentre l’amico, ben più deciso lo incalzò “Dai, scappiamo”, e cominciarono a correre. Passarono davanti a una panchina dove c’era una ragazza, che, apparentemente distratta, allungò una gamba per sgambettare il malvivente armato. Quando questi cadde, mollando la pistola, il suo compagno si fermò per aiutarlo, ma la ragazza gli sferrò un calcio nelle parti basse e con un balzo recuperò la pistola. Nolè, che aveva visto tutto, aveva un diavolo per capello e apostrofò la ragazza che aveva subito riconosciuto “Dove hai lasciato Saverio?”, Rosaria sorrise e indicò la panchina dove Saverio già scodinzolava alla vista di Nolè.

“Ho pensato di portarlo qui per farlo divertire, commissario”.

Nolè sorrise beato alla vista di Saverio, e incurante dei due malviventi, come dell’informatore che stava avvicinandosi con una mano sul fianco mostrando di non aver subito grossi danni, disse a Rosaria “Pensaci tu a questi due balordi io me ne vado in giro con Saverio”, Rosaria sorrise e chiamò in questura col cellulare per chiedere aiuto.

Nolè intanto già correva per il parco inseguito da Saverio e pensava “Io il collare a Saverio non lo metterò mai”

Egidio e la sua prima volta. Racconto

Posted on 04. ago, 2017 by in Racconti

Egidio e la sua prima volta. Racconto

Egidio era in trepida attesa della sua prima volta. Si era anche esercitato a eseguire ogni operazione nel più breve tempo possibile. Era capace, ormai, e il calcolo era stato eseguito con precisione maniacale, di aprire il bottone del cappotto-introdurre la mano- estrarre il revolver- disattivare la sicura e mettersi in posizione per prendere la mira, in 4 secondi.

Sorrise pensando a come avrebbe ben figurato nel saloon di una città del vecchio west, all’epoca degli sceriffi a cavallo.

Era anche deciso a rischiare. Aveva pensato che, mescolandosi nella folla, gli sarebbe stato più facile trovare il profilo giusto da far saltare al primo colpo e che poi sarebbe stato ancora più facile dileguarsi senza essere notato. Magari camuffandosi giusto quel poco in grado di alterare la fisionomia.

Aveva preparato un berretto che coprisse i capelli, occhiali con la montatura di tartaruga molto pesante e grande, tacchi nascosti nelle scarpe di quattro centimetri, cuffia classica per IPod con l’arco di pelle che ricadeva sulla fronte. Tutte cose delle quali si sarebbe liberato in pochi secondi cambiando completamente aspetto.

Era eccitato.

Un giorno gli capitò di entrare nel tribunale della sua città in cerca di profili; aveva visto il parcheggio pieno e immaginava aule e corridoi gremiti di gente in poco spazio. E non aveva tutti i torti.

Forse il suo destino era stato già segnato, però, e non aveva mancato di mostrarsi in anticipo a Egidio: infatti, nel prendere un ascensore, questo si fermo al secondo piano, e, apertesi automaticamente la porta, si presentò ai suoi occhi avidi il più bel profilo per un cecchino come lui. Era più o meno la stessa scena che gli si era presentata quando aveva capito quale era la sua missione in vita. Un fremito lo scosse, immediatamente tirò fuori l’arma e fece esplodere quel profilo. Brandelli di carne gli finirono in faccia, vista la breve distanza che lo divideva dal bersaglio.

Dopo un secondo la porta si era richiusa e l’ascensore continuò la sua corsa. Il tragitto di un piano gli bastò per disfarsi di berretto, occhiali, cuffia. Uscì spedito e si chiuse nel primo bagno che trovò. Eliminò i tacchi dalle scarpe e pulì il cappotto dallo schizzo di carne viva.

Uscì dal bagno e l’eco della confusione al piano di sopra lo assalì. Ma non era scattato ancora l’allarme. Si avviò all’uscita e con la faccia più ingenua del mondo varcò l’uscita, priva delle guardie, evidentemente scappate nel luogo del tiro al bersaglio.

Era felice. Rivide la scena mille volte nella sua testa e decise che la prossima volta si sarebbe munito di una mini telecamera per riprendere tutta la scena; la decisione lo esaltò.

Poi cominciò ad avere paura di essere scoperto, ma fu un solo attimo, perché, camminando, aveva notato dall’altro margine della strada un profilo ancora più bello che non poteva sperare di rimanere intatto.

Sogghignò e carezzò il rigonfio nella tasca.

Nolè al contrattacco

Posted on 05. gen, 2015 by in Città di Potenza, Racconti

Nolè al contrattacco

http://www.neteditor.it/content/231055/nolè-al-contrattacco

L’impiegato

Posted on 03. gen, 2015 by in Racconti

L’impiegato

https://www.youtube.com/watch?v=rBJLoYd8xak

Egidio e la sua prima volta

Posted on 29. dic, 2014 by in Città di Potenza, Racconti

Egidio e la sua prima volta

http://www.neteditor.it/node/230901

Il tiro al bersaglio, ovvero una gola fra le mani.

Posted on 22. dic, 2014 by in Racconti

Il tiro al bersaglio, ovvero una gola fra le mani.

http://www.neteditor.it/node/230728

Nolè è svogliato

Posted on 15. nov, 2011 by in Città di Potenza, Racconti

Nolè è svogliato

Nolè sfilò l’ultima sigaretta, accartocciò il pacchetto e provò a centrare il cesto della spazzatura posto a qualche metro.

La palla di carta finì sul bordo del cesto e rimbalzò fuori.

Nolè la prese male.

Tirò fuori l’IPad, e provò a fare qualche solitario per vedere se tirava meglio lì.

Macchè. Non gliene riuscì uno.

“Brutto segno”, mugugnò fra sé e sé.

Non aveva alcuna voglia di lavorare, ma neanche di uscir fuori a passeggiare, o leggere o fare un giro in moto.

Provò allora a giocare alla statua. Rimase immobile, respirando molto lentamente, per evitare anche di far allargare la gabbia toracica. Arrivò a impiegare 42 secondi per un respiro completo. Era talmente concentrato che quando l’appuntato Melarancia aprì la porta del suo ufficio, trasalì spaventatissimo impallidendo di colpo.

L’appuntato Melarancia, che era una gran bella ragazza, si spaventò e corse a chiamare aiuto.

Nolè, nel frattempo, andava riprendendosi, e quando arrivarono trafelati l’appuntato Melarancia e la collega Fiatamone, aveva già acceso un’altra sigaretta e deciso contemporaneamente di smettere di fumare.

Le due giovani poliziotte tirarono un sospiro di sollievo vedendolo in piedi. Erano entrambe affascinate dal commissario, anche se il commissario pareva appena accorgersi di loro.

“Ecco un bicchiere d’acqua, commissario”, “Apro la finestra, commissario?”

“Né l’uno, né l’altro. Mie care, sono le otto, possiamo andare via. Voi venite con me, ho bisogno di bere birra, ma il mio oroscopo dice che non posso bere da solo. Quindi preparatevi e non discutete, E’ un ordine. Fidanzati, corteggiatori, eventuali mariti, o semplici amici dovranno portare pazienza”.

Le due poliziotte furono pronte in un attimo, e il gruppetto uscì allegramente dalla questura.

A poche centinaia di metri dalla questura c’era un localino privato, di quelli il cui accesso era previsto solo per i soci, ma che invece, di fatto, era aperto a tutti.

I tre entrarono nel locale e sedettero in fondo alla sala.

A un tavolo accanto due giovanotti viaggiavano già verso la quarta birra e uno dei due risultava piuttosto alticcio; “non ti sembrano troppe due belle ragazze per un vecchietto come te?”, disse il ragazzo brillo a Nolè.

Nolè gli sorrise “Troppe?, ma se manca ancora tua sorella all’appello”.

Il giovane si alzò e si scagliò contro Nolè, mentre altri due ragazzotti gli andarono in aiuto. Circondarono Nolè senza prestare attenzione alle due poliziotte.

L’appuntato Melarancia senza indugiare scagliò il contenuto del suo boccale di birra negli occhi dello scalmanato e in men che non si dica prese una sedia e affrontò gli altri due bellimbusti.

Nolè mise le mani dietro la nuca e si gustò la scena.

Fiatamone porse un fazzoletto all’ubriaco per pulirsi gli occhi e mentre questi lamentandosi prendeva il fazzoletto, gli tirò un fenomenale calcio fra le gambe. Nel frattempo Melarancia aveva fracassato la sedia sui due malcapitati.

Ci fu un attimo di silenzio.

“Siete state bravissime, perdinci. I miei complimenti. Capo!”, disse rivolgendosi al gestore “noi tre non abbiamo la tessera, se ce la prepari verremo ogni sera a fare un po’ di pulizia!”

“Ah!, dimenticavo”, aggiunse, “il nostro conto lo pagano i bellimbusti”.

Si mise in mezzo alle due poliziotte, le prese sottobraccio e disse loro con fare confidenziale “Mi è venuto appetito. Si va a casa mia e vi preparo le linguine “alla Tonino”, vi va?”

“Alla grande”, risposero le poliziotte.

Gli straordinari di Nolè.

Posted on 01. ago, 2011 by in Città di Potenza, Racconti

Gli straordinari di Nolè.

La bella signora stava per finire le operazioni al bancomat. Un giovanotto aspettava educatamente il suo turno un metro più dietro.

Nolè si gustava, per modo di dire, pigramente la scena, non avendo altro da fare. Stava seduto per terra con le spalle poggiate al muretto in un angolo a una decina di metri dal bancomat; sorseggiava una bibita e fumava. Faceva caldo.

Da quando era in ferie, Nolè era sceso in spiaggia soltanto un paio di volte, e sempre dopo le diciassette.

Aveva preso una stanza matrimoniale, per buon augurio, in un bell’albergo, pensione completa, perché gli piaceva confondersi fra la gente e vivere in comunità rimanendo perfettamente e totalmente solo.

La signora stava infilando le banconote nel portafogli, quelli belli grandi che usano le donne, mentre si girava verso la strada. Il giovanotto con un gesto fulmineo le strappò il portafogli, la spinse con violenza e cominciò a scappare proprio in direzione di Nolè che non aveva proprio visto. Lo vide all’ultimo istante e cercò di evitarlo.

Nolè allungò, alzandolo, il piede di quel tanto sufficiente a sgambettare il giovane, il quale finì steso per terra. Il portafoglio della signora gli sfuggì di mano, seminando documenti e banconote, bigliettini da visita e pizzini vari, carte di credito e santini. Nolè si alzò molto rapidamente e fece in tempo a inchiodare il giovanotto a terra schiacciandogli il polso.

Il giovane gemeva e provava a divincolarsi ma il mocassino del commissario gli segava la pelle. Nolè, ancora con la lattina in mano, si rivolse alla signora “Si riprenda le sue cose, signora.” “Grazie mille, come avrei fatto senza di lei. E’ stato bravissimo”, “un gratificante dovere, signora, questi giovanotti non conoscono il piacere che si prova a cercare di essere galanti. Vero, piccolo bastardo?”, disse rivolgendosi al giovane. Questi, pallidissimo, guardò con odio Nolè.

Quando la signora ebbe finito di raccogliere tutte le sue cose, ed ebbe salutato, con un insinuante sorriso Nolè, e svoltato l’angolo, il commissario liberò il giovane, e gli disse “dove scappi, imbecille”, vedendolo agitarsi “calma, sono in ferie, e voglio bere una birra con un imbecille dei nostri tempi, su, vieni con me”. Il giovane rimase interdetto e a disagio, ma lo seguì.

“Cosa significa che è in ferie?”, chiese al commissario.

“Che non ti arresto. Che non ti denuncio. Che non te le do di santa ragione. Forse sbaglio, ma me ne fotto. Sono in ferie e quindi ti lascio l’opportunità di fare altre cazzate, ma spera di non incontrarmi più. Birra?”

Il giovane sorrise e disse “macchè birra. Una bel gelato.”

L’agguato. Le avventure del Commissario Nolè.

Posted on 28. giu, 2011 by in Città di Potenza, Racconti

L’agguato. Le avventure del Commissario Nolè.

“Mi rifiuto” esclamò stizzito il commissario Nolè rivolgendosi a un inviperito Questore.

Nolè, quel giorno, vestiva un jeans vecchio come il mondo e una camicia bianca, la giacca blu poggiata su una spalla. Era la sua divisa da qualche mese. Ogni tanto gli girava così. Aveva tre jeans che alternava, lavandoli ogni volta che si inzaccherava a pranzo, quattro camicie, che cambiava quotidianamente, o ancora più frequentemente, a seconda del solito sbrodolamento, e tre giacche. L’estate avrebbe vestito così.

Nolè pensò che non bastava e allora ripetè “Signor Questore mi rifiuto, r i f i u t o. Capito?”

Si alzò e uscì sbattendo la porta. “Al limite do le dimissioni”, pensò.

Era sereno. L’irascibile questore voleva imporgli di portare sempre la pistola carica e senza sicura sotto il braccio. Erano tempi strani, la micro delinquenza dilagava, e il Ministero aveva dettato linee guida drastiche, che trasformavano i commissari in sceriffi, e a Nolè questo non andava giù.

Imboccò la porta di Mimmo il ciclista, sedette al solito posto e gridò a Mimmo “Aglio, olio e peperoncino, baccalà con cruschi, rosso e gazzosa, poi caffè e doppio brancamenta. E non voglio essere disturbato. Niente commenti e domande. Grazie Mimmo sei un angelo”

Sedette al solito posto, sotto il televisore, e aprì sull’Ipad l’applicazione della Gazzetta dello Sport.

Con il cartaceo preferiva il Corriere dello sport, ma sull’Ipad, era più godibile la Gazzetta.

Si immerse nella lettura. La stagione del calciomercato gli piaceva assai e se la godeva quotidianamente. L’ultimo scandalo del calcioscommesse non l’aveva stupito. Aveva il buonsenso necessario per sapere che in Italia va tutto a ramengo, cionondimeno, si godeva questo calcio taroccato con l’entusiasmo di un fanciullo.

All’ultima goccia di brancamenta si alzò, pagò senza lasciare mancia, e uscì a fumare. Via Vaccaro alle due e mezza era semivuota; ebbe modo di notare bene, perciò, una moto di grossa cilindrata che arrivava veloce, e che frenava di colpo alla sua altezza. Il giovane seduto al posto di dietro allungò il braccio, puntò con tutta calma e fece fuoco. Nolè si buttò steso per terra ed evitò l’agguato. La moto fuggì via a tutto gas,  Nolè si alzò spolverandosi la camicia bianca.

“Avessi avuto una pistola quei due non sentirebbero in questo momento il vento fra i capelli. Con la mira che ho li avrei centrati. Ho ragione io a non girare armato. Accese un’altra MS e si avviò stancamente verso viale Dante.

Nolè e la Champions

Posted on 18. feb, 2011 by in Città di Potenza, Racconti

Nolè e la Champions

“Un giorno o l’altro ci rimetterò la salute”, pensò Nolè alla fine della partita.

Spaparanzato sulla poltrona osservava, per niente soddisfatto, la leggera curva che il suo stomaco assumeva sempre più di sovente.

Nell’arco dei fatidici due tempi, oltre l’intervallo, Nolè aveva festeggiato ogni gol dell’Inter con un’ abbondante sorsata di calvados, e per creare un ambiente favorevole al profumato liquore, aveva ingurgitato, fra una sorsata e l’altra, pezzi enormi di cioccolato al latte con le nocciole.

Complice uno stato di forma sfavillante dell’attacco dell’Inter, che aveva costretto tifosi e cronisti all’uso del pallottoliere per tenere il conto dei gol, il risultato personale di Nolè era stato: una tavoletta, di quelle grandi, tipo familiare, di nocciolato, e tre quarti della sinuosa bottiglia di calvados.

Sazio, era sazio. Ma era anche euforico e disposto alle relazioni sociali.

Dal momento che non era ancora molto tardi chiamò al telefono Maria, l’amica delle notti brave, e l’invitò per un ulteriore cicchetto in un locale alla moda.

Maria, come sempre, non si negò, e dopo pochi minuti, Nolè a bordo della sua anonima e usatissima berlina, col sorriso beffardo di chi veleggia nei fumi dell’alcool, aprì, da vero galantuomo, la portiera all’amica e complice di sempre.

L’acre sapore della sigaretta, sul palato ancora impastato da cioccolata e calvados, gli regalava momenti di estasi, e il mescolarsi dei diversi sapori sembrava orchestrato da sapienti maestri.

Una sinfonia di gusti suonava nella sua bocca, mentre con un sorriso ebete faceva finta di ascoltare una Maria infervorata in un racconto di chissà quale storia.

La serata fu piacevole. Maria parlava senza smettere un attimo, mentre Nolè sorseggiava un whisky torbato senza né ascoltare né pensare a niente.

A mezzanotte Nolè sentì di avere appetito, fermò il cameriere e chiese se servivano ancora da mangiare. “No, commissario, la cucina è chiusa. Possiamo servirle arachidi e patatine.”

“No grazie”, rispose Nolè,  e poi pensò “Città di merda!”.

Allora guardò Maria. “Capito! A casa mia per uno spaghetto. Forza, commissario dei miei stivali”.

Nolè le sorrise e le baciò la mano.

Lo spaghetto, secondo la filosofia di Nolè, costituiva il miglior alimento notturno; perchè segnava, a suo modo di vedere, la chiusura della giornata aprendo, nel contempo la porta ovattata del sonno, come niente altro al mondo.

Lo volle aglio, olio e peperoncino, come sempre. Molto al dente, e in misura ridotta, e cioè quei magici settanta grammi che gli avrebbero lasciato voglia di un’altra forchettata.

In fondo aveva gusti semplici, Nolè.

Ci bevve sopra un bicchiere di bianco, perché non trovò altro nel frigo di Maria.

“Rimani?”, gli chiese Maria.

“Non se ne parla. Domattina devo interrogare un losco individuo e alle otto devo essere già in forma.”

L’aria gelida di quella notte potentina di un febbraio che sembrava finalmente volgere a neve, lo avvolse premurosa, e decisa a fargli smaltire quella anarchica serata culinaria in pochi secondi. Nolè le fu grato e tornò a casa a piedi. La macchina l’avrebbe recuperata l’indomani.

Nolè in vacanza. Sesto o settimo capitolo, non so. Le avventure del Commissario Nolè

Posted on 01. feb, 2011 by in Città di Potenza, Letteratura, Racconti

Nolè in vacanza. Sesto o settimo capitolo, non so. Le avventure del Commissario Nolè

Nolè dormì qualche ora, e al risveglio ebbe subito voglia di un caffè.

Andò in cucina e accese la macchina del caffè elettrica mentre preparava la cialda; avvertì, però, una sensazione strana. Si guardò attorno e gli tornò alla mente lo stato in cui aveva lasciato la cucina la sera prima.

Non c’erano bicchieri sporchi e non c’era la bottiglia di grappa; corse in camera da letto e non rinvenne la valigia di Corinne: tutto in ordine come se Corinne non avesse mai messo piede in quella casa.

Senza che lo volesse si era fatta strada, nella sua mente, l’idea che Corinne lo aveva seguito a Potenza per sfuggire a una situazione grave, e nulla più. Ecco perché non provava più sensi di angoscia o rimorsi al riguardo. Ebbe la sensazione che, comunque, sarebbe venuto a capo di tutto. Ma incombeva la riunione e allora si lavò, si vestì e uscì di casa.

Sul pianerottolo incontrò uno degli studenti che stava uscendo di casa “Buongiorno commissario, di corsa?”

“Ciao, sì, di corsa. Ma ieri non c’era nessuno in casa? Avevo bisogno di una informazione, ho bussato, ma non mi ha risposto nessuno”

“No eravamo tutti via. Io ho fatto rientro pochi minuti fa e scappo a lezione. Di cosa aveva bisogno?”

“Niente, niente, poi ho risolto, grazie. Ciao.”

Situazione davvero ingarbugliata, pensò Nolè, che, complice l’aria tersa di una giornata spettacolare, per la fredda Potenza, non provava più il disagio e il terrore della sera precedente. “Chissà dov’è Mike?”, pensò il commissario che aveva ben impresso negli occhi il volto dell’uomo che tanto lo aveva terrorizzato.

Lo aveva battezzato Mike, così, forse per omaggio ai polizieschi americani che tanto amava.

Comunque era stranamente di ottimo umore.

In questura fu accolto come al solito benissimo, le nuove poliziotte, poi, gli sorridevano beate, perchè vedevano in lui un vero personaggio, affascinante, bello e coraggioso, e lui lo sapeva, e le ricambiava come un personaggio doveva fare: gentile ma assolutamente distaccato e riservato.

La riunione stava per iniziare e c’era nell’aria come una strana energia, quella che si avverte prima di un’operazione importante; buon segno, pensò Nolè.

La sala delle riunioni era l’ultima di un lungo corridoio subito dopo la sala del nucleo operativo speciale, una specie di superpoliziotti che il Ministero degli Interni aveva istituito l’anno precedente. Il nucleo aveva strani compiti che Nolè non aveva mai capito bene, e gli uomini addetti non avevano rapporti con nessuno in questura.

Passando davanti alla porta del Nucleo Speciale Nolè notò che la stessa era socchiusa, cosa invero molto rara, sbirciò e rimase quasi paralizzato. Quella mascella e quella capigliatura l’aveva già vista, e anche molto di recente.

Nolè in vacanza. Quinto capitolo. Le avventure del Commissario Nolè.

Posted on 31. gen, 2011 by in Città di Potenza, Letteratura, Letture, Racconti

Nolè in vacanza. Quinto capitolo. Le avventure del Commissario Nolè.

L’uomo aveva un’espressione gelida. Gli occhi verdi erano profondi ma stranamente inespressivi. I capelli, lisci, quasi biondi. Una mascella quadrata faceva da contorno a labbra carnose, ma pallide. Ma era tutto il viso a essere livido, si stentava a immaginare sangue che vi scorresse. Una profonda cicatrice partiva dal sopracciglio dell’occhio destro per perdersi sulle tempie fra i capelli.

Teneva le mani, immobili, sulle cosce, in una posizione tanto composta quanto buffa. Di una cosa Nolè fu subito certo: quell’uomo aveva ucciso, e anche tanto.

Nolè era rimasto terrorizzato da quell’espressione fredda e totalmente indifferente. Aveva capito che quell’uomo non aveva scrupoli, ed era una macchina da guerra.

Rimase in silenzio per recuperare terreno.

Anche l’uomo taceva. Guardava fisso davanti a sé. Per un attimo Nolè pensò fosse cieco. L’uomo sembrò essere sintonizzato coi pensieri di Nolè, perché disse “ci vedo benissimo, commissario. So che non penserà minimamente di tentare sortite eroiche, perché ha capito che non le conviene. A me lei non interessa. A me interessa la signora Lucienne de LuVamprè, quella che lei chiama Corinne.

Il perché non le interessa e non interessa questa cittadina, il cui livello di criminalità, a me può credere, è ben più alto di quello che si pensa e di quello che commissari come lei possano immaginare.

Devo solo decidere se farla fuori o se lasciarla andar via. In quest’ultimo caso non dovrà fare niente per cercare Lucienne. So che posso fidarmi di una sua risposta, comunque. Ma le assicuro che, non perdendo mai del tempo a riflettere, potrei decidere il suo futuro ad un semplice batter di ciglia.

Ancora. Lei è libero di uscire e di riprendere il suo lavoro – mi sembra abbia qualcosa di grosso, come dicono in gergo, vero?, fra le mani – vada.

So che ci penserà su.

Io, come le ho detto, non ci penserò affatto.”

Nolè, come stordito, si alzò meccanicamente e tornò a casa sua. Si stese vestito sul letto, e perse conoscenza.

Nolè in vacanza. Quinto capitolo.

Posted on 23. gen, 2011 by in Letteratura, Racconti

Nolè in vacanza. Quinto capitolo.

Il brusio era talmente soffuso che non riuscì a percepire una parola che fosse una.

Nolè era davvero indeciso sul da farsi; in fondo solo l’istinto e nessun motivo l’avevano spinto a quella incursione del tutto illegale.

A questo punto qualcuno si mosse nella stanza e un’ombra gli comparve enorme sul vetro della porta.

L’ombra aprì la porta e si incamminò verso la cucina.

Nolè con un balzo era riuscito a nascondersi in una stanza posta di fronte a quella dalla quale era uscita l’ombra. Dal buio del suo nascondiglio guardò nella misteriosa stanza rimasta con la porta aperta.

Un televisore acceso senza audio, e un uomo di spalle. Sempre nascosto nel buio vide l’ombra fare ritorno con una bottiglia di Fanta in mano; mentre stava per chiudere la porta l’amico gli disse “Lascia la porta aperta, non vorrei che la francesina si liberasse; così sentiamo meglio ogni rumore”.

“OK, capo.”

Nolè tirò un sospiro di sollievo “Bene, Corinne è in questo appartamento; ora passiamo all’azione”.

Fece cadere per terra con gran fragore una serie di sopramobili che stavano su una mensola e si acquattò dietro la porta. L’ombra arrivò subito con un’automatica scintillante in mano, Nolè lo affrontò alle spalle colpendolo con violenza inaudita sulla nuca con un colpo di karate e l’ombra stramazzò al suolo, poi con un balzo e con la pistola puntata, ancora al buio uscì allo scoperto e sparò un colpo intimidatorio verso il soffitto. L’altro uomo seduto sempre di spalle al televisore parlò calmo “La finisca di fare il cow boy e venga a discutere come una persona civile”.

Nolè raccolse la pistola automatica che l’ombra aveva lasciato cadere, constatò che l’uomo era svenuto, chiuse la porta con la chiave e fece ingresso al cospetto del misterioso e calmissimno uomo.

“Dov’è Corinne?”

“Lo sa bene che è di là; ci ha sentiti, vero? Ma dorme.”

Nolè prese il cellulare e compose il numero della centrale. Ma il cellulare non dava segni di vita.

“Cow Boy l’appartamento è isolato, i cellulari non prendono, è come se stessimo dieci metri sotto terra.”

Nolè accusò il colpo. Non si era accorto mai di niente, eppure viveva lì accanto. Umiliato, girò attorno all’uomo e gli si pose di fronte, e per la prima volta provò cosa significa avere davvero paura.

Nolè in vacanza. Quarto capitolo. Le avventure del commissario Nolè

Posted on 21. dic, 2010 by in Città di Potenza, Letteratura, Letture, Racconti

Nolè in vacanza. Quarto capitolo. Le avventure del commissario Nolè

L’indagine che aveva reso necessario il ritorno improvviso di Nolè a Potenza era cominciata per caso. La polizia teneva sotto controllo i telefoni di un paio di spacciatori di cocaina, e nel corso di una intercettazione era saltato fuori il nome di un consigliere comunale, tal Franco Perrone, il quale avrebbe dovuto incontrarsi il trentuno dicembre, alle ventitre e trenta con tal Mingo la Scorza per la consegna di un quantitativo enorme di cocaina. Il sospetto che nutrivano gli inquirenti, poi, era che la droga sarebbe stata pagata con il frutto della recente rapina all’Unicredit di Melfi, rapina che aveva fruttato tre milioni di euro.

Da tanto la convocazione di Nolè il quale doveva organizzare l’imboscata al consigliere Perrone.

Ma Nolè stava con la testa altrove, quella sera: la scomparsa di Corinne l’angosciava e non poco. Si sentiva responsabile, temeva per lei, insomma aveva una paura fottuta che fosse successo qualcosa di grave.

D’altronde non sapeva da dove cominciare. Poi ebbe una illuminazione, frugò nelle tasche e tirò fuori il cellulare, compose il numero di Corinne e stette ad ascoltare. Subito, al segnale di libero nell’orecchio destro, fece eco il tipico squillo del cellulare di Corinne. Nolè seguì il suono e finì in bagno dove trovò il telefono.

Febbrilmente andò alla funzione “chiamate recenti” e verificò tutte le telefonate della serata.

Alle ventidue e dieci Corinne aveva ricevuto una telefonata da un numero sconosciuto, la telefonata era durata 46 secondi, e subito dopo la francesina aveva telefonato alla sorella in Francia, e la conversazione era durata dodici minuti, troppi per Corinne, se aveva cominciato a conoscerla bene.

Provò a ricostruire: “Qualcuno ha chiamato Corinne e l’ha messa in agitazione, tanto da indurla a una lunga conversazione con la sorella. Quindi qualcosa che riguardava la sua famiglia, o comunque la sua vita in Francia. Ma se così fosse, non si spiega la sua scomparsa che sembra, invece, più il frutto di qualcosa accaduto a Potenza.”

Tornò alla bottiglia e bevve un corposo sorso di liquore, si accese una sigaretta e sedette affranto al tavolo.

Prese la decisione di raccontare tutto al questore, ma era davvero tardi, e rinviò tutto alla mattina seguente, anche perché, tutto sommato, poteva anche darsi che le sue preoccupazioni fossero inutili ed esagerate.

Pensò comunque di fare un giro a piedi nella zona. Uscì di casa e gli venne l’idea di chiedere ai dirimpettai se avessero visto o sentito qualcosa.

Di fronte casa sua abitavano quattro studenti che provenivano dalla provincia, simpatici ragazzi, anche se piuttosto diffidenti e circospetti.

Bussò ripetutamente alla porta dei vicini. Non rispose nessuno, ma ebbe la sensazione che la casa non fosse vuota. Bussò ancora, ma senza risultato. Allora tirò fuori la carta di credito e lavorò come gli aveva insegnato un topo d’appartamento di Napoli. In un baleno la serratura cedette, quindi socchiuse la porta tendendo le orecchie. Sentì un brusio che proveniva dal fondo del corridoio, allora, entrò e con la leggerezza di un gatto si avventurò nell’appartamento.

In fondo al corridoio c’era una porta di vetro chiusa, la stanza era illuminata, Nolè si avvicinò alla porta e rimase in ascolto.

Sigla

Nolè in vacanza. Terzo capitolo. Le avventure del commissario Nolè

Posted on 18. dic, 2010 by in Città di Potenza, Letteratura, Racconti

Nolè in vacanza. Terzo capitolo. Le avventure del commissario Nolè

L’arrivo di Nolè, con tanto di francesina accanto, fu letteralmente trionfale.

Quaranta minuti di attesa della navetta che collega l’aeroporto di Fiumicino coi parcheggi lunga sosta, sotto un autentico nubifragio. L’auto di Nolè che non ne voleva sapere di partire e che sembrava di aver scelto di morire lì, code interminabili sul raccordo autostradale, e la Roma-Napoli troppo spesso ridotta a una sola corsia per gli immancabili lavori in corso.

E poi la Basentana con i suoi ponti traballanti, e la neve a Balvano.

Ma Corinne, sebbene rimanesse allegramente stupita a ogni italico problema, non aveva occhi che per il suo commissario e interpretava ogni difficoltà come un gioco.

La sua euforia, però, non coinvolgeva un teso Nolè che temeva di dover lavorare anche a Capodanno.

Ad ogni modo, una volta a Potenza, parcheggiò letteralmente macchina e francesina e scappò in questura, dove, alle venti non c’era ormai nessuno. Sulla sua scrivania trovò un corposo rapporto che l’avrebbe aggiornato sulla delicata situazione; la raccomandazione era stata quella di leggerlo attentamente per farsi trovare operativo la mattina del successivo trenta dicembre.

Avrebbe potuto prendere l’incartamento e tornare a casa, ma preferì cominciare subito la lettura.

Alle ventitrè si ricordò di Corinne e del suo frigorifero vuoto. Allora telefonò a casa, ma non rispose nessuno. Allarmato riprovò sul cellulare di Corinne con uguale risultato.

Prima di essere assalito dal panico era già in macchina diretto a casa.

Forse era stato un errore portarsi in Italia Corinne, pensava furibondo.

E poi, che diamine, possibile che la tranquilla Potenza riuscisse a sconvolgergli tanto la vita?

Mentre guidava in una Potenza deserta con la mente andò alla ricerca di motivazioni che potessero giustificare il fatto che Corinne non gli aveva risposto, ma non gliene veniva una sensata.

Parcheggiò e corse a casa.

Entrò trafelato, e rimase di sasso trovando la porta d’entrata socchiusa.

Nessun rumore. In camera da letto trovò la valigia di Corinne sul letto aperta e per metà disfatta, la luce accesa, ma di Corinne nessuna traccia.

I suoi occhi divennero due fessure orizzontali, accese una MS, e si attaccò a una bottiglia di grappa che trovò aperta sul tavolo della cucina.

<ul><li><strong>woo_feat_page</strong> - </li><li><strong>woo_inc_feat_page</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_feat_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_uploads</strong> - a:3:{i:0;s:75:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/5-safe_image.png";i:1;s:72:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/4-Luciano.jpg";i:2;s:69:"http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/3-logo.png";}</li><li><strong>woo_show_featured</strong> - true</li><li><strong>woo_textlogo</strong> - false</li><li><strong>woo_gravatar</strong> - true</li><li><strong>woo_contactme</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_bio</strong> - </li><li><strong>woo_twitter</strong> - </li><li><strong>woo_highlights_tag</strong> - potenza</li><li><strong>woo_highlights_tag_amount</strong> - 6</li><li><strong>woo_featured_tag</strong> - </li><li><strong>woo_featured_tag_amount</strong> - 4</li><li><strong>woo_highlights_show</strong> - true</li><li><strong>woo_also_slider_enable</strong> - true</li><li><strong>woo_slider_heading</strong> - Sul Blog si parla ancora di...</li><li><strong>woo_recent_archives</strong> - #</li><li><strong>woo_excerpt_enable</strong> - false</li><li><strong>woo_contact_page_id</strong> - </li><li><strong>woo_featured_image_dimentions_height</strong> - 371</li><li><strong>woo_featured_sidebar_image_dimentions_height</strong> - 78</li><li><strong>woo_hightlights_image_dimentions_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_video_browser_init</strong> - 5</li><li><strong>woo_slider_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_slider_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_automate_slider</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page</strong> - false</li><li><strong>woo_home_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_page_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_blog_sidebar</strong> - Select a sidebar:</li><li><strong>woo_also_slider_image_dimentions_height</strong> - 144</li><li><strong>woo_single_post_image_width</strong> - 280</li><li><strong>woo_single_post_image_height</strong> - 380</li><li><strong>woo_archive_page_image_width</strong> - 200</li><li><strong>woo_archive_page_image_height</strong> - 220</li><li><strong>woo_themename</strong> - The Journal</li><li><strong>woo_shortname</strong> - woo</li><li><strong>woo_manual</strong> - http://www.woothemes.com/support/theme-documentation/the-journal/</li><li><strong>woo_alt_stylesheet</strong> - brown_boxed.css</li><li><strong>woo_logo</strong> - http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/woo_uploads/5-safe_image.png</li><li><strong>woo_custom_favicon</strong> - </li><li><strong>woo_google_analytics</strong> - <script type=\"text/javascript\">

  var _gaq = _gaq || [];
  _gaq.push([\'_setAccount\', \'UA-703470-4\']);
  _gaq.push([\'_trackPageview\']);

  (function() {
    var ga = document.createElement(\'script\'); ga.type = \'text/javascript\'; ga.async = true;
    ga.src = (\'https:\' == document.location.protocol ? \'https://ssl\' : \'http://www\') + \'.google-analytics.com/ga.js\';
    var s = document.getElementsByTagName(\'script\')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s);
  })();

</script></li><li><strong>woo_feedburner_url</strong> - </li><li><strong>woo_custom_css</strong> - </li><li><strong>woo_home_top</strong> - About</li><li><strong>woo_home_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_page_ex</strong> - </li><li><strong>woo_popular</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_content</strong> - false</li><li><strong>woo_content_archives</strong> - false</li><li><strong>woo_resize</strong> - true</li><li><strong>woo_auto_img</strong> - true</li><li><strong>woo_home_width</strong> - 197</li><li><strong>woo_home_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_thumb_width</strong> - 75</li><li><strong>woo_thumb_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_cat_nav_1</strong> - false</li><li><strong>woo_ads_rotate</strong> - true</li><li><strong>woo_ad_image_1</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_ad_url_1</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_2</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_ad_url_2</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_3</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_ad_url_3</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_4</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_4</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_5</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_5</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_6</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_url_6</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_archive_content</strong> - false</li><li><strong>woo_search_content</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_menu</strong> - false</li><li><strong>woo_portfolio_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_port_in_nav</strong> - false</li><li><strong>woo_port_prev_title</strong> - Thumbnails</li><li><strong>woo_port_prev_ins</strong> - Click on images below to load a larger preview.</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_a</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_a</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_a</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_b</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_b</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_b</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_c</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_c</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_c</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_125_adsense_d</strong> - </li><li><strong>woo_ad_125_image_d</strong> - http://woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_ad_125_url_d</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_minifeat_height</strong> - 110</li><li><strong>woo_nav_exclude</strong> - </li><li><strong>woo_scroller_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_about_header</strong> - </li><li><strong>woo_about_text</strong> - </li><li><strong>woo_about_button</strong> - </li><li><strong>woo_button_link</strong> - </li><li><strong>woo_about_photo</strong> - </li><li><strong>woo_cat_box_1</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_box_1_image</strong> - </li><li><strong>woo_blog_navigation</strong> - false</li><li><strong>woo_blog_subnavigation</strong> - false</li><li><strong>woo_blog_permalink</strong> - </li><li><strong>woo_blog_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_featured_posts</strong> - 2</li><li><strong>woo_ad_header</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_header_code</strong> - </li><li><strong>woo_ad_header_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/468x60a.jpg</li><li><strong>woo_ad_header_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_top</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_top_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_top_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/468x60a.jpg</li><li><strong>woo_ad_top_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_content</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_content_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_content_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/728x90a.jpg</li><li><strong>woo_ad_content_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_300_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_300_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/300x250a.jpg</li><li><strong>woo_ad_300_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_blog_cat_id</strong> - </li><li><strong>woo_the_content</strong> - true</li><li><strong>woo_ad_mpu_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_3col_height</strong> - 150</li><li><strong>woo_ad_footer_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_cat_color_1</strong> - </li><li><strong>woo_pf_cat</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_home_normal</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_portfolio_image_width</strong> - </li><li><strong>woo_portfolio_image_height</strong> - </li><li><strong>woo_posts_image_width</strong> - </li><li><strong>woo_posts_image_height</strong> - </li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_1</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-1.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_1</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_2</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-2.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_2</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_3</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-3.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_3</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_sidebar_ad_img_4</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-125x125-4.gif</li><li><strong>woo_sidebar_ad_href_4</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_enable_all_category</strong> - false</li><li><strong>woo_bgr</strong> - darkblue.css</li><li><strong>woo_right_sidebar</strong> - true</li><li><strong>woo_archives</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_layout</strong> - blog.php</li><li><strong>woo_other_entries</strong> - 6</li><li><strong>woo_other_headlines</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_nav_footer</strong> - true</li><li><strong>woo_box_colors</strong> - </li><li><strong>woo_about</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_more1_ID</strong> - </li><li><strong>woo_more1_link</strong> - Click here for more info</li><li><strong>woo_more1_url</strong> - </li><li><strong>woo_more2_ID</strong> - </li><li><strong>woo_more2_link</strong> - Click here for more info</li><li><strong>woo_more2_url</strong> - </li><li><strong>woo_highlight_url</strong> - </li><li><strong>woo_cat_ex</strong> - </li><li><strong>woo_highlight_text</strong> - </li><li><strong>woo_feedburner_id</strong> - Feedburner ID</li><li><strong>woo_home_link</strong> - true</li><li><strong>woo_home_link_text</strong> - Home</li><li><strong>woo_home_link_desc</strong> - </li><li><strong>woo_header_layout</strong> - about.php</li><li><strong>woo_about_bio</strong> - </li><li><strong>woo_about_gravatar</strong> - </li><li><strong>woo_about_readmore</strong> - </li><li><strong>woo_ad_header_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_main</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_footer</strong> - </li><li><strong>woo_featured_layout</strong> - large_no_ad.php</li><li><strong>woo_ad_block_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_block_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-300x250-1.gif</li><li><strong>woo_ad_block_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_related</strong> - true</li><li><strong>woo_image_width</strong> - 430</li><li><strong>woo_image_height</strong> - 170</li><li><strong>woo_feat_alt_width</strong> - 130</li><li><strong>woo_feat_alt_height</strong> - 85</li><li><strong>woo_image_single</strong> - false</li><li><strong>woo_single_width</strong> - 180</li><li><strong>woo_single_height</strong> - 120</li><li><strong>woo_ad_content_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_homepage_image_link</strong> - false</li><li><strong>woo_footer_left</strong> - </li><li><strong>woo_inc_footer_left</strong> - false</li><li><strong>woo_footer_right</strong> - </li><li><strong>woo_inc_footer_right</strong> - false</li><li><strong>woo_minifeat_width</strong> - 218</li><li><strong>woo_pages_ex</strong> - </li><li><strong>woo_breadcrumbs</strong> - false</li><li><strong>woo_features_page</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_featured_tabs</strong> - </li><li><strong>woo_featured_category</strong> - Città di Potenza</li><li><strong>woo_featured_entries</strong> - 10</li><li><strong>woo_4col_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_flickr_id</strong> - </li><li><strong>woo_flickr_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_asides_category</strong> - Sport</li><li><strong>woo_asides_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_ad_page</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_home_arc</strong> - false</li><li><strong>woo_tabs</strong> - false</li><li><strong>woo_popular_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_comment_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_video_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_content_feat</strong> - true</li><li><strong>woo_home_thumb_width</strong> - 247</li><li><strong>woo_home_thumb_height</strong> - 92</li><li><strong>woo_ad_top_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_250_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_250_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-250x250.gif</li><li><strong>woo_ad_250_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_flickr_url</strong> - Flickr URL</li><li><strong>woo_2col_height</strong> - 200</li><li><strong>woo_1col_height</strong> - 200</li><li><strong>woo_block_image</strong> - http://www.lucianopetrullo.com/blog/wp-content/themes/livewire/images/300x250.gif</li><li><strong>woo_block_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_port_images</strong> - false</li><li><strong>woo_all_category_title</strong> - Categories</li><li><strong>woo_home_layout</strong> - 3_columns.php</li><li><strong>woo_archive_layout</strong> - 3_columns.php</li><li><strong>woo_show_carousel</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_entries</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_home</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_mpu_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_mpu_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_mpu_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/300x250a.jpg</li><li><strong>woo_author</strong> - true</li><li><strong>woo_home_one_col</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_image_width</strong> - 540</li><li><strong>woo_feat_image_height</strong> - 195</li><li><strong>woo_thumb_image_width</strong> - 75</li><li><strong>woo_thumb_image_height</strong> - 75</li><li><strong>woo_single_image_width</strong> - 100</li><li><strong>woo_single_image_height</strong> - 100</li><li><strong>woo_post_size</strong> - false</li><li><strong>woo_single_thumb</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_footer_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_footer_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-468x60-2.gif</li><li><strong>woo_twitter_enable</strong> - true</li><li><strong>woo_twitter_username</strong> - woothemes</li><li><strong>woo_about_enable</strong> - false</li><li><strong>woo_enable_blog_category</strong> - false</li><li><strong>woo_mid_exclude</strong> - </li><li><strong>woo_email</strong> - </li><li><strong>woo_vidpage</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_video_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_thumb_width</strong> - </li><li><strong>woo_cat_thumb_height</strong> - </li><li><strong>woo_home_title</strong> - Latest from my blog...</li><li><strong>woo_portfolio_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_portfolio_posts</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_portfolio_resizer</strong> - false</li><li><strong>woo_twitter_user</strong> - </li><li><strong>woo_flickr</strong> - </li><li><strong>woo_delicious</strong> - </li><li><strong>woo_digg</strong> - </li><li><strong>woo_facebook</strong> - </li><li><strong>woo_linkedin</strong> - </li><li><strong>woo_lastfm</strong> - </li><li><strong>woo_youtube</strong> - </li><li><strong>woo_stumble</strong> - </li><li><strong>woo_content_home</strong> - false</li><li><strong>woo_content_archive</strong> - false</li><li><strong>woo_ads_inner_content</strong> - true</li><li><strong>woo_blog_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_home_secondary</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_mid_1</strong> - false</li><li><strong>woo_menupages</strong> - </li><li><strong>woo_intro</strong> - </li><li><strong>woo_featpages</strong> - </li><li><strong>woo_ex_featpages</strong> - true</li><li><strong>woo_featheight</strong> - </li><li><strong>woo_addblog</strong> - false</li><li><strong>woo_blogcat</strong> - </li><li><strong>woo_catmenu</strong> - false</li><li><strong>woo_about_button_1</strong> - </li><li><strong>woo_content_left</strong> - false</li><li><strong>woo_content_mid</strong> - false</li><li><strong>woo_image_disable</strong> - false</li><li><strong>woo_not_mpu</strong> - false</li><li><strong>woothemes_settings</strong> - a:0:{}</li><li><strong>woo_button_link_1</strong> - </li><li><strong>woo_about_button_2</strong> - </li><li><strong>woo_button_link_2</strong> - </li><li><strong>woo_carousel_header</strong> - </li><li><strong>woo_scroller_category</strong> - Select a category:</li><li><strong>woo_thumbnail_1</strong> - </li><li><strong>woo_featured_1</strong> - </li><li><strong>woo_featured_1_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_2</strong> - </li><li><strong>woo_featured_2</strong> - </li><li><strong>woo_featured_2_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_3</strong> - </li><li><strong>woo_featured_3</strong> - </li><li><strong>woo_featured_3_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_thumbnail_4</strong> - </li><li><strong>woo_featured_4</strong> - </li><li><strong>woo_featured_4_linkout</strong> - #</li><li><strong>woo_show_mostcommented</strong> - false</li><li><strong>woo_logo_left</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_nav</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_list</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_ex_cat_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_cat_list_footer</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_cat_box_footer_1</strong> - false</li><li><strong>woo_image_archives</strong> - false</li><li><strong>woo_archive_width</strong> - 140</li><li><strong>woo_archive_height</strong> - 90</li><li><strong>woo_ad_300</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_300_bot</strong> - false</li><li><strong>woo_exclude_pages</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_cats</strong> - </li><li><strong>woo_steps</strong> - Select Format:</li><li><strong>woo_contact</strong> - Select a page:</li><li><strong>woo_blog</strong> - false</li><li><strong>woo_tabber</strong> - false</li><li><strong>woo_show_mpu</strong> - false</li><li><strong>woo_show_ad</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_below_image</strong> - /images/ad468.jpg</li><li><strong>woo_ad_below_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_code</strong> - </li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/woothemes-728x90-2.gif</li><li><strong>woo_ad_leaderboard_f_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_alt_colours</strong> - default.css</li><li><strong>woo_aboutlink</strong> - </li><li><strong>woo_side_image</strong> - /styles/clean-light/images/ad-120x240.jpg</li><li><strong>woo_side_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ads</strong> - false</li><li><strong>woo_disclaimer</strong> - </li><li><strong>woo_exclude_pages_subnav</strong> - </li><li><strong>woo_subnav</strong> - false</li><li><strong>woo_feat_width</strong> - 280</li><li><strong>woo_feat_height</strong> - 210</li><li><strong>woo_smallthumb_width</strong> - 56</li><li><strong>woo_smallthumb_height</strong> - 42</li><li><strong>woo_homepage</strong> - layout-default.php</li><li><strong>woo_slider</strong> - false</li><li><strong>woo_tabber_pages</strong> - </li><li><strong>woo_inc_tabber_pages</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page_left</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page_left</strong> - false</li><li><strong>woo_intro_page_right</strong> - </li><li><strong>woo_inc_intro_page_right</strong> - false</li><li><strong>woo_mag_featured</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_mag_secondary</strong> - Select a number:</li><li><strong>woo_blog_navigation_footer</strong> - false</li><li><strong>woo_embed</strong> - false</li><li><strong>woo_home_featured</strong> - true</li><li><strong>woo_home_content</strong> - false</li><li><strong>woo_get_image_width</strong> - 190</li><li><strong>woo_get_image_height</strong> - 142</li><li><strong>woo_ad_200_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_200_image</strong> - </li><li><strong>woo_ad_200_url</strong> - </li></ul>